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Lati positivi e negativi dell’essere freelance

Scritto da il 21 ottobre 2008 in Webdesigner - 44 Commenti - 49 visite

stockxpertcom id14323251 size0 300x200 Lati positivi e negativi dellessere freelanceStamattina meditavo sulla condizione del freelance, che ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi. E talvolta alcuni stanno sia da una parte sia dall’altra delle due colonne.

Vediamo un po’, lati positivi:

  1. Gestione completa e indipendente dei progetti con i clienti diretti
  2. Gestione veloce e facile dei progetti con clienti indiretti
  3. Tempo gestibile in modo autonomo
  4. Si può liberamente stare in pigiama al pc con una tazza di the e nessuno ti dice niente (salvo se devi fare teleconferenze in webcam ahah)

Lati negativi riferiti sempre ai punti sopra e altri:

  1. Proprio la gestione completa e indipendente dei clienti diretti. A volte perdi più tempo fra colloqui e organizzazione che con il lavoro vero e proprio e talvolta devi delegare parte del lavoro.
  2. Cliendi indiretti: non hai voce in capitolo e devi soccombere :/
  3. A volte la gestione autonoma del tempo non coincide con le necessità dei clienti o non ci si riesce a gestire al meglio. Consgilio: spegnere il cellulare ad orari stabiliti e assolutamente non leggere la posta. Se hai stabilito che dalle 13 alle 14 sei in pausa pranzo, SEI IN PAUSA PRANZO!
  4. Non hai il contatto quotidiano con i colleghi, che talvolta “fa compagnia”
  5. Se devi incontrare un cliente non lo puoi ospitare “a casa” ma recarti in luogo pubblico appropriato (pochi rumori, confortevole, e che non rompano le scatole se ti trattieni anche per due ore)

E questi sono solo pochi di quelli che mi sono venuti in mente…e voi che ne dite?

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L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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44 Commenti

  1. Daniele (112 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 08:52

    Altro lato negativo: non hai uno stipendio fisso, quindi devi procacciarti il lavoro ogni giorno.
    Lato positivo: a differenza del dipendente sei più portato a crescere e migliorare. A inventare e a creare. la tua creatività, secondo me, tende a svilupparsi meglio.
    E’ lo stesso rapporto fra il gatto di casa e quello selvatico :)
    Io, per mia natura, sono molto selvatico :)

  2. Marco Siino (43 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 09:54

    E’ vero che non si ha uno stipendio fisso, ma si ha la possibilità di guadagnare più di un dipendente (visto che sei tu a “decidere” quanto guadagnare…per modo di dire ovviamente).

    Confermate ? (io lavoro in proprio da poco ma non ho ancora alcun guadagno fisso, neanche minimo)

  3. Michele Fazio (11 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 10:52

    Io direi che la soluzione 100% vantaggi è part-time a periodi, collaborazione con terzi come dip-indipendente e autonomo.

    Io co sono periodi che ho 3 uffici disponibili e i miei clienti diretti.

    E’ un seminare lento con risultati inconstanti, ma tutto sta a creare un equilibrio!

    Io il mio non l’ho ancora trovato, ma dal punto di vista della crescita non ci sono dubbi, il tempo di magra è investito in aggiornamento e sperimentazione! (infatti ho adesso pochi min x scrivere su questo bel blog)

  4. StefanoV (83 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 11:00

    Concordo in pieno su tutto…

    Però ad esempio io lavoro per una Web-Agency ora, però lavoro da casa.

    Per lo scambio di materiali ci vediamo in ufficio… e ci scambiamo idee o al cellulare o in conferenza cn gli altri su MSN…

    Lo trovo comodo, perkè anke ora sono in pigiama cn la colazione sulla scrivania mentre aspetto i contenuti del progetto a cui sto lavorando… :D

  5. krayen (53 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 11:24

    guarda…molto spesso vorrei tanto essere freelance

  6. rivax (45 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 11:32

    Concordo in pieno con quanto detto da Michele

  7. helen (98 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 12:01

    già tutto vero, anche se (nel mio caso) preferirei un mini-ufficio eheheh
    e chi vive ancora con i genitori mi può capire benisssimo! :P

  8. Andrea Moro (31 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 12:12

    Il correre dietro ai clienti che non pagano dove lo metti?

  9. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 12:17

    @Andrea Moro: già :S

  10. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 12:30

    Non ho ancora finito il mio primo anno da freelance (contro 8 da dipendente), per cui non posso dare ancora un giudizio distaccato e razionale della vita da freelance. Ho preso un ufficio (grande ma in una zona industriale) e credo che il primo anno lo passerò a pagare le spese, però per la prima volta…

    …vado in palestra!!!

    Non sottovalutate questa cosa… riuscire a ritagliare del tempo per un fisico arruginito da anni di sedia-ufficio e pause programmate non ha prezzo…

  11. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 13:01

    ahah concordo, anche io ho preso a fare Tai Chi. Lo faccio di sera ma talvolta anche di mattina, e questo con un lavoro da dipendente non avrei potuto farlo ;)

  12. Mauro Accornero (253 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 13:24

    Credo che il segreto sia raggiungere dei compromessi, poi varia anche dall’indole della persona. Per chi fa il lavoro dipendente è difficle il cambiamento a freelance ma è vero anche il contrario. Come freelance uno ha il vantaggio di avere una maggiore flessibilità nell’organizzazione del lavoro da dipendente si hanno più sicurezze (stipendio, ufficio, lavoro). Credo dipenda dalla personalità. Vedo molte persone che dopo tot anni di lavoro dipendende aprono una società o fanno i freelance, al momento non so se a 50 anni farò ancora questo mestiereperò però la si tiene come possibilità.

  13. Michele Fazio (11 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 13:38

    Ehi a propodito dei 50 anni.

    Ci avete mai pensato?

    Cosa faremo a 50 anni? A prescindere da carrierre da project manager o consulente autonomo, riusciremo a stare davanti al pc x ore, ad essere competitivi e innovativi?

    La creatività dove finisce?

    Propongo un post onDemand sul futuro di un lavoro in cui i 50enni non esistono, non esiste una storia, e di cui oggi (in questi ultimi 10 anni) siamo pionieri.

    Ciao

  14. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 14:08

    il web si evolve.. pensiamo a 5 anni fa.. certe professioni nemmeno esistevano.
    Tra 50 anni il web sarà tutt’altra cosa per cui ci saranno nuove specializzazioni. Io personalmente.. “speriamo che me la cavo”

  15. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 21 ottobre 2008 alle 14:25

    a 50 anni comanderò i pischelli e farò consulenze e seminari :D mauhauhauhau

  16. Antonio2 (74 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 12:10

    Essendo freelance (da un paio di anni) a volte sento la mancanza di un ufficio per l’accoglienza dei clienti. Spesso i clienti mi chiedono un incontro diretto, a volte insistono, e noto che sarebbero anche curiosi di vedere il mio ufficio… ma con un pò di imbarazzo (non sò neanche io perchè) devo convincerli a pianificare l’incontro da loro. Ma voi dove vi incontrate? Sempre dal cliente? E se vi chiede di venire a casa vostra? che si fa?… si accettano consigli ;-)

  17. Daniele (112 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 12:15

    @Antonio2: se sono a Roma, vado io, altrimenti non è necessario un incontro. Collaboro con clienti di tutta Italia e per un altro mio lavoro ho collaborato anche con l’estero.

  18. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 12:17

    anche io antonio, raramente incontro i clienti, e quando succede spiego che lavoro da casa, senza imbarazzi, e ci si incontra in un bar vicino casa mia :D

  19. Michy (48 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 12:22

    ciao Antonio, forse per pigrizia, quasi sempre i clienti vogliono che vada io da loro. Comunque può capitare di doverli ricevere, qui secondo me non è tanto il fatto di riceverli a casa ma piuttosto di come ti sei organizzato a casa. Io ho adibito una stanza a questo scopo e ho notato che quando ricevo visite la cosa piace, non ti nascondo che ci ho dovuto studiare un po’ per via degli spazi ristretti, non so se questa soluzione può fare al caso tuo,
    dipende dai casi…e dalle case :-)

  20. Andrea Moro (31 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 12:58

    @Laura

    Beata te che riesci ad andare in palestra. Prima con il commuting non avevo tempo, ora per correre dietro alle persone non ho tempo lo stesso.

    E ho pure comprato il tapis roulant dentro all’ufficio, per dire LO USO.
    Ma chè!!!

    Anzi se qualcuno lo vuole lo vendo … uno professionale pure! :_(

  21. paolo (91 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 14:11

    Ciao a tutti,
    eh si, vi scrivo perchè da anni ormai mi reprimo e continuo il mio lavoro serio e tedioso e vorrei dedicarmi invece a qualcosa di più creativo.
    Mi spiego.
    Sono un informatico che da parecchi anni lavora in ambito industriale e da parecchi anni sta pensando di mollare tutto per dare sfogo alla creatività e dedicarsi a questa professione (WD). Ciò che mi ha sempre trattenuto è la paura di diventare freelance e lasciare un lavoro sicuro e retribuito adeguatamente.
    Da alcuni giorni però sto attraversando una bella crisi motivazionale. Ciò che faccio non mi piace più e vorrei far diventare lavoro la passione che ho per la computer graphics, il web design e la programmazione (quella vera e creativa). Le basi tecniche non mi mancano, ma dovrei curare gli aspetti di comunicazione (che da tecnico informatico duro e puro non conosco).
    Concludo questo mio sfogo con una semplice domanda: ma al giorno d’oggi come ci si può buttare nella professione di web designer viste le burocrazie italiane, la concorrenza e le imminenti crisi del sistema economico-finanziario che minano le velleità di fare impresa?
    Vi prego ditemi qualcosa di confortante così magari stavolta prendo il coraggio e mi butto.
    Ciao e grazie
    paolo

  22. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 14:14

    la cosa è soggettiva paolo, ti posso solo dire che anche io ho cambiato da un lavoro fisso e stabile da ragioniera a wd. ma l’ho fatto in un momento forse in cui potevo permettermelo, e cioè quando ancora vivevo con i miei genitori. ora come ora se fossi nella stessa situazione credo che lo farei come secondo lavoro fino a che non raggiungessi una certa stabilità di entrate :)

  23. paolo (91 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 14:31

    Grazie per la risposta Lauryn,
    in effetti questa è anche l’idea che avevo e che in qualche modo ho iniziato ad attuare qualche tempo fa (realizzando siti per amici). Mi sa che riprenderò questa strada e … se son rose fioriranno…
    Paolo

  24. Antonio2 (74 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 15:04

    Grazie a tutti per le risposte, decisamente l’imbarazzo del non avere un ufficio credo calerà man mano che mi abituerò a non averlo. Ma altrettanto sicuramente, casa mia non è adatta per ricevere eventuali clienti desiderosi di un incontro diretto, penso che pianificherò nel tempo una soluzione per questo tipo di clienti.

  25. Scritto il 22 ottobre 2008 alle 16:13

    Lavorare in un ufficio 8h precise mi ha sempre soffocato, se non proprio fatto male se ero molto lontana da casa. Sarà poi perchè non avevo alcun contratto serio in mano, alla fine mi sono detta: finchè studio faccio la freelance.
    Certo però che non è facile, perchè conciliare lavoro e studio non lo è mai, e per di più i clienti buoni sono davvero un paio, e i soldi non sono mai abbastanza…
    Io collaboro con il mio ragazzo (che è il tipico programmatore duro e puro, per intenderci), anche perchè fare tutto da sola non è affatto semplice.
    Il nostro sogno? Aprire una web agency/sw house tutta nostra. Secondo me un’azienda, seppur piccola, continua a dare un’immagine di maggiore affidabilità rispetto all’essere un freelance.
    Però come fare con questi momenti di crisi? E poi concordo pienamente, la burocrazia italiana ci ammazza, le tasse e le imposte ci massacrano.
    Però in cambio c’è la libertà di scelta, che da dipendente è un miraggio…
    Mah, forse quando avrò 50 anni avrò una visione più chiara della cosa, per quella volta vi faccio sapere :)

  26. sug (3 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 21:06

    Io sono freelance da circa un anno e notato un piccolo difetto nel avere la P IVA le tasse!
    Il 40% se ne ve in TASSA e delle volte mi viene da piangere, quando sei dipendente te ne accorgi di meno.
    Certo se ti organizzi e ti crei un buon giro guadagni di pìù, ma farsi conoscere non è poi così semplice.
    Di solito le persone vengono attirate dalle agenzie e farsi strada nella concorrenza e un’impresa!
    Ciao a tutti e IN BOCCA AL LUPO!

  27. Daniele (112 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 21:47

    Ehi, sug: se il problema sono le tasse… alza i prezzi :)

  28. Michele Fazio (11 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 21:52

    Per informazione con il regime minimo per il 2008 se guadagni meno di 30.000 euro paghi solo il 20% di tasse e non si appliva l’IVA.
    Non siate cosi cattivi con la burocrazia italiana.
    Oggi per iniziare, basta la partita IVA e l’unico costo fisso sono i 2800 euro di INPS.
    Per farsi conoscere, sicuramente c’è da darsi molto da fare.

  29. Daniele (112 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 21:54

    Beh, 2800 euro a fondo perduto non sono uno scherzo :)

  30. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 22:28

    io sono in questo regime.. ma non sono tutte rose e fiori. Pensate solo che pagate tutto e tutti con l’iva e non la potete scaricare.

  31. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 22:30

    beh a fondo perduto mica tanto…si spera che poi ci ritorni indietro come pensione, trattandosi di inps(si spera) :D

  32. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 22:31

    x manuela: se sei freelance e hai un ufficio è uguale. poi ovviamente sta a te dimostrare professionalità al pari di quella che può offrire un’agenzia ;-)

  33. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 22:32

    lauryn vedo che mi hai battuto di pochissimo… mitica!
    E vedo anche che stasera sei in vena di battute!!! la pensione.. sisi ci credo.

  34. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 22 ottobre 2008 alle 22:38

    :D il mio futuro suocero è un dirigente inps, se non mi pagano mi piglio la sua di pensione ahhahahahah

  35. Scritto il 23 ottobre 2008 alle 12:20

    @laura
    si hai completamente ragione, il senso era cmq quello, avere per lo meno un ufficio, poi è chiaro che ci sono i pro e i contro sia dell’essere liberi professionisti, sia nell’avere una piccola srl.
    l’importante è rimboccarsi le maniche in tutti i casi e offrire prodotti di qualità :D

  36. rgwebdesigner (56 comments)
    Scritto il 1 novembre 2008 alle 12:12

    Cmq SOno proprio i clienti indiretti che ti fanno sfasare….
    Io ad esempio sono un freelance ma ricevo molti lavori da una agenzia che si occupa di SEO…e ogni volta che c’è un nuovo lavoro..io faccio un preventivo a loro…e loro fanno un preventivo al cliente!
    C’è un problema..o delle cose da aggiungere a sito realizzato…devo chiedere il permesso a loro…che chiederanno qualcosa al cliente!!!
    All’inizio si soffre…ma poi quando ai arriverà ad essere conosciuti…ma sopratutto nella prima pagina di Google cercando Web Designer penso che il lavoro arriverà! Vero Daniele?? :D

  37. piero (20 comments)
    Scritto il 4 novembre 2008 alle 11:46

    scusate ma come mai dite che l’INPS sono 2800€/anno?
    sul sito INPS leggo che da 13.xxx a 40.xxx euro si paga il 20% (più il famoso 4% di rivalsa?)… ipotizzando un fatturato di 20.000€ sono quasi 5000€ :|

  38. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 4 novembre 2008 alle 11:59

    appunto, se sei libero professionista.

    se sei azienda paghi 2800 l’anno per ogni socio :)

  39. piero (20 comments)
    Scritto il 4 novembre 2008 alle 12:20

    uhm continuo a non capire…
    quindi per pagare 2800€ anzichè i millemila da me calcolati dovrei risultare non come professionista/commerciante ma come impresa individuale?
    se non si fosse capito sono completamente a digiuno di fisco e affini :D

  40. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 4 novembre 2008 alle 12:24

    esattamente.

    ma non è che vai a risparmiare facendo l’impresa individuale eh?

    qui si diceva che se non fatturi niente devi comunque versare il minimo che è 2.800 appunto, ma se fatturi di più ovviamente non sono più 2.800 ma molti di più.

    si trattava del vantaggio, nel caso si rimanesse senza clienti, di non avere costi fissi…

  41. piero (20 comments)
    Scritto il 4 novembre 2008 alle 12:32

    ah ok, i 2800 erano calcolati sul “minimale” (quei 13.000 e rotti di cui si parla sul sito INPS), quindi se fatturo ad es. 20.000€ era giusto il mio calcolo…

    altro che “non siate così cattivi con la burocrazia italiana” :(

  42. Anna (9 comments)
    Scritto il 7 aprile 2009 alle 09:49

    Ciao a tutti,

    ho bisogno di alcune informazioni. Vorrei iniziare una attività da freeland, mi spaventano tantissimo i cavilli burocratici.

    Per essere freeland bisogna avere una partita iva?
    Bisogna iscriversi a all’inps?

    Come funziona il pagamento delle tasse?

    Io sono stata dipendente per 8 anni e ora ho mollato tutto, cambiato città e vorrei essere libera di svolgere la mia attività da dove voglio.

    Grazie
    Anna

  43. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 7 aprile 2009 alle 11:59

    ciao anna,
    per diventare FREELANCE bisogna avere partita iva e iscriversi all’inps, ma soprattutto avere un commercialista, almeno all’inizio che ti sappia guidare. lui ti spiegherà tasse e controtasse.

    altre info qui: http://www.italianwebdesign.it/le-domande-piu-frequenti-sul-mestiere-del-webdesigner/

    :)

  44. Anna (9 comments)
    Scritto il 7 aprile 2009 alle 12:08

    Grazie

    Gentilissimo
    Anna

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