Sei un professionista digitale o stai pensando di diventarlo? Puoi usufruire di un regime fiscale agevolato che ti permette di pagare solo il 5% di tasse. Come?

Regime Forfettario 2020

Per tutti coloro che hanno scelto di intraprendere un’attività nel mondo digitale, c’è sempre un dubbio: come fare per non rischiare di pagare troppe tasse e non riuscire a portare avanti l’attività? Effettivamente il mercato del lavoro digitale è pieno di opportunità ma anche di concorrenza, quindi per chi si affaccia al mercato del lavoro, prima di acquisire autorità e i primi pacchetti di clienti, diventa difficile pensare in grande, pensare ad una partita IVA.

Sono così tanti i professionisti digitali che avviano la propria attività professionale utilizzando la Ritenuta d’Acconto per Prestazione Occasionale. Ma è davvero il regime fiscale giusto? NO, anzi, questo ha tantissimi limiti e restrizioni oltre ad essere molto più costoso del regime agevolato messo a disposizione dei liberi professionisti.

Regime Forfettario è, infatti, il regime fiscale che lo Stato ha concesso ai liberi professionisti con partita IVA. Nato qualche anno fa, ha subito delle modifiche significative con la nuova Legge di Bilancio 2020 e con il nuovo Decreto Fiscale 2020. Ma quali sono le caratteristiche e le novità di questo regime fiscale? Continua a leggere.

Requisiti di accesso al Regime Forfettario

Al regime forfettario possono accedere tutti i liberi professionisti che svolgono un’attività d’impresa, di arte o professione in possesso di requisiti stabiliti.

È possibile accedere al Regime Forfettario per coloro, che tra gli altri, riescono a rispettare alcuni requisiti come:

  • limite di ricavi annui a 65.000 euro secondo il principio di cassa;
  • limite di spese sostenute per personale dipendente o per lavoro accessorio che non superi i 20.000 euro lordi.

Il superamento della soglia di 65.000 euro determina la fuoriuscita dal regime a decorrere dall’anno successivo indipendentemente dalla misura dello sforamento. Nel corso dell’anno successivo il libero professionista dovrà aderire al regime ordinario.

Non tutti possono accedere al questo nuovo regime agevolato, dipende dal rispetto di alcune caratteristiche precise. Iniziamo con il dire che non possono accedere:

  • coloro che hanno percepito, nell’anno precedente, redditi di lavoro dipendente e assimilati eccedenti i 30.000 euro. Questa soglia è irrilevante se l’attività professionale è cessata.
  • I soggetti non residenti, ad eccezione di quelli che sono residenti in uno degli Stati membri dell’Unione Europea o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo e che producono sul territorio italiano redditi che costituiscono il 75% del reddito complessivamente prodotto.
  • Coloro che partecipano a società di persone o associazioni professionali o imprese familiari.

Agevolazione fiscale

Ma perché è importante, per i giovani con la partita IVA, questo regime fiscale? Perché permette di pagare solo il 5% di imposta sostitutiva, se si rispettano dei requisiti, come il non aver esercitato, nei tre anni precedenti all’apertura della partita IVA, lavoro con lo stesso Codice ATECO dell’attività che si va a svolgere.

Sei curioso di capire come si calcola la flat tax con il Regime Forfettario? Bene, in pratica devi individuare innanzitutto il reddito imponibile, che dipende dalla tipologia di attività lavorativa, così come indicato dal codice ATECO. Su questi viene applicato il 5%, nei primi cinque anni di attività se ci sono i requisiti, e il 15% negli anni successivi.

Come hai potuto leggere il regime forfettario è davvero un regime molto conveniente per tutti coloro che vogliono diventare liberi professionisti. Avrai la possibilità di guadagnare risparmiando sulle tasse ma non solo, questo regime fiscale ti permette di vivere il tuo lavoro da freelance in tranquillità senza la pressione di tasse trimestrali e senza tutti gli adempimenti che il regime semplificato impone!

Non ti resta, dunque, che fatturare!

 

Photo by Carlos Muza on Unsplash