Edinburgh from Calton Hill

Lavorare e vivere in Scozia, intervista a Gloria e Andrea

Oggi diamo la parola a Gloria e Andrea, una coppia di italiani che si sono conosciuti in Scozia dove hanno messo anche al mondo due stupende pupattole Scottish. Sono i nostri amici di Autosvezzamento.it, ebbene sì icon smile Lavorare e vivere in Scozia, intervista a Gloria e Andrea

Entriamo subito nel vivo? Di seguito le domande e le risposte alternate dei due icon wink Lavorare e vivere in Scozia, intervista a Gloria e Andrea

1.Prima domanda, che rivolgo ad entrambi separatamente: che lavoro fai e cosa ti ha spinto a compiere il salto verso Edimburgo?

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Edinburgh Central Library

GLORIA:

Ciao Laura! Io sono una restauratrice di beni archivistici e librari, ovvero mi occupo del restauro e della conservazione di libri, documenti e opere d’arte su carta, avendo a che fare con materiali vari, principalmente carta, pelle, pergamena, e poi anche altro. Purtroppo le cose per i restauratori in Italia sono molto complesse e demotivanti, immagina che da anni e anni si parla di validità di titoli di studi, leggi e proposte di legge, sanatorie, esami vari… ma di base siamo sempre lì. Insomma, ironia della sorte vuole che nel paese che da solo possiede la maggior parte dei beni culturali al mondo, ci sia poco o niente lavoro per chi dovrebbe essere deputato alla loro conservazione. Soprattutto queste figure sono sottovalutate, sottopagate, spesso non riconosciute, e una serie di altre cose carine!
Quindi cosa mi ha portata in Scozia? Il lavoro, ovviamente. Qui, del resto, mi riconoscono una professionalità che l’Italia – che però mi ha dato la formazione – non mi riconosce. Una barzelletta!
In verità ho sempre coltivato il sogno di stabilirmi all’estero (chissà perché), e un giorno è arrivata una proposta di lavoro a cui non si poteva dire di no, così sono andata. Poi le cose sono evolute e dopo quel contratto che era di 6 mesi ne ho trovato un altro a tempo indeterminato, e si sono create le basi per mettere radice qui.

ANDREA: 

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St. Andrew's University

Per quanto mi riguarda sono venuto in Scozia nel lontano 1995 o 1996 (non ricordo più bene… l’età si fa sentire) per quello che doveva essere più o meno una vacanza. Avevo appena finito l’università (ingegneria elettronica) e il militare, e per la prima volta avevo tempo a disposizione senza una scadenza precisa. Non avevo gran problema di soldi dato che durante il militare ne avevo messi da parte parecchi.

Comunque, per farla breve… una cosa ha tirato l’altra… ho deciso di migliorare il mio inglese (come facevo a farmi capire all’epoca è un mistero tuttora insoluto) e poi ho preso una borsa di studio per seguire un corso post laurea all’Università di St Andrews. Finito questo ho trovato lavoro a Dundee (un’altra città della Scozia) dove sono rimasto per una decina d’anni, oramai in pianta stabile.

Purtroppo poi l’azienda fallì nel 2005 e mi sono dovuto reinventare (non mi andava molto di tornare in Italia), così sono entrato nel mondo delle traduzioni, ed eccomi qui:)

2.Perchè proprio Edimburgo? Cosa amate di questa città o avete imparato ad amarla dopo aver trovato lavoro qui?

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Edinburgh from Calton Hill

GLORIA:

Nonostante io ci lavori, non viviamo a Edimburgo ma abbiamo stabilito il nostro quartier generale a Falkirk, una cittadina che si trova a metà strada tra Edimburgo e Glasgow, in cui il costo della vita è inferiore e tutto è a portata di mano, anche il treno che passa a 5 minuti da casa e mi porta a lavoro tutte le mattine! Inoltre si trova in una posizione comodissima per raggiungere entrambe le principali città della Scozia e non solo. Non si sa mai che ti riserva la vita…

Io adoro Edimburgo ed è stato amore a prima vista. La trovo poetica e bellissima e ogni volta che capito in centro (lavoro in periferia e lì non è un gran bel vedere) mi si apre il cuore…

ANDREA:

Ho vissuto a Edimburgo per circa un anno. Fondamentalmente ci sono andato perché mi era piaciuta quando l’ho visitata in vacanza e mi sembrava che i prezzi fossero più abbordabili di Londra (che è totalmente fuori portata). Poi , come ho detto, sono finito a Dundee dove nonostante sia 100 volte più brutta di Edimburgo (anche se è molto migliorata ultimamente), mi ci sono trovato bene, forse perché la gente è cordiale e ho fatto subito amicizie e stretto legami; dopo tutto non è questo che fa “casa”? In fondo i monumenti dopo un po’ diventano parte dello sfondo che non vedi più. Quando andavo all’università a Roma, la facoltà era davanti al Colosseo, ma non è che lo vedessi mai… anzi quello che vedevo era un’enorme rotatoria piena di traffico. icon smile Lavorare e vivere in Scozia, intervista a Gloria e Andrea

3.Andrea, sei freelance? Se sì, hai una ltd o lavori come self employed? Qui in Italia fiscalmente siamo trattati alla stessa stregua di aziende, ed hai vantaggi solo per le nuove attività e per pochissimo tempo. Dopo ti attacchi. Com’è lì la situazione per chi si approccia alla libera professione?

ANDREA:

iStock 000011246561XSmall Lavorare e vivere in Scozia, intervista a Gloria e AndreaSì, sono freelance dal 2005. Non so bene come sia in Italia, ma da quello che leggo il fisco italiano è davvero una giungla e ti tartassa (non mi sorprendo mai che ci siano tanti evasori… ma divago). Qui non ho dovuto far niente. Ho semplicemente fatto una telefonata all’agenzia delle entrate per dire loro che stavo iniziando un’attività indipendente e basta. Loro mi mandano il modulo per la dichiarazione delle tasse ogni anno (che mi fa il commercialista) e poi stop. Non ho partita IVA (obbligatoria se hai un giro di affari superiori, mi pare, alle £70.000) né devo pagare balzelli strani. Mettiamola così, allo stato attuale delle cose non mi sognerei MAI di trasferirmi in Italia da libero professionista, dopo tutto mica posso lavorare per dare i soldi allo stato e al commercialista (i quali, mi sembra di capire, in Italia costano quanto un collegio).

 

4.Non vogliamo entrare troppo nella vostra intimità chiedendovi come vi siete conosciuti, ma immagino che l’aver trovato l’amore ad Edimburgo abbia contribuito a voler piantare radici in quella città, sbaglio?

GLORIA:DSC07194 225x300 Lavorare e vivere in Scozia, intervista a Gloria e Andrea Per me assolutamente sì, certo. Probabilmente sarei rimasta lo stesso, ma avendo la famiglia qui per me questa è casa in ogni senso. Poi lavoro, amore e trasferimento definitivo per me sono arrivati tutti insieme, un vero e proprio turbine nella mia vita, e quando il destino agisce in maniera così sfacciata come fai a dirgli di no?

ANDREA:

Non sono rimasto per amore, ma, sì l’amore l’abbiamo trovato a Edimburgo. Non mi dilungo perché sono sicuro che qualcun altro ne ha già parlato. Dico solo… “mai dire mai” icon smile Lavorare e vivere in Scozia, intervista a Gloria e Andrea

5.Non vi tediamo oltre e vi domandiamo: tornereste mai in Italia dopo le esperienze lavorative e personali che avete maturato ad oggi?

GLORIA:

Bella domanda. Non lo so. Ora come ora di direi di no, perché – devo essere sincera – l’Italia mi spaventa. Mi spaventa la sua complicatezza e mi spaventano le persone (non i singoli, ma avere a che fare con l'”italiano” mi dà pensiero). Per quanto ci siano cose che un po’ mi mancano e che sicuramente sono migliori là da voi, l’Italia non mi fa gola neanche un po’.
Comunque mai dire mai, domani potrei dovermi smentire, chi lo sa. Ma di certo non troverei mai un lavoro come quello che ho qui, e non è cosa da poco visto che bisogna pur tirare a campare!

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ANDREA:

Come ho detto prima, allo stadio attuale delle cose tornare è impossibile, impraticabile, improponibile; oserei dire… impensabile. Giusto se trovassi un lavoro da dipendente SICURO o potessi vivere di rendita, allora ci potremmo fare un pensierino (NDR: è proprio quello che manca, sigh!). Altrimenti non ce lo potremmo permettere. Vedremo quando le bambine sono un po’ più grandine come andrà con la scuola e se sarà il caso di pensare ad alternative.

6.Un consiglio spassionato a chi sogna la Scozia come meta della propria vita personale e lavorativa, cosa valutare per capire se è arrivato il momento giusto?

GLORIA:

Il momento giusto è quando le cose sembrano muoversi da sole, secondo me. Ma bisogna tentare concretamente: fare domande di lavoro, farsi un giro per sondare e soprattutto non farsi illusioni: ci sono un sacco di cose che funzionano meglio rispetto che in Italia, ma il paradiso non è di questo mondo… Insomma, parola d’ordine: concretezza. Anche perché economicamente, come sappiamo, non è il migliore dei momenti.
Inoltre, come considerazione del tutto personale, ritengo che se uno ha un titolo di studi o una professionalità qualsiasi, deve cercare di sfruttarla senza svalutarsi andando a cercare un posto da lavapiatti, per dirne una, come sento spesso da chi desidera emigrare.
Grazie Laura e in bocca al lupo a chi deciderà di fare il salto!

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ANDREA:

Difficile da dire. Per alcuni è facile, ad esempio se sei medico, dentista, infermiere… queste sono professioni che pagano bene e per le quali c’è sempre domanda.

Se sei libero professionista e lavori con internet (come me), allora basta trovare il coraggio, tanto la posizione geografica non è che conti. Se vuoi fare un lavoro che ti porta a contatto con il pubblico, allora è meglio se all’inizio approfondisci bene la lingua (cercando di essere obiettivi sulle proprie capacità; l’inglese è meno facile di quello che si pensi). Poi eviterei certi posti come Glasgow dove la parlata locale è del tutto incomprensibile (non che a Dundee scherzassero). Per questo Edimburgo non è male dato che il loro accento è buono. Un’altra città dove parlano bene è Aberdeen, più a nord (interessante se si lavora nell’industria petrolifera).

Grazie a voi ragazzi, e che la vostra storia sia d’ispirazione per tutti noi! Chi è il prossimo che vuole volare ad Edimburgo? :))

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Avatar of Lauryn Laura Gargiulo, web designer freelance e socia IWA Italy. Autrice di "Come diventare web-coso" e "Consigli di webdesign base", moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012. Portfolio personale: Lauryn.it Altri blog su cui scrivo: Myplaceintheworld.it, Laurynlabs.it

46 Comments

  • Mary

    23 febbraio 2012, 15:48

    Questa frase detta da Gloria:
    “l’Italia mi spaventa. Mi spaventa la sua complicatezza e mi spaventano le persone (non i singoli, ma avere a che fare con l’”italiano” mi dà pensiero).”
    vale tutto l’articolo!!!!….. -_-

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    23 febbraio 2012, 15:50

    già…dovremmo essere spaventati e scappare a gambe levate, e invece ci adagiamo nella vaga speranza…boh, vediamo come va con Monti XD

  • Daniele Ferla

    23 febbraio 2012, 16:03

    Concordo. Molte loro palore fanno riflettere davvero su come viene vista l’italia all’estero dagli esteri ma anche come viene vista l’italia all’estero dagli italiani. A me è venuta la pelle d’oca, sono sincero!

  • Mary

    23 febbraio 2012, 16:22

    Sinceramente laura io non credo che le cose cambieranno poi molto. Al di la dell’attuale situazione in cui stiamo (in cui ci hanno portato!!!!), il discorso e’ molto piu’ “antico” secondo me. E’ una questione CULTURALE dell’italiano, l’essere in un certo modo. Ovvio chi piu’ e chi meno, ma SIAMO FATTI IN UNA DETERMINATA MANIERA. E siamo conosciuti e visti in quel modo. Non e’ un fare di tutta l’erba un fascio, ma se ci pensi bene vedrai che e’ cosi’.
    Ne parlai un paio di settimane fa ad un simposio di giovani donne creative sull’orlo di una crisi di nervi. :fighet:

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    23 febbraio 2012, 16:58

    quindi insomma, se non fossi professionisti eruditi non rifletteremmo mai su queste cose e ci faremmo bastare quel che c’è.
    l’ho sempre detto che troppa cultura fa male XD

    a parte gli scherzi, premiare un paese per come gestisce bene o male, ma gestisce in qualche modo gli aspetti del paese o stare in un paese che ha dormito per vent’anni aspettando che si risollevi miracolosamente? io ho molta paura del dopo-Monti, non abbiamo giovani e nuove leve che possano dare una scossa a tutto.

  • andrea

    23 febbraio 2012, 17:13

    Come ho detto nella mia “parte” per quanto mi riguarda (e non sono l’unico italiano all’estero a pensarlo) è il sistema fiscale italiano che mette TERRORE (stavo per scrivere “paura”, ma non rende). Il carico che lo stato t’impone è talmente gravoso e il sistema in generale talmente complesse (sento tante storie di commercialisti che non ci capiscono niente) che solo i masochisti tornerebbero in queste condizioni.
    Leggendo questi commenti forse quello che manca nell’intervista è “cosa ti manca dell’Italia”. Nel mio caso forse sono proprio le persone e il loro modo di essere, il non dire tanti “please” e il saltare le file (“clima” e “cucina” sono troppo ovvi per nominarli).
    Purtoppo però ora i contro sono troppi rispetto ai pro, per cui… eccoci qui, ma come ho detto… “mai dire mai”:)

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    23 febbraio 2012, 17:29

    infatti mi è venuta poi come domanda solo dopo aver letto le risposte.
    ahahahh ma tu sei un romanaccio allora se vuoi saltare le file!! sono la cosa più bella che ho visto in UK ahahhahaha

  • andrea

    23 febbraio 2012, 17:34

    Guarda, quando torno a Roma e vado dall’alimentari dove c’è il muro umano (per esempio Franchi per chi è del luogo) è troppo bello arrivare e alla domanda “chi è il prossimo?” rispondere al volo “IO!!” allungando il braccio a mo di fantastici4 :D:D (E se non fai così ci puoi anche morire in fila…)

    Per quanto riguarda il dopo Monti… beh, vediamo se il periodo Monti sarà come il Ventennio (intendo quello Bunga-bunghiano)

  • Giancarlo D'Urso

    23 febbraio 2012, 17:42

    Vorrei creare un sito…dove raccogliere tutti gli annunci di lavoro più divertenti nel campo dell’IT che vengono proposti in Italia, tanto per far passare la voglia a chi pensa di tornare.

    Ha ragione mio cugino che dice sempre “se ce la fai qui (e noi ci riferiamo alla sicilia che è ancora peggio), puoi farcela in tutto il mondo!”.

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    23 febbraio 2012, 17:43

    aaaaaaaah nooooooooo
    io odio chi fa così!!! se ti incontrassi in italia ti picchierei ahhahahah

    il periodo Monti mi sembra già molto diverso dal ventennio, stanno lavorando finalmente e non facendo bunga bunga e litigate da pianerottolo. in due giorni di edimburgo ho visto al telegiornale più proposte di legge che in Italia negli ultimi anni, dove gli unici interessi erano quelli di Berlusconi e delle sue leggi ad personam, e intanto il popolo finiva da solo e nella merda.

    Ora il governo tecnico finirà, ma ripeto, non ci sono abbastanza facce nuove che mi diano speranza e che non faccia ricadere la politica nel baratro del portierato fra pettegoli che si tirano addosso parolacce e si fanno gli affaracci loro.

  • Giancarlo D'Urso

    23 febbraio 2012, 17:58

    Quello che conta non è solo lavorare (cosa che non faceva Berlusconi) ma come si lavora! E per me Monti sta lavorando malissimo!!! Siamo passati da un fannullone ad un disastro !

  • MaryG

    23 febbraio 2012, 19:00

    …io cmq nn mi riferivo SOLO al nostro sistema di tassazione-succhiasangue ma era un discroso piu’ “ampio”

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    23 febbraio 2012, 19:31

    anche io mary, anche io, l’aspetto fiscale del nostro mestiere è solo la ciliegina sulla torta.
    l’ho letto anche altrove, su altri blog: magari poi desideri tanto tornare a casa in italia, ma appena ci metti piede ti ricordi perché te n’eri andato…

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    24 febbraio 2012, 08:52

    una domanda che avevo tralasciato andrea, una curiosità sempre fiscale: ma la pensione? noi abbiamo i versamenti inps obbligatori, tu fai dei versamenti volontari presso qualche fondo? come funziona? non dirmi che sono comprese nelle tasse della dichiarazione dei redditi che vado subito sul sito easyjet a prenotare l’aereo :D

  • andrea

    24 febbraio 2012, 20:50

    Allora, devo ammettere che non ho capito la domanda (e questa potrebbe essere già una risposta in sé…).
    Comunque, nello specifico, in teoria i National Insurance contribution dovrebbero andare a coprire la pensione statale (in pratica non è così, ma questo è un altro discorso), quindi sì, si pagano insieme alle tasse e fa tutto il commercialista. Se vuoi, puoi non pagarli se hai un fondo pensionistico tuo, che puoi comunque avere.
    Il fondo pensionistico privato te lo gestisci tu, al massimo con l’aiuto di un consulente finanziario; quanto ci metti dentro sta a te deciderlo. Potrebbe essere sia una parte del tuo stipendio/introito o un fisso al mese.

    Non so se ho risposto alla tua domanda, però…

  • Avatar of Lauryn

    Lauryn

    25 febbraio 2012, 08:55

    sì grazie andrea, hai risposto pienamente alla mia domanda.

    riassumo io per fare il punto della situazione:
    in sostanza le uniche differenze fra la contabilità UK e Italiana per i freelance è che in UK semplificano le modalità di emissione fattura e di giro delle tasse (te le paghi tutte tu a fine anno, senza sostituto d’imposta / ritenuta d’acconto) e senza limiti apparenti – 70.000 sterline di fatturato (?) e un’altra differenza è che puoi anche decidere di non pagare la pensione statale ma farti la tua privata, o entrambe.
    In Italia invece oltre ad avere una fatturazione leggermente (!) più complessa sei obbligato a versare anche la quota inps che a seconda del tipo di profilo in cui sei inquadrato può essere un fisso o proporzionale, e hai un limite di 30.000 euro (di guadagno però, non di fatturato).

    Bisognerebbe confrontare il peso fiscale delle tasse, ma entreremmo in terreno minato.
    Diciamo che l’Italia è un popolo di commercialisti e di ragionieri e ci piace un po’ complicarci la vita.

    Anche per le council tax, che pagate tutta insieme a seconda della metratura della casa, se vogliamo include tutte quelle tasse che in italia paghiamo separatamente e con tanta burocrazia e fatica, ma comprende il corrispondente di tassa di proprietà, Tarsu sui rifiuti, amministrazione condominiale, acqua.

    Come diceva Gloria, non è che la Scozia è il paradiso, ma di certo chi ha studiato le modalità di pagamento, oltre a prevedere controlli più accurati, ha semplificato di molto la vita ai cittadini.

  • Roberto

    29 febbraio 2012, 01:42

    Ciao Andrea, vorrei farti qualche domanda piu’ specifica sulla tassazione poiche’ mi sono trasferito in inghilterra. Se sei disponibile a chiarirmi alcuni dubbi te ne sarei grato!

  • andrea

    29 febbraio 2012, 13:17

    Ciao Roberto,

    non so se potrò aiutarti, ma comunque… fire away :)

  • Roberto

    29 febbraio 2012, 13:47

    Ciao Andrea, ti ringrazio intanto per la disponibilita’. Ti riassumo alcuni miei dubbi e rispondi liberamente sui quesiti di cui hai conoscenza per tua esperienza.

    1) per lavorare come freelance bisogna registrarsi solamente alla agenzia delle entrate ?

    2) che costi ci sono inizialmente?

    3) bisogna avere la residenza per intraprendere una nuova attivita’ professionale ?

    4) che percentuale di tasse si deve pagare a fine anno o si pagano in piu scaglioni durante l’anno? (esempio alla fine dell’anno incasso 10000 sterline, quanto mi trattiene l;agenzia delle entrate?)

    5) se non e’ necessario avere una VAT come si puo’ dichiarare un lavoro ? nel senso se non emetto fattura che documenti presento al cliente e poi all’agenzia delle entrate ?

    5) in italia abbiamo l’inps e c’e un minimo da versare annualmente (circa2800/300 euro) anche se non fatturi nulla, in inghilterra a quanto ammonta il versamento pensionistico ed e’ obbligatorio ?

    6) avendo un attivita’ professionale puoi fatturare per un cliente con partita iva italiana ?

    7) prima di registrare la nuova attivita’ all’agenzia delle entrate occorre prendere il National Insurance number o viceversa ?

    Ti ringrazio in anticipo per la disponibilita’ !!!

  • andrea

    29 febbraio 2012, 19:55

    Allora, Roberto, vediamo un po’…

    1) Sì

    2) Nessuno. Basta che rigistri entro un mese dall’inizio dell’attività da “self employed” altrimenti c’è una multa.

    3) Il concetto di residenza non è applicabile… non ci sono certificati di residenza o niente del genere. Al massimo mostri la ricevuta che paghi la council tax.

    4) Le tasse in tutto mi pare che siano circa il 35%. I primi 5000 pound (mi pare di ricordare… ora questa soglia verrà innalzata fino ad arrivare tra breve a £10000) sono esentasse, poi sul resto paghi il 20% di imposta sulle entrate e il remanente sono i National Insurance contribution. Poi se superi (mi pare) i £40000 l’anno scatti all’aliquota superiore.

    5) Non capisco la domanda… la fattura/ricevuta/pezzo di carta la fai ugualmente, solo non c’è il tuo numero d’IVA e non aggiungi il 20% d’IVA.

    5 bis) Di nuovo, questi sono coperti dai National insurance contribution e vanno a seconda del reddito. Se non guadagni, non paghi.

    6) Di nuovo non capisco la domanda… i miei clienti stanno principalmente negli USA, qualcuni nel Regno Unito e altri sparsi qui e là, Mai avuto problemi a fatturare e non ho mai chiesto quale fosse la LORO partita IVA.

    7) Non lo so… Credo che basti chiedere all’ufficio delle entrate.

    Vedi un po’ se ti ho risposto… se no, fammi sapere.

  • Gian Marco Lodi

    26 agosto 2012, 13:46

    Ciao a tutti,

    domanda secca: con uno stipendio di 14,800 sterline lordo all’anno, che tipo di vita è possibile fare a Edimburgo?

    Grazie,

    Gian Marco

  • Andrea

    27 agosto 2012, 09:22

    Risposta secca: pittosto grama…

    Certo ci vivi, ma devi essere bene in grado di gestire le tue risorse e saper risparmiare.

  • Adriana

    10 settembre 2012, 19:22

    Ciao a tutti,
    ho letto con piacere la vostra doppia intervista.
    Dall’intervista di Laura ho letto che ora lei è restauratrice a Edimburgo, ebbene anche io sono una restauratrice fresca fresca di laurea, ho fatto un anno all’estero e ora sto per partire proprio a Edimburgo per lavorare presso una famiglia giusto per acquisire una conoscenza in più dell’inglese.
    Come è stato delineato benissimo dall’intervista la situazione in Italia è veramente critica e ogni volta che sento che a Pompei crolla costantemente qualcosa vengo presa dalla rabbia.
    Volevo chiedere in particolare a Gloria quali sono le chance del mondo del restauro scozzese? E ci sono delle possibilità di lavoro?
    Scusatemi per la prolissi =)
    Grazie
    Adriana

    • Avatar of Andrea

      Andrea

      10 settembre 2012, 22:50

      Aspettando la risposta di Gloria non posso che confermarti che ogni qualvolta sento il nome di Pompei in tv, accostato alla parola “crollo” mi viene quel tipico groppo in gola e immediatamente mi viene da sbattere la testa sulla tavola :(

  • Gloria

    11 settembre 2012, 01:02

    Ciao Adriana! In che settore sei, esattamente?
    Il momento non è dei migliori, anche nel mondo dei beni culturali la batosta della crisi s’è sentita e continua a farsi sentire anche se, dopo un periodo di fermo abbastanza evidente, ora sembrano apparire nuove position all’orizzonte. In linea generale, anche se la situazione non mi appare più rosea come mi appariva 5 o 6 anni fa, direi che è comunque abbondantemente migliore che in Italia.
    Conosci Icon – Institute of Conservation? E’ il principale “professional body” per i restauratori, dagli un’occhiata, da lì passano anche la maggior parte delle offerte di lavoro disponibili sul territorio britannico in generale.
    Se ti va di sapere altro o approfondire mettiti pure in contatto! ;-)

    • william

      7 agosto 2014, 17:38

      ciao scusami, anche io vorrei chiederti alcune cose sui lavori di restauro lì, qualche indirizzo utile ecc. mi potresti aiutare? te ne sarei grato.

  • Adriana

    23 settembre 2012, 19:15

    Ciao Gloria,
    scusami per la tarda risposta. Io sarò ad Edimburgo la prossima settimana per lavorare e imparare meglio l’inglese.
    Sono specializzata nel restauro di dipinti in particolare dipinti su tavola (recentemente ho restaurato una tavola di Giulio Romano, oggetto anche del mio progetto di tesi).
    In effetti, come hai detto all’inizio, questo è un periodo terribile, ma in Italia la situazione è veramente catastrofica.
    Si ho dato un’occhiata a questo sito e trovo veramente interessanti queste iniziative, mi piacerebbe anche fare prima qualche tirocinio, ma temo che richiedano un livello di inglese abbastanza avanzato. Che consiglio mi potresti dare? ti ringrazio per la disponibilità. Stefania

  • Daniele

    2 novembre 2012, 11:49

    Ciao sono Daniele, infermiere di sala operatoria e libero professionista, voglio andar via da Milano ed Edimburgo mi attira molto, ma il mio inglese non è al top, e visto che ho studiato e sudato tanto per arrivare a lavorare nelle più rinomate cliniche ortopediche della città, non voglio buttar via tutto per colpa della lingua. Ho già fatto un corso d’inglese ma è inutile se poi non puoi applicarlo. Quindi Gloria, come posso vivere per i primi mesi se non con un lavoro da cameriere

  • Daniele

    2 novembre 2012, 11:57

    Certo, nel mentre faró un corso di lingua, in modo da poter apprendere meglio la lingua……piuttosto, conoscete qualche bar/ristorante che ha bisogno di un cameriere???? :)))

  • Angela Cornacchia

    14 novembre 2012, 21:03

    Ciao Laura,hai lo stesso cognome di un mio bravo amico pianista jazz di origini napoletane,che stimo!! Io vivo nella provincia di Bari,il mio nome è Angela e mi fà davvero piacere sapere che una restauratrice di libri antichi,possa farsi apprezzare all estero,visto che qui,è diventato impossibile farsi strada.Sono anch io una restauratrice di libri che con tanta difficoltà a 35 anni dopo quasi nove anni che ci stò dentro,terminato un progetto come archivista,mi tocca reinventarmi di nuovo.Stò pensando all’estero e anche dall America giungono varie offerte di lavoro, solo che mi spaventa il mio pessimo inglese e l America è troppo lontana.Secondo te,in Inghilterra riuscirei a farcela???e gentilmente,quale sito potrei consultare?ti saluto e in bocca al lupo per tutto.

  • Angela

    14 novembre 2012, 21:06

    Ah pardon,avevo letto male…in bocca al lupo, Gloria.

  • emanuela

    28 dicembre 2012, 00:00

    Vorrei che Gloria mi rispondesse. Sono un’insegnante di Foligno, sto cercando un’agenzia formativa di Edimburgo per un progetto Leonardo ( operatore dei beni culturali) titolo.- Salviamo il nostro patrimonio- che dia la possibilità ad un gruppo di studenti di lavorare per circa un mese o in un museo, o in una biblioteca o in una campagna di scavo. L’agenzia dovrebbe organizzare la logistica in loco, la preparazione linguistica e culturale, di finalizzare i contratti con le aziende ospitanti etc…Mi puoi aiutare?
    grazie emanuela

  • marino

    12 marzo 2013, 20:37

    Vorrei sapere se c’è lavoro in Scozia essendo un pizzaiolo ed un panificatore napoletano scocciato dei problemi irrisolvibili della nostra Italia e con un regime fiscale assurdo. Ho venduta la mia attivita’ e cerco consigli in quanto a fine mese arrivo da solo in scozia lasciando a casa la famiglia. grazie a tutti

  • Domenico

    2 aprile 2013, 12:49

    Ciao Andrea, io mi occupo di creazione siti web e lavoro fatturando ad aziende Italiane ed Estere, posso creare una fattura se sono un freelance in Scozia?

    Grazie

  • andrea

    7 aprile 2013, 18:42

    @DOmenico.

    tu fatturi dove ti pare… io ho clienti dappertutto e non misono mai fatto problemi :)

  • lillian

    8 maggio 2013, 13:42

    Certo che leggere i peana in onore di Monti dell’anno scorso fa quasi tenerezza ma anche un po’ di rabbia !!! va bene che siete all’estero ma i risultati montiani quelli sì dovrebbero farvi paura , adesso .

  • Paolo

    10 settembre 2013, 14:18

    Ciao Andrea e Gloria.
    Ho 30 anni, laureato in agraria e proprio oggi ho contattato un italiano lì ad Edimburgo che possiede un ristorante. Il progetto sarebbe fare il cameriere in modo da imparare bene la lingua (l’ho fatto x circa 10 anni) e poi trovare un lavoro che sia consono al titolo di studio…magari non proprio nel settore agrario, ma l’importante è che lo stipendio si innalzi un po’ di più dopo i sacrifici fatti come cameriere. Voi cosa mi consigliereste? X il mio settore e x il mio titolo di studio, a cosa si potrebbe ambire lì in Scozia? C’è qualche cittá in particolare che potete consigliarmi dove poter cercare qualcosa di più redditizio? E come amico, un nuovo italiano all’estero…siete disposti ad averlo??? :-) grazie per la risposta.

  • Domenico

    4 novembre 2013, 18:55

    Qualcuno ha lavoro per geometri o affini ?Voglio andarmene dall’Italia …..
    Ciao e grazie a tutti per le informazioni.

  • angelica

    7 novembre 2013, 16:59

    Grazie a Laura ed Andrea per i loro consigli.
    In Italia ormai si sopravvive solo….

    • Avatar of Lauryn

      Lauryn

      7 novembre 2013, 17:53

      si fa quel che si può :)

  • Francesca

    16 febbraio 2014, 00:02

    Vorrei trasferirmi in scozia, Edimburgo la mia pensione di 1960,00 euro netto mi fa vivere abbastanza bene, e poi mi verrebbe pagata cosi’ o lorda. Grazie

    • Avatar of Lauryn

      Lauryn

      16 febbraio 2014, 11:00

      ciao francesca, qual è la domanda? la pensione penso che come ti viene pagata in italia così ti viene inoltrata all’estero. anzi probabilmente conviene che mantieni un conto corrente italiano per fartela accreditare. tutto qui. era questa la domanda?

  • Martina

    11 agosto 2014, 11:09

    Ciao Gloria e Andrea, mi chiamo Martina, ho 27 anni e sono da poco laureata in Biologia ambientale. Ho fatto la volontaria per un paio di mesi in un laboratorio di ricerca, ma ora che anche il mio ragazzo non ha più un’occupazione (6 mesi di stage sottopagato e a casa!) abbiamo pensato che possa essere il momento giusto per cominciare a costruirci un futuro. In questo momento non abbiamo nulla da perdere e poiché, come tutti in questo forum sanno, le prospettive qui in Italia non sono molte, stiamo pensando di trasferirci all’estero. Edimburgo e Aberdeen ci sembrano una buona scelta, non troppo grandi, non troppo care, ma con numerose opportunità. Il nostro inglese per ora è a livello scolastico, ma vogliamo buttarci e provarci a tutti i costi, anche se all’inizio dovremo “svenderci” in attesa di padroneggiare meglio la lingua per puntare a un lavoro più qualificato. Siamo entrambi laureati in campo ambientale e vorremmo soltanto, dopo anni di sacrifici, essere ripagati semplicemente con un lavoro che amiamo e a cui potremmo dedicarci anima e corpo. Spero che la Scozia possa aiutarci a realizzare il nostro sogno. Se avete consigli da darci non esitate a scriverci! Grazie e in bocca al lupo

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