Quanto costa aprire la partita iva? E poi: libero professionista o ditta individuale?

NB Questo articolo è datato, per nuove informazioni sui regimi dei minimi facilitati per le nuove imprese seguite il seguente articolo che contiene tutte le nuove disposizioni dell’Agenzia delle Entrate. 31/01/2012
Eh quanti dilemmi, ci sono passata anche io. Mi sono affidata ad una mia amica commercialista, che mi ha consigliato per il meglio, iscrivendomi al registro artigiani e facendomi aprire la partita iva da libero professionista. La migliore per chi vuole cominciare secondo me, perchè limita i costi previdenziali in proporzione al guadagnato, al contrario della ditta individuale (ma nche le snc e le srl) che obbligano ad un fisso annuale.
Sul sito AlVerde.net c’è un interessante articolo che mette a confronto i costi dell’una e dell’altra opzione, che vi aiuterà sicuramente a decidere per il meglio.
Non posso fare altro che augurare buona fortuna a chi comincia, ricordando che se avete timore di non farcela, potete sempre, entro i 5.000 euro l’anno, optare per le semplici ricevute con ritenuta d’acconto ove le società o i professionisti ve ne facciano richiesta. Se poi gli affari aumentano, benvenuta partita iva!!














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47 Commenti
Ottimo consigli! Io ho iniziato come ditta individuale, ma sono passato subito alla libera professione.
Io devo dire che per il momento con il regime dei minimi mi trovo bene.
Certo, secondo me prima di aprire una partita iva bisogna essere sicuri di guadagnare abbastanza bene, altrimenti il gioco non vale la candela…
io non ne ero affatto sicura, il primo anno ho guadagnato si e no 6.000 euro
Grazie del consiglio Lauryn! Ad ottobre farò il “grande passo” e mi ispirava il regime dei minimi (sembra semplice, ma nasconde delle insidie nelle spese effettuabili & co.) …tra una settimana ho appuntamento dal commercialista e vedrò di fare due conti con lui!
Manca un elemento fondamentale nell’articolo suggerito, ovvero che nel Regime dei Minimi c’è anche una soglia massima di spese (15.000 euro) concessa nel corso di un triennio (per fare degli esempi concreti: sia per quanto riguarda l’affitto di dove si lavora, sia per i materiali acquistati, computer e consumabili etc. etc.).
Ovviamente poi non ci si può scaricare l’IVA sulle spese sostenute inerenti l’attività.
Diciamo, quindi, che è il regime migliore per provare un’attività in sicurezza, ma bisogna volare molto bassi…
Vi suggerisco anche la lettura di questo articolo:
http://www.ilcommercialistaonline.it/forum/finanziaria-2008-f11-il-nuovo-regime-fiscale-per-i-contribuenti-minimi-t304.html
Grazie! articolo e link utilissimi!
Ciao ragazzi, confermo quanto scritto nell’articolo da Laura, consiglio il regime del minimo per chi vuol passare dalla prestazione occasionale alla partita iva. Una soluzione adatta a chi ancora non ha un “giro” fisso. Certo ci saranno costi fissi e commercialista… ma sicuramente meno gatte da pelare rispetto ad altre tipologie di azienda.
Infine, consiglio di chiedere ed informarsi su quelli che sono le limitazioni ed i pregi di questa agevolazione, talvolta si rischia di uscire fuori dal seminato, perdendo i privilegi acquisiti.
cercando sui vari siti, non ho ben capito però quanto dovrei versare all’inps se sono libero professionista col regime dei minimi….
in proporzione a quanto fatturi, nella misura di circa il 26%, ma sono calcoli da far fare al commercialista
Ma per la ritenuta d’acconto non erano 1.500 euro l’anno?
Sono cambiate le regole?
5.000 euro, da che io sono webdesigner, cioè almeno da 7 anni. prima non so, come sai le leggi, soprattutto quelle fiscali, cambiano spesso, ma ad oggi la situazione è questa.
Ciao, 5.000 euro lorde o nette? Domani mi informo meglio con il commercialista.
Ciao ragazzi, complimenti per il blog! Anche io sono una webdesigner ed ho cominciato da poco, infatti ho aperto partita iva a febbraio 2009.
) il mio commercialista mi ha consigliato di adottare il regime delle nuove iniziative produttive (forfettino). A conti fatti risparmi in imposte, rispetto al regime dei minimi, circa mille euro/anno. Certo, posso adottare questo regime soltanto per i primi 3 anni di attività, ma credo sia un bel risparmio.
Considerando che attualmente non fatturo più di 12 13 mila euro (anche se spero di crescere
E il risparmio non si ferma qui: mi sono affidata ad uno studio di commercialisti on-line ( http://www.stconsulenze.it ) e con circa 500 euro all’anno si occupano di tutti gli adempimenti contabili e fiscali (un commercialista in zona mi aveva chiesto 1.200 euro/anno)!
Spero di esservi stata utile,
A presto
Sara
ciao sara! sì anche io i primi 3 anni ho approfittato del forfettino, poi sono passata ai minimi. credo sia un po’ il passaggio di tutti più o meno.
io invece ho un commercialista bravo e gentile, solo 600 euro l’anno in due rate
Se non erro le cifre dei limiti (30000 della partita iva e 5000 della ritenuta d’acconto) sono lordi. Se non ricordo male fino a 3000 euro non c’è la dichiarazione dell’unico tra i 3000 e i 5000 mi sembra bisogna farla, oltre si va solo con partita iva. Un ulteriore consiglio che mi sento di dare è sempre quello di verificare con qualcuno di competente cosa comporti un cambio di lavoro sulla dichiarazione dei redditi, ci sono persone che pagano parecchio allo stato per un cambio da contratto a progetto a contratto a progetto, altresì vale la regola che più è complessa una dichiarazione più sarà costosa, il caso più estremo che ho vissuto è stato un anno con contratto a progetto, partita iva e prestazione occasionale. Non parliamo di cifre enormi ma penso siano costi aggiuntivi da considerare soprattutto per chi inizia e magari non ha un margine economico elevatissimo.
altre importanti informazioni qui: http://www.yourinspiration-magazine.com/your-inspiration-magazine-n02/
pagina 4
Salve a tutti!
Indubbiamente il regime dei minimi è da consigliare a chi sta aprendo l’attività, ma non dimentichiamo un’altro regime fiscale molto favorevole, ma ovviamente limitato per soli 3 anni: nuove iniziative imprenditoriali (art. 13 L. 388/00).
E comunque vi consiglio di stare molto attenti nella fase di apertura p.iva: di solito prima di aprirla è meglio confrontarsi con un professionista, proprio per evitare errori banali e soprattutto seccanti in quanto fanno perdere tempo!!
Sul nostro sito http://andriniboscarol.altervista.org/Sito/Home_Page.html trovate anche una piccola dispensa proprio indirizzata a chi vuole “buttarsi” nella mischia delle p.iva!
Buon lavoro a tutti quanti!!!
Ciao
Stefano
…dimenticavo!
A molti interesserà sapere più o meno i costi di gestione di una p.iva con il regime dei minimi.
La prestazione annuale di un commercialista potrebbe aggirarsi tra i 500 agli 800 euro/annuali a seconda dei casi.
Noi per esempio tendiamo ad offrire un pacchetto “tutto compreso” a 500 euro: consulenza base+adempimenti fiscali.
Poi a seconda dei casi e delle necessità del cliente il tutto può essere rivisto.
Consiglio infine di affidarsi a dei professionisti giovani, perché di sicuro vi seguiranno di più (soprattutto nei primi tempi quando si hanno 1000 dubbi)!!
Buon lavoro!
Ciao
Stefano
grazie stefano, sia per la dispensa sia per i prezzi, può essere di aiuto a chi inizia!
grazie!
ps avete bisogno di un restyling del sito? c’è un errore di concetto fondamentale, come ad esempio il fatto che il logo sia presente solo in homepage
Grazie Lauryn!
))
Hai perfettamente ragione!
Grazie per l’articolo…
noi siamo un team di programmatori e da qualche tempo offriamo servizi di web design… al momento non raggiungiamo i 5000 euro annui e quindi non abbiamo alcuna partita iva.. però ho letto in giro che quando si offre questo tipi di servizi è bene che nel footer del sito ci sia una partita IVA, quasi obbligatorio. (certamente non posso scrivere al posto della partita iva, commissioni autonome con ritenuta d’acconto fino a 5000 euro). Non sarebbe professionale ritengo. Inoltre ancora non abbiamo parlato con un commercialista poichè lo scarno guadagno andrebbe alla fine dei conti quasi totalmente nelle sue tasche. Abbiam preferito informarci su internet. QUalche delucidazione in merito?
COmplimenti Lauryn per il sito
grazie!
no, la partita iva è obbligatoria per chi la possiede, se non ce l’hai non devi metterla, tutto qui
Ciao.
Volevo sapere sa il vostro sito è ancora attivo. Pare che no sia più raggiungibile. Avete un altro sito?
Grazie,
Edu.
Sono un commercialista. Se ci si iscrive come libero professionista nel regime dei minimi c’è convenienza. Intanto perchè l’aliquota della ritenuta d’acconto è a titolo definitivo e non d’acconto quindi se si hanno dei costi in aggiunta alle detrazione per lavoro autonomo si va sempre a credito. Discorso a parte per i contributi. Ma faccio un esempio. Se si apre la partita iva come avvocato non si ha obbligo di iscrizione alla cassa se il reddito è inferiore a 10mila euro. Contattemi per informazioni.
quanto mi viene a costare per la prima volta aprire una partita iva?
non costa niente aprirla
a meno che non sia una partita iva da commerciante che richiede l’iscrizione in Camera di Commercio (60 euro credo) chiedi all’agenzia delle entrate
è v ero che avendo 44 anni per aprire una ditta impianti elettrici ci servono 1500 euro invece se hai 30 anni non costa qusi nulla
Laura Gargiulo potresti fare un’articolo su come aprire partita IVA nel 2012 ?Cosa fare per aprirla, che documenti servono. Magari con dettagli tipo il codice da mettere per i webdesign frealance nel modulo ecc ecc. (forse l’hai già scritto ma magari riscriverlo aggiornato..). Ti ringrazio fin da ora.
ciao andrea! non cambia niente in sostanza, cambiano solo i “regimi” ai quali riferimenti, e a tal proposito ho già scritto un articolo:http://www.italianwebdesign.it/partita-iva-nuovo-regime-dei-minimi-e-ex-minimi-che-fine-faremo/
per quanto riguarda il codice devi valutare a seconda della prevalenza della tua attività. in genere è “creazione pagine web” o qualcosa del genere. pessimo ma è l’unico adeguato. altrimenti se sei più sulla grafica etc c’è grafica pubblicitaria, etc, ma devi valutarlo insieme al tuo commercialista. se hai bisogno di supporto e non ne hai uno contatta pure Fabio Micera info@studiomicera.it è il mio commercialista è fa consulenza a distanza.
tra libero professionista e ditta individuale non cambia nulla.
se avessi aperto la partita iva come “giuseppe stancarone” sarei stato un libero professionista, invece volevo un nome d’arte e ho aperto come “fenixo studio di giuseppe stanarone” e quindi sono una ditta individuale.
è solo questione di naming.
agevolazioni, tassazione e tutto….è identico.
Come detto in precedenza in altro post volevo precisare che il regime dei minimi si applica sia per i liberi professionisti che alle ditte individuali. la differenza sta solo nel “naming”. NOME e COGNOME fanno il libero professionista, invece se avete un nome d’arte o qualcosa di simile come me FENIXO STUDIO di Giuseppe Stancarone, ecco questa è una ditta individuale.
I vantaggi sono identici.
Dal 2012 si pagherà solo il 5% di tasse e il 26.72 di INPS.
In fattura non si mette piu la ritenuta di acconto quindi diventa:
imponibile + contributo inps del 4% = totale.
La partita iva si apre in un giorno. Il costo di un commercialista va da 500 €….meno non ho mai sentito.
invece cambia, perchè come ditta individuale devi pagare un fisso inps annuale.
Se pensate di guadagnare non oltre i 5mila euro vi consiglio di non aprire la p.iva. Non serve.
sei anche commercialista?
No Laura mi sono fatto una cultura, il primo anno ho bombardato il mio commercialista….l’ho stressato perchè sono pignolo e devo sapere tuttoooo!!!
:D:D
Perche come libero professionista non paghi l’inps? o la paghi in base al fatturato?
io come ditta individuale pago in base al fatturato, come te credo. E quindi il 26.72%.
Mentre una società (srl ad esempio), ha dei costi fissi, circa 3000 euro a dipendente.
….un’altra cosa. sei sicura di essere una libera professionista? guardati la certificazione di apertura, dovrebbe esserci scritto: ditta individuale, perchè non c’è una albo per i grafici…
in base al fatturato.
io so che anche la ditta individuale ha quel fisso
no non sono ditta individuale
Bah non sono un commercialista, però mi sembra strano.
chiedi al tuo commerc….
Io ti assicuro che non pago un fisso, da ditta individuale pago il 27% di inps sul mio fatturato. La percentuale dovrebbe essere uguale alla tua.
x Web Designer Freelance : sicuramente non sei iscritto alla camera di commercio e quindi sei un libero professionista. Se fossi iscritto alla camera di commercio pagheresti il minimale Inps obbligatorio di circa 3000 €…….
Guido, infatti non sono iscritto alla camera di commercio…ma sulla mia certificazione di apertura p.iva c’è scritto fenixo studio di giuseppe stancarone, ditta individuale.
Ragazzi una domanda:
per quanto riguarda la P.IVA come Web Designer (ditta individuale contribuente minimo) è necessario iscriversi alla camera di commercio o no?
Help.
grazie
C’è scritto proprio nel messaggio sopra il tuo. No niente iscrizione, non sei un’azienda, vai tranquillo!
Attenzione però. Non iscrivendosi alla camera di commercio significa che non si è ne commercianti ne artigiani ma si è iscritti alla gestione separata (quindi senza minimale inps). Ricordiamoci però che la gestioen separata è una vera truffa ai danni dei contribuenti in quanto, è assodato, non frutterà NULLA al momento della pensione. Se prevedete di fare circa 15000€ anno con gestione separata allora vi conviene iscrivervi alla camera di commercio e pagare il minimale (che, come gestione separata, avrebbe quasi la stessa cifra). Non fatevi intimorire dai 3000€ minimali perchè li pagate comunque nella gestione separata.
Ciao
“una vera truffa ai danni dei contribuenti in quanto, è assodato, non frutterà NULLA al momento della pensione”, questa mi è nuova…
nel senso è risaputo che NESSUNO prenderà la pensione!
:D:D
Ciao Desdinova.it, io giusto l’anno scorso ho superato quella soglia di fatturato, quindi se tutto va bene il prossimo anno mi iscrivo di nuovo in camera di commercio, anche perché i miei clienti più importanti non ne vogliono sapere di pagarmi il 4% in fattura.