Come si diventa web designer

Quotidianamente si visitano tantissimi siti internet, ognuno dei quali ha un’interfaccia differente caratterizzata da colori, font, immagini e pulsanti diversi. A volte non si presta neppure troppa attenzione a tali aspetti, ma dietro alla grafica e alla struttura di una pagina c’è un gran lavoro svolto da un web designer professionista. Si tratta di un’occupazione stimolante e che può portare a ottenere molte soddisfazioni, ma non tutti sanno come intraprendere la carriera e neppure le modalità per aprire la partita Iva come web designer, ecco perché è importante avere i consigli degli esperti, che aiutano a percorrere la strada giusta senza commettere errori.

Quanto guadagna un Web Designer Freelance?

Uno degli elementi che interessa maggiormente coloro che intendono intraprendere la professione, prima di aprire la partita Iva come programmatore, riguarda l’aspetto economico. Se si vuole lavorare come freelance, bisogna riuscire a intercettare i clienti e applicare una politica tariffaria competitiva. Naturalmente, al prezzo vengono rapportate le capacità dell’esperto, anche perché un sito internet ben fatto per un’impresa significa un’occasione di profitto per il cliente. La retribuzione per chi opera in proprio è variabile in base al tipo di servizi offerti, alle istanze dei committenti e alla quantità di persone e aziende a cui si vendono i servizi stessi. Difficile stabilire una somma specifica, anche perché ci sono molti fattori che contribuiscono a determinare l’incasso mensile. Secondo alcune ricerche di settore, mediamente i possessori di una partita Iva da web designer percepiscono 1.500 euro netti al mese. Il minimo è di 1.100 euro netti mensili, ma si arriva anche a 2.300 euro netti ogni mese. Non è difficile superare i 2.000 euro, ma serve una certa quantità di contratti.

Come diventare Web Designer Freelance?

I web designer possono operare all’interno di un’agenzia al servizio di vari clienti, internamente a un’impresa per gestire il sito aziendale o anche più portali della medesima ditta, oppure come freelance. Nell’ultimo caso si ha più libertà in termini di luoghi di lavoro e orari, ma bisogna disporre di una partita Iva per e-commerce e affrontare tutti i costi autonomamente, a fronte naturalmente di una migliore opportunità di guadagno. L’attività autonoma consente di scegliere i progetti da realizzare, ma prevede un certo percorso per iniziare l’attività. Ci sono requisiti normativi da rispettare, come per qualsiasi altro professionista, il web designer deve registrarsi alla Camera di Commercio e aprire la partita Iva per web design, così da fare la fattura ai clienti e pagare imposte e tasse. Una volta completate le operazioni burocratiche, va acquistata l’attrezzatura necessaria, ovvero un computer all’avanguardia con software ad hoc. Serve una connessione a internet eccellente. Il guadagno arriva dai clienti, quindi vanno promossi i servizi e individuati committenti pronti ad affidare un incarico. Se non si è sicuri delle proprie competenze, è bene, prima di avviare l’iter per operare come freelance, seguire un corso specifico per apprendere le nozioni e fare pratica, magari all’interno di un’agenzia. Si possono seguire le lezioni delle varie scuole che ci sono in Italia, tenute da esperti del settore.

Partita IVA per Web Designer: come aprirla e quanto costa

Il primo passo porta il freelance ad aprire la partita Iva da web designer, per questo basta recarsi all’Agenzia delle Entrate e compilare i moduli consegnati dagli addetti. Si sceglie il codice Ateco relativo alla professione svolta, che in questo caso è 74.10.21 ”Attività dei disegnatori grafici di pagine web”. Poi si effettua il versamento per gli oneri: 18 euro per diritti di segreteria, 57 euro di diritto camerale e una marca da bollo da 17.50 euro. Poi bisogna iscriversi alla Gestione Separata Inps che comporta il pagamento forfettario di circa 3.600 euro annui. Il regime fiscale consente di pagare il 5% di tasse per i primi 5 anni per redditi inferiori a 65 mila euro.