Le aziende investono nel web?
Ecco un articolo interessante di Edit, il blog di html.it
Vi riporto puramente il link, se volete rispondete direttamente sul loro blog o su questo. Come vedete io ho già dato il mio parere che riporto qui:
io penso che la diffidenza sia dovuta al fatto che spesso i clienti chiedono che sia loro fatto un sito ma senza curarsi della parte di marketing che necessariamente deve essere ad esso collegata. e non vedendo risultati snobbano lo strumento come mezzo di pubblicità.
non sanno che investendo un pochino di più i risultati saranno gli stessi se non maggiori visto il mercato e vista l’informatizzazione sempre maggiore.io oltre a lavorare per una webagency che offre servizi completi lavoro anche per un’agenzia pubblicitaria classica, che si ritrova sempre di più, recentemente a dover affrontare le richieste dei clienti che chiedono un sito. ma la richiesta è di un sito fine a se stesso e non so fino a che punto serva ora come ora se non come biglietto da visita
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21 Commenti
Verissimo! Io stavo raccogliendo materiale per la pagina degli sponsor (alcuni sono negozi di musica) del sito della banda in cui suono e sono rimasta esterrefatta che, se alcuni non avevano un sito, altri lo avevano ma senza prezzi! Come faccio a sapere che tu negozio di Torino mi fai prezzi migliori di quello di Gorizia sotto casa?
E un’altra cosa che non capisco: perché limitarsi ad una foto del prodotto?
Non so, in questi giorni cercavo una borsa per il mio portatile nuovo di zecca (la prima cosa presa interamente con i miei soldini ç_ç!), ma sia sui siti di vendita, sia sui siti ufficiali del prodotto, spesso le fotografie erano “povere”! Solo una foto d’insieme. Ma perché non farne un’altra con il prodotto aperto? Devo metterci dentro i miei sudati risparmi, voglio sapere cosa dovrebbe proteggermelo!
Credo che il problema sia che le aziende/negozi/imprese a parole si dicano entusiasti del web, ma loro per primi non si fidano del mezzo. Lo vedono come un modo per la concorrenza di spiarli, non so spiegarmi altrimenti
sì, questo concetto di spia della concorrenza l’ho visto spesso. come se un’azienda che volesse spiarne un’altra per motivi di concorrenza non avesse già gli strumenti adatti per farlo…
Io spesso cerco B&B vuoi sul lago di verona, e ora per roma. Ok non sono grandi aziende ma già lì si nota la scarsità di usare internet come mezzo. Molti si accontentano di pagine su altri siti. Altri hanno siti con impostazioni e grafica che io facevo a 14 anni. Altri ancora magari sono fatti un pelo meglio ma hanno:
Foto di scarsa qualità (luminosità scarsa e cose simili che fanno apparire il posto bruttino), non hanno prezzi o se li hanno mettono solo min-max senza specifiche. Mettono cartine poco dettagliate.
Io di solito vengo attratta dalla scelta dal posto sul sito. Cioè se due B&B sono vicini e poco costosi ovviamente sceglierò quello che si presenta meglio. Non uno che ha un sito orrendo e poco aggiornato. Mah e dire che per certe strutture un sito internet ormai dovrebbe essere di primaria importanza.
@kore
concordo pienamente con te..
Questa estate sono stato in giro per la francia e prima mi sono abbondantemente documentato via internet
Ho notato che da loro la cultura di internet e’ mooolto piu avanti
Anche il piu piccolo paesino aveva un sito bellissimo e documentatissimo e con un sacco di documentazione da scaricare…
forse nel campo del turismo sono già più “sgamati” in questo senso. hanno visto, grazie anche a siti come lastminute.com che è vantaggioso poter mostrare le bellezze delle proprie località.
ovviamente le eccezioni citate da kore esistono sempre purtroppo
purtroppo avete tutti ragione, in questo campo le aziende italiane sono indietro rispetto alle realtà europee e americane, un po per ignoranza e un po per poca disponibilità economica, e spesso anche quando si investe nel web lo si fa male trascurando aspetti fondamentali (come l’ usabilità) per la buona riuscita di un progetto; però vi voglio segnalare una bella realtà: http://progettareperlepersone.it/dblog/articolo.asp?articolo=84 ,un’ intervista a un mio ex professore universitario responsabile dell’ usabilità di un grosso portale italiano.
grazie dell’articolo sw!
lo leggo nel pomeriggio, sembra interessante
Salve a tutti,
io personalmente (parlo da appassionato di informatica, non da addetto ai lavori, almeno per il momento) questa scarsità di interesse, di informazione e di applicazione di risorse non la vedo solo nell’ambito internet e web marketing e tutto ciò ad esso correlato, io la vedo ovunque o quasi. Diciamo che stiamo andando lentamente a picco. Si, si investe, ma troppo spesso e sempre piu spesso in cose futili o addirittura inutili. Investimenti fatti al solo bene di pochi. Non solo il web ne soffre, ma tutta l’Italia.
P.S.: Scusate se non mi sono attenuto perfettamente al topic e ho divagato, ma credo fermamente che tutto sia collegato, perlomeno dal tipo di cultura a cui siamo abituati.
Saluti, Void.
insomma sembra che condividiamo tutti il livello “primitivo” dei siti internet italiani, pur riconoscendo che ci sono eccezioni. Un ulteriore passo avanti utile al fine di individuare le soluzioni al problema è concordare sulle responsabilità.
Come webdesign mi sento anch’io responsabile non riuscendo in questi anni di attività a far comprendere ai miei clienti la differenza che c’è tra un sito in flash ed uno in codice accessibile usabile e conforme agli standard, forse perchè spesso mi sono sentito una voce fuori dal coro.
uniamoci!
ma perchè non facciamo un mini-sito dove spieghiamo ai clienti cos’è il web in parole povere, cosa sono le cose utili da fare e cosa no?
non dico una guida tecnica che sarebbe troppo e porterebbe all’autoproduzione interna, ma almeno qualcosa che alleggerisca il lavoro di chi deve spiegare al cliente le potenzialità che ha il web…
che ne dite?
un minisito da mostrare tutti a tutti i nostri clienti. che non pubblicizzi nè l’una nè l’altra azienda, una sorta di W3c indirizzato al cliente
ottima idea, io ci sto, essendo importante la condivisione e la partecipazione di molti magari è il caso di iniziare con un wiki, che dite?
Concordo!
Sai già come poter agire? con i wiki è la mia prima esperienza, c’è bisogno di un db e di uno spazio immagino…
no lauryn, occorre solo registrarsi qui http://pbwiki.com/
e gratuitamente possiamo creare un wiki da rendere pubblico, è la stessa piattaforma che stiamo utilizzando per il http://napolipizzabeta.pbwiki.com/
dovremmo dedicere un titolo che sarà anche l’indirizzo del wiki
favoloso!
allora pensiamo subito al nome!
proposte?
iws = italian webdesign school
ahah sarebbe carino.
sottotitolo: a scuola di web per i clienti.
ahah mi piace, che ne dite?
non sono una cima in inglese cosa pensate di:
SWIC – School Web Italian Companies
Con grande tirannia ho scelto il titolo ahahha
Guida per il cliente del web:
http://guidacliente.pbwiki.com
datemi tempo di riordinare le idee e vediamo cosa fare
approvo, meglio anche il titolo in italiano
dovresti però passarci la password per accedere al wiki, che ne pensi?
ahah giusto hai ragione, è che stavo vedendo come funzionava.
la password ve la mando via email, ora preparo un post di presentazione
a fra poco
[...] ci è nata un’idea balzana (e malsana). Il tutto è nato da questo post, dove si parlava della diffidenza delle aziende italiane nei confronti del [...]