Quanto guadagna un webdesigner? Quanto costa un sito?
Sono due domande che vengono spesso poste dai nuovi webdesigner, e in seconda anche dai clienti che non hanno la più pallida idea di quanto possa valere un sito. Ma noi siamo in grado di definirlo?
Stamattina ne ho lette di cotte e di crude, e mi sono fatta una mia idea, e a mio parere i parametri che determinano il costo di un sito sono (o perlomeno dovrebbero essere):
- esperienza del designer in termini di anni di lavoro (ma non di età). Quando questa supera almeno i 5 anni, soprattutto se trascorsi in collaborazione con aziende e clienti diretti, ha maggior valore sicuramente di 5 anni passati a fare un sito ogni 6 mesi per il panettiere di turno.
- esperienza del designer in termini di competenze acquisite. E qui potete facilmente elencare tutti i trucchetti che avete testato, le nuove tecnologie, i nuovi cms studiati e il prodotto finale che sapete offrire ai clienti ora piuttosto che quando avete iniziato.
- la velocità/qualità di esecuzione. Fare un sito in 6 mesi non è sintomo di attenzione e cura (a meno che non si tratti di sviluppare un cms o un’applicazione da zero). Viceversa sapere mettere online un sito in termini decenti (non per il giorno dopo, sia chiaro), non è sempre sintomo di superficialità, ma sintomo che chi sta lavorando ha capacità di problem solving, grazie alle conoscenze acquisite con l’esperienza. Vi ricordate di quando avete iniziato e perdevate ore a cercare un errore nella visualizzazione di un sito per poi scoprire che mancava un punto e virgola nel css? Parlo proprio di questo. Allora questa qualità va premiata, ed ecco perchè una tariffa oraria non è giustificabile in questo caso, altrimenti tutti i siti che si trascinano per anni per colpa del cliente avremmo dovuto farceli pagare oro, ma sappiamo che non è così.
Ho letto da qualche parte che il sito andrebbe valutato anche nei termini di ritorno economico da parte del cliente. Il che è una cosa in parte vera, ma è anche vero che non tutti i webdesigner sono tenuti a fare SEO, sebbene sia buona pratica fare un minimo di valutazione e di indicizzazione basilare con Google, giusto per comunicargli che il sito esiste. Va da sè che un sito di ecommerce che dovrebbe avere un ritorno economico più diretto, dovrebbe essere valutato più che un sito di presentazione, indipendentemente dai cms e dalla “fatica” effettiva per crearlo.
In realtà un sito fine a se stesso, se non corredato di una giusta promozione e strategie di seo e webmarketing, può valere quanto una brochure stampata ma mai divulgata. Ed ecco perchè i SEO (non tutti, sia chiaro) si fanno pagare anche fior di soldoni per il loro lavoro, talvolta usando anche strategie poco consone o corrette dal punto di vista del codice.
La mia considerazione finale sarebbe quella di non preparare noi un preventivo, ma di chiedere al cliente il budget di cui dispone, e in base a quello decidere se si può fare qualcosa per la sua attività e le stragegie da adottare. Perchè qui ragazzi, parliamo sempre di pubblicità, forse non ci siamo capiti. Un sito E’ pubblicità, e come tale va trattato, e deve essere gestito interamente come progetto, con tutto ciò che lo circonda. E come tale deve essere valutato economicamente. Perchè la creazione di un logo varia dalle 2.000 finanche ai 20.000 euro e un sito, la cui creazione richiede altrettante, se non maggiori, capacità tecniche e studio, e talvolta anche più figure tecniche, spesso viene valutato meno del valore di un logo.
Allora, quello che dico a me stessa e ai webdesigner giunti ad un certo livello di esperienza, (la quale purtroppo non è valutabile da altri se non dal cliente finale che deve essere soddisfatto), è che dopo aver fatto la gavetta per anni, da freelance o meno, giunge prima o poi il momento di farsi i conti in tasca e passare ad uno stadio successivo.
Se il primo stadio è quello di decidere se buttarsi nella professione, se vale la pena, se si guadagna un po’ e se si vuole crescere, lo stadio in cui ci si può trovare dopo 5 o più anni di esperienza è quello di dire: bene, ora so fare questo, questo e quest’altro, ho studiato, sono cresciuto e le mie competenze sono migliori che quelle di anni fa: perchè devo guadagnare la stessa cifra di quando ho iniziato? E dato che siamo noi i nostri datori di lavoro, chiediamoci un aumento di stipendio! Sono sicura che non rifiuteremo
Alcuni clienti scapperanno, ma chiediamocelo: ci importa di fare 4 pagine in croce pagate da poveracci x 3 clienti al mese o ci da più soddisfazione un progetto portato avanti, studiato e in cui investiamo anche un po’ di noi stessi, che avrà successo grazie alle nostre competenze e pagato bene?
Ditemi la vostra, e vi lascio con una striscia divertente a tema:















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85 Commenti
Ciao Lauryn! Bel post! Non posso che concordare su tutto.
L’unico punto dolente, ma ricordo che ne abbiamo discusso in passato, è che purtroppo i panettieri di turno rimangono spesso inorriditi quando gentilmente rifiutiamo il loro badget troppo minuscolo e che non rende giustizia ai nostri studi e alla nostra esperienza, preferendo affidarsi al primo ragazzino sprovveduto.
Il problema è che mentre anni fa il divario tra il ragazzino sprovveduto e il web designer professionista era piuttosto alto, ormai con tutti gli strumenti che il web mette a disposizione (parlo soprattutto dei CMS come Joomla!) questo divario si sta restringendo e ad un occhio inesperto come quello del panettiere i ladri siamo noi.
Ciao Lauryn.
In linea teorica sarei pienamente d’accordo con te, ma sul piano pratico ho qualche difficoltà.
Oltre l’elemento (non trascurabile) tirato in ballo da Roberto esistono anche altre situazioni da considerare.
Se io, ad esempio, chiedessi ai miei clienti qual’è il loro budget, avrei serissime difficoltà a far combaciare quello che chiedono con quello che sono disposti a pagare. Storia vecchia ma sempre attuale.
Solo una volta mi sono trovato davanti un cliente, al quale avevo presentato un preventivo per lui esoso, il quale ha detto chiaramente “senta, noi possiamo spendere tanto, se per voi va bene allora possiamo andare avanti”.
In quell’occasione, pur di non perdere il cliente, ho ritrattato ed ho accettato le sue condizioni, ma di fatto quello che abbiamo poi realizzato è rimasto tale e quale a quanto presentato nel preventivo (anche perché era un lavoro che non poteva essere sviluppato diversamente), solo il prezzo era cambiato.
Non ho intenzione di ripetere mai più tale esperienza.
Ritengo che in queste cose ci voglia una buona dose di fortuna nel trovare i clienti “giusti” e soprattutto bisogna saperci fare.
Io non sono molto bravo a vendere me stesso, ne sono consapevole, ma sicuramente i clienti che ho trovato finora non mi hanno facilitato il compito.
Grazie per il tuo articolo e continua così.
Ho sempre fatto pena a valutare i lavori, quando c’è da fare un preventivo vado sempre in crisi perchè mi dicono che svendo troppo il mio lavoro.
Chiaramente mi baso moltissimo su quanto può spendere il cliente, se mi capita qualcuno che non può spendere più di un tot però non riesco a rifiutare il lavoro o ad abbassare la “qualità”, non esiste! (la seconda soprattutto)
E’ difficilissimo per un freelance farsi pagare il giusto, soprattutto perchè, come suggerisce la vignetta, sono davvero rare le persone che capiscono il lavoro che c’è dietro ad un sito.
(Anche colpa dei troppi CANI in giro, designer autoproclamati, che vendono fuffa ai polli, diciamocelo)
Ciao Lauryn, hai fatto una lucida riflessione sul tema. Ammetto però che mi è difficile pensare di andare da un cliente e chiedere “Quanto vuoi spendere?” … la risposta sarà sempre “Il meno possibile!”. Ma il meno possibile rispetto a cosa? E’ in questo caso che dobbiamo essere noi a capire le reali esigienze del cliente proponendo quello che effettivamente gli serve. Purtroppo percè c’è chi si permette di non seguire questo comportamento etico e vende prodotti del tutto inutili e sovradimensionati rispetto alle necessità. Ad ogni modo mi piace la tua affermazione “ci importa di fare 4 pagine in croce pagate da poveracci x 3 clienti al mese” perchè è esattamente quello che ho in mente io di NON fare. Il sostentamento “mensile” non deve avvenire con i 3 sporadici clientelli ma attraverso un lavoro continuativo (e non intendo alla stessa stregua di una assunzione ma con la reale idea di sfruttamento della PIVa da parte del committente) che può essere, come dici, un progetto in cui ci vede presenti con la nostra esperienza, con i nostri mezzi e con le nostre nuove idee. Difficile? Si. Impossibile? No.
Un saluto
Daniele Ferla
Quoto al 100% e poi farsi far un logo oltre i 200 euro ti chiamano la finanza..purtroppo (sarà la zona in cui vivo) ma ahimè ste cifre qui non le vedo spesso..a parole son logiche..ma purtroppo la realtà è diversa. Poi che qualcuno ci marci sula crisi questo è appurato al 1000×1000! Di sicuro io con la lira ricevevo mooolto di più..Molto! Bei tempi..sarò nostalgico, ma è la verità.
ragazzi, in prima persona vi posso confermare che non è facile mettere in pratica quello che ho appena detto, ma mi chiedo perchè alcuni ci riescano ed altri no.
Nella mia esperienza personale il lavoro meglio pagato mi è stato dato da un’agenzia di comunicazione. Sarà una coincidenza? Credo di no. Il progetto totale comprendeva il rifacimento del logo, coordinato aziendale, la creazione di filmati con sottotitoli in 5 lingue da mettere poi nel sito che io avrei creato e che racchiudeva 4 società. Io ho preso un quinto del budget totale, con alcune aggiunte successive dovute all’implementazione di un cms di newsletter ad hoc. Per cui non penso che sia una cosa impossibile.
Di certo non bisogna chiedere: “quanto vuoi spendere?” ma: “che budget avete stanziato per questa campagna pubblicitaria?” perchè il discorso è quello. non dobbiamo essere meri esecutori ma creare un progetto, dove il cliente lo permetta. come dicevo tempo fa per non bisogna nemmeno essere “razzisti” e non permettere al panettiere di metter su un sitino, ma per 200 euro gli metteremo su un template già pronto, roba da lavorarci massimo un’ora in tutto. E d’altronde possiamo anche sentirci abbastanza coscienti delle nostre capacità da lasciare i panettieri agli studentelli appena usciti dal corso di webdesign. ci metteranno 4 mesi per farglielo allo stesso prezzo, ma poi il panettiere se ne rende conto, ve lo assicuro.
Mi rivolgo a chi sente di averne l’esperienza: proviamoci.
Grande articolo, compliementi! Peccato che poi tutti questi punti finiscono in due maledette cifre: totale e totale più IVA!
Lauryn, a questo punto secondo me dipende anche dalla zona in cui si lavora come diceva aladesign.it perchè oggi e qui dove sono io il cliente (e parlo sopratutto di aziende “grosse”) non sa minimamente cosa sia un budget di una campagna pubblicitaria perchè la pubblicità è la prima cosa che viene eliminata quando si è in tempo di “crisi”. Inoltre è lo stesso cliente poi a chiderti l’odiato “sconto”, non tanto perchè te lo chiede ma perchè mostra il fatto che non ha capito come funziona il nostro lavoro. Rammarico.
beh ma è un controsenso Daniele: non investono nella pubblicità ma te la vengono a chiedere. fatto sta a determinarne il budget.
se mi metti un budget da 600 euro, ti meriti un prodotto, se ne metti 1.500 uno ancora migliore e così via…
e ti dirò, non c’entra niente la geografia…
io non ce l’ho l’iva XD
Ciao Lauryn, purtroppo è così. Si presentano alla porta perchè hanno “sentito di dire te”, chiedono qualcosa che non conoscono, ti dicono che vogliono spendere “il meno possibile” e ti chiedono l’impossibile. Essere nella posizione di rinunciare a volte è impossibile, purtroppo, ma si dovrebbe.
Il discorso geografico invece andrebbe approfondito, secondo me ci sono zone d’Italia dove le persone sono più inclini a “sgobbare” e a lavorare grazie al retaggio del passato che impone ritmi serrati e vecchi metodi. Questi sono coloro che hanno sentito parlare di Internet e che “devi avere il sito web” e sono gli stessi di cui sopra. Purtroppo vivo in quella zona.
In altre zone invece credo che le mentalità siano più a perte a forme di pubblicità e di investimento “più redditizie” e chi ha la fortuna di operare lì è già ben fortunato.
Non hai l’IVA nel senso che sei sempre a progetto o nel senso che fai la ritenuta?
nel senso che rientro nel regime dei minimi (fatturato annuo inferiore ai 30.000) e non sono tenuta a fatturare con iva. per maggiori info: http://www.web-magazine.it/2011/02/lo-stipendio-del-freelance-2-lanalisi-completa-del-regime-dei-minimi/
[...] This post was mentioned on Twitter by manuel, Geweb | Seo Agency and G.D.Federici, Laura Gargiulo. Laura Gargiulo said: Quanto guadagna un webdesigner? Quanto costa un sito? http://goo.gl/fb/IWf9X [...]
Discorso che fila il tuo Lauryn, ma personalmente ho negli ultimi mesi cambiato un po’ la mia strategia di “marketing” con i clienti indigeni.
Prodotti divisi in tre fasce e chiarezza nelle discussioni con il cliente, mettendogli ben scritto sul contratto/preventivo i punti salienti.
Il discorso cambia completamente se andiamo fuori l’italia (italia scritto minuscolo non per errore, ma appositamente visto la nostra classe dirigente), anzi penso che dovrò alzare i prezzi dei miei listini, oltre a rifare completamente il mio portfolio e introdurre due/tre lingue.
Leggendo questa tua risposta si è accesa una lampadina nella mia mente.
Web Agency parola magica che lievita i prezzi;
Freelance inversamente proporzionale alla precedente.
Quindi uniamo le nostre forze e costituiamo una Web Agency oppure adottiamo strategie differenti come abbiamo sempre fatto.
Ciao, in pratica applichi quelli che solitamente si chiamano “pacchetti” divisi in fasce di prezzo e che contemplano ogniuno funzionalità sempre maggiori rispetto al precedente.
Questo tipo di approccio è interessante ma penso che abbia i suoi pro e i suoi contro. Ne hai individuati in base alla tua esperienza?
sì GaSe, solo che una volta che metti il nome “webagency” devi metterci anche l’ufficio…va beh che ci sono le soluzioni in affitto all’occorrenza…e poi lo fai pagare al cliente
ci devo pensare!
@GaSe:
Ovviamente non posso che darti ragione perchè la gente “si fida” più di una società che di un freelance il quale può sparire da un momento all’altro (così come una società ma questo loro lo ignorano). Ad ogni modo WebAgency implica molte altre cose (oltre all’ufficio “fisico” indicato da Lauryn) perlopiù burocratiche (ed ovviamente di fisco).
Riprendendo il psot io credo invece che serva un progetto e non i 3 clienti sporadici al mese.
Ovvio che si Daniele.
) abbiamo sviluppato un listino flessibile diviso su tre livelli per ogni voce, nella maggior parte delle voci, che compone il preventivo finale.
I pacchetti sono un concetto rigido, che hanno dei lati negativi come in ogni cosa, mentre noi di Gadil Design (non siamo una web agency
Quando ho il colloquio con il cliente non gli chiedo in modo diretto quanto ha preventivato di budget, ma glielo faccio arrivare in altro modo.
Poi se intuisco che il potenziale cliente potrebbe essere un rompiOO aggiungo una % per l’eventuali danni arrecati alla mia mente nel sopportarlo.
Concordo al 100%, ed aggiungo che ci vuole un buon capitale iniziale.
nono ragazzi, la webagency in termini di società non è proprio minimamente contemplabile, già testato indirettaemente su amici che sono falliti dopo poco per troppi costi. perlavo di “webagency” in termini di organizzazione
guardate, ho già cambiato approccio con il cliente nel modulo dei contatti: http://www.lauryn.it/info/
ma presto cambierò proprio immagine del sito. alto profilo, alto design! XD
Io nelle opzioni di scelta del budget avrei messo anche come prima scelta “Il meno possibile”, solo per vedere statisticamente cosa viene scelto
Certo Lauryn, credo che qui tutti sappiamo cosa voglia dire concretizzare una webagency e oggi, nel nostro paese, non è per nulla la scelta migliore (e sei tu la prima a confermarlo).
ahaha beh considerando che non è un sondaggio, ma una prima presentazione di se stessi, credo che in quel caso si brucerebbero l’opportunità di avere un sito fatto da me (sì, vai Laura, così devi pensare!!! ehm, ok parlavo con la mia autostima, ora torno in me XD )
Questo articolo cade a pennello! Ci stavo pensando proprio ieri notte che non ne posso più di farmi venire le palpitazioni tutte le volte che devo fare un preventivo perché so già che se chiedo la cifra giusta il cliente sparirà senza manco degnarsi di rispondere, ma nello stesso tempo non voglio chiedere meno del dovuto solo per accontentare il cliente perché per principio non è giusto…lavorare in questo modo non è possibile!
Perché chiunque faccia un altro mestiere non deve porsi tutti questi problemi e un webdesigner (a quanto pare non sono la sola) deve farlo? Perché devo stressarmi in questo modo? Perché devo guadagnare poco nonostante potrei guadagnare il giusto? Perché tutto ciò? Scusate lo sfogo!=_=”
Ciao, la risposta alle tue domande potrebbe essere una sola, la seguente : “Perchè hai deciso di fare la webdesigner in italia!”.
Purtroppo l’italia e i suoi italiani non hanno ancora capito il valore del web ne tantomeno il valore dei suoi validi designer. Questo fa si che le richieste siano sempre basse così come i budget.
Questa cosa si può cambiare però o perlomeno può cambiare il nostro approccio, singolarmente, al mercato italiano.
[...] Di Maio Quanto Guadagna un Webdesigner? Quanto Costa un Sito Internet? – http://www.italianwebdesign.it/quanto-… 11 minutes [...]
@kikachan: sfogati pure, iwd esiste per questo!!
*
IWD per il sociale!
Io mi sono fatto un tariffario su base mensile. Cioè…stabilisco che in un mese devo guadagnare X esentasse. Di conseguenza…il preventivo viene rapportato in base al numero di giorni necessari per fare il lavoro. Ad esempio, una pagina statica richiede tot. giorni, i siti dinamici li valuto in base al numero di tabelle del database. Anche perchè ogni tabella generalmente richiede minimo 4 operazioni:delete, update, insert, visualizzazione (quindi l’equivalente del tempo di minimo 4 pagine statiche). Con questo schema non sbaglio mai!!!! Chi non accetta lo mando a quel paese, anche perchè stabilita la cifra da guadagnare mensilmente che è già bassa: ad esempio 1000 euro mensili netti…nessuno dico nessuno può permettersi di dirmi che è troppo, perchè io devo vivere ! Piuttosto preferisco non lavorare…cosa che ormai è diventata di attualità.
@Giancarlo: Metodo ingegnoso però presumo che la situazione che dici “Piuttosto preferisco non lavorare” non ti sia mai capitata.
Altrimenti cosa fai in quel mese?
Non vivi?
La rata del mutuo non lo paghi?
Le tasse dell’anno precedente?
L’assicurazione della macchina?
La connessione internet?
La…
“una tariffa oraria non è giustificabile altrimenti tutti i siti che si trascinano per anni per colpa del cliente avremmo dovuto farceli pagare oro”
Puoi anche vederla dall’altro lato: si trascinano per anni perché non sono tenuti a pagarci a ore…
@Fabien: prova a chiamare un ingegnere, un dottore, un falegname, un carpentiere, un muratore, un imbianchino…e guarda come fanno i loro preventivi! Il preventivo va fatto in base al tempo, alle risorse umane impiegate, alla tassazione, e ai costi. Tutti fanno così…anche quelli che non dichiarano la tariffa oraria, la usano per fare i preventivi.
Poi uno può fare uno sconticino…arrotondare a 50 euro in più o in meno….certo non si può pretendere di fare un lavoro da 5000 euro per 2000 euro, perchè quella non è concorrenza, non è libero mercato e non ha neanche più senso lavorare!
era quello che dicevo anch’io
uhm… anche io sono dell’idea che debba essere il cliente a dirci un budget ma generalmente è piuttosto restio a farlo, è difficile far capire che non glielo stai chiedendo per vedere se puoi gonfiare il preventivo…
Lauryn bell’articolo
complimenti
Bella l’idea del nuovo modulo contatti, la trovo “azzardata” ma allo stesso tempo utile poichè dovrebbe fornirti un primo filtro per capire con chi avrai a che fare.
Se dovessi inserirlo io un modulo così riceverei solamente richieste per “pacchetti completi” da “1000€/2000€”, ovviamente da scontare.
Guarda Kikachan, il tuo sfogo mi conforta perchè è lo stesso con il quale angoscio chi mi sta accanto ogni volta che mi trovo a dover fare un preventivo.
Purtroppo devo constatare che la nostra categoria soffra di questo male comune: lo vogliamo chiamare poca considerazione, lo vogliamo chiamare ignoranza?
Ancora non sono riuscito a dargli un nome.
Comunque se date un’occhiata a clientsfromhell la categoria dei designer in generale è bistrattata in tutto il mondo, non solo in Italia.
Il problema con i clienti, in Italia, è che se non ti vogliono pagare i soldi non li recuperi mai.
Ciao Laura ti dico come la penso.
La parola “sito web” racchiude in sè una miriade di significati e cose diverse, pensa solo che google.com è un sito web, e panettiereciccio.altavista.it è anch’esso un sito web.
Quello che voglio dire è che parlare di “quanto costa un sito web” è sbagliato in principio, è come dire “quanto costa una casa”.
Il fatto è che a differenza di molti altri ambiti, il sito web è sia un “prodotto” che una “consulenza”, questo comporta che non esiste un prezzo di mercato come può succedere per un computer o un televisore.
Il costo variabile è quello della consulenza, come detto da altri un sito sviluppato con un cms lo sanno fare anche i bambini, quello che ha un valore diverso è lo sviluppo di strategie (ad esempio seo, ma anche a livello grafico, etc.) per rendere il prodotto sito web un prodotto funzionante e vincente.
Per concludere ritengo che hai pienamente ragione quando dici di chiedere un budget, anche se consiglio di porre la domanda in maniera leggermente diversa, qualcosa tipo “hai bisogno semplicemente di un sito web oppure di una strategia di web marketing? Nel primo caso te la cavi con poche centinaia di euro, nel secondo caso, in base agli obbiettivi e al target che vuoi raggiungere, il prezzo verrà calcolato in relazione al mio tempo”.
Questo potrebbe far supporre che si torni al discorso della tariffa oraria, è una strada non percorribile, in questi casi è meglio parlare di giornate lavorative.
alla domanda “quanto costa un sito web” andrebbe
…ovviamente la questione diventa, “quanto costa una giornata di lavoro di un webmaster” e qui dipende dalla sua bravura e dalla sua esperienza, come in tutti gli altri lavori, l’avvocato Ghedini avrà una parcella superiore al mio amico appena laureato che mi contesta le multe, Totti guadagna più di Loria, etc.
Come dimostrare la propria bravura? Parlano i fatti, quindi nel nostro caso il portfolio, se tra i miei clienti ci sono solo panettieri non potrò certo chiedere cifre altre, se al contrario nel mio cv ci sono siti e-commerce che fatturano centinaia di migliaia di euro all’anno posso permettermi di chiedere altre cifre.
Giuro che ho finito!
Dal mio punto di vista la base deve essere sempre una tariffa oraria/giornaliera, ognuno di noi deve decidere quanto vale il proprio tempo in base a molteplici fattori (esperienza, velocità di esecuzione, rapporto domanda/offerta, quotazioni di mercato, tempo disponibile, … ) ed in base a quella, senza necessariamente renderla nota al cliente, fare il preventivo.
Per quanto mi riguarda solitamente preferisco lavorare a consuntivo, ma questo può succedere solo nel caso si collabori con agenzie o con aziende di un certo livello.
Fare un buon preventivo secondo me è la parte più difficile di questo tipo di lavoro, perchè oltre ai tempi effettivi di sviluppo o progettazione vanno calcolati anche i tempi passati a fare delle parole, e questi sono troppo variabili da cliente a cliente e da progetto a progetto per poter essere stimati con una certa precisione.
Ahahahah IWD per il sociale mi piace molto, è bello non sentirsi soli in questi momenti di sconforto…mal comune mezzo gaudio!:D
Comunque si, io la chiamerei decisamente ignoranza, ma non voglio dover cambiare paese io solo perché gli Italiani sono ignoranti. Io amo l’Italia e voglio stare qui, ma le cose devono cambiare, non so come, non so da chi deve partire, ma DEVONO cambiare e devono cambiare per il bene di tutti, perché il web è una risorsa per tutti!
Ciao a tutti!
Questa è una questione alquanto spinosa, perché è difficilissimo far capire ad un profano quante cose bisogna sapere per fare anche solo un semplice sito, ma quando vedo annunci del genere (visto stamattina su jobrapido.it):
“Agenzia di intrattenimento artistico cerca grafico web designer per realizzare e migliorare i propri siti web.
Cerchiamo un freelance che lavori a progetto e anche da casa propria su indicazioni del nostro responsabile web marketing.
Requisiti: conoscenza di Html, Joomla, Flash ed esperto di gallerie fotografiche e video.
La retribuzione sarà concordata con il candidato in base al progetto da seguire e calcolata in base alle retribuzioni medie del settore (10/12€ l’ora).
”
cosa dovremmo rispondere ad uno che si presenta così??? 10 euro/ora li prende il giardiniere che pota la siepe del mio condominio…
A parte che essere un giardiniere non significa avere meno professionalità di un grafico web, ad ogni modo dipende dalle competenze, dal rendimento lavoro/tempo, dall’esperienza e da molti altir fattori. Ad ogni modo io prendo molto meno di 10€ all’ora assunto a tempo determinato (7€) e con questo? La mia esperienza è sicuramente maggiore di molti altri professionisti freelance sia in termini di lavoro che di conoscenza della clientela. Annunci simili, che riporti, non vanno assolutamente presi in considerazione. Ma sai quel’è la relatà? E’ che ci sono persone disposte a farsi pagare così perchè non c’è altra soluzione. Siamo entrati in un circolo vizioso dal quale è difficile uscire.
Assolutamente d’accordo. la base oraria è necessariamente indispensabile (perlomeno per capire quanto costare “il minimo”). Inoltre è giusto anche poter inserire il tmepo impiegato nel parlare con il cliente e anche il tempo passato nelle telefonate (a volte infinite).
ferla: spero che i 10 euro siano netti e non a partita iva. allora sì…
ma 10 euro non li prende neanche una babysitter (in nero) :/
@Lauryn: Sono assunto (tempo determinato) ad ogni modo sono 7€ lordi, circa 5€ netti (13° e 14° mensilità). L’esempio non calzava in effetti ma era solo per far notare quanto il costo deve essere commisurato alle capacità e non alla posizione “fiscale”. Cosa che purtroppo, lo sappiamo, non avviene! Perlomeno non da noi dove la meritocrazia (e il relativo compenso) è un miraggio.
@Web Designer: essì, quando si sentono chiedere il budget ti chiedono perchè lo vuoi sapere. ma si può??
Ciao Lauryn ,
Grazie per l’ottimo articolo proprio ieri ho scritto un post nel forum su questo argomento
E’ verò però ci sono comunque tanti fattori da prendere in considerazione , però magari una base oraria minima come detto da qualcuno sopra potrebbe servire a chi inizia
Se faccio il calcolo con i prezzi che ho fatto, la mia tariffa media attuale è di 10 euro circa.per uno che inizia è troppo? a me per ora non dispiace, anche se ho iniziato solo da 1 anno le mie competenze tecniche per realizzare siti avendo studiato da anni sono a livello medio non assolutamente scarse
Tendenzialmente, oggi come oggi, dalla parte dei clienti ancora non si ha la reale percezione del lavoro che ci può essere dietro ad un progetto web (sito, marketing, mobile, etc.), delle persone che ci possono lavorare e delle tecnologie che si possono usare, da qui la classica frase:”Eh no, costa troppo, lo faccio fare a mio cuGGino per 200€.”
Fin quando non si istruisce la gente ad usare correttamente Internet ed il web, fin quando non si crea la cultura giusta, sarà sempre così. In generale, comunque, incide anche l’area geografica. A Napoli il costo del lavoro è sicuramente minore che a Milano, dove è più facile chiedere un preventivo di 10.000€ (butto lì una cifra a caso). E’ proprio la mentalità che cambia, perchè Milano viene percepita (ed in effetti è così) come una città che produce, che viaggia, che crea valore.
Poi, naturalmente, conta anche la professionalità, l’esperienza e il come ci si vende. Ci sono persone che con una semplice parlantina riescono a vendersi 10 volte tanto quello che valgono.
Personalmente credo che con un po’ di sacrifici e tanta volontà di sfondare, i risultati prima o poi arrivano. E’ una frase banale ma… quanto è vera!
@Lauryn: rispetto a prima, usando il form di contatti con campi di budget e di tipo di servizio, hai notato miglioramenti?
@davide: io sono a milano e ancora non ho visto nemmeno un preventivo da 2.000 se è per questo XD. No, è ancora presto per saperlo, in media ricevo 3/4 richieste di preventivo al mese, e il form l’ho cambiato ieri
@Lauryn: faccia sapere se il tuo nuovo form contatti funziona. Vogliamo capire statisticamente cosa i clienti chiedono e come. Tienici aggiornati
sasrà fatto, anache se credo ci voglia anche un cambio di immagine. vedremo.
Dalla mia esperienza l’area geografica c’entra eccome, posso farvi l’esempio pratico del mio caso.
Io sono uno sviluppatore con una buona esperienza su Magento e, dato che in Italia il mercato in questo senso è ancora abbastanza scoperto, riesco a lavorare a cifre accettabili, a condizione però di lavorare con agenzie/clienti a più di 200 Km di distanza (meno male che esiste il telelavoro!).
Io vivo ad Alba, in provincia di Cuneo, e dalle mie parti sono le agenzie stesse ad essere restie a proporre un prodotto di un certo livello perchè considerano i clienti “non ancora pronti”, per contro però sto ricevendo più richieste di quante ne possa gestire da regioni come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
@Daniele G: Questa è davvero una bella testimonianza che però purtroppo conferma quello che abbiamo detto fino ad ora, cioè l’assoluta diversità in base alla zona geografica.
@Ferla Daniele: non intendevo assolutamente sminuire il lavoro di un giardiniere, ci mancherebbe (lo era mio nonno!!), ho fatto solo un esempio, in effetti ci sono degli idraulici che si fanno pagare come primari di neurochirurgia!!!
Io lavoro da freelance in provincia di Roma e la situazione non è migliore di altre parti, anzi, è proprio dura tirare avanti, se non ti abbassi alle richieste dei clienti non lavori…
ho pensato spesso che se facessi la donna delle pulizie a 10 euro in nero, guadagnerei molto di più che a fare grafica pagando le tasse (e questo senza nulla togliere a chi fa questo dignitoso mestiere…) , però se uno cerca un freelance (che è sempre un libero professionista), esperto e capace non puoi imporre il prezzo orario della prestazione a priori , io ti faccio un preventivo in base al tipo di lavoro e se non ti sta bene puoi sempre rivolgerti “a tuo cugino che te lo fa x 200 euro” … sbaglio??
@Sonia
Credo che sia proprio quello il problema, se tu all’idraulico dici “ti posso dare solo tot” lui il lavoro non te lo fa, così dovrebbe essere anche per il freelance.
Il fatto è che diventare freelance non richiede un investimento iniziale, unito al fatto che è un lavoro che piace a molti questo ha generato la situazione che molti disoccupati hanno deciso di fare questo mestiere perchè “non si trova lavoro da dipendente”, creando molta abbondanza sul mercato e un’offerta non sempre di qualità.
Il fatto di esigere di essere pagato per quello che vali (o credi di valere) è anche sinonimo di professionalità e questo il cliente lo avverte, se poi è uno che tanto più di tot non avrebbe speso ti sei risparmiata un pessimo cliente, altrimenti potrebbe rendersi conto di aver trovato finalmente il fornitore giusto e ne guadagnerai in rispetto prima ancora che dal punto di vista economico.
La prima domanda che però secondo me devi farti è: sono in grado di offrire un servizio di qualità e superiore a quello che farebbe il cuggino? Se la risposta è si non dovresti temere di chiedere quanto ti spetta, se la risposta è no forse non è questo quello che vale la pena di fare nella vita.
ragazzi, ma poniamo il quesito che venga un idraulico da noi e ci dica che vuole 200. noi gli diciamo: “no, o prendi 50 o niente”. quante volte vi ha detto: “ok, va bene” e con occhi mesti si è messo a lavorare? a me non è mai successo, perchè dovremmo farlo noi (sempre senza nulla togliere alla nobile professione dell’idraulico?)
@Lauryn : Il problema secondo me non è in noi che accettiamo lavori “a poco”, ma in chi chiede e pensa che il nostro lavoro “costi poco”. Il problema è nella mentalità italiana che ha fatto si che si arrivi a chiedere sconti su una prestazione professionale come la nostra (cosa che, la stessa persona, non si sognerebbe mai di chiedere ad un idraulico, come hai detto). E’ necessario dire di no, solo così si accresce il nostro valore. Non voglio essere contattato con la frase “Chiedo a te perchè mi hanno detto che costi poco” ma “Mi rivolgo a te perchè lavori bene”.
Visto che l’argomento è inerente, mi piacerebbe, sfruttare questo post per un piccolo annuncio personale:
mi piacerebbe trovare uno sviluppatore php residente nelle province di Cuneo, Asti o Torino, che abbia già una discreta esperienza di base, ma soprattuto tanta iniziativa e voglia di crescere, da poter formare su Magento e, se i risultati saranno quelli sperati, coinvolgere nei progetti.
Spero di non essere stato inopportuno a postare qui, e, in tal caso, liberissimi di cancellare il commento
una settimana fa mi ha contattato un azienda americana (san francisco) complimentandosi per il mio sito e chiedendomi un preventivo per:
1)Design home page interna photoshop
2)Sviluppo template (puro html css) di 2 pagine (home e interna)
Validati!
3) 2/3 elementi jquery (un mega banner collegato a dei pannelli.
Ci sto lavorando (per ora gli elementi jquery sono sostituiti da un flash “prototipo”, potete vedere qualcosa qui:
http://www.iphonewebdesign.eu/LOCUS_WEB/home3.html
SECONDO VOI QUANTO DOVREI CHIEDERE?
Fatemi sapere e vi diro’ la disponibilita’ del loro budget
Fatemi sapere,
Non ho capito ma stai lavorando a questo progetto senza avergli fatto un preventivo?
trattandosi di americani secondo me ti pagano almeno 1500 euro. dai dicci il budget, siamo curiosi XD
Be’…devo dire che tutto il mondo e’ paese…ci sono rimasto male.
Il loro budget e’ di 1000 dollari (730 euro).
Spero solo che almeno sto lavoro mi porti altri contatti piu’ proficui…
@Davide: E’ questo che non va fatto. Accettare lavori senza sapere quanto si verrà pagato; siamo ai limiti della follia. Finchè faremo così (anche se in questo caso specifico siamo proprio alla frutta) non riusciremo a dare alla nostra categoria una vera, e dignitosa, collocazione sul mercato.
Ma io sapevo di quanto potevano spendere….ho accettato proprio perche’ vorrei “uscire fuori” dal mercato italiano.
Penso (spero) che sia solo un caso il fatto che questi non vogliano spendere molti soldi ma guardo in prospettiva.
Se mi dici che e’ poco sono daccordo.
#Davide: Scusami, al mia non era una critica a te, ma più una critica al sistema in cui ci troviamo e che, a mio avviso, dipende anche da noi. Mi piace la tua idea di “uscire dall’italia” (anche se non fisicamente) e credo che sia la strada giusta da intraprendere.
in generale, la prima cosa che dico ad un cliente, dopo averlo ascoltato è: “Sicuramente potrà valutare la presenza sul mercato del web design locale di soluzioni più economiche.”
Questo liscia il pelo.
Un sito vetrina anche da 3 pagine parto da 1700. Faccio meno lavori, ma ne vale la pena (lavorando già 8 ore in uno studio non posso permettermi di impiegare male il tempo che avanza.)
Per le illustrazioni è un discorso alieno. Dipende davvero tantissimo dal progetto. Come standard chiedo dai 50 ai 100€ per ora di lavoro (se sono quantificabili)
sei il mio mito roberto. quella frase è una chicca
Salve a tutti, direi che a volte sono gli stessi Web Designer che, pur di prendere il lavoro, deprezzano il mercato con prezzi da chiedersi se non è meglio andare a fare il lavapiatti.
Detto questo, per quanto riguarda la mia esperienza personale, concordo con Roberto, meglio pochi lavori e giustamente retribuiti che tanti giusto per fare numero.
Per darvi un’idea io applico le seguenti tariffe:
Tema: € 2’500.00 con diritto d’uso non esclusivo. (il tema è e resta sempre un’opera mia!)
Codifica in linguaggi web: € 200.00/ora (con codici validati)
Installazione e messa in rete: € 300.00 unatantum
Queste sono le tariffe che applico e non transigo, se non altro, perchè ci mettiamo impegno, sapere, studio, ore e ore passate davanti un monitor e questo non lo facciamo solo perchè ci piace, ma per dare un servizio sempre qualitativo e molto professionale.
@Antonio: Ma sulla base di cosa parti da 2500€? Layout semplice, layout 2 colonne, 3, interfaccia per web applications, tema wordpress?
Ciao a tutti,
piccola premessa, lavoro da alcuni nel settore IT e spazio da applicazione desktop a web con differenti tecnologie. Detto cio’, il post e’ davvero illuminante perche’ proprio in questo momento mi trovo alle prese per un preventivo (extra lavoro) per la realizzazione di un sito con catalogo prodotti. La soluzione da me trovata e scelta (e non staro’ qui a discutere il perche’) e’ Joomla+VirtueMart.
Ebbene, considerato che e’ una soluzione open source – e che il committente “mastica” qualcosina di internet e dintorni – onestamente non me la sento di chiedere un costo come se fosse realizzato tutto da me. Mi sembra di raggirare il committente. La mia “opera” sara’ installazione e configurazione CMS, installazione di eventuali estensioni e configurazione, integrazione template o tema grafico, realizzazione della struttura cosi’ come richiesta ed inserimento contenuti (iniziali qualora richiesto).
A questo punto, voi quanto chiedereste? (Potrei chiedere qualcosina in piu’ e donarlo a Joomla per garantirne la continuita’)
@Davide
Non fare l’errore di pensare che, dato che ti appoggi ad un cms open source, il tempo che dedicherai al progetto sarà automaticamente inferiore.
Questo succede solo quando chi svolge il lavoro tende ad adattare le esigenze del cliente al cms e non viceversa, con la ovvia conseguenza che il risultato finale non soddisferà pienamente il cliente e con ogni probabilità non sarà funzionale all’obiettivo prefissato dallo stesso nel momento in cui ha deciso di investire sul web.
Viceversa il fatto di appoggiarsi ad un cms valido offre la possibilità sia al cliente che al fornitore di partire da una base ben strutturata ed in grado di fornire molte delle funzionalità necessarie, occorre però integrare quello che non è previsto dal cms, ma che per il cliente è strategico, e al tempo stesso creare un template grafico che doni al prodotto finale un aspetto gradevole e professionale con un occhio di riguardo all’usabilità, senza sembrare il solito cms riadattato.
Questo tipo di lavoro, anche se molti fanno fatica a crederlo, molte volte porta via più tempo di quello che avresti impiegato a sviluppare un prodotto da zero attenendoti solo alle specifiche dal cliente, ma al tempo stesso permette di avere un prodotto finale che, oltre a soddisfare pienamente le esigenze del cliente, offre tutte le funzionalità aggiuntive previste dal cms stesso.
Una piccola nota sulla scelta del prodotto da utilizzare: hai provato a prendere in considerazione Magento?
@Daniele G.
grazie del tuo punto di vista. In effetti ho dato per scontato la presenza del cms, ponendo piu’ attenzione alla modifica del template non considerando in modo obiettivo il tempo da impiegare per la modifica dello stesso rispetto a creare da zero un CMS sulla base delle speficiche esigenze del cliente.
Come hai ben evidenziato spesso si tende a plasmare un cms (o qualsiasi altra cosa) sulle esigenze del cliente, dimenticando di valorizzare il cms con i “valori” del cliente e renderlo unico nella sua identita’.
Magento e’ stata la prima scelta in fase iniziale. L’ho mostrato al cliente, ma non era cio’ che voleva. E’ piu’ orientato verso uno showcase (un catalogo). Ho cercato, ma non ho trovato nulla tra le sue possibilita’. Cosa, invece, che VirtueMart offre.
Poi, oggi e’ emerso la stringente necessita’ di essere online tra un mese. Data l’urgenza gli ho prospettato che il prezzo potrebbe lievitare visto il fattore tempo. E di questo pare essere conscio.
Considerato i tempi, l’idea e’ di andare online (con le opportune configurazione) con il template di base e poi integrare il nuovo. Sono consapevole che per l’utente finale e’ una cosa “cattiva”, ma almeno il cliente ha cio’ che vuole: essere online e presentare il catalogo!
Nel nostro lavoro non si deve dimenticare la qualita’ (spesso scontata e sottovalutata), ma non dobbiamo dimenticare che e’ il cliente a decidere cosa-quando-come vuole procedere. Al di la’ poi dei contratti/costi – una soluzione la si trova sempre
Magento lo conosco da diverso tempo (appartengo alla community dal 2008!), purtroppo non ho nessuna esperienza d’uso ma sono disponibile per un’eventuale collaborazione (se ne puo’ parlare privatamente).
@Davide
è vero che alla fine l’ultima parola ce l’ha sempre il cliente, anche se quest’ultimo, salvo rarissimi casi di persone con un’ottima conoscenza del mondo web e con le idee chiarissime, va comunque guidato nel suo approccio in questo tipo di mercato e, anche se non è assolutamente facile, bisogna fargli capire che con ogni probabilità l’eccessiva fretta potrebbe causare più danni che benefici.
Comunque se ti interessa approfondire il discorso su Magento trovi i miei riferimenti su http://www.danielegagliardi.it
Ciao a tutti
Anch’io di recente ho aperto una web agency pur mantenendo il lavoro primario, in provincia di Pordenone c’è ancora poca concorrenza e sono poche le web agency che propongono cose fatte bene, pur lavorando molte ore faccio pagare i miei siti molto poco e ne approfitto per sperimentare cms e siti statici, sono anni che uso joomla e wp, ma ultimamente per i ecommerce mi sono buttato su oscommerce e prestashop , molto più validi secondo me rispetto a virtuemart di joomla, per quanto riguarda i siti statici mi affido al buon photoshop per il layuout che poi ritaglio e passo a DW , un lavoronone lo so , quando basta sfogliare i vari temi da 19 euro per joomla o Wp ed il gioco è fatto
Da buon operaio i miei prezzi per i pochi siti che ufficialmente ho creato , partono dai 100 euro per un a pagina di cortesia fatta con DW a 1500 euro per ecommerce, decisamente sotto media rispetto alla ,altre web agency
Ve saludi dal freddo nord est.
Ciao a tutti!
personalmente penso che ciò che condiziona il prezzo è questo:
1 – la nostra esperienza e il nostro portfolio lavori,
)
2 – il nostro parco clienti – aver lavorato con grosse aziende che hanno del nome ti aiuta di sicuro,
3 – la struttura che hai alle spalle e l’immagine che dai di te (parlando per assurdo: avere uno studio in centro a Milano con vetrata sul Duomo è sicuramente diverso che lavorare a casa propria e presentarsi ben vestiti è diverso che presentarsi in infradito e pantaloncini… purtroppo
4 – la zona geografica – sicuramente quello che nelle grandi città del nord puoi vendere a 10 in zone più depresse non lo puoi vendere allo stesso prezzo.
Riguardo la questione dello svendersi:
Non ci conviene svenderci, il lavoro non manca in questo settore e quindi perchè accettare ogni richiesta dei clienti? Se ci chiedono uno sconto si può anche fare, un 3 – 5 % ma non di piu.
Secondo me quando sei all’inizio ci può anche stare che per prendere un determinato cliente stai basso, se pensi che quello poi ti darà lavoro continuativo e ti darà una buona visibilità. A parte quest’eccezione secondo me è ora di smetterla di svendersi.
Chi si svende non fa altro che danneggiare la propria categoria perchè contribuisce ulteriormente a creare nelle persone la mentalità che i siti web si realizzano in un attimo, non valgono nulla e possono essere fatti pressochè da chiunque (anche dal cugino a 100€). NON E’ COSI, bisogna educare la gente a capire che è vero che il cugino te lo fa a 100€ ma è anche vero che ti fa un sito di merda (scusate) e che non è paragonabile al servizio che gli offriresti tu.
Quando mi è successo che abbiano detto così ho sempre risposto che se va dal cugino SPENDE 100€ per avere un sito che probabilmente lo farà sfigurare (a quel punto non spenderli, resta senza sito!) se si rivolge a dei professionisti INVESTE x euro in immagine. Se poi capisce bene, se non capisce è meglio perderlo e che vada a far perdere tempo da qualcun altro…
Il top sarebbe avere una sorta di prezziario condiviso da tutti, diviso per aree geografiche e fasce d’esperienza (non solo espresse in anni di lavoro ma che premi pure la qualità del codice ecc ecc). Ma mi sa che è utopia…
Ciao a tutti e che il 2011 vi porti un fatturato record!!!
Marco – 3pix
Ma allora quanto lo si deve far pagare un sito web base composto da 5 6 pagine ed una grafica buona ??
si è parlato di tutto ma non di prezzi
Qualche consiglio?
5-6 pagine statiche (xhtml+css+javascript) con 2 bozze grafiche per la hp e relativo sviluppo della grafica interna, sessione di modifiche, acquisto dominio & gestione dello stesso per 1 anno (niente di trascendentale, un linux base su hostingperte offre tutti i servizi standard che ti verrebbe in mente di chiedere e un discreto spazio).
Sommiamo un minimo di SEO, e se non ci sono richieste di tempistiche particolari partiamo da una base di €1400+iva.
Poi dipende dalla zona.
€1400+iva a Creanze di Bassiglia o a Padova non sono la stessa cosa.
…ho spudoratamente inventato “Creanze di Bassiglia”.
[...] il 28 novembre 2011 in Webdesigner – Commenta per primo! Abbiamo già toccato l’argomento in questo articolo, in cui ci chiedevamo quanto guadagna un webdesigner e in base alle quali caratteristiche viene [...]
Haha bellissima la vignetta conclusiva!