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RDFa : La genesi del web semantico

Scritto da il 25 maggio 2009 in Xhtml e css - 6 Commenti - 45 visite

microformats 300x293 RDFa : La genesi del web semanticoLa notizia che qualche giorno fa google ha recepito i microformati e l’RDFa è di fondamentale importanza perchè incentiva gli sviluppatori ad aggiornarsi sui nuovi standard e a diffondere l’idea del web semantico. Aggiornarsi pertanto diventa un dovere oltre che una opportunità, per rimanere ancora competitivi sul mercato del lavoro, e seguire l’evoluzione del settore. Da qui l’idea di scrivere una guida che non si propone di essere esaustiva, ma di far capire, almeno, come si usa RDFa, qual’è la sua sintassi e a cosa serve. Sarà poi compito del lettore, approfondire le innumerevoli specifiche per la descrizione delle risorse. Iniziamo, dunque, con l’introduzione di alcuni concetti che ci saranno utili :

  1. Definizione di “Risorsa” : una risorsa, per noi, può essere qualunque oggetto, persona o entità materiale o immateriale (anche qualcosa di non precisata definizione). Una risorsa può essere una persona, un gruppo di persone, un documento, una pagina web, una poesia, un libro, una e­mail, ecc… Le risorse che sono identificabili univocamente sul web (documenti pdf, pagine web, indirizzi ftp, email..ecc) sono rappresentati da un URI (Uniform resource identifier) o come vedremo successivamente da una forma ridotta di URI che chiameremo CURIE (Compact URI), mentre con CURIES (dal plurale inglese) indicheremo una lista di CURIE.
  2. RDF : RDF sta per Resource Description Framework ed è una famiglia di specifiche (in formato xml) che servono a descrivere le risorse e le relazioni che intercorrono tra di esse. Il modello RDF si basa sull’idea che la descrizione di una risorsa o le relazioni tra le risorse si possono rappresentare attraverso delle triplette : soggetto – predicato – oggetto.immagine1 RDFa : La genesi del web semantico

Ognuna delle componenti di queste triplette, è a sua volta una risorsa e può essere relazionata con altre risorse. Per esempio supponiamo che vogliamo descrivere questo concetto : “L’articolo X è stato scritto da Mario Rossi, ed è l’argomento principale della pagina web Y ”. Questa frase racchiude 2 triplette collegate semanticamente attraverso il soggetto :

  • L’articolo X (soggetto) ha per autore (predicato) Mario Rossi (oggetto).
  • L’articolo X (soggetto) è argomento principale (predicato) della pagina web Y(oggetto)

Graficamente :

immagine2 RDFa : La genesi del web semantico

Chiaramente, guardando l’ultimo grafico è facile immaginare un URI come oggetto o
come soggetto, ma è più difficile accettare che un predicato possa essere un URI. Pertanto facciamo un esempio di come anche un predicato possa essere un URI o un CURIE. Supponiamo che il Sig. Rossi rilasci l’articolo X con la licenza creative commons. La tripletta : articolo X (soggetto) è rilasciato con licenza (predicato) creative commons (oggetto)” si può anche scrivere in questo modo :

articolo X (soggeto)
http://purl.org/dc/terms/license (predicato)
http://creativecommons.org/licenses/by­nc­nd/3.0/deed.it (oggetto)

Dunque l’oggetto è un URI che definisce la licenza creative commons Attribuzione – non commerciale – non opere derivate 3.0. Da notare che anche il predicato cioè la frase “è rilasciato con licenza” è rappresentato anch’esso da un URI . Per essere più chiari la frase “è rilasciato con licenza” si traduce con l’ URI http://purl.org/dc/terms/license definito nel namespace (o dominio dei termini o semplicemente “vocabolario che permette di rappresentare concetti”) dublincore dedicato per l’appunto a descrivere delle proprietà dei documenti (anche pagine web) tipo l’autore, le parole chiavi che identificano il documento, la descrizione, la licenza, ecc. Alcuni termini (o predicati) del vocabolario dublincore per una pagina web li possiamo paragonare e associare semplicemente ai meta tag con i quali una pagina web fornisce informazioni ai motori di ricerca. Quindi non si esclude che in un prossimo futuro i motori di ricerca invece di interpretare il metatag :

<meta name=”Description” content=”lorem ipsum dolor sit amet” />

interpritino anche scritture di questo tipo :

<meta property=”http://purl.org/dc/terms/description”content=”lorem ipsum dolor sit amet” />

Dove il soggetto è implicitamente la pagina per la quale è scritto il metatag, il predicato è il contenuto dell’attributo property e l’oggetto è “lorem ipsum dolor sit amet”.

Nel prossimo articolo approfondiremo il concetto di CURIE e introdurremo l’RDFa analizzando i primi attributi specifici del linguaggio.

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L'Autore

Informatico. Appassionato di teoria dei numeri.

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6 Commenti

  1. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 25 maggio 2009 alle 07:58

    ottimo articolo, questo mi mancava :)

  2. nando (2 comments)
    Scritto il 25 maggio 2009 alle 12:04

    Se non ricordo male yahoo ne aveva adottato il supporto già un anno fa, ma dopo lo standard ufficiale pubblicato dal w3c ad ottobre e il supporto adesso anche da parte del primo motore di ricerca più usato al mondo forse è la volta buona di riuscire a vedere delle applicazioni internet semantiche e interoperabili.

  3. Giancarlo (123 comments)
    Scritto il 25 maggio 2009 alle 15:46

    Ci vorrà ancora molto tempo! ma già la strada è spianata. E poi ancora ci sono delle considerazioni da fare
    1) La privacy. Il web semantico è un arma a doppio taglio…può essere utile ma allo stesso tempo può rivelare informazioni private senza il consenso esplicito delle persone. Immaginate cosa può significare scoprire un tradimento di un partner consultando un semplice “metadato”.

    Il consiglio è quello di mettere poche informazioni ma buone, riflettendo su ciò che è utile e ciò che può essere dannoso.

    2) E’ vero che google ha recepito l’ RDFa…ma nella sintassi. I vocabolari noti ancora non sono stati implementati..Allo stato attuale google permette di usare 1 solo vocabolario (suo personale) per definire : persone, recensioni, oggetti, aziende/organizzazioni. Sto cercando di provare queste specifiche…e vedremo i risultati.

  4. Sli (1 comments)
    Scritto il 26 maggio 2009 alle 09:05

    Non ci ho capito niente :/

  5. Scritto il 1 giugno 2009 alle 07:31

    [...] e come promesso passiamo subito alla descrizione dei CURIE. Consiglio a chi non ha ancora letto la prima parte di questa guida, a rimediare, prima di proseguire : il rischio è di non capire i nuovi argomenti. Il Compact URI [...]

  6. Scritto il 6 agosto 2009 alle 17:06

    [...] RDFa : La genesi del web semantico [...]

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