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Standard web e il perchè del table-less (per chi ancora non l’avesse capito)

Scritto da il 26 giugno 2008 in Webdesigner - 32 Commenti - 6 visite

Avrete notato senz’altro la scomparsa di un post. Chi se n’è accorto sa di cosa sto parlando.

Mi scuso se la notizia poteva interessare, ma i commenti che seguivano, seppure rivolti ad essere costruttivi visti i principi del web standard dei quali siamo sostenitori, non sono stati percepiti come tali, e pertanto invitata “cortesemente” a cancellarli senza sostenere il confronto.

Credo di interpretare il pensiero di tutti dicendo che il confronto, se fatto con rispetto, è il primo passo verso la crescita. Lo sanno aziende come Adobe, Macromedia, nonchè Microsoft, Mozilla e chi più ne ha più ne metta, che si confrontano e cercano di uniformarsi con gli standard, che servono solo a semplificare la vita sia ai professionisti che agli utenti della rete, che potranno sempre usufruire di siti usabili e accessibili.

Ed ecco che nascono programmi come Dreamweaver e pochi altri, o editor come Firefox e speriamo, la versione 8 di Explorer, a sostegno di qualcosa che è alla portata di tutti.

E’ faticoso cambiare e passare dalle vecchie abitudini alle nuove. E mi rendo conto che la cosa è più difficile da fare per chi nel web lavora da tanti anni…ma abbiamo dei validi esempi. Per citare la mia preferita: Sofia Postai, con tutti gli anni di esperienza alle sue spalle, ha visto nascere il web e si è evoluta con esso.

Più facile forse per chi si affaccia al webdesign ora, e sa già da dove partire.

Ma ciò non deve scoraggiare il confronto e aiutarci a crescere.

Ps per chi ha capito a che post mi riferisco, non nomini neanche la persona in questione, il confronto non è di suo gradimento.

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L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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32 Commenti

  1. Marco (427 comments)
    Scritto il 26 giugno 2008 alle 19:31

    D’altronde ormai si rischia la denuncia e la chiusura del sito, se questo è inaccessibile e/o inusabile a svantaggio dei disabili.

    Ripeto, denuncia, con giudice e tutto.

  2. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 26 giugno 2008 alle 19:50

    addirittura! questo non lo sapevo. immagino valga per le P.A.
    In ogni caso qua invece si rischiava la denuncia per aver sostenuto il contrario :P

    Dai, oramai nel 2008 gli standard dovrebbero essere pane quotidiano, è come spacciarsi per panettiere quando si riscaldano i panetti già pronti.

  3. Marco (427 comments)
    Scritto il 26 giugno 2008 alle 20:39

    No, vale pure per i privati.

    Legge 67/2006.

  4. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 26 giugno 2008 alle 20:46
  5. Daniele (112 comments)
    Scritto il 26 giugno 2008 alle 21:49

    Innanzitutto non confondiamo gli standard W3C con l’accessibilità. Secondo bisogna capire bene cosa dice quella legge, che ha già dei punti in contraddizione. Terzo: è semplicemente folle (nonché sbagliato) denunciare un sito perché non accessibile, in questo modo oltre il 90% di internet chiuderebbe i battenti. A vantaggio di tutti, immagino…

  6. krayen (53 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 08:50

    cavolo ieri non vi ho seguito e quindi non so cosa sia successo….insulti e cose così?

  7. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 09:02

    @Daniele: conosciamo la differenza, si faceva un discorso un po’ più ampio. In effetti quella legge è ambigua, certo è che se tutti si mettessero a fare causa a tutti i siti non accessibili il sistema giudiziario si intaserebbe ancora di più…

    @Krayen: niente insulti, ma solo critiche. infatti è quello che mi ha stupito. amen, più si va avanti e più le persone ritengono di non avere nulla da imparare. peccato (per loro). ;)

  8. krayen (53 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 09:08

    critiche? mah….a me sembra sempre ottimo come sito. e specialmente quando spiegate qualcosa. sempre molto utile in tutto…vabbe.
    ognuno è fatto a modo suo….

  9. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 09:19

    eheh no krayen, le critiche non erano rivolte a noi ma ad un professionista.
    ma non parliamone più.
    chi ha letto sa, mi spiace non poter dire di più.

  10. krayen (53 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 09:32

    capito. beh cmq dico solo una cosa: se sn critiche costruttive è un bene. a me è successa una cosa simpatica è lho documentata sul mio sito. avevo espresso la mia opinione su un contest e mi hanno censurato :) ihihih

  11. hor848 (108 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 10:29

    ussibgur..quindi secondo la normativa, qualsiasi sito che non segue gli standard w3c e che non sia accessibile è illegale…quindi FLASH LO BUTTIAMO?!?!?!?

    Non sono aggiornato onestamente, ma fino all’anno scorso quando lavoravo nel campo dell’e-governement c’era una scappatoia…
    bastava che il gestore del sito dichiarasse di rendere il sito accessibile entro 2 ANNI!

    Ora l’assurdità è che i siti che offrono servizi ai cittadini, siti governativi abbiano una scappatoia!

    Magari un pò di flessibilità per i siti “comuni” ci sta no???

  12. hor848 (108 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 10:42

    mi accorgo solo ora dell’accaduto..ma che è successo???

  13. Alex (116 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 11:17

    Personalmente mi sono occupato della relazizzazione di siti web per la P.A e ho sempre cercato, nei limiti del possibile di realizzare siti web che aderissero alla normativa (tanto più che espressamente richiesto dalle normative vigenti).
    Resta chiaro che spesso le aziende richiedono funzionalità che difficilmente si prestano ad essere accessibili. Anche se oggi con js non intrusivo e flash 9 (reso sicuramente più accessibile di una volta) è molto più semplice aderire agli standard bisogna fare i conti con il budget. Ad un clinete “non educato” in tal senso non si riesce a giustificare un costo extra per questo tipo di attività (non che scrivere codice standard sia un attività extra ma spero di essermi spiegato)

  14. Sadegraphic (106 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 11:24

    Effettivamente molti piccoli clienti non sanno nemmeno cosa sia l’accessibilità e comunque non è che se ne interessano + di tanto, bisogna spaventarli x “costringerli” a darci la possibilità di rendere un sito accessibile? :-/

    @hor848
    Su flash è ancora in corso un dibattito ma nelle ultime versioni ha fatto parecchi passi avanti e basta qualche piccolo accorgimento per renderlo il più possibile accessibile.

  15. Mauro Accornero (253 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 11:30

    Su accessibilità, w3c, legge stanca e quant’altro concordo per un atteggiamento morale nella crezione di siti web, questo dovrebbe essere un aspetto che riguarda non solo web designer ma anche cliente/provider/utenti. Forse perchè non tutti abbiamo le stesse conoscenze/cultura nel campo web e ognuno ovviamente la può pensare come vuole talvolta si vede questa morale venir meno nel lavoro di tutti i giorni. Io credo che non sia semplice affrontare un discorso come questo, IWD ha il merito di far discutere di questi argomenti. Sul fatto che talvolta le questioni possano degenerare, credo che sia normale, quando si confrontano idee e mentalità il contrasto è inevitabile il fatto che si trasformi in un offesa/critica quello è un modo personale di declinare la discussione ed in quanto personale credo si debba far carico della responsabilità di quel che dice nel caso. A priori di ciò rimango dell’idea che il confronto sia sempre utile e sono contento che esista un sito come questo che lo renda possibile.

  16. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 11:32

    grazie Mauro, le tue parole mi confortano, credevo di essere diventata pazza, il caldo, si sa, fa brutti scherzi…

  17. Daniele (112 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 12:10

    L’accessibilità non è certo un discorso semplice. E soprattutto non tutti sono in grado di fare siti accessibili. E, cosa fondamentale, internet è libera e di tutti. Questo significa che al tizio che vuole farsi un sito per il suo hobby o per quello che gli pare degli standard W3C e dell’accessibilità non gliene frega un tubo ed è giusto che sia così. Per i siti istituzionali è giusto che sia obbligatoria l’accessibilità, ma per gli altri no. Non scendiamo nel ridicolo. E soprattutto facciamo denunce per i veri reati, non per un sito privato non accessibile.

  18. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 12:25

    D’accordissimo con Daniele.. siamo nel paese in cui gli assassini escono di galera dopo pochi mesi…

  19. Marco (427 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 13:04

    Se per quello siamo anche nel paese dove vengono discriminati i disabili, a quanto pare. Massi, checcefrega, tanto sono due gatti, so brutti, puzzano, e non hanno passioni, se ne stessero a casa loro. Senza internet, possibilmente.

  20. hor848 (108 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 13:08

    l’accessibilità è un mondo complesso!!!
    esistono vari gradi di disabilità, di conseguenza esitono vari gradi di accessibilità e varie metodologie di sviluppo!!
    Il rischio è quello di fare un gran calderone dove metterci tutto..in questo caso la soluzione sarebbe drastica..no video no flash no colori no img nulla:
    Non è la strada giusta!

  21. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 13:21

    ragazzi, con sta storia della tendinite mi ci sono trovata anche io ad essere handicappata, per cui…diamoci da fare ad imparare ciò che serve ;)

  22. Alex (116 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 13:33

    ad ogni modo è possibile, entro certi limiti, garantire un minimo di accessibilità per ogni progetto.
    Già realizzare layout xhtml tableless con CSS, delimitare le aree e inserire salti a menu e contenuti all’inizio del layout, inserire gli alt alle immagini ecc. sarebbe un grosso passo avanti che non costa niente (o quasi) allo sviluppatore

  23. Daniele (112 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 13:36

    @hor848: esatto.
    @marco: è la natura a discriminare, non l’uomo. Un cieco potrebbe denunciare youtube, secondo quanto dici tu. O tutti i siti delle case cinematografiche. Dove è possibile, io sono il primo a schierarmi dalla loro parte. Ma per tutta internet, oltre che è impossibile, è anche sbagliato. Non puoi obbligare tutte le persone a fare siti accessibili, perché internet rischierebbe un calo drastico di informazioni immesse, con tutte le conseguenze del caso. Quindi, prima di parlare, pensiamo :)

  24. Marco (427 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 13:56

    Ma l’uomo è razzista, la natura no. Un cieco non va su youtube, cieco, mica pirla.

    Un webdesigner è un architetto, perchè non deve progettare siti per tutti? Quando qualcuno fa una casa per i disabili non mette gradini in casa, progetta finestre basse, stanze larghe. Ma con le case il discorso è ristretto. Il web è consultabile dai disabili in tutto e per tutto, come tutte le persone normali, per questo fare siti accessibili è importante.

    Capisco che i disabili facciano paura, però insomma, mica ci devi parlare, devi solo fare in modo che anche loro riescano a fruire del web.
    Mica sono tutti uguali i disabili poi, c’è disabilità e disabilità, e quindi c’è metodo e metodo, ognuno atto per una particolare cosa, però ci sono delle cose basi che non fanno male a nessuno, tipo le accesskey, la sottolineatura dei link…

  25. Daniele (112 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 14:12

    Se l’uomo è razzista come dici, l’uomo fa parte della natura. ;)

    Tu continui a parlare di web designer. Ma chi pubblica su internet non è necessariamente un web designer, che rappresentano solo una minima parte di coloro che costruiscono il web. E chi ha detto che fanno paura poi? Io ho amici disabili.

  26. Marco (427 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 14:33

    Il razzismo non fa parte di nessuna natura, è solo un problema culturale. Un grave problema culturale alla cui base c’è l’ignoranza, che non risparmia nessuna categoria, compresi quelli che si occupano di web, che pure di occasioni di studio ne hanno a pacchi.

    Parlo di progettisti perchè sono loro che costruiscono siti web. Non i grafici, ne i copywriter, ne nessun’altro. O quantomeno così dovrebbe essere. È implicito il fatto che i testi vadano corretti e guardati con altro metro.

  27. Marco (427 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 14:39

    Inoltre trovo molto triste e vergognoso questo tuo misero tentativo di giustificare la discriminazione contro i disabili.

  28. Fabry (67 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 14:40

    @ daniele certo chi pubblica sul web non è perforza un web designer… chi li progetta spero proprio di si.

    Cmq, credo che il discorso valga per siti di grandezza importante, dove l’usabilità e l’accesibilità sono basilari.

    se, ad esempio, fai il sito per l’amichetto appasionato di collezione di bic che fa 10 accessi al giorno non è che ti devi mettere perforza a testare il funzionamento con jaws.

    Se fai un sito di un azienda che fa un milione di accessi alla settimana il discorso cambia, non trovi?

    E le denuncie arrivano e non poche… ci sono aziende che oltre ad essere state denunciate sono state portate anche in tv (mi manda rai 3) e “caziate” in pubblica piazza.

    Quando lavoravo per il comune di torino l’accessbilità era il prinicpio base della progettazione e la gente che lavorava sul sito era assolutamente competente in materia.

    Io ne ho fatto tesoro e quando lavoro cerco di fare le cose “per bene” se tutti facessero così il web searebbe un mondo migliore.

  29. Alex (116 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 14:56

    E’ pur vero che l’UGC se una volta sostituiva una minima parte del contenuto presente in rete oggi è una delle principali fonti di “contenuto fresco”.
    Il web intesto come “strumento sociale” è di tutti e paradossalmente questo porta a discriminare le minoranze.
    Se io inserisco un filmato su youtube e non fornisco sottotitoli per i non udenti (per ipotesi, non considerando il fatto che non vengono forniti gli strumenti per farlo) discrimino quella fascia di utenza. Se creo un blog su blogger (senza entrare in merito all’accessibilità della piattaforma in quanto tale) e creo post che non hanno contenuti accessibili discrimino nuovamente.
    Parlando di accessibilità in senso lato il problema si dilata enormemente:
    è possibile creare un sito “accessibile” e formare nei limiti del possibile chi deve aggiornarne i contenuti ma come è possibile rendere accessibile tutto l’UGC che ogni giorno viene uploadato in rete? Anche migliorando i tool che permettono queste operazioni rimane la necessità di acquisire delle competenze minime a riguardo che semplicemente “tutti” non hanno…

  30. Angelikus (29 comments)
    Scritto il 27 giugno 2008 alle 22:20

    Non so cosa sia successo nel post precedente (che è poi stato cancellato), cmq voglio anch’io dire alcune cosette piccole piccole (per quel poco che so).

    Prima piccola cosa: su Flash forse sfugge il fatto che non è importante se questo ha fatto passi avanti nelle nuove versioni, perchè esistono dispositivi usati dai diversamente abili che non permettono la funzionalità di Flash. Quindi i codici si possono scrivere come si vogliono, ma se il dispositivo non li legge…
    Conclusione, fin quando non ci saranno dispositivi che permetteranno l’utilizzo di Flash, questo resterà sempre non accessibile. Ho addirittura trovato un sito fatto in Flash con le access-key, ed ho pensato: ma se Flash nel mio dispositivo non può essere utilizzato a che cappero servono le access-key? O_O
    Poi se ci sono problemi per l’utilizzo dello Javascript e quindi bisogna utilizzarlo in modo da dare solo dei piccoli effetti che non pregiudicano l’accessibilità e l’usabilità, figurarsi Flash. Io ho capito questo leggendo qua e là in rete, spero d’aver capito bene…

    Seconda piccola cosa: il Web Designer realizza il sito e fin qui… però se chi realizza i browsers li facesse un pò meglio non sarebbe male…

    Terza piccola cosa: qui si parla anche di Drupal ed a proposito di questo ho letto nel forum di Diodati un post di due ragazzi non vedenti che hanno creato un sito con Drupal. Allora mi viene da pensare: cavolo, io faccio le versioni alternative, le funzioncine per i caratteri, per il colore, i testi in %, insomma tutte le cose che so, e poi vuoi vedere che mi sto facendo troppi problemi? :-P

    Quarta e ultima piccola cosa: è vero che bisogna creare siti accessibili, però esistono anche gli esseri umani che ci vedono e che usano il mouse senza problemi, cioè quelli sani come me (si fa per dire). Quindi il sito oltre ad essere accessibile deve anche essere bellino per quelli che lo possono vedere e visitare.

    Detto tutto questo, quando si fa un sito bisogna pensare che uno che già nella vita quotidiana ha una marea di problematiche, non è umanamente accettabile che deve sbattere la testa al muro pure perchè non riesce ad entrare in un sito di pupù… ekkekkavolo… ;)
    Ovviamente, però, prima bisognerebbe fare i parcheggi per i diversamente abili, le rampe (si chiamano così?) per i diversamente abili, i marciapiedi per i diversamente abili, dare lavoro ai diversamente abili, ecc.. ecc..

  31. Daniele (112 comments)
    Scritto il 29 giugno 2008 alle 20:19

    Marco, cerchiamo di ragionare, perché vedo che tu ormai stai letteralmente sragionando… sarà il caldo forse, non lo so. Io NON sto tentando di giustificare la discriminazione contro i disabili, prima di scrivere certe eresie pensa.
    Quello che ritengo vergognoso io è che tu sei convinto che sia giusto denunciare un tizio che si è fatto il sito per i cavoli suoi, che non è un professionista del web e quindi NON può né deve conoscere l’accessibilità. Sostenendo questo tu sei a favore della privazione della libera presenza su internet di chiunque. Questo è vergognoso.

  32. www.romasuper.com (1 comments)
    Scritto il 28 luglio 2008 alle 16:00

    A mio avviso l’accessibilità e l’argomento disabili sono cosa seria; è bene che internet cerchi di promuovere iniziative a favore dei disabili; però non si deve scadere nell’errore opposto; imporre le cose con leggi sproporzionate; è bene che un servizio pubblico come un sito di un’Università o un sito ministeriale paghi dei professionisti che devono da contratto garantire determinate caratteristiche di bontà del sito, pena la rescissione e il mancato pagamento anche a posteriori. E’ altrettanto sacrosanto che se sono il proprietario di un blog personale, devo essere liberissimo di farlo come mi pare, perchè è uno strumento di libertà, laddove non offendo nessuno ovviamente. Alla fine tutto sta nel buon senso delle persone e dei politici.

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