Quando il Creativo riesce ad essere veramente creativo?

Stanco dopo una giornata di lavoro che, ovviamente, ti ha riservato un numero così alto di imprevisti che “voi umani non potete neanche immaginare”, il tuo corpo inizia ad inviare impulsi verso il materasso del tuo letto, che mai come in quel momento è avvolto da un’aurea cosmica di benessere ed, in questi giorni, piacevolissimo calduccio!
Il tuo fisico, i tuoi occhi guardano direttamente il letto e parlano, avviando una specie di countdown all’impatto con il materasso.

… 3-2-1… e ti ritrovi schienato a mo’ di cetaceo, completamente in estasi mistica, in un turbine di godimento misto relax: in quel preciso momento, in quel determinato istante, sei, indiscutibilmente il Re incontrastato della iper-stra-mega-galassia.

Come per magia, in mezzo a seimila voli pindarici tendenti ovviamente all’irrealtà più impensabile, si palesa l’Idea, volutamente scritta con la “I” maiuscola: immediatamente, risolve e stravolge il lavoro che ti ha bloccato per tutta la giornata, facendoti letteralmente impazzire, abusando del comando “Annulla ultima operazione”.

Teorema: il Creativo è tale solo se è libero di fare il Creativo.
Questo non avviene sempre, anzi, spesso e volentieri, la figura del Creativo viene ovviamente cercata di inquadrare in un lavoro meccanico e contabile.

Quanto è importante per voi il contorno, l’atmosfera, l’ambiente, nel vostro lavoro?
Anche qualcuno di voi, come me, probabilmente trova “fecondo riparo” nella notte e, spesso e volentieri, ha veri e propri barlumi di genialità durante il rigirarsi nel piumone?

Che sia solo perché, la notte è in verità, l’unico momento in cui il Creativo, comunica con la sola persona che può capirlo, ovvero sé stesso?

Mi piaceva avere il vostro parere,
A voi ragazzi