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Solo un Chewing-gum? Il bello è tutto da “ascoltare”!

Scritto da il 28 maggio 2009 in Design and visual - 16 Commenti - 67 visite

air Solo un Chewing gum? Il bello è tutto da “ascoltare”!Quante volte ci è capitato di entrare in un tabaccaio e chiedere un pacchetto di Chewing-gum? Oppure di recuperarli all’ultimo momento utile in coda alla casa del supermercato? Massì… scegliamo quelli blu… che ci piacciono…
Ci siamo mai chiesti se scegliamo anche in base ad uno spot pubblicitario particolarmente azzeccato? Attenzione, non dico che si sceglie un prodotto solo per una campagna pubblicitaria riuscitissima, però credo di poter affermare che potrebbe essere possibile che una sensazione positiva durante uno spot, stimoli la prova dell’acquisto del prodotto. E’ questo il caso di Vigorsol e Vivident due marchi che si fregiano di un ottimo supporto mediatico, particolarmente ficcante ed azzeccato: a memoria, chi non si ricorda dei famosi “Capezzoli-allungabili” (Clicca qui) ? Oppure del ragazzo che con l’uso della Vigorsol diventa un enorme palestrato in un locale gay? (Clicca qui). Per non parlare di questo spot, con un significato, oserei dire, quanto meno “dichiarato”: (Clicca qui).

Ce ne sono veramente un’infinità, segno di una comunicazione indirizzata e mirata ad un target giovane, recettivo ed attivo. Vigorsol non ha avuto sempre questo tipo di comunicazione, e, proporzionalmente, non ha avuto sempre questo successo mediatico e dunque, anche in termini di fatturato.

Volete una prova di uno stile comunicativo differente? Eccolo, Cliccate qui.

Stile totalmente diverso, improntato sempre sui giovani, ma con spirito differente, trattando (sempre in chiave ironica) un tema comunque delicato, ovvero quello del pregiudizio verso se stessi, soprattutto in età adolescenziale.

Quindi anche “Vigorsol” può essere puritano!

Ma la stranezza dov’è? Semplice, basta guardare l’etichetta! La versione “puritana” ed “eticamente” utile, era marchiata “Original Vigorsol”, mentre l’attuale e ficcante versione comunicativa, è targata “Air-Action Vigorsol”.

Che sia solo un caso che da quando è subentrato il nuovo marchio, la comunicazione è cambiata, diventando dichiaramente a fondo sessuale? Sarà solo un caso che leggendo “Air-Action Vigorsol” la pronuncia sia molto vicina ad “Erection-Vigorsol”?Casi della vita, o meglio, casi del Marketing! icon biggrin Solo un Chewing gum? Il bello è tutto da “ascoltare”!

Vivident, dopo aver tastato con mano il successo dell’apri-pista Vigorsol (stessa casa produttrice) nel frattempo, non si fa mancare niente, e come il suo fratello maggiore, si adegua nell’ultimo spot in versione “Fetish(Ecco qui).

Che ne pensate? E’ casuale oppure studiato a tavolino?
A voi ragazzi!

Andrea Galtieri – B&B marketing

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16 Commenti

  1. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 08:30

    eheh ne avevo sentito parlare, anche questa secondo me è studiata…
    detto fra noi però secondo me le più incisive sono le pubblicità “spiritose”. ad esempio il palestrato gay e la ragazzina in spiaggia sono esilaranti, le altre forse sforano troppo nel cattivo gusto, e proprio perchè troppo esplicite non so se raggiungono l’obiettivo. infatti credo che in italia siano state censurate, non le ho viste molto in giro…

  2. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 08:41

    Lauryn anche secondo me è così! Difatti il risultato del buon advertising è sempre appeso ad un filo, che a parer mio è quello del buon senso. Ti ricordi quando in un altro spot il ragazzo si rifugia da una pioggia incredibile sotto il seno leggermente “prosperoso” di una ragazza? :D DDD
    Tutto per dire che spesso nel nostro mondo, una risata strappata da’ quasi automaticamente il primo acquisto, non credi? :D

  3. chiara (22 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 08:43

    Nella scelta del marchio così come dello spot credo non ci sia spazio per la casualità. Trovo che l’elemento comune e ricorrente tra Vivident e Vigorsol sia proprio l’impronta ironica che caratterizza ogni commericial, mi viene in mente quello con lo scoiattolo o con l’indiano, anche se io preferivo quello in stile baywatch…

  4. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 08:54

    ahah concordo ragazzi e..sì, ricordo la pubblicità delle tette parapioggia aahahaah

  5. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 08:55

    Lo stile Baywatch è secondo me proprio storico, però se ci fai caso, il ricordo della Pamelona era molto più vicino, quindi ai tempi risultò azzeccato :D Ora secondo me, Vigorsol sta passando il limite dell’ironia, diventando più un “accessorio per “cuccare”" che un accessorio per divertirsi. Mi spiace, perchè lo scoiattolo non mi dispiaceva :D
    Ma vogliamo parlare di “Air-Action” :D ?

  6. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 08:57

    ahahh Grande Laura hihihhi! Quella era esilarante! :D

  7. chiara (22 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 09:04

    E’ si anch’io trovo che sta un po’ oltrepassando quell’ironia misurata che invece ritrovavo in quello di baywatch… in questo senso dicevo di preferirlo!
    Riguardo ad Air-Action beh si potrebbe dire che siamo maliziosi, xò in effetti la tua analisi mi sembra proprio azzeccata…

  8. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 09:42

    Maliziosi… forse…! Però fa proprio pensare il fatto che spesso e volentieri, un CLAIM vada dopo il nome del prodotto, e non prima.
    Invece, sempre, sempre sempre… AIR-ACTION Vigorsol.
    STRANO. :D

  9. Salvatore (7 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 09:54

    E’ il secondo articolo a riguardo che leggo qui su IWD, ricordo anche quello della Gatorade.

    E devo dire che questo genere di analisi e questo mondo in generale mi affascina tantissimo.
    Air Action con Erection il fatto della gatorade e il punto G, non so sarò strano io ma ci vedo qualcosa di magico, ma non per la sudditanza che hanno verso i clienti, quel che mi affascina è la mente di chi li ha creati.
    Complimenti Andrea aspetto i tuoi prossimi articoli

  10. aledesign.it (345 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 10:48

    A volte l’effetto slogan oscura il vero prodotto in se..però dal punto di vista del marketing è buono ke se ne parli..sep oi si affianca la battuta, l’immagine spisitosa…al prodotto con la frase: “si dai..proviamolo” allora va bene, in questo modo si fidelizza anche chi non lo avrebbe mai fatto..però poi magari pochi lo fanno…allora bella la pubblicità però il prodotto è carente..Bell’articolo veramente :)

  11. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 11:13

    Grazie mille Salvatore, non sai quanto piacere mi faccia leggere le tue parole, perchè quel magico “brillio” alla Shining che sento e cerco di comunicare in quelle righe, sono il succo del nostro lavoro. Avere passione per il proprio mestiere e, successivamente, renderla percepibile è una grande soddisfazione! :D
    Evviva il nostro SHINING Salvatore!! :D

  12. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 11:14

    Grazie mille Ale!
    Per il resto, hai ragionissima, senza contare il passa-parola mediatico! Aspetto assolutamente da NON sottovalutare.
    Ci sono ristoranti che chiudono anche solo per un cattivo passaparola.

  13. mazzjoe (14 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 12:04

    Secondo me servono per coprire la pochezza dell’oggetto in se stesso.. Nel senso, se presentiamo il prodotto così com’è, sensa spot sensazionalistici non è nient’altro che un pacchetto di Chewing-gum che ha un gusto diverso dagli altri. E allora, se il prodotto non è particolarmente innovativo, lo deve essere lo spot, sennò non sentiremo mai il bisogno di possederlo.. Tutto secondo il mio modesto parere, ovviamente :D

  14. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 12:06

    mazzjoe, secondo me anche tu hai detto una cosa validissima: un prodotto, da solo non vale nulla, nemmeno il più geniale.
    Nel marketing, va tutto “vestito”, e conta spesso e volentieri questo.
    Basta pensare alla RED BULL per esempio :D

  15. Francesco (137 comments)
    Scritto il 28 maggio 2009 alle 20:20

    Ciao a tutti, è un pò che seguo il blog, complimenti al Lauryn e a tutti quelli che collaborano per il lavoro e la passione.

    Riguardo al post… anch’io, come Salvatore, sono affascinato da queste analisi e questo articolo, come il precedente, dello stesso filone, è risultato molto interessante (complimenti Andrea).

    Ricordo una lezione di grafica, all’università che il professore dedicò interamente ai riferimenti sessuali nel packaging dei prodotti.

  16. Andrea Galtieri (40 comments)
    Scritto il 29 maggio 2009 alle 08:36

    Ciao Francesco, innanzi tutto, grazie per i complimenti. Concordo anche sul Cappello iniziale, qui l’ambiente è veramente “appassionato”, zampilla in ogni momento l’amore per il lavoro che facciamo! :D

    Per il resto, la mia è una chiave di lettura come possono essercene veramente tante, sta a noi, crederci o meno. Detto questo, è inevitabile però, fare certi collegamenti più o meno logici, perchè una cosa è certa: Vigorsol è passata dallo stile goliardico, allo stile “spinto”, probabilmente, frutto di analisi sul mercato. Riflettiamoci su…

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