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La tecnologia al servizio dei disabili: e tu webdesigner, quanto ne sai?

Scritto da il 12 gennaio 2009 in Accessibilità - 27 Commenti - 33 visite

handicap web La tecnologia al servizio dei disabili: e tu webdesigner, quanto ne sai?Concordo con quanto afferma il nostro amico Marco Bertoni, quando dice che molti di noi webdesigner non sappiamo neanche lontanamente quali siano le “disabilità” che pongono alcune persone nell’impossibilità totale o parziale di usare un computer e quindi navigare su internet.

Il nostro lavoro è quello di rendere la navigazione dei nostri siti più gradevole, immediata ed accessibile possibile, ma non basta seguire le WCAG perchè i nostri siti siano migliori.

Spesso capire effettivamente e materialmente le modalità di navigazione di un disabile, conoscere cioè gli strumenti tecnologici a loro disposizione che permettono loro di navigare e comunicare sul web possono aiutarci a creare noi stessi sempre migliori accorgimenti. Così come miglioriamo la larghezza dei siti perchè siamo a conoscenza di video con risoluzioni diverse, così dovremmo conoscere ad esempio alcuni tipi di tastiere facilitate, quali in un senso, quali in un altro, a seconda della disabilità, per fornire strumenti di navigazione facilitati.

Il suggerimento di Bertoni per chi non ha amici disabili da osservare mentre navigano, è quello di visitare la prossima edizione di Handimatica, fra due anni. Speriamo di esserci, ma nel frattempo proviamo ad entrare in una nuova ottica icon wink La tecnologia al servizio dei disabili: e tu webdesigner, quanto ne sai?

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L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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27 Commenti

  1. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2009 alle 21:00

    mah… i discorsi sull’accessibilità, purtroppo, lasciano sempre il tempo che trovano.
    Le risposte da parte dei webdesigner può essere sempre quella di dire “una progettazione di alto livello richiede un costo alto che non sempre il cliente vuole affrontare”.
    Ciò non toglie che poi sta all’etica del WD preoccuparsi o meno di tutti gli aspetto, ma se riusciamo a trovare un title o un layout flessibile credo sia già una gran conquista.
    In quanti fanno un controllo sui colori del sito; credo pochi, anzi pochissimi. E chi non lo fa magari non è perché non lo sa fare, ma perché – ripeto – ci spostiamo su livelli di sviluppo alti.

    Poi ci possiamo inserire in tutte le ottiche che si vuole, ma credo che quei pochi miglioramenti di accessibilità si sono avuti solo perché era necessario entrare nelle grazie di google, “il cieco web per eccellenza”, altrimenti stavamo ancora a popolare i siti con le keywords… :)

    Chiarisco, non voglio dire addio all’accessibilità, figuriamoci. Dico solo che la soluzione è di là da venire, perché non è un bisogno condiviso. Purtroppo.

  2. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 08:43

    Il fatto è che non dobbiamo alzare il prezzo e speculare…l’accessibilità non richiede tanto lavoro di più, solamente un approccio diverso. non credo che mettere un alt ad un’immagine rubi tempo e sia una progettazione “ad alto livello”.
    pochi accorgimenti, che una volta studiati e sperimentati sono semplici da applicare, scrivendo solo qualche attributo in più.

  3. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 10:13

    La penso come te Lauryn! Qui non stiamo parlando di sviluppare siti totalmente accessibili, ma di accorgimenti di base che dovrebbero essere garantiti da tutti i web designer! uno “skip” per la navigazione o un “alt” significativo non comportano un grosso dispendio di energie
    ! L’utente medio non se ne accorgerà nemmeno ma non importa. Bisogna lavorare SEMPRE nella maniera corretta!

  4. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 12:46

    perdonatemi, ma io per accessibilità seria non intendo mettere un title (come di fatto ho detto nel mio primo intervento).
    Se vogliamo limitarci a questo allora ok, coloro che hanno difficoltà ad accedere ai siti stiano tranquilli, perché di title ne vedranno sempre.

    Io intendevo un livello più serio (così come mi sembrava dall’articolo :) ).
    Peraltro, proprio guardando il sito linkato, anche lì ci sono diversi problemi di accessibilità :)

  5. Marco (427 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 13:12

    Che intendi quindi con accessibilità?

  6. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 13:35

    impostazione del codice affinché l’informazione sia reperibile anche con gli screen reader, attenzione ai colori, accesskey e tante altre cose.

    Giusto con una rapida ricerca:
    http://webdesign.html.it/guide/leggi/46/guida-accessibilita-dei-siti-web-teorica/

    Poi molte volte i siti non sono accessibili nemmeno a coloro che non hanno problemi… ma questo è un altro discorso :D

  7. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 14:19

    dario, giusto una domanda prima di incappare in una mia gaff tremenda. hai mai fatto un sito accessibile secondo il livello AAA?

  8. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 14:26

    in qualche caso ho provato a rispettare gli standard AAA, ma più di tanto non mi ci sono applicato non essendomi stato richiesto…

    non sto facendo questo discorso per dire “io sono bravo” ma solo per dire che la responsabilità sull’accessibilità deve essere alta da parte di “noi” webdesigner. tutto qui :)

  9. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 14:33

    sì dario, stiamo solo dicendo la stessa cosa, solo che quello che non sai è che seguire gli standard di accessibilità, anche ad alto livello, non deve giustificare esborsi di denaro per rendere un sito accessibile, perchè gli accorgimenti non sono “stratosferici” nonostante il livello alto.

  10. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 13 gennaio 2009 alle 14:57

    si, sono d’accordo e nel mio primo intervento ho proprio detto che molti non usano questi accorgimenti perché si fanno pagare.
    Devo però spezzare anche una lancia a favore di costoro: l’implementazione accessibile non è cosa da poco, richiede anche dei controlli, quindi “ore” che vanno retribuite.
    Quindi se un lavoro costa 100, con accessibilità costa – diciamo – 120. Ok?
    Bene, il cliente – generico – non se ne frega di spenderli (giustamente) e quindi i siti non saranno accessibili.

    Poi possiamo discutere che tale lavoro debba rientrare tra gli standard di un servizio di costruzione web… però questo è legato a quanto prendi per fare un sito (es. se prendo 2mila euro allora ci sta pure che ti do per default l’accessibilità; se mi prendo 400 invece no :) )

  11. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 19:35

    @DarioDN:

    “Peraltro, proprio guardando il sito linkato, anche lì ci sono diversi problemi di accessibilità :)

    Ciao Dario, vorresti gentilmente indicare uno per uno i problemi di accessibilità di cui parli? Nessuna voglia di polemica credimi, ma per essere seri bisogna argomentare quando si critica e siccome l’accessibilità è il mio mestiere, ma nella vita c’è sempre da imparare, magari vedrò di correggerli ;) .

    Un suggerimento: non confondere la 4/2004 (che non è un obbligo per i privati) con le WCAG 2.0. Le WCAG 1.0, invece, sono ormai obsolete.

    Bye

  12. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 19:39

    mi riferisco in particolare all’uso delle tabelle per impaginare che – da quel che ne so, ma mi posso senz’altro sbagliare – non credo sia corretto.

    Non c’è alcuna polemica, sono qui per imparare :)

  13. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 20:04

    @DarioDN:

    Ah capisco, ti riferisci al sito di Handimatica (siccome ne sono citati altri due è sempre meglio specificare).

    Io non sono l’autore del sito di Handimatica ergo non posso parlare per loro ;) .

    Resta il fatto però che come amante dei CSS ovviamente aborro le tabelle di impaginazione.

    Ma se sono poche (meglio una sola) e con scarsi (o meglio nessuno) livelli di annidamento sono un problema minore per l’accessibilità. La legge 4/2004 infatti non le proibisce e lo fa anche per un altro motivo: i siti della PA non possono essere progettati con leggerezza rispetto agli utenti, pensa che nel 2004 risultò che circa il 4% dei visitatori del sito di una grossa PA (PA con un traffico mensile stratosferico) navigavano con Netscape 4! (giurin giuretta) un browser noto per gli enormi problemi riguardo al posizionamento CSS, ecco perchè il sito della PA in questione fu fatto tabellare: perché una PA NON può ignorare le esigenze di nessun cittadino, e la soluzione più veloce ed economica fu quella di usare qualche tabella per impaginare garantendo a tutti l’accesso alle informazioni. Anche a quel 4% di navigatori “obsoleti”.

    Insomma a volte le motivazioni delle scelte sono più complesse di quanto si possa immaginare ad una prima occhiata.

  14. Laura De Masi (307 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 20:14

    Interessante Marco.. lo stesso ragionamento può essere fatto anche quando si parla di risoluzioni? Ormai tutti i siti sono ottimizzati per 1024 e non si parla più di 800*600, eppure in tanti uffici si lavora ancora con piccoli monitor e basse risoluzioni…

  15. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 20:25

    capisco.
    dunque quando ci preoccupiamo di controllare il supporto dei siti con Explorer 6 non facciamo proprio nulla.
    Dovremmo andare addirittura a controllarli per Netscape 4…

    santo cielo! :D
    non c’avevo mai pensato (e dire che testo Firefox, Explorer 6-7, Safari, Lynx).

    Per la risoluzione purtroppo penso che dobbiamo sempre ragionare in ottica di 800×600 (costruendo semmai in maniera “esponenziale” come ho spiegato in un post sul forum).

  16. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 20:26

    Sulla questione della risoluzione io ho opinione diverse da molti altri “esperti” di accessibilità (ammesso che io appart6enga alla categoria) e cioè secondo me una barra di scorrimento orizzontale NON è necessariamente un problema di accessibilità. Perché la persona ipovedente sa benissimo come utilizzare il suo interprete e far scorrere le barre.

    Questo a patto, ovviamente, che:
    1 – lo scorrimento orizzontale richiesto sia minimo (perché esistono anche utenti con problemi motori)
    2 – non ci sia la minima sovrapposizione di contenuti ridimensionando la pagina o i caratteri

    Personalmente per la 4/2004 testo a 800×600 la presenza di sovrapposizione di contenuti, ma se c’è un minimo di barra di scorrimento non sto a fare il pignolo ;) .

    Sull’800×600 c’è da dire un’altra cosa: è in via di estinzione a causa del mercato. Vero è che a rigore, almeno per la PA, dovremmo applicare lo stesso principio che enunciavo nel commento precedente: analizzare le statistiche di accesso e vedere chi sono i nostri utenti prima di bocciare una risoluzione. Chiaramente se progetti layout liquidi il problema non si pone.

    Un problema più attuale sarebbe forse quello contrario: le risoluzioni ampie, wide ecc. Perché problemi di usabilità e accessibilità ci sono eccome ;) .

    bye

  17. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 20:28

    @DarioDN:

    “Dovremmo andare addirittura a controllarli per Netscape 4″

    No Dario per carità :) era un’iperbole. Quel browser si può considerare formalmente estinto. Ma un’occhiata alle statistiche di accesso del tuo cliente (se ha già un sito) non guasta ;)

  18. DarioDN (88 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 20:30

    Ok… ma un sito di PA, secondo le regole, dovrebbe tenerlo in considerazione?

  19. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 20:51

    La legge 4/2004, o meglio il DM 8 luglio 2005, non fornisce (giustamente) un elenco di browser e piattaforme con cui testare, non avrebbe senso. Il DM dice:

    “esame della pagina con varie versioni di diversi browser grafici in vari sistemi operativi”

    Sta al buon senso dello sviluppatore scegliere le piattaforme e le versioni dei vari browser.

    Ma prima di scegliere, ripeto, analizzare le statistiche del sito (sul lungo periodo, almeno gli ultimi sei mesi) è fondamentale.

    In tutti i casi io considero da IE 5.x in su (perché è il browser più problematico e diffuso) poi le ultime due versioni degli altri browser principali il tutto ovviamente nelle tre piattaforme Win, Mac e Unix (Linux).

    bye

  20. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 14 gennaio 2009 alle 21:01

    Ovviamente quando dico “(perché è il browser più problematico e diffuso)” mi riferisco a IE in generale…

  21. Marco (427 comments)
    Scritto il 15 gennaio 2009 alle 00:30

    Marcuccio bello questa dei layout wide mi è nuova.

    Intendi i layout fluidi che si allargano, oppure quelli fixed che diventano francobolli al centro del sito?

    Perchè in teoria per il primo sistema basterebbe prevedere una decente degradazione css e via, uxlondon.com mi sembra un ottimo esempio a proposito (l’ho testato dalla 800×600 alla 1900×1200), no?

  22. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 15 gennaio 2009 alle 08:03

    credo intenda i fluidi. un esempio su tutti, il sito dell’Iwa: la parte destra che contiene gli articoli è troppo larga, e quando leggi un articolo su un 1440×900 come il mio le righe sono troppo lunghe e si sa, le righe troppo lunghe fanno perdere l’attenzione al lettore, oltre che dare un aspetto terribile alla pagina se l’articolo si compone solo di un paio di righe ;)

  23. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 15 gennaio 2009 alle 09:00

    Esatto Laura ;)

    La larghezza dell’area di lettura è fondamentale: non siamo abituati a leggere testi che si sviluppano troppo in larghezza (pensate sermpre a un libro cartaceo, o a un giornale/rivista, perché è quella la base di riferimento per l’abitudine alla lettura degli esseri umani ;) ). Se non ricordo male la misura ideale dovrebbe aggirarsi sui 400px.

    Per questo il CSS WG creò la proprietà max-width. Ma come sappiamo IE non la implementò.

    Per non parlare del giustificato: da evitare assolutamente! Perché un browser non può effettuare la sillabazione e mantenere costante la distanza tra le parole quando giustifichi, quindi rischi di avere blocchi di parole non distanziate omogeneamente. Di nuovo una situazione innaturale rispetto alla lettura su cartaceo.

    Insomma la cura degli spazi attivi e passivi è fondamentale per l’usabilità.

    bye

  24. Marco (427 comments)
    Scritto il 15 gennaio 2009 alle 13:08

    Quindi riassumendo, fluido si, ma non troppo.

  25. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 15 gennaio 2009 alle 13:24

    IMHO si ;)

    … detto poi fra di noi (tanto non ci sente nessuno), mai avuto nulla contro i layout fissi io, se sono ben progettati e si prevedono CSS alternativi per device mobile, non vedo poi tutti questi problemi con il dimensionamento in pixel (del layout). Ma negherò di avertelo detto ;) .

  26. Fabio (35 comments)
    Scritto il 26 marzo 2009 alle 12:19

    Buongiorno a tutti,

    siamo studenti del corso di Laurea in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Torino e stiamo conducendo uno studio sul rapporto tra Disabilità e Internet al fine di comprendere come le aziende potrebbero aiutare i clienti (es. con maggiori informazioni, forum, blog, scambio di opinioni,etc.) nei loro acquisti on-line.
    Abbiamo realizzato un breve questionario ANONIMO che vi chiediamo, gentilmente, di compilare.
    Crediamo che il VOSTRO AIUTO E COLLABORAZIONE SIANO INDISPENSABILI.

    Il link per rispondere al questionario è il seguente:

    http://www.surveymonkey.com/s.aspx?sm=i1LVRZ7AzeWfSrX5XuBNbA_3d_3d

    Vi invitiamo a compilare il questionario anche se non avete mai fatto acquisti su Internet!Il vostro contributo è davvero importante!

    Vi ringraziamo ancora per averci dedicato un po’ del vostro tempo!

    Il team:
    Fabio Basso
    Paolo Gariglio
    Valentina Italiano
    Gabriella Negro
    Federica Richard
    Carlotta Tesio

  27. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 26 marzo 2009 alle 12:30

    grazie a voi!

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