Come tutelarsi dai clienti che non pagano? Twago introduce il Safe-pay

In una realtà da freelance il problema che molti di voi hanno spesso dovuto affrontare è certamente quello di origine economica. Con questo non si intendono i problemi in cui qualunque freelance può incorrere specialmente all’inizio della propria carriera. Spesso si tratta di pagamenti che vengono fatti troppo tardi, per i quali a volte bisogna “elemosinare” il proprio cliente. Oppure pagamenti fatti a metà, dove i clienti si cimentano in improponibili scuse pur di risparmiare, dopo che il mese prima della consegna avete passato ogni momento della vostra vita a lavorare su quel progetto che andava consegnato in tempi strettissimi e che ha richiesto tutte le vostre capacità e abilità.

Ha torto chi crede che il lavoro di freelance sia la cosa più facile al mondo. Ma non del tutto. Lavorare senza capi che “dettano legge” rientra indubbiamente tra i privilegi della vita da freelance. Ma comporta anche una scelta di vita al capo della quale non devono mancare innanzitutto iniziativa e coraggio. Essere i capi di se stessi comporta dei rischi che vale la pena affrontare, però, se si ha l’ambizione di un futuro libero da una vita per ora convenzionale. Come sempre, anche in questo caso dipende dai punti di vista. Sfortunatamente il percorso di un progetto per un freelance è tortuoso perché richiede un continuo rinnovamento di profili e aspetti diversi che magari nella vita di comune impiegato non avreste mai la necesità di dover compiere. Visto da un punto di vista pessimista, si potrebbe dire che fin dall’inizio dell’esperienza da freelance si incontrano le prime difficoltà nel trovare i propri clienti per i diversi progetti, seguono i lavori che molte volte richiedono un impegno costante con pochi intermezzi e vi prosciugano le energie per i pochi attimi di relax che vi rimangono. Ma bisogna sempre guardare con positività, anche i film di Monty Python ci insegnano che bisogna guardare sempre al lato bello della vita. Altrimenti perché avreste scelto una carriera da freelance?

In questo senso, twago è la vostra carta vincente, la soluzione a molti dei vostri problemi da freelance. twago, infatti, è la più grande piattaforma online in Europa che raccoglie clienti e fornitori internazionali, con più di 100.000 esperti da tutto il mondo e che vede il numero di fornitori e clienti che si iscrivono a twago.it, crescere sostanzialmente ogni mese. Si tratta di una piattaforma per freelance con servizio di deposito a garanzia, quindi un servizio che mette la sicurezza di entrambe le parti in questione al primo posto. twago vi offre la sicurezza del lavoro online che ogni freelance desidera e non si tratta soltanto di freelance italiani ma di una cerchia più ampia, a livello mondiale. Infatti twago è una piattaforma che nasce due anni fa in Germania, con sede a Berlino ma copre anche il mercato di freelance anglosassoni, spagnoli e italiani, oltre a quelli, naturalmente, che operano in lingua tedesca. Si tratta assolutamente della prima piattaforma che offre un’ampia sicurezza per le collaborazioni online.

Di cosa si tratta?

È semplice. Il metodo introdotto da twago è assolutamente efficace. Si tratta di SafePay, un nuovo metodo di pagamento sicuro sia per il cliente che per il fornitore.

Come funziona?

Prima dell’inizio del lavoro il cliente trasferisce la somma patuita su un conto fiduciario. È in questo momento che il fornitore inizia il progetto, ovvero soltanto una volta ricevuta la notifica di avvenuto pagamento, in modo tale da avere la certezza di essere stati pagati. In questo modo entrambe le parti sono certe che il pagamento anticipato non sia rischioso e che, dall’altra parte, il pagamento sia stato effettivamente eseguito. Soltanto a lavoro completo, però, il fornitore riceverà il compenso. In caso di qualche problema, twago ha il ruolo di mediatore neutrale.

Come avete potuto apprendere, SafePay è decisamente un metodo di pagamento sicuro e sopratutto innovativo che, da freelancer, web-designers, traduttori o qualsiasi sia la vostra professione, fareste meglio a utilizzare. Non può che essere un passo verso il futuro, il migliore!

Segnalazione della direzione di Twago.it

Laura Gargiulo, web designer freelance e blogger.
Autrice di “Come diventare web-coso” e “Consigli di webdesign base“,
moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012.
Portfolio personale: Lauryn.it
Parlo anche di viaggi ed expat su: Myplaceintheworld.it e do consigli su come espatriare a Edimburgo sul mio blog Lovin’Edinburgh

18 Commenti

  1. aledesign.it

    Utile…ma…(lato pessimistico) qui in Italia abbiamo clienti in grado di ragionare così? Altri diranno che fanno fatica a collegarsi al sito etc etc..eheh e chi ne ha più ne metta! Ma ad ogni modo penso sia una risorsa molto utile ed interessante…spulciata già qualche settimana fa.

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  2. Lauryn (Autore Post)

    beh a quel punto la contestazione va solo a loro sfavore, perchè il sito di certo non viene consegnato. avrai ore di lavoro perso, questo sicuramente, ma neanche il cliente avrà quello per cui avrebbe pagato. anzi, ha già pagato in realtà, per cui o quella minestra o si butta dalla finestra 😉

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  3. StefanoV

    Avevo in mente questa idea da anni… per mancanza di tempo non sono riuscito mai a realizzarla ù.ù

    Cmq si parecchi diranno che non si collegano al sito, ecc…

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  4. Andrea Casalegno

    Peccato che la piattaforma Twago sia praticamente inutile. Infatti quando si richiedono ai clienti maggiori informazioni sul progetto da realizzare nessuno risponde, anche scrivendo nella loro madrelingua (inglese e spagnolo). Non si instaura alcuna interazione.

    Numerosi clienti caricano materiale o informazioni che consentono di risalire direttamente a loro e contattarli direttamente. Molti richiedono spudoratamente un contatto diretto con il cliente, senza che vi siano censure dagli amministratori.

    Anche il processo di pubblicazione delle offerte è rigido e francamente non capisco come un potenziale cliente si possa fidare ed acquistare un progetto web senza aver potuto comunicare con il creativo. Poiché scegliere la soluzione migliore per un sito aziendale non è come acquistare un automobile dal concessionario, il prodotto deve “vestire” l’azienda a pennello e comunicare correttamente al target di riferimento.

    Twago è un servizio perdente in partenza. Bocciato!

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  5. Andrea

    CONDIVIDIAMO IN RETE LE OPINIONI SUI CLIENTI

    Salve, vi segnalo un Sito nato da poco Proprio per Segnalare i
    Cattivi Pagatori, condividere le opinioni sui clienti,
    ma soprattutto per Premiare e individuare rapidamente
    quelli Onesti!! http://www.virtubuzz.com

    E’ una piattaforma online per gestire le segnalazioni e le liste di clienti.
    Ed è gratuito. Il progetto ha bisogno della massima diffusione e
    del supporto di più persone.

    Ciao !

    Andrea – Clientiaffidabili.it

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  6. Mirko D'Isidoro

    Ciao Lauryn ho visto questa discussione e voglio darvi una mano.

    Ho creato un nuovo progetto nel sito che vedi in firma (sto preparando la versione definitiva mono pagina, quella che vedi ora che ti sto scrivendo è solo una beta 😉 ), dedicata ai web designer freelance.

    Tu mi dirai, ma a noi che ce frega? 😉

    Ho testato per diversi mesi twago, ed ho creato una guida da scaricare gratis per chi si iscrive nel form presente nel sito.

    Ci sono le risposte ai dubbi che vengono esposti qui e anche a come usarle al meglio il servizio, per ottenerne i massimi benefici risparmiando tempo nel capire come funziona.

    A breve sto per lanciare questa guida che sto terminando di controllare dal punto di vista editoriale.

    Se avete domande, posso aiutarvi anche su questa discussione.

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  7. Lauryn (Autore Post)

    grazie mirko, iscritta!

    Risposta
  8. Mirko D'Isidoro

    Ottimo Lauryn, a breve pubblico la prima email per il download della guida.

    Avrò poi piacere di conoscere cosa ne pensi, alla fine della guida è presente un sondaggio che mi aiuterà a capire come creare le successive guide per web designer freelance.

    Se hai domande su twago che vorresti risolvere, a forza di testarlo sono diventato un esperto ;).

    Risposta
  9. Lauryn (Autore Post)

    grazie mirko, intanto proprio grazie a te ho scoperto che il mio account non era stato abilitato correttamente e non mi arrivavano le notifiche in posta. XD
    vedremo se da sola riesco ad ingranare 😀 ma comunque ti seguo e voglio assolutamente la guida!! grazie!

    Risposta
  10. Mirko D'Isidoro

    Bene Lauryn, sto preparando e email da inviare alla mia lista di web designer iscritti interessati alla guida. Cerco di fare in fretta, e poi vi giro il download della guida.

    Risposta
  11. seowebmaster

    Salve io tramite Twago in 6 mesi di tempo ho acquisito 1 solo cliente!
    A me questa piattaforma sembra più un gioco al ribasso, su chi offre di meno e dove l’unica a guadagnarci è Twago, facendosi pagare cifre fino a 125 €uro al mese per farne parte come fornitore!

    141.322 esperti su 9.684 progetti pubblicati, vuol dire che ogni cliente che pubblica un progetto ha una media di 7 fornitori diversi tra cui scegliere, ammesso che faccia una scelta!

    Perchè il 90% delle volte il cliente sparisce, non si fà più vedere.

    Specialmente quando si tratta di versare dei soldi… questa piattaforma per me è un fallimento. E’ un opinione personale naturalmente.

    Risposta
  12. Lauryn (Autore Post)

    è interessante il tuo parere seowebmaster, c’è bisogno di testimonianze vere per capire. grazie!

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  13. Mirko D'Isidoro

    Posso dare qualche suggerimento io a SEOwebmaster, perchè su molti fronti ha perfettamente ragione, e sarebbe utile far leggere questa discussione allo staff di twago, per capire come migliorare il servizio, che io comunque ritengo valido.

    Come suggerivo anche nella mia guida, twago potrebbe essere un buon punto di partenza per trovare nuovi clienti, anche se all’inizio siamo costretti a scendere giù di prezzo, perchè come hai già notato, le aziende fanno delle proposte molto basse.

    Concordo con te sull’abbandono delle aziende che propongono dei lavori da fare, ho riscontrato io stesso questo problema.
    Io credo che sia una pratica molto italiana, perchè all’estero twago mi sembra funzionare molto bene.

    Riguardo all’abbonamento a pagamento di twago, suggerisco di usare l’account beginner che è gratuito, poi in base all’esperienza acquisita e se arrivano primi clienti, consiglio di acquistare o provare un servizio che ha dei costi ma che offre anche maggiore visibilità.

    A parte questo, credo che occorre un pò di pazienza e perseveranza.
    Nenach’io ho trovato clienti tramite twago, ma ho studiato molto bene il servizio per crearci la guida che ti dicevo.

    Pensa anche se riusciamo a trovare qualche cliente, possiamo poi sfruttare questo nuovo contatto per ricevere ulteriori lavori senza passare per twago, e quindi senza che questo servizio prenda una commissione sul lavoro acquisito.

    Spero di aver dato qualche feedback in più ;).

    Risposta
  14. rezaur

    Salve, mi sono appena iscritto come fornitore ma vorrei sapere se devo avere per forza partita iva o c’è qualche altro modo per poter lavorare da freelance. Grazie

    Risposta
  15. Mirko D'Isidoro

    Ciao Rezaur, rispondo alla tua domanda. In merito alla partita iva da possedere su twago non è obbligatorio averla, almeno da quello che conosco di questo servizio.

    Però come suggerivo anche nella mia guida, non possedere una partita iva potrebbe essere un lato negativo dal punto di vista del cliente, che non vede un vero e proprio professionista (anche se lo è) o comunque intuisce che non possedere una P.I. potrebbe significare che il fornitore potrebbe non avere l’esperienza necessaria per affrontare il lavoro da eseguire (ripeto non è quello che penso io, ma quello che potrebbe pensare un azienda a cui affidarsi).

    Risposta
  16. christian

    Twago degno compare di starbytes , paghi per lavorare a cifre da miseria con tempi strettissimi lo schiavismo riportato nel mondo informatico per non parlare di progetti buttati li sui quali non viene data nessuna spiegazione specifica dopo mesi, so convinto che peggio di cosi ci sono solo i cinesi.

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