Lavori mal pagati: non accettate!
Questo articolo avrei voluto scriverlo io, ma l’ha fatto per noi Sauro Pasquini di PsdR evolution.
Eccone uno stralcio e via alle discussioni!
- Chiedereste al vostro meccanico di lavorare sulla vostra auto gratis? Lo guardereste dritto negli occhi, dicendogli che il suo compenso sarà la possibilità che gli altri ammirino il suo lavoro mentre guidate per strada?
- Offrireste ad un chirurgo plastico l’"opportunità" di aggiungere il vostro nome al suo curriculum, come pagamento per avervi rifatto il naso? Forse potreste offrirgli qualche decina di euro come risarcimento spese, che affare!
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18 Commenti
Do tutto il mio appoggio e il mio plauso a questo articolo che rende benissimo l’ide a di come stanno le cose. Non bisogna mai credere a chi ti dice “questo è il mondo del lavoro”. E’ un sistema vecchio come il mondo. La cosa triste è che questo sistema viene inculcato fin dalla scuola e poi deformato con il tempo. A scuola lo fai per imparare, perchè serve a te, studi per imparare, poi vai avanti e ti ritrovi in una scuola privata dove lavori e dico lavori perchè c’è differenza tra esercizio/studio e lavoro e non vieni pagato anzi paghi tu perchè stai imparando. E vai avanti e arrivi dopo 25 anni di studio con più competenza di chiunque nel settore a cercare un posto di lavoro e trovi solo stage non retribuiti che durano anche 6 mesi allora aspetti sempre perchè devi imparare e alla fine ti viene fatto un contratto che non ti da pensione una paga inferiore a quella di un cassiere del supermarket (rispetto molto il lavoro del cassiere del supermarket, l’ho fatto anch’io ma per farlo non mi è stato chiesto di studiare per 20 anni e di essere sfruttato per chissà quanto). Non bisogna mai credere a chi ti dice “sei giovane”, “hai molto da imparare”, “hai tutta la vita davanti”. Queste persone rubano il vostro tempo e la vostra vita per poi sostituirvi quando chiederete il giusto. Lasciate perdere le promesse e costruitevi il vostro futuro su cose certe e dovrete sceglierle voi, se sbaglierete almeno sarà solo colpa vostra e non di tutti coloro che vi hanno fatto perder tempo. Scusate lo sfogo ma penso che l’esperienza di uno possa tornare utile a qualcuno che magari sta iniziando ora, a volte bisogna saper dire di no per evitare di svegliarsi una mattina scoprire di avere ormai una certa età e non aver concluso nulla.
Sento profondamente mie sie le parole dell’articolo che quello che dice Mauro, ritrovandomi a 25 anni dopo tanta gavetta e studio, a dover affrontare ed interaggire sempre e soltanto con datori di lavoro che vogliono tanto, pagano poco, e per quel poco devi anche pregare a fine mese che te li diano (sentendoti anche in colpa magari) perchè sai, questo mese abbiamo avuto poche entrate, questo mese tante spese, questo mese abbiamo i fornitori che aspettano da 6 mesi e via dicendo …
Purtroppo però qui non si tratta di poter scegliere fra essere sfruttati o richiedere il giusto compenso, quì si tratta di scegliere fra lavorare per pochi spiccioli al mese (di conseguenza sfruttati) oppure non lavorare, ripeto, NON lavorare … scelte non ce ne sono, e non credo nemmeno più che in Italia esistano studi grafici disposti a pagare in modo adeguato i propri dipendenti (uno o massimo due dipendenti, il resto sono per la maggior parte dei casi il proprietario, il papà del proprietario che faceva il tipografo o qualcos’altro inerente ma fermo agli anni 50′, la sorella del proprietario che tiene la contabilità e nessuno dei 3 che capisce un caxxo di grafica) !!!
Avrò avuto esperienze negative, ma in 6 anni che ho lavorato come grafico (sotto padrone) qui in italia tutte e 3 le aziende si immedesimano nella descrizione che ho fatto qui sopra.
L’unica agenzia meritocratica per cui ho lavorato con un contratto vero e dove son rimasto per quasi 2 anni si trova a Dublino. A 2.442 km da Roma !!!
^^”
Di certo la questione fa riflettere, ottimi i commenti qui sopra di Mauro e Pagasus che appoggio pienamente.
Personalmente in periodi di magra se proprio devo mi svendo un po’ anche se fortunatamente capita sempre più di rado.
Sante parole, quelle di tutti. Aggiungere altro sarebbe inutile.
Abbiamo affrontato questo problema durante un corso di formazione nel quale alcuni corsisti si lamentavano del fatto che pur avendo professionalità l’offerta del lavoro fosse soggetta a pretese per nulla proporzionate alla paga, anzi, in alcuni casi il datore di lavoro non si degna nemmeno di dire quanto pagherà il lavoratore…
Un altro problema sono le alte e assurde pretese di competenze, anche qui, in alcun modo relazionate allo stipendio.
Un caso interessante da analizzare è l’offerta di lavoro nel settore 3D nel quale viene richiesta una conoscenza di 3D + Photoshop mentre per il ruolo di web designer viene richiesto TUTTO e anche il 3D (come titolo preferenziale), a costi molto inferiori.
Dal mio punto di vista il problema va cercato nel fatto che il datore di lavoro “tipo” cerca il più, pagando meno e qualcuno che si trova c’è sempre.
Se io oggi pubblicassi un annuncio “cercasi web designer” nel giro di 3 ore avrò nella mia mail almeno 35 cv. Qualcuno da sottopagare e sfruttare lo troverò.
Questo è il punto da analizzare e sul quale, tutti i freelance webdesigner dovrebbero soffermarsi e fare squadra.
Purtroppo la cosa mi sembra alquanto utopistica perchè qualcuno che lavorerà gratis pur di farsi conoscere lo si troverà sempre…
Attenzione però, non svaluterei del tutto la possibilità di lavorare gratis perchè se vi dicono:”fai il sito web alla Ferrari e sotto ci mettiamo il tuo nome…” Io personalmente lo vederei come un bel investimento personale in quanto c’è la fila fuori, di agenzie che non vedono l’ora di fare questo tipo di investimenti sotto forma di autopromozione.
Questa è la mia personale visione, un conto è gratis e un conto è avere possiblità di avere una grande visibilità per un grande cliente.
Sono molte le agenzie di fama internazionale che scelgono di supportare alcuni progetti anche gratuitamente solo per poter mettere quel cliente nel proprio portfolio.
Ci sono vari tipi di guadagno: monetario e/o brand promotion.
Purtroppo per il resto è tutto vero, la situazione è disastrosa. La meritocrazia esiste in pochissime agenzie.
Concordo in pieno sulla visione di Martin, la figura del web designer dovrebbe rientrare nel settore grafico come settore specialistico per il web come chi fa carta stampata dovrebbe essere specializzato per quotidiani o libri ecc ecc. Mentre in Italia si tende a cercare una persona che faccia il lavoro di 20 e se possibile si faccia pagare anche meno…questo in Italia vuol dire essere imprenditori, ovvero non investire in una risorsa ma sfruttare come si riesce. Un atteggiamento che a mio parere deriva dall’incapacità…sempre sul discorso fare un lavoro gratis per ottenerne un ritorno d’immagine…la penso diversamente. Puoi fare un lavoro gratis o quasi gratis per un grosso cliente per ottenere un ritorno d’immagine ma se il cliente è grosso e il lavoro è gratis stai pur certo che non sarà un piccolo progetto anzi partirà coem un piccolo progetto e si protrarrà nel tempo con sempre maggiore impegno e difficioltà. Dico questo per esperienza personale se fai un lavoro gratis è come rendersi disponibili ad essere sfruttati e allora inizia un livello di sfruttamento senza fine. La problematica di questo metodo che alcune agenzie hanno sono sostanzialmente due, si rimane per mesi a volte anni a lavorare su un singolo progetto con conseguente perdita di tempo e risorse per un progetto che non porta introiti. Problema due per il grosso cliente tu sei piccolo e se gli offri un lavoro a gratis penserà che al massimo vorrai 200 euro quindi diverrà impossibile richiedere al cliente il giusto compenso dopo essersi svenduti è un atteggiamento incoerente.Io penso sia sbagliato a priori svendere il proprio lavoro, nel caso avete voglia di fare e volete mostrare un po’ di roba vostra in giro rifate il sito di un onlus o partecipate a qualche progetto di webdesign open source. Farete delle cose belle, come volete voi e mostrerete che vi state inserendo nel mondo del web partendo dal no profit. Svendere il proprio lavoro non è mai una soluzione, non esiste il lavoro che non costa, se volete lavorare gratis o sottopagati non è più un lavoro ma è un piacere che state facendo a qualcuno (amico, fratello,parente…).Di certo se lavorerete gratis per un vostro amico questo lo apprezzerà e vi offrirà una birra e andrà bene così, se lavorate gratis per un cliente state pur certi che questo vi romperà le scatole come se foste pagati in maniera più che onerosa.
@Mauro: Il mio discorso sul gratis ovviamente non si riferisce alla realtà dei “piccoli”.
La Ferrari non chiamerà Mario Rossi che in media fa siti web a 200 euro.
Quando una grande realtà o un affermato libero professionista fa qualcosa gratis, lo fa per un motivo ben preciso (quindi percepisce un rientro diverso e avvolte più fruttuoso) e il committente ne è bel consapevole. Direi che in questo caso, quello che specifico io, il gratis è equivalente ad una grande pubblicità.
Chiaramente questo non è valido per chi inizia (=ha problemi di arrivare alla fine del mese) perchè non ha ancora un nome-fama e quindi rischierebbe di sminuire la propria importanza…ma va beh, qui entriamo in un altro ambito inerente alla professionalità di ognuno di noi…
Personalmente qualche volta ho fatto siti no-profit: per un’associazione, per un amico, o anche per qualcuno che sapevo mi avrebbe portato altri clienti sicuramente e così è stato.
Valutate bene se e quando fare lavori di questo “genere”, cioè senza ritorno economico, se risultano un’investimento futuro. Ma sappiate al tempo stesso essere “sgamati” e capire fino a che punto la cosa rientra nell’autopromozione e quando sfocia nello sfruttamento
Credi che tu abbia riassunto molto efficacemente come stanno le cose.
Concordo, l’unica cosa che si può fare è valutare volta per volta cliente per cliente.
bell’articolo! mi è piaciuto molto l’intervento di lauryn perchè stavamo per prendere una piega troppo melodrammatica, io per prima sono sottoposta continuamente a proposte di false collaborazioni del tipo “tu mi fai il sito poi dividiamo i profitti” …. a belloooo!!!!!
faccio la web designer non la procacciatrice di affari!
Però al tempo stesso ribatto quanto detto da Lauryn, cerchiamo sempre di differenziare lo sfruttamento da forme di autopromozione… come dicevo in un altro commento fare un sito per un compenso “non troppo dignitoso” può rivelarsi un ottimo investimento, ma bisogna avere occhi e soprattutto cervello!!!
Mi sto rendendo conto, da freelance, che per andare avanti bisogna sicuramente essere bravi tecnici ma non basta: l’aspetto commerciale è fondamentale, bisogna sapersi vendere, e in questo caso quindi bisogna anche sapersi “svendere”!
Concordo Laura, infatti a chi mi chiede se sia il caso di “lanciarsi” con la partita iva, dico che aprirla e mantenerla non costa niente, ma bisogna essere propositivi e conoscere certi meccanismi commerciali e di marketing. Se si ha la mentalità da “dipendente” non si può certamente avere l’imprenditorialità da libero professionista e trovare clienti magicamente
Santissime parole, non aggiungo altro nemmeno io!sono veramente stufo di questi sistemi di lavoro!io vivo un’esperienza negativa, lavoro in uno studio grafico e realizzazione siti.
Personalmente come diceva qualcuno sopra “guadagni meno di una cassiera” vero, sacrosanto!La mattina ti svegli e dici,”vale la pena tutto questo lavoro?” per pochi soldi, le responsabilità, l’aggiornamento continuo, correre a destra ed a sinistra, lavorare 14 ore al giorno per arrotondare! Si ok la passione, la soddisfazione, la libertà di poter realizzare quello che vuoi! ma spesso mi chiedo a che prò alla fine? credo e mi dispiace veramente, che questo lavoro lo lasciarò per il tempo libero, preferisco a questo punto avere meno stress e guadagnare di più!ragazzi è dura!nella mia città piccola com’è di studi grafici ce ne sono pochi… o lavori in proprio ma devi scontrarti con la gente che non apprezza il tuo lavoro…quindi guadagneresti meno di quanto guadagni in uno studio grafico sottopagato…la nostra professione non è pagata, capita e riconosciuta…proponiamo un qualcosa sul web per tutelarci? non so ma esistono contratti legali per web designer ecc? qualcuno sa qualcosa?
heheeh…. la libertà di poter realizzare quello che vuoi! questa è bella!!!
Io direi anche “la libertà di poter pubblicare il proprio portfolio in seguito” e dire “questo l’ho fatto io”
la libertà di poter realizzare quello che vuoi!Sempre tra ” ” insomma…ovvio che devi seguire quello che il cliente ti chiede!!!ma cmq…nel mio lavoro in una ditta in cui posso fare pochissimo di quello che ho in mente…quindi nei lavori extra cmq anche se devo seguire le linea guida del cliente spesso si fidano…:)
Sono passati diversi mesi da quando avete inserito questi post, e la situazione è rimasta la stessa, se non addirittura aggravata. Io penso che ciò sia dovuto anche al fatto che non esiste un riconoscimento istituzionale, che rappresenti le figure che oggi sono ormai diffuse in ambito web. Il mercato dei nuovi media ha creato figure, come il web designer, web master, information architect, altamente specializzate e professionali, ma manca un organismo che si occupi di tutelare tali figure. Questo anche perchè, nella maggior parte dei casi, tali figure si sovrappongono fra pseudo imprenditori (freelands) e artigiani. E purtroppo capita anche che, il web almeno in Italia, non è visto come un settore professionale, ma spesso più come un hobby. Vi prendo come esempio tantissime persone nel mio paese che hanno attività commerciali avviate e stimate, che preferiscono usufruire del web fai da te, perchè non compresa la potenzialità che può offrire il settore ICT.
saluti.
ragazzi se potete lasciate stare il settore. si lavora come schiavi e si guadagna poco niente.
in più a tutto quello che avete scritto che concordo pienamente aggiungerei i problemi psicofisici che questo tipo di lavoro comporta: mal di schiena (8 ore e più sempre seduti), tendiniti (mouse e tastiera), affaticamento occhi (8 ore davanti al monitor), depressione (legato al lavoro) etc…
lo dico non per polemica ma perchè dopo 2 anni di lavoro le ho provate personalmente purtroppo….
@lorenzo: ok, allora che nessuno faccia più il webdesigner e lasciamo l’informatica a se stessa, cioè a nessuno eheh
se dopo due anni hai già rinunciato vuol dire che non sei abbastanza appassionato. io di tendiniti e mal di schiena ne ho passate, si risolve tutto. depressione è un’altra cosa, dipende dal luogo di lavoro, e deduco che tu non sia stato fortunato. ecco anche il perchè del tuo disfattismo. ma dalla depressione si esce