Membro di PiperitaLab
Home » Seo e webmarketing » Seo, webmarketing, promozione online » La trinità degli standard web e i loro vantaggi

La trinità degli standard web e i loro vantaggi

Scritto da il 23 maggio 2008 in Seo, webmarketing, promozione online, Webdesigner, Xhtml e css - 11 Commenti - 7 visite

In questi giorni sto divorando “Progettare siti web standard” di Zeldman e ieri sera ne ho tratto una ottima lezione che tutti dovrebbero conoscere, pertanto ho deciso di riassumervela brevemente.

In sostanza un sito web è determinato da tre standard che si evidenziano tramite:

  • struttura (html e xhtml)
  • presentazione (css)
  • comportamenti (DOM)


La conformità a questi che sono diventati degli standard grazie al lavoro del W3C, ci permettono:

  • maggiore compatibilità con nuove future tecnologie e browser (compatibilità in avanti) con minore dispendio di risorse e costi
  • più velocità di modifica con un click (minori costi e tempo)
  • maggiore indicizzazione sui motori di ricerca (non posizionamento, attenti!)
  • maggiore accessibilità o sicuramente meno modifiche da apportare per raggiungere alti livelli di accessibilità
  • maggior leggerezza di codice e quindi meno occupazione di banda = meno costi
  • facilità di lettura anche da palmari o software per non vedenti
  • semplificazione dell’implementazione di Cms, creazione di xml o feed, etc
  • possibilità grafiche maggiori rispetto all’uso di tabelle

Concordate?

Libri da non perdere:
Amazon-Box creato da Giuseppe Frattura

L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

homeSito personale|archiveArchivio autore

11 Commenti

  1. Maurizio (86 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 08:21

    C’è poco da commentare…

    Ottimo Lauryn.

    A mio avviso la questione non è concordare o meno… è capire o no.

  2. ADVsha (249 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 09:44

    Ottimo post è da salvare tra i preferiti per ricordrsi di leggerlo ogni tanto.

    Lo giro anche a qualche collega, così impara un pò :-)

  3. Dimitri Giani (111 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 10:31

    Ciao,
    più che “determinati da tre standard” io direi che un sito web è diviso in tre parti, che sono per l’appunto: markup (XHTML), presentazione (CSS) e comportamento (JavaScript, DOM ovviamente).

    E questo la fa vedere pure lunga sui ruoli che servono per la creazione degli stessi ;)

  4. Rivax (45 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 12:59

    Ottimo ;-)

  5. Kimerio (25 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 14:23

    Anch’io concordo in pieno, però (c’è sempre un però!) su molti manuali per la realizzazione di “siti web di massa”, ci sono consigli che stravolgono molto questa gerarchia, soprattutto sul rapporto tra la presentazione e il comportamento per l’ottimizzazione del caricamento di una pagina, magari piena di pubblicità e “stupidaggini” varie…

  6. Lauryn (4197 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 14:28

    Essì. ecco perchè su iwd recensiamo solo i libri e manuali “giusti” che sono conformi agli standards :D

  7. Kimerio (25 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 14:34

    Io sto “divorando” un libro, però su JavaScript dell’Apogeo, e anche lì c’è sottolineata che la distinzione fra contenuto, presentazione e comportamento è necessaria per realizzare un buon sito, e non posso che essere completamente d’accordo ;)

    PS: Ottimo spunto di discussione

  8. Cisco (28 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 15:17

    Direi che questo è il giusto punto di partenza. Capito questo concetto, si va verso la struttura di Rails: Model, View, Controller, MVC ;)

  9. Mauro Accornero (253 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 17:21

    Se non ricordo male nel libro è descritto anche come questa attenzione alla qualità possa tornare utile in termini molto pratici comprensibili e soprattutto interessanti anche per il cliente finale (riduzione dei costi, minori tempi, maggiore compatibilità ecc ecc).
    Quello che zeldman cerchi di definire nel libro sia una soglia qualitativa minima da mantenere nell’ambito professionale.Un po’ come dicesse è vero che a volte i tempi sono cortissimi e il cliente magari vuole tutt’altro e non ti pagano neanche abbastanza per quello che fai ma questo garantisce di fare un prodotto quantomeno usufruibile. In Italia questi concetti sono molto difficili da far passare anche a chi lavora nel web e soprattutto a chi ci lavora da tanto. E’ quasi drammatico come si pensi a questo settore come alla miniera d’oro degli anni 90 dove chiunque poteva far tutto in poco tempo e i prezzi erano molto molto superiori ad adesso. E’ molto triste ma in Italia si pensa spesso ai soldi e poco al lavoro in se’.

  10. Pr0v4 (63 comments)
    Scritto il 23 maggio 2008 alle 18:43

    Gli standard sono una cosa importantissima, a cui tutti dovremmo avere il compito di rispettarli!

    Non e’ necessario neanche soffermarsi tanto sul pensiero che un sito che non rispetta gli standard e’ una fregatura!

    Non soltanto come lavoro appioppato, ma anche nella stima di un web designer!

  11. Giacomo (14 comments)
    Scritto il 24 maggio 2008 alle 13:15

    Concordo e sottoscrivo. Se non ricordo male lo stesso Zeldman aveva anche affermato che chi oggi progetta siti web non standard con uso di tabelle per il layout non può considerarsi un professionista. Concordo anche quello.

Scrivi un commento!

© 2012 Italian webdesign. Diritti riservati. Ideato da Laura Gargiulo - Icone di Komodo Media - Logo di W3B.