Metatag per il posizionamento al costo di un caffè.
Metatag, ossia dati da comunicare agli spider sulle informazioni principali di una pagina, quali il contenuto, l’autore, la lingua e tanti altri dati, o meglio, META-dati.
Ho letto in tanti magazine e blog che i metatag non servono a nulla ai fini del posizionamento.
Errore. E non affermo ciò in virtù di una intelligenza superiore (ehm.. purtroppo mi manca) o di qualche azione di spionaggio ai motori, semplicemente pratica, esperimenti, tentativi.
Ovviamente non tutti i metatag hanno rilevanza ai fini della serp, per cui andremo oggi ad analizzare TITLE (che non è un metatag ma viene considerato tale per il suo significato ) e DESCRIPTION i quali sono fondamentali per spingere un sito in alto con determinate chiavi dal momento che sono rispettivamente titolo e descrizione dei risultati delle nostre ricerche nei motori.
<title>Titolo di questa pagina del sito</title>
<meta name=”description” content=”descrizione dei contenuti di questa pagina del sito” />
Al momento sto lavorando sulla chiave “web designer napoli” per il mio sito.. perchè mi son resa conto che la chiave precedente “web designer freelance” mi portava troppe visite dall’estero, quindi inutili.
Questo per dirvi che:
- è possibile concentrare il proprio lavoro di seo su title e description;
- ottenere un buon posizionamento è pressoché inutile se le visite non sono finalizzate;
- bisogna lavorare e analizzare diverse chiave di ricerca.
Per cui, prima di aprire google e verificare che non stia dicendo un mare di sciocchezze, continuate a leggere
Il TITLE è ciò che leggiamo nella finestra del browser in alto a sinistra, in moltissimi siti ho notato che viene usato lo stesso per tutte le pagine.
Non c’è cosa più errata perché esso rappresenta il titolo del singolo documento html, e dovrebbe introdurre al suo contenuto in poche e chiare parole.
Smettiamola di riempire i titoli di simboli come puntini slash virgole e parentesi…
Sarà anche simpatico da vedere ma un titolo come
“/\/\/\::-::<><>{Pinco Pallino number one in the world}<><>::-::/\/\/\”
per i motori di ricerca non ha nessun valore aggiunto! E suona anche un po’ ridicolo…
Il metatag DESCRIPTION invece fornisce una descrizione veloce del contenuto della pagina e non dovrebbe superare i 255 caratteri spazi compresi, importante è sapere che molto spesso equivale alla descrizione che Google mostra al di sotto del titolo nelle SERP, per cui dovremmo fare in modo da non superare la lunghezza mostrata dal motore, ed evitare quindi che venga troncata con i tre puntini sospensivi.
Fornire descrizioni chiare e semplici è il modo migliore per una buon indicizzazione, vero è che bisogna inserire le chiavi di ricerca al suo interno ma non per questo dobbiamo scrivere DESCRIPTION piene di parole alla rinfusa nel tentativo di farci trovare con più chiavi possibili.
Meglio scegliere la chiave con cui vogliamo essere trovati focalizzarci su di essa.
Un veloce esempio :
Stiamo sviluppando il sito della “Softwow” (niente commenti sulla mia creatività da manicomio per favore) azienda produttrice di software gestionali con sede a Milano, abbiamo completato la homepage con il suo bel markup semanticamente corretto e dobbiamo creare i metatag ottimizzati per la ricerca di tale sito.
Abbiamo bisogno quindi di una chiave di ricerca, come facciamo a trovarla?
Chiediamo ai nostri amici e parenti (non vi chiedo di fermare la gente per strada… non ancora).
Semplici domande ai nostri conoscenti sono in realtà la migliore indagine di mercato che possiate immaginare.
Sottoponiamo loro il caso: “Hai bisogno di un software gestionale per la tua attività e decidi di cercare su internet. Cosa cerchi?”
Le loro risposte valgono oro, direi che meritano almeno un caffè.
In base alla nostra ricerca capiamo che la chiave Milano non è importante mentre invece la frase “software gestionali” è fondamentale. Il nome dell’azienda, “Softwow”, non è assolutamente rilevante ai fini della ricerca: nessuno cercherà mai questo nome, eppure vedo ancora tanti siti commerciali che hanno come title il nome della loro attività. Probabilmente a loro non interessa il posizionamento.
A questo punto abbiamo una chiave: software gestionali.
Cerchiamone un’altra.
Con questo metodo avremo diverse possibilità sulle quali lavorare.
Alla fine della nostra indagine potremmo avere dei metatag così formulati:
<title>Software gestionali personalizzati – Softwow Milano</title>
<meta name=”description” content=” Realizzazione software gestionali personalizzati giacenze di magazzino e fatturazione per aziende. Scarica la demo gratuitamente.” />
Probabilmente senza un’accurata indagine avremmo avuto:
<title>Benvenuti alla Softwow</title>
<meta name=”description” content=” La Softwow realizza a Milano software personalizzati per la tua attività commerciale. Contabilità, fatture, gestione magazzino, preventivi, ordini a clienti e fornitori, software gestionali, software contabilità, software milano. Prova subito la nostra demo online./>.
C’è tanto da commentare su queste due alternative.. ma lascio iniziare voi!
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Sicuramente i metatag servono per il posizionamento visto che alla fine sono un posto in più dove scrivere parole chiave…
Le attività di SEO mi “intrippano” sempre di più
E grazie a post come il tuo sto migliorando le visite al mio blog! Grazie!!!
Alla fine anche le parole nel inserite nei metatag incrementano il keyword density…
Quest’articolo me lo appiccico in bacheca
@mauro: infatti bisogna stare attenti a restare nelle percentuali consentite altrimenti si rischia di venire penalizzati!
parole sante…direi anche che il TITLE è a dir poco fondamentale. fa miracoli
hehe krayen.. io ho fatto “miracoli” semplicemente cambiando l’ordine delle parole del title!
Quanto letto è tutto perfetto!nella mia piccola esperienza di indicizzazione siti, confermo…il title è fondamentale per google, anche il link della pagina…sono le cosa a cui assegna più valore, poi description e key anche se da un punteggio basso, se non ricordo ma male di 0.5 cmq è meglio metterli, anche perchè google non ne tiene molto conto ma gli altri motori si…io sto ottenendo buoni risultati…ovviamente vorrei fare uno di quei corsi che organizza “Madri” quelli di un paio di giorni, sarebbe una bella esperienza…ps: per le parole chiave io uso google adwords ma penso lo conosciate, basta inserire la parola chiave e vi da tutti i sinonimi ad essa collegata…fa paura!!!
marky io ho seguito uno di quesi corsi, niente da criticare, ma l’unico vantaggio che ne ho ottenuto è l’aumento della curiosità verso il settore, perchè i segreti nessuno verrà mai a dirteli
nemmeno per 200€ a dvd
grazie mi sono tolto la curiosità allora…continuo con le guide che trovo…che fin ora mi hanno dato molta soddisfazione…cmq credo anch’io che i segreti nessuno mai ce li dirà…sopratutto google non svelerà mai i suoi misteri…cmq dalla mia piccola esperienza conta una buona ottimizzazione del sito…iscrizione ai portali di settore…aggiornamento continuo del sito…insomma un sito dev’esssere vivo e pieno di contenuti…
Ottimo l’articolo e gli esempi sono davvero chiari e significativi, soprattutto per il titolo che concordo con te che molte aziende fanno ancora molti errori su di esso.
Grazie dell’ottimo articolo, ho più chiaro cosa migliorare nei miei lavori
Parole Sante, anche io infatti sono i due “meta” a cui dedico maggiore attenzioni ed i risultati finora sono stati più che soddisfacenti.
In teoria secondo le teorie seo più aggiornate il meta description non serve per il posizionamento, ma soltanto per attirare l’utente (ad es. inutile essere primi su Google se poi l’utente non ci clicca).
Per il posizionamento i tag più importanti sono title e H1, che tematizzano la pagina
ma un sistema per trovare le chiavi utilizzate dalla concorrenza ce ?
certo.. quello che io chiamo “il metodo empirico”.. inserisci la chiave in google e vedi chi esce per primo
si ma il problema e sapere tutte le chiavi ? come fai le metti a caso?
Ovvio che no, il posizionamento va fatto tramite procedimenti ragionati, il primo è quello di scegliere le parole chiave attraverso apposite tool come quella rilasciata da Google e prendendo visione di quelle immesse dai vari competitors.