Il web-coso vuole emigrare all’estero

Tema sempre più attuale, più volte affrontato su queste pagine ed anche sul mio nuovo blog dedicato ai viaggi e all’espatrio. Ma il webdesigner o web-coso (Seo, grafico, director, etc) ha proprio bisogno di espatriare per campare?

Sei freelance?

Direi che sfruttati quegli anni di regime dei minimi in cui iva e ritenuta d’acconto possiamo anche dimenticarcele, passati al regime normale di fatturazione, possiamo anche dire addio a metà dei nostri guadagni o aumentare i prezzi della metà. Sì perché fra il dire e il fare se ne va via più di metà in tasse. E’ possibile questo in Italia? Non lo so, i preventivi al di sopra dei 1.000 euro sono veramente rari di questi tempi…

All’estero invece, come abbiamo già visto dalla storia di Gloria e Andrea in UK quest’ultimo freelance nel suo campo di traduzioni, (ma la cosa vale per qualsiasi campo) è sufficiente comunicare la propria modalità lavorativa aprendo una posizione, fare una dichiarazione dei redditi a fine anno e via. Niente contabilità, fatture, e le tasse sono molto più contenute.

Sei dipendente?

Già se sei dipendente di una webagency o società di marketing ai giorni d’oggi ti puoi ritenere davvero fortunato. Ma quanto può durare? Quanto è grande la tua azienda? A mio modesto parere ci si può fidare solo delle multinazionali o di quelle società consolidate da anni (che pure rischiano di crollare). La varietà di clientela è importante, ma tu lavorando all’interno devi sottometterti a scelte aziendali che possono anche essere sbagliate, e di colpo…puff, rimani senza lavoro. Allora che fare? Cerchiamo all’estero? Ecco qualche consiglio, che vale sia per i freelance che per i dipendenti, per provare con la via dell’estero.

Le esperienze dei web-cosi

Che dire altro se non segnalarvi alcune interviste o racconti di esperienze di chi sta vivendo (direi felicemente!) la sua esperienza all’estero? Di seguito trovi figure che c’entrano collateralmente con la nostra attività e le relative interviste / blog.

Foto http://www.stockxpert.com/

Laura Gargiulo, web designer freelance e blogger.
Autrice di “Come diventare web-coso” e “Consigli di webdesign base“,
moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012.
Portfolio personale: Lauryn.it
Parlo anche di viaggi ed expat su: Myplaceintheworld.it e do consigli su come espatriare a Edimburgo sul mio blog Lovin’Edinburgh

18 Commenti

  1. Filippo Matteo Riggio

    Anch’io emigrato (spero solo per il momento), sto tenendo un piccolo blog. 😉 http://unterronealondra.tumblr.com/

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    1. Lauryn (Autore Post)

      grazie Filippo!! corro a leggere ahah un terrone a londra 😀
      ti va di essere intervistato per myplaceintheworld.it?

      Risposta
  2. Alfredo

    Salve, forse andrò controcorrente… ma sono fiero ed orgoglioso di farlo perchè vuol dire che …c’è ancora speraza in Italia!
    Io sono un freelance web-coso che lavora dalla sua cameretta e ho clienti in tutta Italia, in Spagna, in Inghilterra e Svizzera.
    Sicuramente in Italia la tassazione è esagerata, la burocrazia lenta e ingolfata e la politica inadeguata, incapace e corrotta.
    Ma c’è molto spazio per idee nuove e qualità, ne sono esempio centinaia di piccoli e grandi imprenditori di se stessi e delle proprie iniziative che in Italia prosperano fra mille difficoltà.
    Io personalmente dopo esperienze da imprenditore, ho deciso di essere un freelance e lavorare da solo, ho fondato una mia personale webagency, Sitofelice.it, e in circa due anni ho sviluppato oltre 140 siti.
    Lavoro low-cost, qualità ed efficacia alta, non uso template, siti gia pronti o software, ma faccio tutto a mano… un artigiano del web, clienti, numeri e successo me ne danno ragione.

    Inutile parlare di piccole o grandi aziende, inultile parlare di multinazionali o contratti da dipendente nell’illusione di un lavoro “fisso”.
    Non ci sono garanzie, è il mercato a decretare il successo o il fallimento. Blockbuster colosso mondiale chiude e licenzia… non è stato in grado di adeguarsi ai tempi e al mercato che cambiava.

    Noi Italiani quando andiamo all’estero abbiamo successo, non solo perchè all’estero è più facile, ma perchè abbiamo avuto un ESPERIENZA IN ITALIA SENZA PARI, siamo stati abituati a sgomitare per qualsiasi cosa, qualsiasi richiesta verso lo stato, il pubblico, il credito.

    Se hai una buona idea, hai voglia e sai come lavorare, se puoi contare solo su te stesso, allora in Italia avrai successo!

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    1. Lauryn (Autore Post)

      Alfredo, sei un fortunato, o meglio, ci vuole tanto spirito di imprenditorialità per proseguire, almeno finché le cose non tornano decenti in Italia. C’è chi non ha qualità da imprenditore (ma a quel punto non può fare neanche il freelance a mio avviso). Concordo con te 🙂

      Risposta
      1. Alfredo

        Esatto Laura, se vuoi essere un freelance, un imprenditore… o fare qualcosa semplicemente in proprio devi avere o devi costruirti doti e spirito imprenditoriale.
        Passione, dedizione, attenzione, proattività, impegno, costanza, studio… questa è la vera fortuna, quella che ti costruisci con le tue mani, indipendentemente dal posto in cui vivi/lavori.

        n.b.
        In Italia le cose non torneranno mai decenti, questo è lo status quo con il quale convivere, a meno di non fare una rivoluzione… ma forse è proprio questa l’unica cosa che noi Italiani non sappiamo fare!

      2. Lauryn (Autore Post)

        allora fanno bene a consigliare ai ragazzi di andare a lavorare all’estero! a meno appunto di sapersi costruire qualcosa da soli…
        per non rischiare, uno parte e si leva il pensiero 🙂

  3. Guido

    Scrivo di rado (chiedo venia 🙂 ) ma ti leggo spesso! Brava Laura, scrivi con schiettezza, e aiuti le persone a capire la – tragicomica – realtà italiana, nuda e cruda! 🙂 Come te sono molto affascinato dalla Scozia, anche se probabilmente nei prossimi mesi farò un’esperienza in Olanda seppur la situazione tasse/guadagni/lavoro freelance sembri un po’ meno allettante rispetto all’UK! 😉

    Risposta
    1. Lauryn (Autore Post)

      grazie Guido!!
      facci sapere della tua esperienza olandese, sicuramente ci sarà utile, è bello condividere. anche tu prenotato per il futuro per myplaceintheworld.it!!

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  4. Claudia

    Da brava web-cosa pure io rimango felice all’estero, non ho un blog di vita anche perche’ qui siamo fin troppo vicini al confine e non ci sono quelle grandi meraviglie.
    Ma il cioccolato è buono e gli orologi sempre puntualissimi.

    ..forse anche io vado un po’ contro corrente adesso che lavoro esclusivamente per una società italiana =)

    Risposta
    1. Lauryn (Autore Post)

      Grande Claudia! Ciascuno trova il suo “place in the world” no? Anche tu sei un bel soggetto da intervistare! Sei sempre nel settore games?

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      1. Claudia

        Eh mi sono leggermente spostata.. adesso poker live =P

      2. Lauryn (Autore Post)

        Waaaaa :))

  5. Stefano

    Mi piace la definizioni “web-coso” 😀

    Risposta
    1. Lauryn (Autore Post)

      ahah siamo tutti un po’ web-cosi:D

      Risposta
  6. Alessio Borin

    Questi articoli mettono voglia di reinventarsi e partire! Personalmente mi sto documentando tramite le testimonianze di un sito che si chiama italiansinfuga 🙂 Vi consiglio di buttare un occhio se l’idea stuzzica anche voi!

    Risposta
    1. Lauryn (Autore Post)

      Grazie Alessio!!
      Italiansinfuga, chi non lo conosce? Pane quotidiano per me!
      A presto!

      Risposta
  7. Gennaro Barricelli

    interessantissimo il tuo blog! ho una domanda di natura fiscale. Vivo in Nicaragua già da due anni e sto per aprire la mia attività di web-coso freelance. un mio amico ha un’attività in italia con P.I. e diversi suoi clienti gli richiedono di fornirgli un sito web. pensiamo di lavorare insieme io qui e lui in italia. Se aprissi fiscalmente la mia attività in Nicaragua e fatturassi a clienti con P.I. italiana, potrebbero “scaricare” dalle tasse la mia fattura?

    Risposta
    1. Lauryn (Autore Post)

      Ciao Gennaro e in bocca al lupo per la tua nuova avventura! Ti invito a consultare un commercialista per una risposta corretta e adatta al tuo particolare caso. un salutone!

      Risposta

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