Statistiche sui freelance in Italia by Addlance

Sappiamo che la scelta di lavorare da freelance permette di abbandonare la noiosa prevedibilità dell’orario fisso 9-18: seguire i propri interessi, fare cose nuove, inventarsi un modo personale di affrontare il proprio mercato, scegliersi i clienti, cambiare rotta improvvisamente e senza dover chiedere a nessuno. E a questo si aggiunge la possibilità di guadagnare di più, rispetto a fare le stesse cose come un lavoratore dipendente.

Sappiamo anche che alle gioie di questa scelta bisogna aggiungere i rischi e i dolori che ogni freelance, almeno per un periodo, ha affrontato: dubbi sul futuro, alternanza di superlavoro e “vacche magre”, clienti “capricciosi” eccetera.
Chi ci è passato sa di cosa sto parlando.
Ma quali sono i dati reali di chi si è tuffato, nel nostro Paese e in questo momento?
Ci viene in aiuto un recente studio del network italiano per il lavoro freelance Addlance, specializzato in progetti da Web-cosi. Lo studio parte dai dati interni del network – un campione di più di 16.000 utenti –  e ci riporta una fotografia dello scenario attuale: dalla distribuzione in Italia alla tariffa oraria media, dagli anni di esperienza alle ambizioni per il futuro.
Il tutto in un’infografica offerta per tutti i nostri lettori. Buona visione!
Creativo prestato alla strategia aziendale (o viceversa). Uso parole come Affiliate Marketing, Growth Hacking e Conversion Rate Optimization, ma la mia vera passione è il business, cioè i sistemi di creazione di valore. La mia missione? Aiuto a crescere le aziende che vogliono crescere.

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