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Non ho la partita iva: come fatturo al cliente finale?

Scritto da il 12 dicembre 2011 in Fisco - 16 Commenti - 1955 visite

Molti non lo sanno appena si approcciano alla carriera da freelance, ma all’inizio, se non si superano i 5.000 euro annuali, non è necessario essere possessori di partita iva. Ci sono però degli adempimenti fiscali da seguire affinchè il reddito incamerato sia dichiarabile ai fini della legalità e del versamento delle tasse.

Tale adempimento si chiama semplicemente ricevuta con ritenuta d’acconto (per i lavoratori autonomi). Il nostro commercialista Fabio ci spiega nel dettaglio come funziona, ed è molto semplice come potete vedere.

In sintesi:

  1. il freelance emette la ricevuta nei confronti del cliente
  2. il cliente paga il freelance e si impegna a pagare allo stato la ritenuta d’acconto evidenziata sulla ricevuta, entro il 16 del mese successivo al pagamento della ricevuta
  3. a fine anno il cliente deve inviare obbligatoriamente al freelance la certificazione di avvenuto versamento di tale ricevuta
  4. il freelance, con ricevute e certificazioni alla mano compila la propria dichiarazione dei redditi, che eventualmente va a sommarsi ad ulteriori redditi da dipendente, etc

In merito agli obblighi di segnalare la partita iva sul proprio sito, va da sè che se non si è possessori ancora di tale numero, è sufficiente (ma non obbligatorio) indicare il proprio codice fiscale, che funziona da indicatore univoco della persona fisica titolare di diritti e doveri giuridici (in questo caso ricevere compensi e versare tasse).

NB Il tutto ovviamente purchè il nostro cliente sia a sua volta possessore di partita iva e possa quindi versare la ritenuta tramite apposito modello F24, altrimenti tutto questo discorso non ha valore perchè le cessioni fra privati sono da segnalare all’imponibile netto, in dichiarazione dei redditi.

Per ulteriori domande, chiedete pure al Dott.Fabio Micera!

Immagine 39 450x250 Non ho la partita iva: come fatturo al cliente finale?

 

L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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16 Commenti

  1. Giancarlo D'Urso (55 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:21

    Sicuro ? ora forse è obbligatorio l’uso dei cosiddetti buoni lavoro. Bisogna comunicare all’inps l’inizio e la durata del lavoro occasionale e il committente deve acquistare dei buoni nei centri autorizzati. Questi poi vanno consegnati come compenso al lavoratore, il quale va alla posta e ne richiede il controvalore in soldi…in base al valore nominale del buono in automatico ti danno i soldi scorporati dalla ritenuta.

  2. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:25

    questa cosa si usava anni orsono, non mi stupisce che al sud si usi ancora.

    sono sicura comunque, non scriverei cavolate in merito a questo. c’è anche fior di commercialisti a confermarlo, se hai letto l’articolo del Dott.Micera. basta cercare in rete.

  3. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:26

    ricorda sempre che la sicilia è una regione a statuto speciale, tu sei di quelle parti vero? le cose sono un po’ diverse nel resto d’italia…

  4. Davide De Maestri (7 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:29

    Tutto come sempre molto chiaro, mi sfugge però una cosa pratica.
    Qui si parla di clienti che abbiano una partita IVA ovviamente. Nel caso ci si rivolgesse a privati senza P.IVA quindi come si procede esattamente? Devo fare comunque la ritenuta o è sufficiente inserire quella quota nella dichiarazione dei redditi? In tal caso, che tassa si paga su questa cessione?

  5. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:33

    ciao davide,
    in caso il cliente non abbia a sua volta la partita iva sei tenuto ad emettere una ricevuta semplicemente con il totale (è quello che faccio anche io che ho iva con i clienti cosiddetti privati).
    a fine anno il netto si va a sommare ai redditi di fine anno. non mi chiedere però in che modo quel netto contribuisce al calcolo delle tasse da versare, non ho mai toccato una dichiarazione dei redditi in vita mia, neanche quando ero dipendente XD

  6. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:34

    in ogni caso rivolgi la domanda a Fabio sul suo blog, ti risponderà certamente (appena rientra dal viaggio di nozze :D )

  7. Giancarlo D'Urso (55 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:51

    Ho rivolto direttamente la domanda nel suo blog.

  8. Davide De Maestri (7 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 15:51

    Ehehehe pensavo rispondesse direttamente qui Fabio :) grazie Laura

  9. Mirco (1 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 17:06

    Totalmente d’accordo su quanto letto nell’articolo. Anch’io tempo fa scrissi, sul mio sito, un articolo sull’argomento (http://www.creativedesign79.it/articoli/5-lavoro-occasionale–come-certificare-la-prestazione.asp).

  10. Zaso (2 comments)
    Scritto il 12 dicembre 2011 alle 23:23

    Punto 3 “a fine anno il cliente deve inviare obbligatoriamente al freelance la certificazione di avvenuto versamento di tale ricevuta”.

    E se, insensatamente, non lo fa (e/o non lo vuole fare)? Bisogna, come al solito, intimarlo e in seguito a passare per vie legali?

  11. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 13 dicembre 2011 alle 09:01

    @Zaso: mi è capitato, ma a forza di insistere, se anche lui ha un commercialista, ne converrà che te la deve fare. non è necessario l’avvocato, ma magari una lettera dal tuo commercialista e un link alla legge lo risveglierà. l’importante è che ti abbia versato anche la ritenuta, altrimenti lo forzi a dichiarare il falso. se la dichiarazione non c’è il tuo commercialista farà i conti di conseguenza e l’agenzia delle entrate emetterà una multa nei confronti del tuo cliente.

  12. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 13 dicembre 2011 alle 18:55

    ecco la risposta per giancarlo, credevo fosse roba dell’anteguerra, e invece…siamo in Italia -_-
    http://www.studiomicera.it/voucher-inps-lavoro-autonomo-occasionale

  13. Fabio Micera (4 comments)
    Scritto il 14 dicembre 2011 alle 10:59

    Eccomi qui…posso rispondere alle vostre domande ma non riesco a seguire i blog da una parte all’altra, comunque ho risposto a Davide e Giancarlo. Per quanto riguarda i voucher, l’INPS ha aggiornato il sito da non molto con la sezione dedicata ai buoni, c’è anche un pagina facebook…non so se il taglio che hanno scelto (10, 20 o 50 euro) si adatti alle esigenze di molti che lavorano come freelance, almeno nell’esperienza che mi sono fatto a contatto con loro/voi. Staremo a vedere

  14. Giancarlo D'Urso (55 comments)
    Scritto il 14 dicembre 2011 alle 15:31

    Altro che anteguerra…questa legge è stata introdotta appena 2 o 3 anni fa…e ne hanno fatto pure la pubblicità in tv per scoraggiare il nero nel lavoro occasionale. Giustamente con tagli così bassi questi voucher non sono proprio così comodi per pagare un lavoro occasionale da 1000 euro! Per me è solo burocrazia su burocrazia e scoraggia il committente. Del resto è molto più facile, commissionare un lavoro a chi ha P.IVA e farsi fare una fattura….piuttosto che recarsi all’inps o registrarsi sul sito e procurarsi i voucher. Peggio ancora per una babysitter, devi fare tutto questo iter per pagare 10/20 euro per 1 ora ? Mah…poi dice che non c’è crescita.

  15. daniele (115 comments)
    Scritto il 30 marzo 2012 alle 19:48

    Vorrei sapere se è possibile fare la ritenuta d’acconto ad un privato e non ad un cliente con partita iva. Grazie!

  16. Fabio Micera (4 comments)
    Scritto il 31 marzo 2012 alle 08:52

    @daniele E’ possibile, in questo caso non dovrai applicare la ritenuta d’acconto del 20% ma indicare solo il compenso richiesto.

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