Il web è globalizzato e la necessità di tradurre i contenuti dei siti è sempre alle porte.  Ma cosa sappiamo veramente delle traduzioni?  Quando si contatta una agenzia, si viene sommersi da termini come cartella, parola source, simultanea, chuchotage, asseverazione che è diversa dalla legalizzazione, traduzione giurata – bah,  sarà un’altra cosa ancora? – e via dicendo.

Allora noi di Opitrad , in qualità di agenzia di traduzione, abbiamo pensato di offrirvi qualche informazione chiara che possa permettervi di districarvi in tutto questo marasma di attività.

Cominciamo oggi con i primi 3 punti per calcolare un preventivo di traduzione.

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 1.  La Cartella.

La cartella è il metodo più utilizzato per il conteggio dei testi da tradurre

La cartella standard in Italia è di 1500 caratteri spazi inclusi, corrispondente alla cartella legale  di 60 battute per 25 righe che si rifà ai tempi delle macchine da scrivere e dei fogli protocollo. Negli enti europei comunitari (Parlamento Europeo,  Commissione, Corte di Giustizia dell’Aia,  ecc.) utilizzano anche la cartella da 1375 caratteri spazi inclusi,  ma in Italia non è mai entrata veramente in uso.

Per le traduzioni letterarie è prevista a volte la cartella di 1800/2000 caratteri, ma questa vale solo per la traduzione di libri che solitamente sono molto corposi e richiedono una lavorazione diversa che vi spiegheremo se qualcuno sarà interessato.

 

2.   La Parola

All’estero e anche in Italia in certi settori, come l’informatica, si applica anche il conteggio a parola sorgente o source (numero di parole del testo originale) o parola target (numero di parole del testo tradotto) perché spesso è più semplice da conteggiare:  ad esempio pensate a quelle videate con tanta grafica e poche parole intorno oppure ai cataloghi elettronici di prodotti.

Normalmente quando si applica il calcolo a parola si  conteggia quasi sempre il numero di parole del testo di origine,  salvo quando ci si trovi in presenza di un testo in formato non conteggiabile particolarmente lungo,  tipo un file immagine.

 

3.   Cartella di origine o target?

È prassi comune in Italia calcolare sempre la cartella tradotta finale.  Quindi se ho da fare una traduzione di un testo dall’italiano all’inglese, calcoleremo l’importo sul numero di cartelle tradotte in inglese. Questo approccio permette di fare un preventivo presunto, ma sempre molto vicino al risultato finale, con piccoli aggiustamenti che variano a seconda della combinazione linguistica.

La traduzione dall’italiano non presenta variazioni di lunghezza verso il francese, lo spagnolo, il tedesco e il portoghese o viceversa.  L’unica variante reale è sull’inglese:  traducendo dall’italiano all’inglese il testo solitamente si accorcia di un 10% almeno,  mentre dall’inglese all’italiano si allunga.  Su certi testi la traduzione dall’inglese all’italiano può arrivare anche ad essere del 30% più lunga rispetto all’originale inglese e, naturalmente, se ne tiene conto nel preventivo.

Per le lingue che utilizzano caratteri diversi da quelli europei (cinese, giapponese, coreano, hindi, russo ecc.) si utilizza come riferimento la cartella di origine in caratteri europei (di solito la lingua è italiano o inglese);  nel caso contrario cioè traducendo dalle suddette lingue verso l’italiano o un’altra lingua europea si utilizza la cartella di arrivo.

Queste sono solo buone prassi,  quindi quando richiedete un preventivo di traduzione,  ricordatevi di concordare a priori con l’agenzia  quale unità di misura utilizzare nella stima, seguendo questi step.

Gli argomenti sono tanti e noi cercheremo di esplorare questo mondo con voi.  Se avete domande o curiosità, postate qui i vostri commenti e visitate il nostro sito.