Le webagency, i webdesigner e il diritto d’autore
Ho spesso sognato di alzarmi la mattina, andare in qualche webagency, farmi comandare a bacchetta su cosa dovevo progettare, senza preoccupazioni di sorta, e tornarmene a casa per avere un netto fisso mensile. Tutto ottimo, anche se è esperienza rara, visto che spesso le webagency ricorrono invece a freelance e collaboratori esterni per i loro servizi web. Ma in entrambi i casi, va a finire che il nostro lavoro non poterà mai la nostra firma.
E il diritto d’autore? Che fine fa in tutto questo? Va a farsi benedire. Sì, perchè spesso ci ritroviamo a fare lavori che non firmeremo come nostri, e che magari ci vietano anche di inserire nel nostro portfolio online. Come difenderci da ciò?
Un articolo su Your Inspiration Web ci aiuta in questo. Buona lettura!















Aggiungi a Google

7 Commenti
[...] This post was mentioned on Twitter by Tatiana Designs, Laura Gargiulo. Laura Gargiulo said: Le webagency, i webdesigner e il diritto d’autore http://goo.gl/fb/RNT7k [...]
Bell’articolo. Psso anche capire che il cliente non voglia nel proprio progetto il nostro link o il nostro nome, ma vietarci di metterlo nel nostro portfolio no, non mi sembra assolutamente giusto.
Purtroppo in Italia, e non solo, causa nostra totale “furbizia”, molto spesso ci si crea noi stessi delle barriere, direi che se fossimo un pò più etici tutti forse i nomi potrebbero esser fatti..ma ahimè, giustamente la web agency di turno, tende a ripararsi da eventuali saccheggi. Del resto anche io ho avuto modo una volta appurare sulla mia pelle (di freelance) programmatori che di spalle si proponevano di far tutto a metà prezzi…bah! Santa pazienza..
io fino ad ora non ho trovato clienti che mi negavano il link “credits”, anzi, io lo scrivo come obbligo nel contratto! pero’ e’ vero che se si prende il lavoro da qualche web agency non solo non si vede il proprio nome sui credits, ma anzi(il piu’ delle volte) il nostro lavoro viene spacciato per lavoro della webagnecy stessa,con tanto di link al loro portfolio. Come diceva aledesign, se fossimo tutti un po’ piu’ “etici” ognuno avrebbe il suo posticino tanto desiderato.
Secondo me quello posto è un falso problema.
Nel preventivo si dice chiaro e tondo:
Proposta 1:
con link dal sito del cliente +
Inserimento nel portfolio
= x Euro
Proposta 2
Senza link nel sito del cliente +
inserimento nel portfolio
= y Euro
Proposta 3
Senza link nè inserimento nel portfolio
= z Euro
Ovviamente x è inferiore a z.
Valutate il vantaggio economico che traete da un link o dall’inserimento in un portfolio e fatelo pagare al cliente.
Che poi il cliente voglia risparmiare a tutti i costi, beh, questo è un altro grosso problema!
Il problema non si pone: se il cliente non vuole che sul suo sito non compaia il nome di chi lo ha costruito allora deve pagare.
In giro si vedono centinaia di licenze software che richiedono un piccolo prezzo da pagare per la rimozione del brand.
Chiaro che anche il discorso di mettere o non mettere il sito sul proprio portfolio dovrebbe essere concordato col cliente, ma onestamente non vedo controindicazioni in questo, nè da una parte nè dall’altra.
Concordo con Francesco, non penso che inserire il link nei credits sia a nostra discrezione. Sicuramente è il cliente che ha l’ultima parola.
Tornando sull’argomento dell’articolo: Una delle motivazioni per le quali ho deciso di mettermi in proprio era proprio la malinconia di vedere qualcun’altro prendersi i meriti per quello che sviluppavo io!