Dal forum ci giunge una voce di aiuto da parte di un autodidatta: come creare una brochure?

Innanzitutto ci vuole la giusta dose di dimestichezza con Photoshop o con Illustrator (maggiormente consigliato) perchè altrimenti la grafica non ce la possiamo scopiazzare di sana pianta.

Premesso questo, ecco un principio di base: nel creare files destinati alla stampa si lavora in CMYK e non in RGB. Che significa?

I MODELLI DI COLORE RGB E CMYK

RGB e CMYK sono due sistemi diversi per dichiarare lo stesso tipo di colori. RGB però lo fa tramite tre parametri: Red Green and Blue, che è poi molto simile a quelli che usiamo nel web (le tre coppie di numeri o lettere – codice esadecimale- che compongono i nostri #ff3399, #000000, etc). Esempio banale: il nero, sarà 00 di rosso, 00 di verde e 00 di blu. Questo perchè la risoluzione video è composta proprio da questi tre colori, che insieme compongono i vari  colori.

Nel mondo della stampa invece abbiamo CMYK e cioè: Cyan, Magenta, Yellow e K (nero). Infatti se ciascuno di voi avrà fatto le scuole medie e avrà fatto lezioni di disegno a tempera, avrà sicuramente mischiato questi quattro colori (detti primari) insieme al bianco (inutile nella stampa poichè il foglio è già bianco) per formare i diversi colori. Ed ecco spiegato perchè nella realtà, quindi nella stampa, si usa questo sistema.

E’ sufficiente settarlo appena apriamo un nuovo documento, insieme al quale stabiliremo come unità di misura i mm, per meglio lavorare con le misure effettive di stampa.

LE “ABBONDANZE”

Ebbene, ultima raccomandazione prima di cominciare: se dovete ad esempio fare un biglietto da visita, di dimensioni 8.5 e 5.5 (le dimensioni standard) aggiungete 5mm in altezza e in larghezza. E’ la cosiddetta “abbondanza” o margine di abbondanza, che serve ad evitare che in fase di ritaglio da parte dello stampatore, vengano lasciati margini bianchi non richiesti (in caso di files a sfondo bianco o con immagini non “a filo” non è necessario).

Vedete voi se vi trovate meglio a creare un files delle dimensioni già sovrabbondate e poi tramite le guide segnare la dimensione effettiva del file, o se viceversa aprire il file nelle dimensioni effettive e segnarvi poi con le guide le sovrabbondanze. Io consiglio la seconda in quanto nel caso lo stampatore vi chieda poi i “crocini” potete semplicemente dire a Illustrator di aggiungerli in fase di esportazione del file per la stampa.

Tutto qui, il resto a vostra fantasia, almeno per cominciare!