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Non si può lavorare così – recensione

Scritto da il 11 aprile 2012 in Libri - 16 Commenti - 3500 visite

Questo libro mi ha illuminata e ha chiarito alcuni dubbi sul metodo lavorativo che la cultura ci ha inculcato in questi anni di consumismo e iperproduttività (o come tale viene spacciata).

 

Il libro entra nel dettaglio sul nostro modo di mangiare, di dormire, di lavorare, e personalmente mi ha chiarito la testa da alcuni falsi miti e dato suggerimenti pratici che stanno funzionando.

  1. nonsipuolavorarecosi 194x300 Non si può lavorare  così   recensionedormire sempre a sufficienza. se non lo si è potuto fare, lavoro permettendo e capo permettendo, prevedere un riposino pomeridiano (e noi freelance si sa, possiamo farlo)
  2. non mangiare pesante a pranzo, ma integrare con molti carboidrati che hanno un lungo rilascio durante la giornata. fare possibilmente una merenda a metà mattina e metà pomeriggio per non arrivare stremati e senza energie a pranzo o cena
  3. il multitasking non esiste. è un falso mito creato dalla tecnologia. ma appunto, un computer può esserlo, non noi, che per passare da un lavoro ad un altro perdiamo preziosi minuti di tempo perché la concentrazione cala inevitabilmente. pertanto: una cosa alla volta! magari distribuite la giornata in più tasking ma evitare di fare più cose contemporaneamente: inevitabilmente riuscirete a malapena a finirne una, con conseguente frustrazione ed errori negli altri tasking attivati
  4. fate pause anche frequenti, modulando il lavoro in periodi che vanno dalla mezz’ora ai 90 minuti (periodo entro il quale è testato che riusciamo a mantenere la concentrazione). oltre, fate una pausa. noterete di essere più produttivi in quella mezz’ora che in 8 ore di lavoro continuativo. provare per credere.
  5. eliminate tutte le notifiche di ricezione di email possibili, ma dedicate alla posta solo alcuni momenti della giornata. non muore nessuno se rispondete dopo qualche ora, è solo un falso impulso creato nel nostro cervello.

Sto lavorando così da poco tempo a questa parte. L’impressione è di essere più produttiva, quando sto davanti al computer produco e non cazzeggio, pratica che non mi viene neanche più tanto spontanea se non negli orari di calo fisiologico (prima e dopo pranzo, la sera….)

Il libro spiega nello specifico tutti i curiosi studi ed esperimenti che hanno portato alle teorie di cui io ho fatto un breve sunto, ma è un libro che bisogna leggere, assolutamente.

 

L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Autrice di "Consigli di webdesign base", Membro del progetto Piperita Lab e dell'IWA Italy.

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16 Commenti

  1. Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:27

    l’ avevo adocchiato anch’io, mi sa che lo prendo col prossimo ordine ;)

  2. Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:28

    Sono completamente d’accordo.
    Io, come molti sviluppatori software, da tempo uso la tecnica del pomodoro.

    Ho una lista di cose da fare ed un timer.
    Imposto il timer a 25 minuti
    Lavoro su di uno ed un solo compito senza distrazioni o interruzioni fino a che il timer non suona.
    Quindi mi prendo un piccolo break (5 minuti)

    Alla 4° volta mi prendo un break un po’ più lungo (15 min)

  3. Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:30

    bravissimo fabio, e sei migliorato vero? :)

    manuel, ne vale la pena, siamo troppo casinisti, freelance e non :D

  4. Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:37

    Lauryn, da quando ho cominciato ad usare questa tecnica la mia produttività si è impennata. :-)
    E come impostazione la mia tecnica non sembra molto lontana da quella suggerita dal libro di cui parli.

  5. Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:39

    Quella dei carboidrati è davvero una cavolata. Facciamo un lavoro sedentario, integrando “molti carboidrati” ( in una dieta poi, quella italiana, in cui i carboidrati sono già in eccesso ) si finisce per accumulare molti grassi.

    I carboidrati sono zuccheri, quindi danno energia. Se ti abitui a mangiarne tanti, quando poi diminuisci la dose per qualche motivo ( una migliore dieta, per esempio ) ti senti stanco perchè il corpo non ha quella spinta.

    Per il resto concordo in pieno!

  6. Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:41

    @francesco, mi fai venire dubbi su quello che ho letto, si parlava dei carboidrati buoni, non di pane e pasta, ma anche stando seduti si brucia, no? rileggerò il capitolo in questione :)

    @fabio: sei più avanti del libro :D

  7. Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:52

    Beh, se per buoni intendi:

    pasta integrale, carboidrati da legumi, frutta e verdura ( soprattutto verdura ) allora si.

    Ma evitare pasta, pane, farine raffinate altrimenti.. ciao :D

  8. Bobo
    Scritto il 11 aprile 2012 alle 10:55

    Mi avete anticipato; confermo che sarebbe preferibile assumere quanti più carboidrati “buoni” possibile (ossia quelli provenienti da farine integrali) rispetto a quelli raffinati. Dolci e zuccheri da eliminare o quasi (i pochi che si assumono sarebbe preferibile a stomaco pieno).

  9. Scritto il 11 aprile 2012 alle 11:07

    Da quello leggo assomiglia molto ai consigli di questo libro: “Ricchi e felici lavorando 4 ore a settimana” http://www.ibs.it/code/9788860521477/ferriss-timothy/ore-alla-settimana.html

  10. Scritto il 11 aprile 2012 alle 11:28

    eheh Alex, il libro che suggerisci mi sembra più un’esperienza di una persona che voleva trarre il più possibile facendo meno possibile.
    queste invece sono teorie scientifiche portate alla conoscenza di tutti :)

  11. Scritto il 11 aprile 2012 alle 11:32

    Se mi permettete un consiglio, riguardo all’alimentazione vi suggerisco di consultare il blog di un medico che ha dedicato la vita a collegare l’alimentazione alla salute.
    http://www.filippo-ongaro.it/
    Ha scritto un libro splendido che consiglio a tutti anche se il titolo fa un po’ ridere. :-)
    http://www.filippo-ongaro.it/libri/mangia-che-ti-passa/

  12. Scritto il 11 aprile 2012 alle 11:34

    guarda, in effetti anche io sono stato tratto in inganno dalla copertina e dal titolo. In realtà il libro è ben scritto e pur non condividendo tutti i consigli l’autore di fatto suggerisce tutti i punti sopra elencati e propone una serie di strategie per delegare determinate attività pianificate a terzi e semplificare la struttura di un’azienda distribuita e virtualizzata…

  13. Scritto il 12 aprile 2012 alle 12:40

    Il punto 3 e 5 son perfetti…purtroppo il lavoro in italia è visto come una catena di montaggio schematica e robotica..quasi si fosse automi. Le pause poi son sempre viste male e da alcuni clienti poi, come una manna dal cielo per chiedere sconti sui lavori… ma facciamo valere o no il diritto alla proprietà intellettuale anche?

  14. Scritto il 12 aprile 2012 alle 12:50

    Sono ottimi consigli, soprattutto per quanto concerne la gestione ‘multitasking’ del lavoro in cui molto spesso, specialmente noi donne, ci auto-celebriamo! Non è vero che si riesce a fare troppe cose contemporaneamente, vale la solita regola, del ‘poco e bene’ e non del ‘tanto e male’. Tanto e bene sono inconciliabili.

    Dovendo rinunciare ai carboidrati – se non a colazione – durante la giornata faccio 4 spuntini di frutta o cerali :) Funzionano! Garantito…
    E soprattutto, evitiamo di superare i 3 caffè al giorno!
    Manca il punto 6) non drogatevi di caffè :)

  15. Scritto il 12 aprile 2012 alle 17:34

    Ottimi consiigli!

    Quando si parla di carboidrati buoni si parla di cereali integrali (orzo decorticato, farro decorticato, miglio, avena, riso integrale… non perlati!), pasta di semola integrale e pane integrale a lievitazione naturale. Occhio ai finti integrali (quelli fatti da farine raffinate + crusca) presenti in commercio, leggete le etichette, e preferite il grano duro che un indice glicemico più basso e che viene assimilato più lentamente evitando il “calo di zuccheri”. Evitare zucchero, caffè e limitare tutto ciò che crea acidità (dal latte e derivati, carne e caffè) che è la base di molti problemi di salute. Sono consigli base per star bene mangiando sano! Avendo poi del tempo vi consiglio di parlare con agricoltori e produttori di questi prodotti e scoprirete il mondo fasullo delle industrie alimentari. E’ anche un bel modo di stare a contatto con la natura, avrà benefici anche il cervello e il nostro modo di lavorare.

  16. Scritto il 13 aprile 2012 alle 15:37

    me lo devi prestare :)

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