Home » Teoria del web » Accessibilità » Parliamo di accessibilità: intervista a Roberto Scano ideata da Paolo Leonardi di Manualissimo, non vedente
Parliamo di accessibilità: intervista a Roberto Scano ideata da Paolo Leonardi di Manualissimo, non vedente

Ho letto nei giorni scorsi questa intervista, che porta all’attenzione di noi tutti della situazione sull’attenzione all’accessibilità in Italia.
Paolo giustamente ha posto delle domande preoccupanti e Scano ha risposto con sincerità.
Leggiamole insieme e parliamone, voi vi sentite paladini dell’accessibilità (almeno minima) o no?


















Add to Google

12 Commenti
Secondo il mio punto di vista, che premetto è molto limitato rispetto alla vastità del panorama della rete limitata alla realtà italiana in continua crescita, la situazione accessibilità è x così dire tragica.
Roberto è stato molto morbido nella sua disamina della questione, mettendo alla luce solo la parte della P.A. come se questa realtà fosse il nucleo principale, ma quanti vanno a visitare siti della P.A. rispetto ad esempio a Facebook o altri siti in voga per varia natura?
Nell’intervista questa realtà viene portata in evidenza, ma vedo che miei pseudo colleghi non rispettano minimamente queste benedette regole sull’accessibilità, magari per risparmiare qualche kb sulle pagine o molto peggio xkè non ritengono ke le % dei visitatori siano tali da doversi applicare a rendere il sito X accessibile a tutti.
La realtà del cliente è ancora + sconfortante in quanto ti richiede un sito a costo quasi gratuito, con tempi di realizzo non dico che lo vogliano in giornata ma quasi, figurarsi se ti richiedano cerificazione di usabilità e accessibilità, se neanche sanno di cosa si stia parlando.
Personalmente cerco di adottare le minime regole che possano permettere a chiunque di poter navigare i siti che realizzo, non sempre ci riesco, ma almeno posso dire di averci tentato.
Usare l’unità di misura EM invece dei PX, x formattare i fonts di un sito già sarebbe un buon inizio.
Intanto ci tengo a ringraziarti Lauryn, perché la diffusione di queste tematiche è il primo passo da fare perché si possa arrivare a qualche risultato.
Le mie preoccupazioni da internauta non vedente le ho chiaramente espresse nelle domande che ho posto a Roberto, perciò non mi dilungo su questo.
Sul fatto che ci si debba soffermare non solo sull’accessibilità di siti istituzionali delle PA sono d’accordo (infatti ho posto l’attenzione nella seconda e terza domanda proprio su questo), ma credo anche che quei siti debbano fungere un po’ da “esempio”, aldilà dell’ovvia importanza che abbia il fatto di poterli trovare pienamente accessibili. E’ chiaro che se fossero inaccessibili per primi i siti sottoposti alla normativa vigente, allora non si potrebbe pensare di andare avanti… D’altra parte la normativa non potrebbe riguardare siti/blog/portali di ogni genere amatoriali, credo non sarebbe neanche giusto e da non vedente posso dirvi che neanche lo pretenderei…
Ho trovato Roberto abbastanza ottimista per quel che riguarda un miglioramento dell’accessibilità di grandi portali e per fortuna in questo senso qualcosa si sta muovendo (Facebook, youtube, twitter, per citarne solo alcuni). Un sito può essere non conforme ai criteri di accessibilità, ma comunque essere “potenziato” dal punto di vista dell’usabilità dei contenuti (parecchi utenti non vedenti si stanno avvicinando a Facebook, per fare un esempio, a volte riscontrando problemi e a volte no, ma tutto sommato personalmente trovo sia Facebook, che Youtube e Twitter piuttosto ben messi in quanto ad usabilità, navigando con uno screen reader).
@GaSe
Come dicevo prima in Italia la normativa vigente riguarda siti istituzionali delle PA, perciò è da lì che secondo me dobbiamo partire; gli sviluppatori di quelle pagine sono obbligati a rispettare determinati criteri, perciò va preteso che ciò avvenga. Con portali come Facebook questo non può esser preteso, anche se le cose si muovono verso un miglioramento.
Io credo che chi affida la realizzazione del proprio sito ad uno sviluppatore web, tenda molto ad abbassare i costi del lavoro che sta offrendo, pensando anche che la percentuale di utenti a cui ci si può rivolgere rendendo il proprio sito accessibile, non sia poi così maggiore. Questo è sbagliato, sbagliatissimo ed è un problema non solo di soldi, ma anche e soprattutto di informazione, manca la cultura dell’accessibilità (e non è una frase fatta) e manca perché se ne parla poco o non se ne parla per niente in molti casi…
Per quel che mi riguarda non essendo uno sviluppatore a livello professionale, concentro tutta la mia attenzione per migliorare continuamente l’usabilità dei miei contenuti ed è questo che ai tanti gestori di siti/blog amatoriali come me si deve chiedere… Essendo io stesso non vedente, parecchi test posso farli da solo, ma nonostante questo ogni volta che faccio qualche modifica chiedo ad un “team” di tester non vedenti di navigare il blog e riportarmi qualunque e dico qualunque problema incontrino nella navigazione, in modo che io possa fare di tutto e di più per risolverlo.
Scusate se sono andato per le lunghe, ma è una tematica a cui si dà poco spazio e quando viene concesso bisogna cercare di essere il più chiari possibile.
Approfitto per augurare a tutti un buon 2010!
Paolo Leonardi
ciao paolo,
hai perfettamente ragione, e vedere che sei approdato su questa pagina mi fa ben pensare che Italianwebdesign ha quel minimo di accessibilità che ti permette di navigarlo tranquillamente. Sicuramente avrà molti difetti (per i quali non ti sto a chiedere consulenza retribuita) ma basta poco affinchè un non vedente possa navigare un sito e usufruirne almeno all’80%, vero?
Assolutamente, basta veramente pochissimo!
Sei nel mio feed reader da un bel po’
A presto!
Paolo Leonardi
yeeeee posso assumerti come tester?
Sono a disposizione
A presto!
Paolo Leonardi
Dici bene il tema è scottante,ma è errato pensare che sia un problema del web designer,purtroppo siamo legati alle esigenze del cliente,magari potessimo far di testa nostra.
@GaSe
“Roberto è stato molto morbido nella sua disamina della questione, mettendo alla luce solo la parte della P.A. come se questa realtà fosse il nucleo principale, ma quanti vanno a visitare siti della P.A. rispetto ad esempio a Facebook o altri siti in voga per varia natura? ”
Se non ricordo male Scano ha lavorato alla alla stesura di quella legge, quindi è un po’ difficile che ne parli male.
@Marco: lo sanno pure i muri che l’ha pensata lui quella legge, infatti le domande non riguardavano la legge ma la sua attuazione
@Marco: se faccio delle cose fatte male lo dico, non è la prima volta eh!
Riguardo alla legge la normativa non è fatta male è che l’organismo che dovrebbe vigilare (il CNIPA, ora Digit@PA) non vigila. Per tale motivo abbiamo creato http://accessibile.gov.it in modo che sia il cittadino a segnalare le problematiche di accessibilità e fornirci quindi un motivo per contattare le amministrazioni con la finalità di migliorare i servizi delle PA. In questi giorni stiamo inoltre aggiornando la bozza dei nuovi requisiti basati sulle WCAG 2.0 che abbiamo tradotto e che sono finalmente disponibili in italiano come riferimento ufficiale: http://www.w3.org/Translations/WCAG20-it/
Roberto, ti conosco da anni e so come operi, e so bene del CNIPA perché se ne parlò a suo tempo da Diodati.
E sia noi sviluppatori che te sappiamo bene che la PA nella figura di chi dovrebbe formulare i contratti per le aziende non è che se ne freghi, ma ha il sacro terrore di sbagliare e sopratutto delle conseguenze di un eventuale sbaglio e quindi non fa nulla.
Purtroppo il CNIPA è fatto da quelle persone e quindi pur di non mordersi tra lupi, non fanno nulla.
accessibile.gov.it non serve a nulla se dopo la segnalazione, chi dovrebbe comunque fare qualche cosa non si muove per evitare di pestare i piedi, io credo che ci vorrebbe più rigore nelle leggi attuative perché così com’è ora non sta funziondo.
M.
I do not understand the language. but I interpret this article in Google Translate. Why not use English? everyone will understand if you use the English language.