Tips grammaticali: la punteggiatura!
La punteggiatura, questa sconosciuta. Sembra un dettaglio, un di più, e invece è una cosa fondamentale della nostra grammatica poichè ci permette di far capire meglio il senso di una frase nonché l’emozione, l’enfasi che vogliamo darle.
Eccole!
Il punto fermo (.) indica una pausa lunga e si usa alla fine di un periodo con significato concluso.
La virgola (,) indica una pausa breve e si usa:
- negli elenchi
- dopo un vocativo (Signora, ha perso un guanto)
- prima del pronome relativo (Mario, che ha 16 anni, è minorenne)
- per isolare una frase all’interno di un periodo (Ci ha accompagnati, non senza brontolare, lo zio di Sergio)
Non ci vuole mai la virgola fra soggetto e predicato (Maria è partita per Roma)
Il punto e virgola (;) indica una pausa più breve del punto e più lunga della virgola.
Si usa:
- quando il periodo tende a diventare lungo e complesso
- per separare frasi brevi (era quasi l’una; le strade erano semivuote; tutti i negozi erano chiusi)
I due punti (:) indicano una pausa prima di una precisazione o di una spiegazione (Adesso ho bisogno di due cose: tranquillità e concentrazione)
I due punti introducono inoltre il discorso diretto.
Il punto interrogativo (?) conclude le domande, quindi si usa nel discorso diretto.
Il punto esclamativo (!) indica un ordine , una sorpresa, ammirazione.
Le parentesi tonde ( ) isolano alcune parole all’interno del discorso. Es: quando sono entrato (era piuttosto tardi) tutti mi hanno guardato severamente.
SPAZIATURE
La punteggiatura si scrive subito dopo l’ultima lettera che la precede e si lascia uno spazio subito dopo. Es: benvenuti, questa è casa mia.
Fanno eccezione le parentesi tonde, che invece lasciano uno spazio prima dell’apertura e dopo la chiusura, ma non ne lasciano al loro interno. Es: domani andremo in vacanza (sebbene siamo appena tornati a lavorare) e ne siamo contenti.


















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8 Commenti
la vignetta è bellissima!!!!!
visto che siamo in tema di grammatica, non resisto a puntualizzare una cosa
In italiano è meglio non usare il plurale di termini stranieri: per coerenza, se usiamo il plurale su termini inglesi dovremmo fare lo stesso con le altre lingue. Magari conosciamo anche il francese e il tedesco, ma come ci comporteremmo con il russo?
Per questo suggerisco “tip grammaticali” invece di tips
Post molto utile, meglio ogni tanto ripassare i concetti basilari della grammatica altrimenti rischiamo di rimanere immersi solamente nei punti e nelle virgole dei nostri script
Quoto quanto detto da Marco.
La vignetta è fantastica… e la mini lezione pure. Utilissima e da salvare così se devo fare un ripassino so dove guardare.
Molto carina la vignetta!
Queste regole è sempre meglio averle in mente, perciò grazie del post
@marco
Anche se un famoso linguista del Corriere della sera la pensa come te, e quella di non usare il plurale inglese nelle frasi in italiano è ormai convenzione largamente accettata, io non sono d’accordo.
A me personalmente dà molto fastidio e anche a orecchio, non sentire il plurale, quando chiaramente si parla al plurale, mi sembra un errore.
Senza andare poi a scomodare il francese e il russo (che non conosco e che quindi evito a priori nei miei discorsi), IMHO anche quando si inseriscono termini latini o greci è giusto rispettare la concordanza, es. curriculum – curricula, topos – topoi.
Se uno non sa, evita.
Se invece tutti dovessero eliminare il plurale dai loro discorsi ibridi, allora gli inglesi che vengono in Italia dovrebbero dire al ristorante: “I’d like spaghetto or lasagna”.
Ci si capisce lo stesso, ma vuoi mettere?
Cheope, Marco, credo abbiate ragione entrambi, ma poi, alla fine, è solo una preferenza, comunque sia, volevo dire che alcuni termini come “sport”, “hobby”, eccetera, fanno parte oramai del dizionario Italiano, pertanto non possiamo assolutamente creare il plurale con hobbies, mentre invece, “spaghetto” o “lasagna” credo non lo si possa trovare nel vocabolario nè nel dizionario Inglese. Pertanto opto per le delucidazioni di Marco.
Alla fine, poi, sono solamente discorsi marginali sui quali neppure i laureati, talvolta, preferiscono avere una preferenza.
ahuhauhahau mi sembra di essere tornato alle elementari
grazie lauryn