Un altro guru ci fa visita oggi dalle pagine di Iwd. Scopro con gran terrore che ha solo due anni più di me, ma che nello stesso tempo in cui io ho appena imparato come fare un sito web standard lui ha fatto 50 volte di più, ma che dico, 100. Vado a nascondermi e vi ripropongo l’intervista al simpatico Roberto (avete notato che tutti i guru sono simpatici? Sarà una dotazione naturale del pacchetto “guru”? :D)

1.Come ti sei avvicinato all’accessibilità? Conosci qualche disabile o semplicemente ti affascina come disciplina?

All’accessibilità mi sono avvicinato nel 2001, anno in cui sono diventato coordinatore per IWA delle attività dell’associazione all’interno del W3C. Con tale incarico ho il monitoraggio di tutte le attività di sviluppo dei cosiddetti “standard per il Web” e pertanto ho avuto modo di interagire con l’allora presidente di HWG (The HTML Writers Guild, poi acquisita da IWA), Kynn Bartlett, grande fan dell’accessibilità.

Questo interesse mi ha consentito di scoprire un mondo prima a me completamente sconosciuto… ma un mondo così importante nella progettazione che da allora mi dissi: beh… chi non progetta con l’accessibilità in mente non è un buon progettista 🙂 A seguito di questo interesse ho avuto modo di poter conoscere le diverse difficoltà di diverse tipologie di disabili e da li l’interesse è cresciuto… sino all’ingresso già nel 2002 nel WCAG WG (gruppo di lavoro che sviluppa le linee guida per l’accessibilità del Web) e successivamente nell’ATAG WG (gruppo di lavoro che sviluppa le linee guida di accessibilità degli strumenti di sviluppo).

2.Come ti è venuta l’idea di creare l’Iwa Italiana?

L’idea nacque circa 10 anni fa, quando in una calda estate decisi di aprire il primo chapter italiano di IWA, il chapter di Venezia. Era il periodo in cui bazzicavo molto su newsgroup come it.lavoro.professioni.webmaster dove, tra una litgata e un’altra, iniziavo a diffondere l’idea di “gruppo”.

Successivamente si è vista la necessità di creare però qualcosa di più stabile: ho fatto venire in Italia per ben due volte Richard Brinegar, il “capo” internazionale di IWA e l’ho convinto a darci quell’autonomia gestionale che ancora oggi abbiamo e che ci consente di poterci muovere liberamente negli accordi ma sempre con un occhio ai principi internazionali: professionalità, competenza e crescita professionale.

Oggi IWA ITALY (www.iwa.it) è una realtà riconosciuta in molti ambiti: siamo riconosciuti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – CNIPA come l’associazione degli sviluppatori esperti di accessibilità, dal MIUR come l’associazione che rappresenta gli editori di siti internet, da realtà come SMAU per cui siamo uno stabile partner per l’organizzazione di eventi. IWA tra l’altro è aperta alla collaborazione con chiunque ed ha le porte aperte per tutti… di recente mi sembra sia arrivata pure la madrina della community, vero? 😉 (NDR hihihi non esageriamo XD )

3.Forse non tutti lo sanno, ma hai scritto libri che parlano della Legge Stanca. Leggendoli non ci sono, però, dettami tecnici su come intervenire: è una scelta? Che guide/siti consiglieresti per mettere in pratica ciò che spieghi nei tuoi libri?

Per essere precisi ho scritto tre libri che si occupano di accessibilità. Il primo, del 2003 è “Accessibilità: dalla teoria alla realtà”, forse l’opera più grossa in assoluto dedicata all’accessibilità: 816 pagine in formato A4 in cui è raccolto tutto lo scibile in materia: dalle WCAG, alle ATAG, alle linee guida per l’e-learning, a capitoli curati direttamente da altri esperti di accessibilità ed usabilità e da soggetti con disabilità. Si tratta tra l’altro della prima opera in formato tetra libro, un formato inventato da noi di IWA ITALY che garantisce una totale accessibilità dell’opera. Questo libro è ancora disponibile ordinandolo su www.lulu.com.

Il secondo invece è del 2005, “Legge 04/2004 dalla teoria alla realtà”, con prefazione dell’allora Ministro Lucio Stanca, e si occupa di accessibilità rispetto alla normativa italiana. Il libro contiene quindi una parte dedicata all’analisi della normativa ed una parte dedicata all’analisi dei requisiti (per i siti Web, per il software e per l’hardware) con motivazione, modalità di implementazione (con piccoli esempi di codice) e modalità di verifica.

Il terzo invece è il primo libro in assoluto dedicato all’accessibilità delle applicazioni Web “Applicazioni Web Accessibili”, edito da Pearson-New Riders con prefazione di Mike Paciello (uno dei “padri” dei testi dedicati all’accessibilità). Questo ultimo libro è volutamente con poco codice e molti principi per un semplice motivo: ho notato che fornire esempi significa creare l’effetto “copia-incolla”, con accuse poi di voler limitare la creatività degli sviluppatori (soprattutto dei grafici). È per tale motivo che il nuovo libro contiene solo principi di buon sviluppo accessibile, lasciando ai grafici ed agli sviluppatori la possibilità di sperimentare nuove soluzioni che – una volta realizzate e testate – possono essere pubblicate nel sito dedicato al libro (applicazioniaccessibili.org).

4.Da poco collabori con Internet Magazine in una rubrica “i siti dei lettori” in cui suggerisci come ottimizzare alcuni siti. Cosa suggeriresti a Italianwebdesign per un restyling futuro-prossimo-venturo a parte di cominciare a considerare seriamente l’accessibilità?

Con Internet Magazine son parecchi anni che faccio saltuariamente articoli, ma ora il buon Massimo Mattone mi ha preso per il collo dicendo: uè Roby perché non mi curi tu questa rubrica? 😀

Per il sito della community, a mio avviso è sufficiente un buon restilying grafico (e non penso ci siano problemi per te), eliminando le cartelline gialle che fanno molto “gestione risorse” di Windows… e magari rendendolo più “2.0” (questo termine non mi piace, lo sai….) inserendo gallerie di immagini, video, ecc. ecc. all’interno dei post. (NDR: sarà fatto! 😉 )

5.Ma dove lo trovi il tempo di fare tutte queste cose? ahah a parte gli scherzi, come passi il tuo tempo libero e come ammazzi lo stress?

Ebbene si lo confesso: ho una fabbrica di indiani in cantina 😀 Spesso me lo chiedo pure io dove trovo il tempo… e spesso non so rispondermi 🙂 Nel (poco) tempo libero mi piace girare per Venezia, città che adoro e che non cambierei con altra al mondo, oppure dedicarmi alla mia passione culinaria: a suo tempo assieme ad altri amici volevamo fare un libro “le ricette per i Webmaster” ma poi l’idea è saltata per il poco tempo a disposizione.

6.Sfatiamo il mito che i grandi nomi guadagnano anche tanti soldi, nel nostro settore. Non ti chiediamo di dirci quanto guadagni, ma raccontaci il tuo tenore di vita (case, ville, Ferrari, etc 😉 ). o se non vuoi, raccontaci ironicamente quale sarebbe il tuo tenore se guadagnassi quanto speri 😀

Premettendo che Bertoni è più ricco di me (immagino che dopo questa frase mi toglierà il saluto :D), posso dire che con il lavoro che faccio (in gran parte consulente, docenze, ancora qualcosa di sviluppatore, perito presso il tribunale in materia ICT, articoli su riviste…) e con le ore che ci dedico, posso dire che vivo con un tenore di vita da impiegato pubblico ma con molte più soddisfazioni.

Sui guadagni facili o su miei presunti tariffari ne ho sentite di tutti i colori ma – in molti con cui lavoro possono confermarlo – non costo quelle cifre che sento in giro. Poi c’è tutta una parte di volontariato, ovvero la gestione di IWA e delle attività nel W3C… questa porta via tanto tempo, ore di sonno… e puoi ben capire come mai ci si arrabbia quando ci dicono: ah ma che parlate a fare voi? Ma chi credete di essere? Direi che siamo semplicemente quelli che stanno scrivendo il futuro del Web. (NDR: ecchecacchio, dillo forte!!)

Mi chiedi qual è il mio sogno mostruosamente proibito? Mah… direi che sono già contento così, alla mia veneranda età di 33 anni posso dire che ho fatto cose e incontrato persone che difficilmente avrei potuto apprezzare se nel lontano secolo scorso non avessi fatto la scelta epocale per la mia vita: lasciare un posto sicuro di dipendente pubblico per portare avanti il mio sogno di un Web collaborativo ed in cui un’associazione come IWA fosse il collante tra professionisti.

7. infine facciamo un po’ di pubblicità al tuo ultimo libro. in che cosa senti di promuoverlo rispetto ai tuoi libri precedenti?

Il nuovo libro, come dicevo prima, è differente perché è un libro di principi e concetti basilari di sviluppo accessibile. Fino ad oggi abbiamo sempre visto l’accessibilità come un intervento di riparazione di prodotti inaccessibili… pensiamo non solo ad un sito Web, ma anche alle barriere architettoniche di una qualsiasi struttura. Si è chiaramente appurato che progettando con l’accessibilità in mente si hanno meno problemi con l’utenza e maggior qualità nel prodotto, senza i forti incrementi di costo a cui è soggetto un prodotto inaccessibile che necessita di essere reso accessibile.

Il libro è particolarmente interessante perché focalizza sulle nuove specifiche (WCAG 2.0 e ATAG 2.0), estendendosi all’accessibilità delle RIA (Rich Internet Application) e ponendo lo sguardo verso l’accessibilità del futuro, verso i framework di supporto allo sviluppo di applicazioni Web (Microsoft Silverlight ne è l’ultimo esempio… ma potremmo passare per Adobe Air, Yahoo User Interfaces, ecc.). Anche in questo libro vi sono importanti collaborazioni di amici e colleghi di IWA (Alessio Cartocci e Giorgio Natili) e di aziende internazionali come Google.

Io non sono bravo a fare marchette, altrimenti avrei guadagnato di più come venditore che come divulgatore per cui l’unico consiglio che posso darvi è: se in futuro pensate di sviluppare applicazioni Web, date una letta almeno ai primi 4 capitoli… risparmierete tempo (e denaro) in futuro.

Grazie Roberto!!