Tenere sempre sott’occhio l’obbiettivo!
Spesso si dimentica, nel creare un sito, che il fruitore dello stesso non siamo noi, nè il cliente (a meno che non si tratti di un intranet) ma l’utente finale, il nostro target!!
E come tale ha bisogno di tutta la nostra attenzione e degli accorgimenti necessari affinchè il sito sia: navigabile, usabile, fruibile, godibile e soprattutto accessibile!
Tenendo innanzitutto bene a mente gli obbiettivi del sito (sito di rappresentanza, e-commerce, portale giornalistico, etc), ecco alcune fra le cose da tenere a mente:
Età del target
Utenti troppo giovani o anziani hanno bisogno di maggiori attenzioni di un utente "sgamato" che naviga tutti i giorni e consoce alcune dinamiche principali dei siti. State attenti quindi alle dimensioni dei caratteri, ai colori, o ad esempio a non porre troppo vicine le voci di menu, poichè l’utente potrebbe non maneggiare correttamente il mouse e navigare gli potrebbe risultare più difficile rispetto ad un internauta usuale.
Disabilità del target
Se l’utenza si prevede possa interessare un gran numero di affetti da disturbi psicomotori o di vista, etc porre la giusta attenzione secondo le norme sull’accessibilità. Anche nel caso il sito non si preveda abbia un affluenza "di massa" di questo tipo di utenti porre almeno la minima attenzione al fine di rendere semplice la navigazione a questa categoria, poichè non è detto che il nostro target non si possa incrociare con una delle altre caratteristiche.
Categoria sociale
Lo stesso sito potrebbe essere navigato da più persone provenienti da diversi "ceti sociali" o ancora avere un target più preciso come ad esempio, uomini d’affari con un tenore alto di vita. Porre attenzione alla gradevolezza del sito rispetto ai loro gusti certamente un punto in più. Anche in questo caso la categoria sociale potrebbe facilmente farvi identificare il tipo di utente, se abituale o meno adito a navigare su internet.
Disponibilità economiche
Da tenere conto a seconda degli obiettivi del sito per porre nei punti giusti l’attenzione su prodotti o servizi che potrebbero risultare utili.
Ve ne vengono in mente altre? Aggiungiamole!!


















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13 Commenti
Interessantissimo articolo.
Io ho studiato un bel po su questo argomento e ne ho parlato molto con web designer italiani ed esteri.
La parte più bella infatti, secondo me, del nostro lavoro è proprio quella di “creare” un prodotto funzionante e studiato apposta per gli obiettivi del cliente.
Esatto. Poi spesso il cliente però ci devia stradafacendo e il risultato non è quello progettato, ma è un altro discorso
Verissimo: è il mio primo principio professionale (maverick.it/informazioni/principi)
Prima di tutto chiarire l’obiettivo col cliente.
E’ dura perchè spesso o non sanno cosa vogliono, o credono di volere una cosa ma hanno saltato dei passaggi: voglio una grafica strepitosa! ma perchè vuoi una grafica strepitosa? perchè voglio che la gente lo visiti… ah ecco!
Ciao!
L’accessibilità non è per le aziende. Così come l’usabilità, fruibilità e qualche altra cosa che finisce con à.
Queste cose che dici Laura sono vere e sono giuste, ma in Italia, tra le piccole aziende e e i freelance che lavorano bene, e le grandi società che lavorano bene, c’è una grande vastità di aziende che lavorano solo per i soldi. Punto. Molte agenzie per esempio usano ancora le pagine di introduzione.
Vero che un sito deve disporre di quei requisiti, ma spesso e ben volentieri la gente che i siti li fa se ne frega.
Scusate l’OT ma era una cosa che tenevo a dire.
Per fortuna Marco penso che le cose stiano cambiando. I miei clienti usano internet come me, e sempre più spesso mi chiedono: voglio una cosa semplice, che si capisca! Che è poi un modo spicciolo per chiedere usabilità!
Proprio oggi ho ricevuto una nuova richiesta di lavoro: è un cliente insoddisfatto dal sito attuale perchè non è usabile! Anche se ovviamente non ha usato la parola “usabilità” ma “non si capisce niente!”.
Il sito è stato commissionato nel 2005 e in questi due anni hanno capito che bello e ad effetto non basta (giudicate voi:http://www.pretalaser.com/).
Forse c’è speranza, continuiamo così!
P.S. si posso usare i tag nei commenti?
@Valentino: sìsì, mi sa che è da rifare hihihi
sì, con i clienti al secondo approccio con il web sicuramente. per quelli al primo incontro invece bisogna ancora lavorarci
ps sì si possono usare
Come sempre ottimo articolo, io sto studiando queste cose da solo anche grazie al vostro aiuto e ritengo che questi punti sopra elencati siano di fondamentale importanza
oltre alla categoria sociale aggiungerei anche idea politica, mi è capitato di vedere siti con articoli ottimi su argomenti generali, i quali però accennavano verso destra o sinitra con piccole frasi, ma d’impatto, e per questo venir criticati. Sarà che siamo/eravamo sotto elezioni, ma lo notato parecchio leggendo le notizie sui vari social network.
@Andreas: ed ecco perchè pubblichiamo questo tipo di articoli: perchè vi possano essere di aiuto.
@cirio: beh riguardo ai contenuti politici o meno, non lo ritengo un punto necessario. Dei contenuti sono responsabili i nostri clienti, sta a noi magari affinarli per una più facile lettura a seconda del target, ma se loro vogliono scrivere “berlusoni cacca” nessuno glie lo può vietare (io men che meno ahahha). a parte gli scherzi, parliamo di siti, e non community o siti 2.0 dove l’utente può scrivere quel che crede
è vero scusami, rileggendo sono andato abbastanza ot
scusate
beh, ritengo che questa sia una distinzione troppo semplice del target: fondamentalmente andrebbe esploso il punto “Categoria sociale”, e sicuramente va aggiunto un “Interesse dei navigatori” (o qualcosa del genere… sono troppo stanco stasera per argomentare bene
).
Come dice SEO Rapper (http://ajaxian.com/archives/seo-rapper-friday)
The site design is the first thing that people seeIt should be reflective of you in the industry.
E sottolineo “in the industry”.
Vi è mai capitato un cliente che vende patate e vorrebbe il sito come quello di una gioielleria?
Quanto è dura spiegargli che si, il sito della gioielleria è bello e fighissimo, ma non c’azzecca nulla col loro settore.
Proprio oggi mi è successa la stessa cosa. Un sito per ricami (ma anche toppe) voleva assomigliare ad un negozio di alta moda.
Quindi aggiungo alla lista che è importante rendersi conto del settore in cui opera l’azienda, e delle scelte di mercato (es: prodotto di lusso o economico?).
Ciao!
_Valentino
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