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Professione blogger: c’è chi ci campa…

il primo blogger 187x300 Professione blogger: cè chi ci campa...Ispirata da un post di Edit intraprendiamo oggi una discussione che mi preme. Il “lavoro” del blogger. Anzi senza virgolette. In America guadagnano davvero tanti soldoni, qui in Italia pochi hanno raggiunto quei livelli (Geekissimo con ISayblog che sono diventati una vera testata editoriale in poco tempo) e pochi altri…

Invito chi ha un’esperienza positiva, anche di poco, a raccontarci la sua. Da parte mia l’attività di blogger è collaterale alla mia professione di webdesigner e alla voglia di condivisione, e finora ho sempre reinvestito i guadagni* di Google Adsense nell’acquisto di libri o altro tipo di premi per i contest, nonchè nell’hosting.

Certo sarei contenta se si potesse guadagnare qualcosa, anche un arrotondamento di “stipendio” andrebbe bene, ma ci vuole sempre più tempo, e sempre meno se ne ha a disposizione. E allora che fare? Investire tutto nella professione di blogger?

Attendo le esperienze degli amici blogger, da Juliusdesign a WebMagazine, da Alverde a Merlinox, a Blographik e a chiunque voglia partecipare, sono curiosa, e non abbiate paura di dire cifre.

*(40/70 euro ogni paio di mesi, finora ho incassato solo 3 pagamenti da google e uno è in sospeso perchè assegno estero)

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Avatar of Lauryn Laura Gargiulo, web designer freelance e socia IWA Italy. Autrice di "Come diventare web-coso" e "Consigli di webdesign base", moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012. Portfolio personale: Lauryn.it Altri blog su cui scrivo: Myplaceintheworld.it, Laurynlabs.it

63 Comments

  • Matteo_M

    24 aprile 2009, 08:10

    Se si paragonano i due mercati, in America sono molti i blogger che lavorano solo, per l’appunto, bloggando.. In Italia invece si contano sulla punta delle dita.

    Probabilmente è il mercato che non è pronto. Per quanto riguarda adsense, ho numeri molto bassi, si e no dieci euro al mese, ma non ho mai spinto sulla pubblicità nel mio blog ^^

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 08:18

    grazie Matteo!
    sì, è vero. Sarà perchè gli americani hanno più spirito imprenditoriale? o semplicemente non ne sappiamo abbastanza di marketing noi italiani?

    stiamo a vedere…

  • Matteo_M

    24 aprile 2009, 08:25

    Secondo me sia l’uno che l’altro…
    E anche per il fatto che in America sono molto più avanti per quanto riguarda tecnologia e web, basti pensare a quanti italiani hanno scoperto internet solo per facebook :D

  • Julius

    24 aprile 2009, 08:45

    Ovviamente non ti nascondo che sarei davvero felice di poter guadagnare solo con il blog e quindi vivere di blogging.

    Il mio blog oltre a portarmi degli introiti abbastanza considerevoli, è un ottimo strumento per arrivare a potenziali clienti.

    Se intendiamo il guadagno solo da sponsor o AdSense vario, potrei dirti tranquillamente che che non ci campo.

    Vorrei invece focalizzare l’attenzione, non tanto sul guadagno diretto del blog, ma su quello indiretto; riuscire tramite la propria esperienza e talento di blogging a portare sul proprio blog potenziali clienti.

    Tronando invece alla differenza tra ITALIA e AMERICA, sfortunatamente o fortunatamente l’italia mentalmente e indietro sul mondo del web e su questo non possiamo dire nulla.

    Abbiamo la FORTUNA di sapere cosa funziona e cosa ci può fa guadagnare, ma allo stesso tempo abbiamo la SFORTUNA di dover percepire i tempi e il momento giusto per farli sviluppare e funzionare anche in italia, cosa non sempre facile, e più delle volte con il rischio di bruciare un progetto.

  • Merlinox

    24 aprile 2009, 08:46

    La professione del blogger è combattuta. O vieni sponsorizzato oppure vivere di adsense con un blog è dura: al più di OT.

    Cosa voglio dire. Tempo fa scrissi “il teorema di Merlinox su adsense”. Il titolo è chiaramente allegorico ma il senso no: perchè la gente deve cliccare su adsense? Perchè in quel momento non ha trovato nei tuoi contenuti ciò che cercava. A livello contenutistico un fallimento, ma portandolo all’estermo significa avere CTR su adv molto alto = molti soldi!

    E’ un po’ un casino!

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 08:50

    @julius: è vero, a livello di pubblicità e nuovi clienti per quanto mi riguarda, italianwebdesign ha fatto molto. da quel punto di vista forse gli introiti mi hanno dato da campare in effetti…ci sarebbe da fare delle statistiche :D

    @merlinox: giusta la tua riflessione, una buona % invece clicca su adsense per errore o perchè ignorante pensa che essi siano i contenuti. basti guardare come è aumentato il mio CTR da quando, sui contenuti più vecchi, ho sostituito il megaquadratone di link testuali al posto del minibanner da 468×60…

  • Merlinox

    24 aprile 2009, 08:54

    @Lauryn: In ogni caso è gente che esce dal tuo sito! Come la vogliamo vedere? Successo economico o insuccesso del blog?

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 09:10

    beh considera che le persone che cliccano non sono TUTTI i visitatori (se lo fossero saremmo tutti miliardari) e non è detto che clicchino poichè insoddisfatti del contenuto o perchè non hanno trovato risposte nell’articolo…

    quelli che “sbagliano” ed escono dal sito sono una piccolissima percentuale…

  • Merlinox

    24 aprile 2009, 09:14

    Visto il target del tuo sito chi clicca sugli adv o è entrato qui per sbaglio, o lo fa apposta :)

    Secondo il TdMsA gli introiti sono inversamente proporzionali alla geekezza dei navigatori!

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 09:16

    @merlinox: ahah ed ecco perchè aprirò un blog che parla di cellulari e frivolezze ahhahahah
    grazie :D*

  • Giancarlo

    24 aprile 2009, 09:30

    Sicuramente in italia siamo molto arretrati in termini di web….se pensiamo che che negli Stati Uniti Obama ha vinto le elezioni grazie al web, e qui ancora si combatte per avere visibilità in TV.

    Ma al di là di questo…il problema nasce dal modo in cui è percepito il blogging in italia. Il blogging in italia non è una attività professionale e non è considerato alla stessa stregua del giornalismo, che invece è una attività riconosciuta.

    Esisterà mai in italia, una carta d’identità con scritto sopra nella riga relativa a professione…”blogger” piuttosto che “giornalista”? Credo di no.

    Quando un blogger si presenta ad un imprenditore, mostrando le sue visite e chidendo di finanziarlo con la pubblicità, credo che non ottenga tante attenzioni come invece ottengono il corriere, repubblica e lo stesso html.it. Html.it infatti è una rivista iscritta al tribunale di roma, eppure tratta argomenti che un qualunque blogger potrebbe trattare nel suo blog. Una rivista giornalistica con tanto di redazione e giornalisti iscritti all’albo, è vista diversamente da un singolo blogger a caccia di pubblicità.

    Ecco perchè il blogger italiano, come dice julius, deve puntare sui guadagni indiretti, ovvero usare il blog per pubblicizzare 1 altra attività (quella che effettivamente ti permette di vivere). Mi viene in mente il blog di beppe grillo, che fa tantissime visite, ed è conosciuto in tutto il mondo e che lo stesso grillo usa come strumento per pubblicizzare i suoi dvd o i suoi spettacoli. Il suo guadagno probabilmente deriva dai spettacoli, e non certo dalla pubblicità fatta per conto terzi(che nel suo sito non ce n’è). Infatti Grillo penso sia inquadrato come uomo di spettacolo…anche se fa blogging. Così come Lauryn, inquadrata e conosciuta come web designer fa blogging. Ma nessuno ha l’appellativo di professione blogger!

    E’ la percezione italiana del blogger che blocca l’attività di blogger come attività autosufficiente.

  • Mirko D'Isidoro

    24 aprile 2009, 09:38

    Ringrazio Lauryn per avermi tirato in ballo ;) in quanto direttamente coinvolto.

    Mi scuso in anticipo per la luuunga risposta, mi sono fatto prendere dalla scrittura.

    Concordo con quanto detto da Julius, personalmente non riesco a campare di solo blogging, ma mi sto avvicinando.

    *********************
    Come sto procedendo?
    *********************

    A piccoli passi, ma costanti nel tempo.

    Step 1:
    credo quello più forte dal lato sicurezza economica:

    da quasi un anno ho abbandonato un lavoro sicuro a tempo indeterminato.

    Lo stipendio non era un gran che, io non sono un tipo a cui piace leccare il c.. e allora ci stavo un pò stretto (chi è un dipendente sa di cosa sto parlando ;) ).

    Durante gli ultimi anni però ero già partito con 2 blog (uno era blographik.it), di cui uno all’inizio (purtroppo non è più così ora) mi faceva incassare da solo quasi quello che guadagnavo io in un mese di lavoro.

    Step2:
    A settembre quindi mi sono messo in proprio.
    Ho aperto una partita iva a regime agevolato (quella con il tetto da 30.000 euro annui lordi).

    Ho continuato i rapporti di lavoro con la mia ex azienda e ora sono docente di master e corsi su materie che riguardano proprio il blogging, wordpress, il web design e la seo.

    Queste conoscenze sono state acquisite anche grazie alla costanza e all’umiltà di imparare informazioni nuove da chi è più esperto di me.

    Step3:
    creazione lenta e costante di un network di blog personale.

    Ho iniziato lentamente, tra un lavoro e l’altro, a creare nuovi blog per un mio futuro piccolo network.

    Ad ora ho raggiunto la cifra di 6 blog, ma sto mometizzando attualmente solo con 3, quindi ci sono buone probabilità che riesca a raggiungere con il solo blogging un normale stipendio.

    Blographik porta pochi risultati in termini di adsense (forse un giorno lo eliminerò del tutto), in quanto sembrerà strano ma raggiunge ben pochi risultati in termini di traffico (supero i 1000/1200 unici giornalieri che sono molto pochini per monetizzare con il solo adsense).

    Al contrario però, è un’ottima vetrina per raggiungere una clientela molto targhettizzata che mi contatta per preventivi, e alcune volte le cose vanno davvero bene ;).

    Inoltre, consiglio a tutti i blogger di non utilizzare solo un metodo di monetizzazione ma di unire più servizi.

    Es.

    su blographik e su altri blog oltre ad usare adsense, ho da un anno a questa parte deciso di testare anche:

    – i link a pagamento diretti con aziende (e questo metodo secondo me è il migliore e più remunerativo in assoluto);

    – i text link . cioà la pubblicità all’interno dei post con link testuale utilizzando aziende di vendita link.

    – le affiliazioni – che ultimamente mi stanno dando dei grossi risultati ;).
    Soprattutto su blographik.

    – i live blogging. Questa anche è da spiegare.

    Una professione che mi sono praticamente inventato, oltre a quella del blog designer ;).

    Per i miei vari blog, ho partecipato ad eventi in diretta legati alla cucina, all’alimentazione, alle energie rinnovabili e molto altro in cui bloggavo in diretta con web cam e post dal vivo.

    La cosa ha suscitato interesse da parte di alcuni enti provinciali della mia zona, e ora mi chiamano per fare la stessa cosa a pagamento per altri eventi.

    Se volete un esempio concreto:
    http://www.ilmanicaretto.it/2009/01/09/in-diretta-le-inchieste-di-report-su-cibo-e-vino/

    (è solo un esempio di una diretta su uno dei miei blog ;) ).

    Proprio oggi, tra qualche ora parteciperò ad un evento nella mia zona legato alle energie rinnovabili, e sarà in diretta su un altro blog che curerò personalmente per 3 giorni.

    Link: http://www.comunanze.net/2009/04/23/nuoveenergie/

    Quindi, ricapitolando,

    – la creazione di più blog con argomenti completamente diversi tra loro;

    – l’uso di più metodi di monetizzazione su tutti i progetti

    – la diffusione del mio brand come blog designer e blogger;

    – i live blogging a pagamento per eventi di tutti i tipi correlati al mio territorio in collaborazione con confindustria e provincia;

    ..mi stanno permettendo di vivere degnamente, e non è detto che questa situazione non migliori in quanto ricordo, siamo sempre in tempo di crisi.

    in pratica, mi sono creato un lavoro dal nulla.

    Il web anche in Italia può portare i professionisti come noi a realizzare dei sogni che fino ad un anno fa sembravano irraggiungibili.

    Non è tutto rosa e fiori, c’è da lavorare tosto, bisogna collaborare con persone esperte e serie, bisogna scervellarsi a pensare come inventarsi lo stipendio, ma non sapete la soddisfazione di guadagnare anche solo un euro con il sudore della propria fronte, portando avanti progetti personali e non altre aziende.

    Spero di avervi offerto degli spunti interessanti su cui discutere e partire per le nuove professioni legati al web 2, alla blogosfera e all’ingegno italiano (che è il migliore del mondo ;) ).

    A proposito.

    Buon blogging ;).

  • Paolo

    24 aprile 2009, 10:00

    Ciao Laura, il discorso da fare è complicato e difficile da sintetizzare in un commento. Nell’articolo che hai citato si parla di blogger professionisti “stipendiati” per scrivere, in Italia un autore guadagna 2 euro a post quindi è difficile farlo diventare un lavoro. :-)

    Tanto vale scrivere per il proprio blog, ma allora non basta scrivere un post ogni tanto. Ci sono, infatti, una marea di altre attività da svolgere (e competenza da avere) per far sì che il blog abbia visibilità online.

    Concretamente, chi è che campa con la pubblicità presente nei blog in Italia? Prevalentemente chi ha creato una redazione che pubblica molti post sui diversi blog del proprio network. E’ essenziale, infatti, avere tanti contenuti, quindi tanto traffico.

    C’è poi un aspetto secondario molto rilevante: per un professionista avere un blog può essere un valido strumento per ottenere nuovi clienti. Quanti pensano che tal blogger sia “un esperto di…” perchè ha un blog su tale argomento? Si tratta quindi di un guadagno indiretto (per nulla trascurabile) derivante dal blog.

    Per completezza parlo anche di chi fa dei blog mordi e fuggi per sfruttare la moda del momento. L’esempio più recente sono le partite e film in streaming. Questi blog durano qualche mese, ma rendendo (rendevano) un’esagerazione.

    La mia esperienza personale è comunque positiva: guadagno abbastanza con il blog, ma solo perchè è incluso in un sito più ampio che attira un buon numero di visitatori.

    In Italia il problema sono proprio i numeri: un blog di nicchia ha per forza di cose poco traffico, quindi non basta la pubblicità per farlo rendere quando un lavoro. Come dicevo prima, bisogna puntare anche ai guadagni indiretti, senza sottovalutare la possibilità di vendere ai propri utenti degli ebook o altri servizi legati alla formazione (cosa che vedo fare sempre più di frequente anche all’estero). Ciao!

  • Tommaso Baldovino

    24 aprile 2009, 10:07

    Per quanto mi riguarda con tomstardust.com ho soprattutto un ritorno professionale: continuo a mettere da parte e ricevere contatti che mi sono serviti in passato e potranno servirmi in futuro, è questo il vero guadagno.

    Per un blog tecnico è impensabile guadagnare con Adsense, proprio per il target: è molto più redditizio un blog di gossip o su argomenti simili, per fare un esempio. Proprio per questo motivo non ho mai usato Adsense, e sto sperimentando una partnership con Metafora le cui cifre vengono rese pubbliche ogni anno (al massimo qualche centinaia di euro/anno comunque).

    Per chi vuole avere un ritorno economico, il mio suggerimento è quello di costruirsi un nome, per unire più fonti di guadagno come suggerisce Mirko. Preferisco di gran lunga gli spazi pubblicitari in vendita (tipo i banner 125×125), che garantiscono entrate fisse, piuttosto che Adsense.

  • cris

    24 aprile 2009, 10:08

    Penso che l’Italia o meglio gli imprenditori italiano siano ancora acerbi per comprendere il valore del blogging in particolare quello corporate.
    Ci arriveranno…

    Comunque se ci sono blogger interessati a collaborare “scrivendo” il nostro magazine è in cerca di “autori”: http://blog.webgriffe.com/

    Saluti a tutti.

  • Merlinox

    24 aprile 2009, 10:21

    Non confondiamo però corporate blog, con blog per vivere. Parliamo di due mondi completamente diversi.
    Comunque sono convinto che le cose stiano cambiando: il valore del giornalismo e la fiducia riposta dalla gente sta cambiando. E i buoni blogger ne stanno guadagnando.

  • Geekissimo

    24 aprile 2009, 10:29

    Ciao Laura grazie per avermi citato nell’articolo.

    Visto che sono stato tirato in ballo in prima persona ti dico quello che penso basandomi anche sulla mia esperienza diretta.

    Prima di farlo voglio aprire una parentesi sull’articolo fatto dal WSJ (e ripreso poi da tutto il mondo compresa l’Italia) riguardo ai guadagni medi che fanno i blogger in america. Conosco molto bene il mercato dell’advertising, sia a livello Europeo che Americano. Il mercato USA è ovviamente più ricco, ma non del 4/5000% come si può intepretare nelle righe dell’articolo originale. Vengo subito al punto, per sviluppare le cifre medie che hanno riportato, il CPM medio dei blog americani dovrebbe essere intorno ai 70 USD. Noi qui in Italia se arriviamo a 2 euro di media è un miracolo. Quindi per me, e parlo con cognizione di causa per eseperienze dirette, anche con advertiser americani, quelle cifre sono TROPPO pompate. Io penso che le cifre reali dei guadagni americano vadano divise per 3 se non per 4 o per 5. Poi è ovvio che ci sono eccezioni, ma appunto restano tali e non possono considerarsi come dati di riferimento per fare delle medie. Per me è stato un articolo “sensazionalistico” ed è riuscito nello scopo.

    Per quanto mi riguarda, sono nato con Geekissimo a Novembre del 2006. Entro il primo anno gia guadagnavo abbastanza per poter vivere e mantenere le spese di affitto, hosting dedicato e connessione internet. E’ stata dura, sopratutto all’inizio, ma alla fine grazie alla costanza e alla determinazione sono riuscito a trasformare la mia passione per internet e il pc, nella mia professione attuale.

    Poi dopo un anno e mezzo, il 14 febbraio del 2008, insieme ad altri 3 amici imprenditori, ho fondato IsayBlog, network di nanopublishing. Siamo partiti con 14 blog, e in un anno abbiamo mantenuto la prima promessa, arrivare ad almeno 30 blog (a oggi sono 33). Il prossimo step è quello di arrivare a 60 blog entro il prossimo anno.

    Chiusa parentesi posso dire che è molto molto difficile guadagnare con un blog, bisogna crederci e dedicargli tanto tempo. Quindi consiglio a tutti di ponderare bene la scelta, e di mettere in preventivo che per almeno un anno non si guadagna niente o quasi, pertanto serve autonomia economica, dettaglio non indifferente.

    Come secondo consiglio, forse ancora più importante, dico di non puntare solo su un blog. Ora mi spiego. Per guadagnare bene, bisogna ricevere traffico dai motori di ricerca, Google. Ora vi faccio un esempio, cosa succederebbe se dopo 2 anni che vi siete fatti in 4 per guadagnare con il vostro blog, Google, tutto ad un tratto vi banna dai motori per un qualsiasi motivo? Rimanete senza lavoro, e purtroppo queste cose accadono, anche se non si fa nulla di male, possono accadere a tutti penalizzazioni di questo genere (per me certi casi sono proprio dei bug/limiti di google). Per questo bisogna differenziare se volete viverci, avere almeno 3 blog diversi.

    Questo ovviamente è un parere di una persona che di questo lavoro ci vive (insieme ad altri 3 soci). Senza contare che a oggi Isayblog da una piccola fonte di guadagno anche a oltre 110 persone.

    Spero vi sia stato utile :)
    Ciao a tutti

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 10:35

    grandi! c’è da far tesoro delle vostre esperienze, grazie!

  • Laura De Masi

    24 aprile 2009, 10:42

    Laura ti ringrazio per aver chiesto il mio parere ma dopo aver letto articolo e commenti non penso di essere la persona giusta per affrontare questo argomento (per me il blog è solo un hobby).
    Penso che si possa vivere certamente “di blog” ma bisogna farne un’impresa, investire, fondare tutto sul profitto, dalla scelta degli articoli, alle inserzioni pubblicitarie, e quindi se un blog nato per passione dovesse diventare fonte di reddito, la sua vera natura potrebbe venire a mancare proprio perchè la differenza tra blog “amatoriali” e blog imprenditoriali è molto forte.
    Quindi in sostanza andrebbero applicati gli stessi principi, come per esempio la stesura di un business plan anche minimale, che si adottano nella costituzione di qualsiasi attività imprenditoriale (parlo anche fiscalmente, oltre che strategicamente)
    Personalmente gestisco (con tante difficoltà) un blog per pura passione ma la mia professione è un altra a ha poco a che vedere con quella del blogger. Non confondiamo, il web designer è un tecnico, il blogger può essere qualsiasi cosa…

  • stefanod

    24 aprile 2009, 14:17

    lauryn ho bisogno del tuo aiuto! scusami in anticipo se posto in un argomento non consono con quello che ti sto chiedendo… perdonami! Mi sono iscritto su topofblog e una volta fatto il login vado ad inserire un nuovo sito nella mia lista. Metto il link del mio blog, descrizione, feed, ecc.. ecc… ma ogni volta che clicco su “submit blog” mi dà un errore strano… mi dice “invalid e-mail adress”!!! Ma se non c’è un campo mail!!!! ti prego di aiutarmi… grazie 1000!!!

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 14:26

    ehm, forse se chiedi a quelli di topofblog, visto che non è un mio sito :D

  • Enrico

    24 aprile 2009, 15:26

    Secondo me la differenza non è tra l’italia e l’America (stati uniti) ma tra i blog in italiano e i blog in inglese. E’ logico che lo stesso identico blog con gli stessi contenuti ma scritto in due lingue darà risultati completamente differenti. Ma questo è dato solamente dal bacino d’utenza, non dalla mentalità.

  • Mark

    24 aprile 2009, 18:26

    Noi prendiamo sempre come punto di riferimento l’america ma non possiamo paragonarla assolutamente all’italia questo perchè in italia sono molto più avanti di noi in fatto di informatizzazione … e poi consideriamo che il bacino di utenza di un blog “in inglese” è molto più ampia di uno scritto in Italiano e quindi di conseguenza sono maggiori gli introiti. Io ho gestito per più di 2 anni un sito in inglese e con le pubblicità e si riuscivano a guadagnare anche 2000 $ all’anno.
    Ora ho aperto il mio blog di grafica http://www.markdvl.com prendendo ispirazione ovviamente dal leader SmashMagazine ma non credo riuscirò mai ad arrivare ai suoi livelli, comunque sto vedendo i frutti, grazie ad un continuo aggiornamento del sito ogni giorno vedo salire gli accessi al mio sito e di conseguenza i profitti di adsense che però al momento sono troppo bassi per pensare di trasformare il mio sito in una fonte di reddito.
    Ovviamente il mio obbiettivo è quello di arrivare anche a guadagnare solo 200 / 300 € al mese …. Vedremo cosa riuscirò a fare !!!!!

  • piero

    24 aprile 2009, 18:32

    tempo fa ricordo di aver letto un articolo molto interessante sui vantaggi del “bloggare” in inglese…
    già solo per il bacino di utenza che è di molto superiore conviene… se poi ci aggiungiamo altri fattori come il cambio sfavorevole per noi, la situazione generale del web (indietro di anni rispetto ad altri paesi), la scarsa propensione degli italiani ad investire in pubblicità online…
    sinceramente non credo che al momento in Italia si possa vivere di blogging, a meno di non mettere su una struttura molto grande ed organizzata ;)

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 18:39

    vero! c’è antonio lupetti che scrive in inglese, ora gli chiedo di intervenire così ci dice la sua :D

  • Antonio Lupetti

    24 aprile 2009, 19:42

    Ciao a tutti,
    ringrazio Laura per l’invito a partecipare a questa conversazione.

    Io bloggo esclusivamente in inglese.
    Ho iniziato a bloggare in inglese perché ero convinto che fosse un modo per incrementare il bacino di utenti rispetto all’uso della lingua italiana.
    Il mio blog http://woork.blogspot.com ha un’anno e mezzo di vita.
    Ricevo in media 20.000 visite al giorno.
    Arrivo alle 50-60.000 quando i miei post diventano popolari su siti come delicious.
    Prevalentemente le visite non provengono dall’italia.
    Ho 15.000 iscritti ai feeds del sito e woork è nella top 2000 secondo la classifica di Technorati.

    In un mese, con queste cifre, utilizzando solo google adsense, riesco a raggiungere un rendimento sostanzioso. Al giorno si possono anche superare i 180 dollari. Dipende tutto dal traffico. Maggior traffico, maggiore probabilità di click, maggiori ricavi.

    Con un blog ci si può assolutamente guadagnare e anche bene.
    Quello che conta è solo mantenere un traffico elevato. Perciò postate spesso e createvi un network di contatti usando Facebook e Twitter.

    Buona fortuna a tutti!

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 aprile 2009, 20:19

    Grande Antonio,
    ciò conferma che il bacino di utenza si allarga, e le cifre, wow, non sono niente affatto male!

    Le cose vanno studiate e mirate, il resto è un incrociare dita :D

  • Leonardi Paolo

    24 aprile 2009, 22:39

    In Italia non c’è molto la concezione del blogger professionista, blogger che può fare del suo blo una, l’unica fonte di reddito; probabilmente la cosa che va per la maggiore è accostare il blog al proprio lavoro: si inizia con un blog amatoriale, nella speranza che possa crescere, senza però lasciare la propria strada lavorativa… Poi, se il blog andrà bene, allora potrà essere una valida alternativa o almeno un “aumento di stipendio”, altrimenti resterà solo quella passione, per la quale comunque le spese sono coperte dai guadagni con adsense, anche se bassi.
    Se consideriamo che si trovano hosting a 20€ l’anno e che un blog con un numero di visite uniche non certo alto, 20€ in un anno li fa tranquillamente…
    Insomma… Si inizia per passione e si prosegue per passione nella speranza che si possa aggiungere la possibilità di guadagnare qualcosa.
    A presto!

  • Cristian Forin

    25 aprile 2009, 18:28

    Argomento molto interessante che lascia spazio ad innumerevoli riflessioni.
    (intanto un saluto e complimenti a Lauryn e a tutti coloro che intervengono, seguo spesso Iwd ma è la prima volta che scrivo)

    Che dire, ho letto con interesse l’articolo di Edit, commenti li e qui e sono positivamente colpito da come qualcuno sia riuscito a raggiungere cifre di tutto rispetto bloggando (in tutte le forme e varianti possibili).

    Sono d’accordo con Laura De Masi, non credo basti la passione o meglio, seppur la passione sia fondamentale, pensare di vivere con i propri blog comporta un cambiamento in quello che magari è lo scopo iniziale. Scrivere per piacere, per passione e per condividere (cercando magari di riuscir a mantenere l’hosting o poco più) non comprende l’ideazione di strategie volte direttamente al guadagno, la trasfromazione del blogging in un’attività imprenditoriale, con tanto di piani di sviluppo – business plan e via dicendo.
    Chi tenta e/o riesce a farlo da solo..beh deve necessariamente scendere a compromessi, togliere tempo e risorse dalla sua passione (scrivere e condividere in tema con l’argomento trattato) e valutare tutto sotto un aspetto economico..visto che dovrà viverci con ciò che scrive.

    Oppure (e mi riferisco ai network formati da molti blog) si costituisce una vera e propria azienda, suddividendo le mansioni, i ruoli. Si diventa imprenditori più che blogger. Si crea una redazione e coloro che alla fine scriveranno materialmente saranno dei blogger professionisti.

    Ecco penso ci sia una differenza tra la passione per un argomento (trattato magari in un proprio blog personale) e la passione per il blogging professionale (che sia la costituzione di un’impresa, o fare blog per aziende, non essendo quindi appassionati di ciò che trattano le aziende e i relativi blog ma piuttosto dei canali di comunicazioni innovatiti, web 2.0 e quant’altro)

    Molto più diffuso è appunto il blog come attività complementare al proprio lavoro, una forma di pubblicità e veicolazione di traffico verso il lavoro svolto, si pensi appunto a Iwd. Questo sito mantiene l’aspetto tecnico sul quale si fonda ma credo sia difficile che da solo possa essere fonte di un reddito “normale”. Ed infatti penso sia stato creato da Lauryn per la sua passione rispetto al WebDesign e collegati, magari (e giustamente) con la volontà di farsi conoscere e raggiungere in questo modo nuovi clienti.

    Scusatemi per la lunghezza della riflessione :P

  • Merlinox

    25 aprile 2009, 18:44

    Volevo complimentarmi con Antonio del suo successo: sinceramente non lo conoscevo e devo dire che i suoi risultati sono davvero da paura. Ho pensato spesso anch’io al “mercato” inglese, purtroppo non ho una proprietà della lingua così elevata, e scrivere alla “spaghetti incident” proprio non mi va.

    Volevo condividere 2 riflessioni:
    – è vero che il pubblico anglofono è molto più ampio, ma quanta più concorrenza c’è? Sarebbe bello avere un indice di raffronto.
    – secondo me il plus del mercato estero è che magari usa strumenti tipo twitter e del.icio.us anche a livelli più bassi, mentre in Italia sono dominio di pochissimo geek, come noi! Avevo anche scritto 2 righe in merito (scusa amica per il link).

  • Antonio Lupetti

    25 aprile 2009, 23:30

    @Merlinox: grazie per i complimenti :)

    Solo un paio di commenti alle tue riflessioni:

    1. “Più concorrenza” non vuol dire minore probabilità di essere notati e quindi più difficoltà nell’emergere.

    Voglio dire… c’è davvero spazio per tutti.
    L’obiettivo da porsi non è diventare a tutti i costi il blog top in una determinata nicchia ma entrare lentamente nella sfera dei blog più popolari in quella nicchia.

    Io ho impiegato circa quattro mesi e già da un po’ mi capita spessissimo che linkino woork in post come questo: http://www.webappers.com/2009/04/06/25-most-useful-blogs-for-web-design-development/.

    2. L’uso di Twitter, delicious e Facebook, con un buon network di contatti è fondamentale per generare traffico ogni volta che si pubblica un nuovo post. Twitter è sicuramente il massimo ma devi avere un certo numero di followers “popolari” che retwittando il tuo post ti aiutino a generare traffico.

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    26 aprile 2009, 08:16

    mmm ottima riflessione quella di twitter, non ci avevo pensato, sono una di quelle ancora diffidenti su quel mezzo.
    grazie dell’ispirazione e ancora complimenti!

  • marco

    26 aprile 2009, 13:25

    e se tutti i blogger si mettessero d’accordo e si auto cliccherebbero almeno una volta al mese? ci avete mai pensato?

  • Hecto

    26 aprile 2009, 21:09

    Guadagnare con un blog è tanto semplice quanto difficile, molto sta anche nel fatto che qui mi pare di aver capito si focalizza solo su un “pubblico” italiano!
    Il mio consiglio è quello di realizzare una piattaforma blog multilang, e già il solo inglese insieme all’italiano potrebbe funzionare accostandoci un bel lavoro SEO rivolto anche ad un utenza non proveniente dall’Italia.
    Spesso poi un solo blogger non è quasi mai sufficente per poter eseguire la grande mole di lavoro che implica gestire un blog che possa farti guadagnare cifre considerevoli, spesso infatti agenzie di marketing, grafica e editoriali utilizzano il blog per divulgare e divulgarsi… e come dice Julius il guadagno indiretto è quello alla fine più consistente ;)

  • Steo

    27 aprile 2009, 08:32

    Io ho iniziato con Splesh! un anno e mezzo fa circa solo per divertimento. All’inizio ero da solo e mi appoggiavo al servizio di wordpress.com. Poi le visite aumentavano e ho deciso di spostarmi su un dominio di proprietà per poter monetizzare un po il lavoro dedicato. Effettivamente guadagnare scrivendo di argomenti che ci appassionano è impegnativo, ad oggi adsense mi porta 1$ al giorno. Il punto è che un target geek sa cos’è adsense e non lo confonde con il contenuto…conseguenza, non clicca.

    Confrontandomi con amici, sono giunto alla conclusione che per guadagnare in italia o si investe moltissimo in termini di tempo, denaro e conoscenze sul proprio blog, oppure si punta ad un target diverso, molto più di basso livello “in grado” di confondere adsense con i contenuti. Ho amici che con blog molto meno professionali con argomenti com “Amici di Maria”, arrotondano notevolmente il loro stipendio.

    Per concludere, credo che per guadagnare con un blog occorre investire. Finchè l’approccio sarà quello di un hobby, rimarrà tale.

  • piervix

    29 aprile 2009, 10:26

    In italiano è difficile raggiungere certe cifre (mi riferisco a quelle di Antonio) per un blog tecnico. Certo la mia esperienza confrontata a quella di alcuni blogger in questa discussione è ridicola, ma se vogliamo parlare di cifre importanti il “must” è rivolgersi ad un bacino di utenti ampio ed eterogeneo, il che vuol dire bloggare in inglese.
    Io non lo faccio per scelta, amo l’Italia e l’italiano e sono convinto che solo con la coesione e la consapevolezza di poter fare grandi cose si può creare un movimento serio e coeso anche qui da noi. Mi sono però persuaso del fatto che se si vuole puntare a FARE MERCATO bisogna utilizzare la lingua PIU’ DIFFUSA AL MONDO (mi sembra anche scontata questa riflessione).

    I contenuti dei nostri blog non sono inferiori a quelli degli americani, non siamo “mediamente più stupidi” da non riuscire a fare mercato qui… ognuno fa delle scelte propedeutiche al proprio modo di essere, ma se le idee sono valide e c’è tanta passione il successo arriva. Non c’è bisogno di essere per forza al top subito!

  • marco

    29 aprile 2009, 16:41

    forse avete tutti dimenticato 2 grossi particolari. Primo la lingua inglese è la più parlata al mondo. Secondo la popolazione italiana è quasi nulla rispetto all’america e l’inghilterra messa in insieme. Sbaglio?

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    30 aprile 2009, 14:15

  • Matteo

    30 aprile 2009, 15:31

    Quello che manca spesso in Italia sono le cifre, da usare come riferimento minimo per capire cosa si intende per “guadagnare online”.

    Nel mio piccolo, partendo dal presupposto che ho un blog personale, non particolarmente ottimizzato per i motori di ricerca e senza un vero e proprio argomento di cui parlare, ho buttato giù qualche statistica sul 2008, per avere in mano (e fornire a chi ne è interessato) qualche riferimento più numerico del solito.

    Mi sono accorto che in un anno sono entrati nelle mie tasche circa 1300 euro (da cui togliere le tasse): è ovvio che non ci si vive, ma è come se avessi un mese di stipendio in più all’anno.

    Il post, se interessa, si trova qui:
    http://www.matteomoro.net/2009/01/08/guadagnare-con-il-blog-il-mio-bilancio-2008/

  • Alb3rt1

    1 maggio 2009, 13:08

    Ciao Lauryn, molto interessante questo dibattito!
    Comunque credo che in Italia ci siano problemi di vario tipo che possano permettere di monetizzare con un solo blog.

    Inanzitutto credo che il pubblico italiano che usa internet, è davvero limitato, in quanto a parte gli “smanettoni” del web che passano tante ore su internet, il navigatore medio accede al web per guardare meteo, notizie e gossip e anche il porno ovviamente (ovviamente sui portali più conosciuti) se questi hanno un’età diciamo adulta.
    Almeno questo quello che tocco con mano, in una cittadina della Brianza (non sui monti del confine) molti amici e colleghi non hanno nemmeno adsl flat, o la linea veloce addirittura!!! In effetti i brianzoli sono famosi per le loro braccine corte :)

    Al contrario il popolo giovane utilizza internet, ma lo fà per scrivere su forum o leggere blog che parlano di argomenti futili come i reality (Maria de Filippi ownz), aiuti in informatica tipo come installare messenger, Emule etc… e i più sgamati per scaricare da Megavideo, film illegali coperti da copyright….

    Conosco blog e siti web che vanno contro ogni legge dell’usabilità (capslock perenne, faccine, musichette, pagine da centinaia di Kb, colori sgargianti…) che raggiungono decine di migliaia di visite al giorno!!! Alla faccia di chi si fa un c..o così a studiare xhtml, css e principi di accessibilità ^_^

    Poi c’è la blogosfera, che racchiude gli “addetti ai lavori” che leggono, navigano, commentano, si iscrivono a social, pubblicano post e non fanno un soldo nella maggior parte dei casi, che conoscono adsense, e riconoscono un prg di affiliazione a distanza, e quando cliccano sui banner lo fanno per ringraziare il blogger del suo lavoro (meno male che esistete).
    Mentre gli altri diciamo “ignoranti” del web cliccano su adsense confondendoli per normali link (meno male doppio).

    Si, io cento euro l’anno non li considero un reddito! Al massimo un rimborso spese per le aspirine per curare il malditesta…

    Questo credo sia il panorama italiano dei navigatori medi.

    Detto questo sono convinto che se si vuole sfondare nel web l’inglese è un MUST (io giocavo a tris durante le ore di inglese, azz…) perchè raggiunge un pubblico molto più avanti rispetto all’italiano medio, che purtroppo è ancora limitato nel web, magari tra dieci anni, con le nuove generazioni qualcosa cambierà, ma adesso mi sembra molto acerba la situazione.

    Tuttavia sono dell’idea, che per monetizzare un blog, non basti vendere banner, adsense, o link. Che diventerebbero consistenti solo nel caso di grandi numeri, ad esempio con portali come il corriere o repubblica.

    Qui sono daccordo con geekissimo e Julius! Ricordate così facendo fate fare soldi ad altri, inviando visite dal vostro blog, accontentandovi delle “briciole”…

    Chi mette un annuncio adsense, vende qualcosa!!! Non altri annunci ;)

    Quindi per fare soldi bisogna vendere un proprio prodotto o servizio, altrimenti col vostro blog siete solo dei cartelloni pubblicitari per gli altri che fanno soldi in cambio di spiccioli ;)

    Quindi in un panorama come questo vedo emergere solamente grandi testate, geekissimo insegna che un blog da solo non è una garanzia, se G vi banna o penalizza avete fallito, buttando via tempo e risorse. Meglio a questo punto investire in un network, basato sulla solidità e sulla sicurezza di certi numeri. Se un blog improvvisamente va male ci sono gli altri a compensare.

    Dal mio punto di vista personale, il mio http://alb3rt1.blogspot.com è stata una prova per testare la piattaforma blogger, che mi ha dato molte soddisfazioni (non certo economiche) ma che mi ha dato una certa visibilità, generando medie di 500/1000 visite al giorno, mi ha permesso di collaborare con un grosso network nazionale in cui collaboro quotidianamente :D E ad oggi ricevo numerose proposte di collaborazione per fare il blogger su altri siti.

    Ma questo è solo l’inizio! Ora il mio blog lo aggiorno quando ho tempo (molto poco), nel frattempo, studio, creo e sperimento altre soluzioni e idee, tra due/tre fallimenti ci scappa un mezzo successo, ma prima o poi son sicuro si imbrocca la strada giusta. Certo bisogna perseverare e non lasciarsi abbattere dai fallimenti, lasciandosi trasportare dalla passione per la rete!

    Io nel 1999 ho comprato con il mio primo stipendio, il primo vero pc. Nel 2001 ho creato il mio primo sito web con frontpage, poi ho scoperto dreamweaver, poi ho scoperto wordpress innamorandomene, uno strumento straordinario per pubblicare contenuti in maniera facilissima!

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    1 maggio 2009, 13:57

    Interessanti riflessioni, grazie!

  • Alb3rt1

    1 maggio 2009, 14:47

    Di niente!
    Anzi, grazie a te per lo sfogo :)

  • Ottantotto

    8 maggio 2009, 10:53

    Ciao! io se vuoi posso raccontare la mia esperienza in un guest post, sono nel campo del blogging da due anni abbondanti ormai e personalmente ho una idea abbastanza chiara sul tema “è possibile guadagnare online?” Sarebbe un piacere scrivere un guest post sulla mia esperienza ;) Fammi sapere!

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    8 maggio 2009, 11:01

    volentieri stefano!
    scrivimi su info@italianwebdesign.it!

  • piervix

    23 maggio 2009, 19:34

    Salve a tutti ho intervistato per il mio blog Chris Spooner di Blog.SpoonGraphic e l’ho stuzzicato un po’ su qrgomenti interessanti che toccano anche il topic di questo articolo…andate a vedere come ha risposto….

    http://www.pvmgarage.com/2009/05/intervista-a-chris-spooner-di-spoongraphics/

  • Robin Good

    27 giugno 2009, 18:48

    Ho scoperto casualmente questa discussione solo ora grazie ad un link inserito nei commenti sul sito di merlinox. :-)

    Faccio i miei complimenti ad Antonio Lupetti, perché credo che fra quelli che hanno commentato sia l’unico ad interpretare in maniera davvero encomiabile il ruolo del “blogger” professionista. Un look al suo blog la dice lunga, e le sue parole sui guadagni, fanno sicuramente invidia a chiunque. E infatti, non è uno dei tanti.

    Se vuoi sentire quello che penso sulla possibilità di guadagno online senza tanti peli sulla lingua, guardati questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=MwJijIpaO-Y&

  • Merlinox

    28 giugno 2009, 13:47

    Ribadisco sempre il punto. Il blog di Antonio Lupetti è ineccepibile dal punto di vista dei contenuti e anche del layout. La scelta di rimanere su blogger poi (anche senza un proprio dominio) avvalora il fatto che WP, dominio e tutto il resto sono solo piccolezza se confrontate con la qualità dei contenuti.

    Ma quello che mi chiedo io è: bisogna sempre passare per l’inglese? Uno che non ha la vostra padronanza dell’inglese non ha futuro?

    Robin (se puoi) riesci a dirci la % di ricavo adsense tra Italia e estero?

    Grazie

  • Robin Good

    28 giugno 2009, 14:35

    Si può certamente lavorare anche in Italiano.

    Nonostante le tariffe Italiane per gli inserzionisti siano notevolmente più basse, i miei numeri e le testimonianze di diversi blogger indipendenti che ho incontrato conferma che, benchè richieda notevole impegno, si possa sbarcare il lunario anche pubblicando solo in Italiano.

    Per ciò che concerne MasterNewMedia Italia vs MasterNewMedia International il rapporto di guadagno è di 1:2.5, cioé attualmente la versione in Inglese ricava circa due volte e mezzo quello che fa la versione nostrana.

  • Merlinox

    28 giugno 2009, 14:45

    Allora caro Robin evidentemente o i miei contenuti non sono validi, o non sono sufficientemente verticalizzati, o sbaglio layout… o sbaglio candeggio.

    Sulla linea però non mi spiegherei come mai blog come quello di geekissimo sono costretti a “impestarsi” di popover etc per sopravvivere.

  • Antonio Lupetti

    28 giugno 2009, 15:15

    @Robin e @Merlinox: mi accodo ai vostri commenti per dire che sul mio blog io uso 3 insiemi di annunci e per scelta solo testuali (non grafici perché li trovo troppo invadenti). Da gennaio dello scorso anno, cioè da quando woork ha cominciato a diventare popolare, i risultati in termini di redditività sono sempre stati molto buoni e ho notato che a parità di traffico e click sono incrementati notevolmente col tempo. Tutto questo senza “impestare” come dice Merlinox le mie pagine di pubblicità (le pubblicità sono ben integrate col layout e non troppo invadenti).

    Inoltre, sempre restando sulla diatriba italiano/inglese, credo ci sia un fatto da tener conto per chi sceglie di pubblicare un blog con argomenti riguardanti il web design in italiano. E cioè che molti italiani cercano quegli stessi argomenti su blog o siti in argomento scritti in inglese. Primo perchè il codice è universale e si capisce anche senza leggersi le “istruzioni” presenti in un certo post. Secondo perché c’è molto più materiale a riguardo ed è quindi più facile trovare quello che serve.
    Terzo, blog italiani che “creano” nuovi contenuti non ce ne sono tantissimi in giro. La maggior parte si limita a linkare argomenti già scritti da altri o a riproporli (e questo non vale solo per l’italiano ma anche, in generale, per altre lingue non anglosassoni considerando che il linguaggio universale della programmazione è l’inglese).

    Credo in definitiva, per l’esperienza personale fatta con Woork, che la localizzazione geografica del linguaggio (in italiano in questo caso) per alcune nicchie di argomenti come il web design, sia un limite e ha l’effetto di creare un interesse solo marginale da parte di un ristretto numero di lettori che anche per la mancanza di contenuti originali “migrano” inesorabilmente su altri siti più popolari nell’ambito della stessa nicchia che sono scritti in inglese.

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    28 giugno 2009, 19:15

    Interessante ragazzi…devo dire che osservando dai grandi si impara. Poi sta a noi creare i giusti contenuti.
    Ora mi faccio una bella analisi privata del sito del nostro amico Antonio :D

  • Nik Lamux

    7 luglio 2009, 08:01

    Grandi ragazzi!!! Io con creareonline.it riesco a guadagnare intorno a 1000 euro al mese, per fortuna sono sempre in crescita di visitatori, purtroppo la crisi ha colpito anche il web ma si vedono miglioramenti per fortuna. E’ un “Lavoro” che amo particolarmente, ti senti utile per qualcuno e riesci ad aiutare chiunque voglia una mano o un suggerimento online…evviva il blogging :-)

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    7 luglio 2009, 08:29

    @Nik Lamux: mille euro al mese? ci devi svelare il segreto! tra l’altro vedo che come PR mi da non disponibile e hai pochissimi delicious e zero technorati. significa che hai tutti utenti iscritti e fedeli? raccontaci!

  • Nik Lamux

    7 luglio 2009, 10:35

    Si, pagerank 0 perchè evidentemente avevo link sospetti, ho risistemato tutto e attendo la “Ricarica” in effetti non è un buon biglietto da visita…era tutto spiegato in un mio post, la vicenda dico.

    Per i trucchi, chi mi segue li conosce tutti :-) …ne faccio tesoro con i miei lettori

    Ho principalmente visite da Google, quindi tutti utenti nuovi!

    niente social news se non qualcosa su oknotizie, ho un bel gruppo su facebook con 1300 iscritti e ancora in crescita che mi porta anche visite

    Sono sulle 8000 visite al giorno, diciamo che ho studiato bene il posizionamento degli annunci e ho tante visite da Google, aggiorno ogni giorno con un solo post per volta

    Inoltre ho la sezione giochi e quella NEWS in costruzione che permetterà a tutti di guadagnare con i propri annunci…

    Anzi vi invito già da adesso a partecipare se volete…tra qualche giorno sarà attiva all’url

    creareonline.it/news

    Ricordatevi che le classifiche non servono per valorizzare un sito :-)

    Un mega abbraccio per l’interessamento!! Ciao ragazzi!!

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    7 luglio 2009, 10:56

    mitico, grazie a te per aver condiviso, faccio sicuramente un giro più approfondito per carpire i tuoi segreti ;)

  • AGT

    26 luglio 2009, 08:09

    Arrivo da un post di Tr3ndy e ringrazio anche te per questo interessantissimo post e tutti per i commenti successivi, altrettanto interessanti.

    Io ho più di un blog e combinando almeno 2-3 altri sistemi oltre ad adsense ho cominciato ad incrementare le entrate negli ultimi mesi, non arrivano assolutamente ad uno stipendio ma sono un sistema per arrotondare.

    Voglio incrementare ancora, cercando di lavorare e di postare ogni giorno su tutti i blog (in totale arriviamo quasi a 10) e mi piacerebbe molto poter scrivere anche in inglese/spagnolo, perchè credo che sarebbe un ottimo modo per incrementare le visite, ma mi porterebbe via troppo tempo per le mie conoscenze linguistiche.

  • Alis

    4 agosto 2009, 20:44

    Io ho un blog e lo scrivo in inglese… è sull’arte digitale e sulle sue risorse… Adsense lo uso poco, e per lo più è sul mio sito di grafica più che sul mio blog, quindi gli introiti sono ben pochi!

  • Lucio

    13 settembre 2011, 17:11

    Forse sono la persona meno adatta di tutti voi per interagire nelle vostre discussioni, tra l’altro mi sono imbattutto per caso nella vetrina della dottoressa Gargiulo, ma avrei anch’io delle considerazioni da fare.
    Io, di professione, sono un commerciale, specificatamente vendo delle
    straordinarie maglie di cashmere.
    Ho il mio sito, che ovviamente non citero’, non perche’ sia un tipo riservato, ma semplicemente lo trovo di cattivo gusto.
    Nel mio lavoro, il prodotto, cioe’ il campionario, rappresenta l’elemento cardine, che unito ad una discreta capacita’ relazionale del sottoscritto, unita alla puntualita’ delle consegne, a cui aggiungiamo una cartella colori che non esiste nel mondo, porta ad ottenere dei risultati, diciamo, soddisfacenti.
    Perche’ questo preambolo? Sono convinto, che in rete, esistono decine di migliaia di blogger, che si spendono in iniziative incredibili per dare lustro alle proprie creature. Ma dal mio punti di vista, esiste molta quantita’, a scapito di una qualita’ che spesso latita.
    Tra i vari commenti che ho letto, un ragazzo si lamentava del fatto che il blogger non e’ un’attivita’ riconosciuta, come ad esempio i giornalisti. Aggiunge inoltre che un imprenditore e’ piu’ tentato ad investire in giornali o quotidiani nazionali, piuttosto che dare fiducia ad un banner, che dovrebbe rappresentare, cliccandolo, la descrizione della sua azienda.
    Non sono d’accordo. O meglio, questo accade sicuramente, ma e’ importante anche come ci presenta, come ci si pone davanti al boss in questione. L’aspetto estetico e formale e’ fondamentale, la proprieta’ di linguaggio, non ne parliamo. Ma soprattutto, deve essere evidente, la capacita’ di trasmettere fiducia e convincerlo, dati alla mano, che quel tipo di investimento e’ migliore rispetto all’altro. Chi vuole investire in una professione come questa e’ sicuramente un bravissimo tecnico alla tastiera, sicuramente ha delle doti grafiche straordinarie, pero’, probabilmente non e’ avvezzo
    alla vendita di quel gioiello che ha creato.
    Quindi, per concludere, penso che la professione del blogger, sia molto piu’ complessa di come appare, e chi sta facendo palate di soldi, e ce ne sono, riesce perche’ ha alle spalle una struttura articolata, nel senso che vi e’ una suddivisione, quasi militaresca, delle competenze.
    Cordialmente

    Lucio Bucci

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