Non è un segreto che molti webdesigner anche all’apice della loro carriera si ritrovino a dover utilizzare dei temi già sviluppati e pronti.

Diffidate dagli snob che vi dicono “uh ma se usi un tema di Themeforest non vuol dire che sei uno sviluppatore!“. E chi l’ha detto?

Ma voi lo sapete quante ore di sviluppo ci sono dietro un tema personalizzato ben fatto e che rispetti tutti gli standard tecnologici nonché le esigenze di un cliente iperattivo ed ipercreativo?

Allora se lo sapete siete uno sviluppatore! Ed è quindi lecito, per esigenze di budget o di tempo, trovarsi a dover usare dei pacchetti preconfezionati.

E aggiungo che la differenza fra il webdesigner improvvisato e quello “sgamato” la si vede anche in queste cose, altro che “gné gné gné“.

Per un progetto destinato ad un cliente non mi affiderei mai a dei template free o peggio ancora a dei template a pagamento ma presi a caso fra le ricerche di Google.

Themeforest per fortuna compare fra le ricerche, ma quando si è all’inizio è difficile capire perché possa essere migliore rispetto ad un qualsiasi altro marketplace di temi WordPress.

Provate voi a creare un template per Themeforest, c’è da impazzire!

Photo by Andrew Neel on Unsplash

Il primo dei perché è la qualità dei temi. No, non è una sviolinata, ma è proprio così. C’è stato un tempo in cui ho pensato di creare un template e venderlo su Themeforest e mi sono scontrata, letteralmente, con tutti i paletti qualitativi e di selezione imposti dalla redazione del portale.

I template infatti per essere approvati devono:

  • disporre di una documentazione articolata e completa per aiutare l’utente ad usarlo nel modo più semplice possibile a configurare e gestire il tema
  • avere la possibilità nel modo più semplice possibile di importare una demo da poter poi “smontare” a piacimento
  • fornire assistenza per problemi o incomprensioni degli utenti nell’installazione e gestione delle funzionalità del tema. Segnalo che questa assistenza compresa nell’acquisto dura 6 mesi, oltre i quali bisogna rinnovare (e non è la prima volta che ho dovuto farlo causa protrarsi dei progetti in lavorazione, sigh, ne sapete qualcosa vero?)

E questi sono solo i requisiti meno tecnici, ma che a noi usufruitori interessano di più.

Niente più preoccupazioni tecniche

Dal lato tecnologico oramai nessun template viene venduto se non ha anche:

  • versione mobile e tablet adeguatamente degradate
  • personalizzazione in moltissime funzionalità tramite dei pannelli di gestione opportunamente creati
  • aggiornamenti frequenti

E gli aggiornamenti sono necessari, soprattutto per le ultime versioni di WordPress e relativi nuovi editor come il temuto Gutenberg. A proposito, come vi state trovando? Ogni tanto ci gioco, ma continuo ad apprezzarne altri, come Elementor o Fusion Builder.

Come scegliere?

Se proprio devo darvi un consiglio sottobanco, quando scegliete un tema, guardate:

  1. se l’ultimo rilascio di aggiornamenti risale a meno di 2/3 mesi prima massimo (è già tanto)
  2. quante vendite ha fatto quel tema: se vende tanto avrà sicuramente aggiornamenti e assistenza sempre in fermento e sono interessati ed obbligati a rispondervi in breve tempo (se le visite sono poche ma il tema è uscito da due giorni, dategli tempo, ma guardate se l’autore è un top seller)
  3. le recensioni: se è un top seller siete in una botte di ferro, se non lo è però, non è detto che non sia bravo, le stellette parlano chiaro.

Qui sotto trovate un banner che vi porta ai template più venduti del 2019, suddivisi per categorie. Buona scelta!