La strategia di architettura dell’informazione

Una volta completata la raccolta dei dati nella fase di ricerca, possiamo passare alla strategia.
Adesso dobbiamo decidere la direzione da prendere per procedere in maniera coerente attraverso la progettazione. In parole povere, dobbiamo definire gli obiettivi del sito e la direzione da prendere affinché questi si realizzino.

Questo momento non va preso alla leggera, dobbiamo riuscire infatti a bilanciare i bisogni degli utenti e dell’azienda, cosa che non è mai facile. Un obiettivo deve cercare di accontentare i bisogni di tutti, o quantomeno la maggioranza delle persone che visiteranno quel sito.
La definizione di questi obiettivi si basa in gran parte su quello che vuole il cliente dal sito (se lo sa), cercando di bilanciare questo con i bisogni degli utenti. Non è accettazione acritica da parte vostra degli obiettivi del cliente. Ma d’altra parte non è neanche accettazione acritica da parte del cliente dei vostri obiettivi: dovete trovare un punto di incontro, un compromesso che bilanci bisogni e usabilità. Altrimenti state per creare un sito inutile.

Quando creo un documento per gli obiettivi mi piace distinguere tra obiettivi principali (primari), e obiettivi secondari, così da definire diverse priorità al progetto. Questo mi è utile soprattutto in siti complessi, che devono assolvere a molte funzioni e non si può fare tutto subito. Molto agile.

Presentare la strategia

Abbiamo la nostra bella strategia pronta ad essere messa in pratica, abbiamo faticato tanto per creare un qualcosa che bilanciasse utenti e business: come la facciamo capire al cliente?
Possiamo farglielo capire creando ad esempio dei diagrammi che mostrano come gli utenti navigheranno in determinati scenari, e quindi come sviluppare una data funzione.
Possiamo creare delle bozze da mostrargli, non un vero e proprio wireframe, solo una bozza a grandi linee.
Possiamo creare una presentazione powerpoint e mostrargli come lo sviluppo in quella data maniera gli porterà benefici. Gli scenari sono molteplici.

Presentare la strategia è altrettanto importante che elaborarla. Infatti alla fine tutto ricade nelle mani dei nostri clienti, ed è quindi nostro dovere fargli capire al meglio possibile quello che vogliamo sviluppare e come questo può soddisfare suoi obiettivi.


21 Comments

  • Lauryn

    26 Aprile 2010

    grazie del tuo articolo Marco, questo è un passaggio da non trascurare per i siti più complessi. Anche perchè permette di mettere in chiaro le varie fasi anche della creazione del sito e di quello che può e non può fare. Una cosa fondamentale anche ai fini della redazione del preventivo e dei costi, che per siti di questo genere talvolta possono essere stravolti proprio perchè non si sono messe in chiaro queste voci.

    Reply
  • Simone D'Amico

    26 Aprile 2010

    Complimenti per l’articolo Marco,
    è proprio quello di cui discutevamo qualche giorno fa su Skype. 🙂

    L’idea della presentazione non è niente male. Potrebbe essere il modo giusto per attirare l’attenzione del cliente anche quando non vuole ascoltarci e resta fermo sulle sue convinzioni.

    Reply
  • marco cavicchioli

    26 Aprile 2010

    ottimo articolo.

    credo che, in questa fase, sia molto utile la capacità del progettista di intuire le reali esigenze del cliente che, spesso, non necessariamente le conosce o le sa descrivere bene. anzi, secondo me, si ottiene una qualità superiore quando il cliente non si “immischia” nelle questioni tecniche, e quando pertanto il progettista è in grado di “spiegare” le funzionalità del sito senza scendere in particolari tecnici. sono eventi rari, e di non facile gestione, ma se ognuno sta nel ruolo che gli compete dovrebbe essere più semplice progettare un sito “utile”.

    in questo caso si dovrebbe anche poter riuscire a rispettare alla lettera le richieste del cliente, a patto di averle prima setacciate (insieme) in modo da escludere quelle che sono infattibili, o che hanno costi e modi non accettabili.

    Reply
  • Lauryn

    26 Aprile 2010

    concordo con marco cavicchioli: succede però molto raramente. magari questa fase la renderei meno tecnica per il cliente, più semplificata, ma giusto per capirsi su cosa fa o non fa il sito 🙂

    Reply
  • Marco Olivetti

    26 Aprile 2010

    Proprio per questo la presentazione della strategia va fatta con strumenti diversi. Se gli portiamo solo un pdf con tutte le specifiche, dove andiamo?

    Reply
  • Laura

    26 Aprile 2010

    io a volte ho a che fare con clienti che VOGLIONO IL SITO ma che a stento hanno la connessione veloce, a stento sanno mandare una email. Il problema è che capita che porsi in maniera molto professionale con certe persone può diventare addirittura controproducente. Io per esempio sto quasi tornando indietro: prima presentavo elaborati wireframe a tutti, ora mi sono resa conto che è meglio inviare una bozza grafica sulla quale eventualmente lavorare di modifiche. Non generalizziamo però. Non vi so dire se è una regressione, di sicuro è mortificante dover fare downgrade per andare in contro ai (alcuni) clienti, però d’altra parte il nostro lavoro è comunicazione. E se il wireframe non comunica bisogna bypassarlo. Scusate se sono quasi (o completamente) OT

    Reply
    • Lauryn

      27 Aprile 2010

      mi trovi d’accordo, come più volte ho detto wireframe e studi vari li faccio solo per i siti più complessi e se vedo che di fronte ho un cliente che ne capisce. altrimenti direi che lo studio me lo tengo per me 🙂

      Reply
  • Ilaria

    27 Aprile 2010

    Credo che il passaggio più difficile sia proprio quello della definizione degli obiettivi, o meglio il come raggiungerli.
    Molto spesso ci si carica di obiettivi molto vaghi, senza avere le idee chiare, e questo non giova di certo al sito.
    A parer mio è meglio definire, come giustamente scrive Marco, degli obiettivi principali ai quali dare priorità, altrimenti si rischia di perdere di vista il vero scopo del progetto.
    Dico questo perchè sto lavorando ad un progetto abbastanza importante e mi rendo conto che le idee sono tante…ma a volte un po’ confuse.

    Reply
  • marco cavicchioli

    27 Aprile 2010

    @Ilaria: credo che il lavoro del progettista sia anche quello di fare da consulente al cliente per selezionare con cura gli obiettivi che vale la pena considerare primari, e quelli che invece conviene considerare secondari. perchè spesso il cliente non è in grado di fare questa distinzione, ma il progettista (se è bravo) sì. quindi in questi casi il progettista non può essere solo un tecnico, ma deve anche essere un vero e proprio consulente economico/commerciale che sappia individuare nelle esigenze del cliente quelle che vanno considerate primarie, e quelle che invece conviene considerare secondarie.
    ciò è davvero molto difficile, ma indispensabile in progetti complessi. inoltre lo stesso progettista, per poterlo fare, deve riuscire a ragionare secondo le logiche economico/commerciali del cliente, altrimenti non può essere in grado di fornire tale consulenza.

    non so se mi sono spiegato bene..

    Reply
  • Marco Olivetti

    27 Aprile 2010

    Io da quando ho iniziato ad applicare questo metodo (non la strategia ma l’ia nel suo complesso) non ho più sviluppato un sito con meno di 10 pagine. Praticamente solo siti complessi.

    Reply
  • marco cavicchioli

    27 Aprile 2010

    un sito da 11 pagine non può essere definito complesso. cosa intendi per “complesso”? (altrimenti è come se parlassimo due lingue diverse)

    Reply
  • Marco Olivetti

    27 Aprile 2010

    Lol scusa, io considero complesso qualsiasi sito che ha più di 5 pagine, quindi seguo sempre tutti i passaggi di ia.

    Poi magari sono i clienti che ho io che magari sono più ricettivi, oppure il mio capo filtra tutte ste cose e ai clienti non fa arrivare niente, io comunque le faccio 😀

    Reply
  • alfredo

    27 Aprile 2010

    Io concordo con la De Masi… a volte, certi clienti, non sanno distinguere un sito da una scheda su pagine gialle.. Quindi è difficile fargli capire certe cose… loro vogliono un sito punto e basta.

    Reply
  • marco cavicchioli

    27 Aprile 2010

    ho capito (in effetti avevo travisato…). grazie.

    a questo punto però dobbiamo anche ridefinire i siti “davvero” complessi (ovvero con decine o centinaia di pagine, magari dinamici, altamente interattivi, con e-commerce, UGC, ecc.)…

    e cmq concordo con te: se un sito ha meno di 10 pagine (ed è un banalissimo sito vetrina) non è poi così necessario disegnarne l’architettura e mapparne i flussi di navigazione. ma basta che questi flussi non siano banali ed immediati per far sì che l’ia diventi subito utile. soprattutto, ad esempio, se il sito ha delle pagine interne di particolare interesse per il cliente, o se l’obiettivo principale è il contatto (e quindi una forma di interazione).

    Reply
  • Ilaria

    27 Aprile 2010

    @marco cavicchioli: sei stato chiarissimo. Di fatto è quello che intendevo dire anch’io. La difficoltà del lavoro sta proprio in quello 😉

    Reply
  • MarcoDT

    27 Aprile 2010

    Per siti complessi credo sia indispensabile. Anche se come fatto già notare nei commenti precedenti molto dipende dal cliente con cui si a a che fare. Alcuni preferiscono uno approcio tipo “intanto partiamo, poi si vede cosa succede!”

    Reply
  • Elena

    27 Aprile 2010

    Ottimo articolo, grazie Laura. Mi è capitato di avere a che fare con clienti che “non riescono ad immaginarsi” come verrà il proprio sito sul web.
    Dopo un brief con il cliente, fatti tutti i vari studi su obbiettivi e bisogni, preparo una sitemap per avere chiaro sia io che lui come saranno organizzate le informazioni all’interno del sito, poi, se ne vale la pena preparo una demo con una jpg statica che mostra a grandi linee la linea grafica da seguire e spesso lo faccio scegliere, è un pò lungo come lavoro, e ripeto, non mi posso permettere di farlo per tutti, ma sicuramente i clienti partono insieme a me nella realizzazione del progetto meno frustrati…

    Reply
  • Marco Olivetti

    28 Aprile 2010

    Sono un uomo! E non mi chiamo neanche Laura! 😀

    Reply
  • Elena

    28 Aprile 2010

    scusa 🙁

    Reply
    • Lauryn

      28 Aprile 2010

      ahahahhahhaah povero Marco, i suoi articoli li scambiano sempre per miei, chissà perchè 😀

      Reply
  • vittorio

    28 Aprile 2010

    @marco olivetti
    Ottimo articolo.
    Ho (finalmente) reperito quel libro di Luca Rosati che mi avevi consigliato.
    Grazie.

    Reply

Lasciaci un tuo commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.