Non ho la partita iva: come fatturo al cliente finale?
Molti non lo sanno appena si approcciano alla carriera da freelance, ma all’inizio, se non si superano i 5.000 euro annuali, non è necessario essere possessori di partita iva. Ci sono però degli adempimenti fiscali da seguire affinchè il reddito incamerato sia dichiarabile ai fini della legalità e del versamento delle tasse.
Tale adempimento si chiama semplicemente ricevuta con ritenuta d’acconto (per i lavoratori autonomi). Il nostro commercialista Fabio ci spiega nel dettaglio come funziona, ed è molto semplice come potete vedere.
In sintesi:
- il freelance emette la ricevuta nei confronti del cliente
- il cliente paga il freelance e si impegna a pagare allo stato la ritenuta d’acconto evidenziata sulla ricevuta, entro il 16 del mese successivo al pagamento della ricevuta
- a fine anno il cliente deve inviare obbligatoriamente al freelance la certificazione di avvenuto versamento di tale ricevuta
- il freelance, con ricevute e certificazioni alla mano compila la propria dichiarazione dei redditi, che eventualmente va a sommarsi ad ulteriori redditi da dipendente, etc
In merito agli obblighi di segnalare la partita iva sul proprio sito, va da sè che se non si è possessori ancora di tale numero, è sufficiente (ma non obbligatorio) indicare il proprio codice fiscale, che funziona da indicatore univoco della persona fisica titolare di diritti e doveri giuridici (in questo caso ricevere compensi e versare tasse).
NB Il tutto ovviamente purchè il nostro cliente sia a sua volta possessore di partita iva e possa quindi versare la ritenuta tramite apposito modello F24, altrimenti tutto questo discorso non ha valore perchè le cessioni fra privati sono da segnalare all’imponibile netto, in dichiarazione dei redditi.















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16 Commenti
Sicuro ? ora forse è obbligatorio l’uso dei cosiddetti buoni lavoro. Bisogna comunicare all’inps l’inizio e la durata del lavoro occasionale e il committente deve acquistare dei buoni nei centri autorizzati. Questi poi vanno consegnati come compenso al lavoratore, il quale va alla posta e ne richiede il controvalore in soldi…in base al valore nominale del buono in automatico ti danno i soldi scorporati dalla ritenuta.
questa cosa si usava anni orsono, non mi stupisce che al sud si usi ancora.
sono sicura comunque, non scriverei cavolate in merito a questo. c’è anche fior di commercialisti a confermarlo, se hai letto l’articolo del Dott.Micera. basta cercare in rete.
ricorda sempre che la sicilia è una regione a statuto speciale, tu sei di quelle parti vero? le cose sono un po’ diverse nel resto d’italia…
Tutto come sempre molto chiaro, mi sfugge però una cosa pratica.
Qui si parla di clienti che abbiano una partita IVA ovviamente. Nel caso ci si rivolgesse a privati senza P.IVA quindi come si procede esattamente? Devo fare comunque la ritenuta o è sufficiente inserire quella quota nella dichiarazione dei redditi? In tal caso, che tassa si paga su questa cessione?
ciao davide,
in caso il cliente non abbia a sua volta la partita iva sei tenuto ad emettere una ricevuta semplicemente con il totale (è quello che faccio anche io che ho iva con i clienti cosiddetti privati).
a fine anno il netto si va a sommare ai redditi di fine anno. non mi chiedere però in che modo quel netto contribuisce al calcolo delle tasse da versare, non ho mai toccato una dichiarazione dei redditi in vita mia, neanche quando ero dipendente XD
in ogni caso rivolgi la domanda a Fabio sul suo blog, ti risponderà certamente (appena rientra dal viaggio di nozze
)
Ho rivolto direttamente la domanda nel suo blog.
Ehehehe pensavo rispondesse direttamente qui Fabio
grazie Laura
Totalmente d’accordo su quanto letto nell’articolo. Anch’io tempo fa scrissi, sul mio sito, un articolo sull’argomento (http://www.creativedesign79.it/articoli/5-lavoro-occasionale–come-certificare-la-prestazione.asp).
Punto 3 “a fine anno il cliente deve inviare obbligatoriamente al freelance la certificazione di avvenuto versamento di tale ricevuta”.
E se, insensatamente, non lo fa (e/o non lo vuole fare)? Bisogna, come al solito, intimarlo e in seguito a passare per vie legali?
@Zaso: mi è capitato, ma a forza di insistere, se anche lui ha un commercialista, ne converrà che te la deve fare. non è necessario l’avvocato, ma magari una lettera dal tuo commercialista e un link alla legge lo risveglierà. l’importante è che ti abbia versato anche la ritenuta, altrimenti lo forzi a dichiarare il falso. se la dichiarazione non c’è il tuo commercialista farà i conti di conseguenza e l’agenzia delle entrate emetterà una multa nei confronti del tuo cliente.
ecco la risposta per giancarlo, credevo fosse roba dell’anteguerra, e invece…siamo in Italia -_-
http://www.studiomicera.it/voucher-inps-lavoro-autonomo-occasionale
Eccomi qui…posso rispondere alle vostre domande ma non riesco a seguire i blog da una parte all’altra, comunque ho risposto a Davide e Giancarlo. Per quanto riguarda i voucher, l’INPS ha aggiornato il sito da non molto con la sezione dedicata ai buoni, c’è anche un pagina facebook…non so se il taglio che hanno scelto (10, 20 o 50 euro) si adatti alle esigenze di molti che lavorano come freelance, almeno nell’esperienza che mi sono fatto a contatto con loro/voi. Staremo a vedere
Altro che anteguerra…questa legge è stata introdotta appena 2 o 3 anni fa…e ne hanno fatto pure la pubblicità in tv per scoraggiare il nero nel lavoro occasionale. Giustamente con tagli così bassi questi voucher non sono proprio così comodi per pagare un lavoro occasionale da 1000 euro! Per me è solo burocrazia su burocrazia e scoraggia il committente. Del resto è molto più facile, commissionare un lavoro a chi ha P.IVA e farsi fare una fattura….piuttosto che recarsi all’inps o registrarsi sul sito e procurarsi i voucher. Peggio ancora per una babysitter, devi fare tutto questo iter per pagare 10/20 euro per 1 ora ? Mah…poi dice che non c’è crescita.
Vorrei sapere se è possibile fare la ritenuta d’acconto ad un privato e non ad un cliente con partita iva. Grazie!
@daniele E’ possibile, in questo caso non dovrai applicare la ritenuta d’acconto del 20% ma indicare solo il compenso richiesto.