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Italianwebdesign intervista Roberto Scano

Scritto da il 21 luglio 2008 in Interviste a wd famosi - 22 Commenti - 16 visite

robertoscano Italianwebdesign intervista Roberto ScanoUn altro guru ci fa visita oggi dalle pagine di Iwd. Scopro con gran terrore che ha solo due anni più di me, ma che nello stesso tempo in cui io ho appena imparato come fare un sito web standard lui ha fatto 50 volte di più, ma che dico, 100. Vado a nascondermi e vi ripropongo l’intervista al simpatico Roberto (avete notato che tutti i guru sono simpatici? Sarà una dotazione naturale del pacchetto “guru”? icon biggrin Italianwebdesign intervista Roberto Scano )

1.Come ti sei avvicinato all’accessibilità? Conosci qualche disabile o semplicemente ti affascina come disciplina?

All’accessibilità mi sono avvicinato nel 2001, anno in cui sono diventato coordinatore per IWA delle attività dell’associazione all’interno del W3C. Con tale incarico ho il monitoraggio di tutte le attività di sviluppo dei cosiddetti “standard per il Web” e pertanto ho avuto modo di interagire con l’allora presidente di HWG (The HTML Writers Guild, poi acquisita da IWA), Kynn Bartlett, grande fan dell’accessibilità.

Questo interesse mi ha consentito di scoprire un mondo prima a me completamente sconosciuto… ma un mondo così importante nella progettazione che da allora mi dissi: beh… chi non progetta con l’accessibilità in mente non è un buon progettista icon smile Italianwebdesign intervista Roberto Scano A seguito di questo interesse ho avuto modo di poter conoscere le diverse difficoltà di diverse tipologie di disabili e da li l’interesse è cresciuto… sino all’ingresso già nel 2002 nel WCAG WG (gruppo di lavoro che sviluppa le linee guida per l’accessibilità del Web) e successivamente nell’ATAG WG (gruppo di lavoro che sviluppa le linee guida di accessibilità degli strumenti di sviluppo).

2.Come ti è venuta l’idea di creare l’Iwa Italiana?

L’idea nacque circa 10 anni fa, quando in una calda estate decisi di aprire il primo chapter italiano di IWA, il chapter di Venezia. Era il periodo in cui bazzicavo molto su newsgroup come it.lavoro.professioni.webmaster dove, tra una litgata e un’altra, iniziavo a diffondere l’idea di “gruppo”.

Successivamente si è vista la necessità di creare però qualcosa di più stabile: ho fatto venire in Italia per ben due volte Richard Brinegar, il “capo” internazionale di IWA e l’ho convinto a darci quell’autonomia gestionale che ancora oggi abbiamo e che ci consente di poterci muovere liberamente negli accordi ma sempre con un occhio ai principi internazionali: professionalità, competenza e crescita professionale.

Oggi IWA ITALY (www.iwa.it) è una realtà riconosciuta in molti ambiti: siamo riconosciuti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – CNIPA come l’associazione degli sviluppatori esperti di accessibilità, dal MIUR come l’associazione che rappresenta gli editori di siti internet, da realtà come SMAU per cui siamo uno stabile partner per l’organizzazione di eventi. IWA tra l’altro è aperta alla collaborazione con chiunque ed ha le porte aperte per tutti… di recente mi sembra sia arrivata pure la madrina della community, vero? icon wink Italianwebdesign intervista Roberto Scano (NDR hihihi non esageriamo XD )

3.Forse non tutti lo sanno, ma hai scritto libri che parlano della Legge Stanca. Leggendoli non ci sono, però, dettami tecnici su come intervenire: è una scelta? Che guide/siti consiglieresti per mettere in pratica ciò che spieghi nei tuoi libri?

Per essere precisi ho scritto tre libri che si occupano di accessibilità. Il primo, del 2003 è “Accessibilità: dalla teoria alla realtà”, forse l’opera più grossa in assoluto dedicata all’accessibilità: 816 pagine in formato A4 in cui è raccolto tutto lo scibile in materia: dalle WCAG, alle ATAG, alle linee guida per l’e-learning, a capitoli curati direttamente da altri esperti di accessibilità ed usabilità e da soggetti con disabilità. Si tratta tra l’altro della prima opera in formato tetra libro, un formato inventato da noi di IWA ITALY che garantisce una totale accessibilità dell’opera. Questo libro è ancora disponibile ordinandolo su www.lulu.com.

Il secondo invece è del 2005, “Legge 04/2004 dalla teoria alla realtà”, con prefazione dell’allora Ministro Lucio Stanca, e si occupa di accessibilità rispetto alla normativa italiana. Il libro contiene quindi una parte dedicata all’analisi della normativa ed una parte dedicata all’analisi dei requisiti (per i siti Web, per il software e per l’hardware) con motivazione, modalità di implementazione (con piccoli esempi di codice) e modalità di verifica.

Il terzo invece è il primo libro in assoluto dedicato all’accessibilità delle applicazioni Web “Applicazioni Web Accessibili”, edito da Pearson-New Riders con prefazione di Mike Paciello (uno dei “padri” dei testi dedicati all’accessibilità). Questo ultimo libro è volutamente con poco codice e molti principi per un semplice motivo: ho notato che fornire esempi significa creare l’effetto “copia-incolla”, con accuse poi di voler limitare la creatività degli sviluppatori (soprattutto dei grafici). È per tale motivo che il nuovo libro contiene solo principi di buon sviluppo accessibile, lasciando ai grafici ed agli sviluppatori la possibilità di sperimentare nuove soluzioni che – una volta realizzate e testate – possono essere pubblicate nel sito dedicato al libro (applicazioniaccessibili.org).

4.Da poco collabori con Internet Magazine in una rubrica “i siti dei lettori” in cui suggerisci come ottimizzare alcuni siti. Cosa suggeriresti a Italianwebdesign per un restyling futuro-prossimo-venturo a parte di cominciare a considerare seriamente l’accessibilità?

Con Internet Magazine son parecchi anni che faccio saltuariamente articoli, ma ora il buon Massimo Mattone mi ha preso per il collo dicendo: uè Roby perché non mi curi tu questa rubrica? icon biggrin Italianwebdesign intervista Roberto Scano

Per il sito della community, a mio avviso è sufficiente un buon restilying grafico (e non penso ci siano problemi per te), eliminando le cartelline gialle che fanno molto “gestione risorse” di Windows… e magari rendendolo più “2.0” (questo termine non mi piace, lo sai….) inserendo gallerie di immagini, video, ecc. ecc. all’interno dei post. (NDR: sarà fatto! icon wink Italianwebdesign intervista Roberto Scano )

5.Ma dove lo trovi il tempo di fare tutte queste cose? ahah a parte gli scherzi, come passi il tuo tempo libero e come ammazzi lo stress?

Ebbene si lo confesso: ho una fabbrica di indiani in cantina icon biggrin Italianwebdesign intervista Roberto Scano Spesso me lo chiedo pure io dove trovo il tempo… e spesso non so rispondermi icon smile Italianwebdesign intervista Roberto Scano Nel (poco) tempo libero mi piace girare per Venezia, città che adoro e che non cambierei con altra al mondo, oppure dedicarmi alla mia passione culinaria: a suo tempo assieme ad altri amici volevamo fare un libro “le ricette per i Webmaster” ma poi l’idea è saltata per il poco tempo a disposizione.

6.Sfatiamo il mito che i grandi nomi guadagnano anche tanti soldi, nel nostro settore. Non ti chiediamo di dirci quanto guadagni, ma raccontaci il tuo tenore di vita (case, ville, Ferrari, etc icon wink Italianwebdesign intervista Roberto Scano ). o se non vuoi, raccontaci ironicamente quale sarebbe il tuo tenore se guadagnassi quanto speri icon biggrin Italianwebdesign intervista Roberto Scano

Premettendo che Bertoni è più ricco di me (immagino che dopo questa frase mi toglierà il saluto icon biggrin Italianwebdesign intervista Roberto Scano ), posso dire che con il lavoro che faccio (in gran parte consulente, docenze, ancora qualcosa di sviluppatore, perito presso il tribunale in materia ICT, articoli su riviste…) e con le ore che ci dedico, posso dire che vivo con un tenore di vita da impiegato pubblico ma con molte più soddisfazioni.

Sui guadagni facili o su miei presunti tariffari ne ho sentite di tutti i colori ma – in molti con cui lavoro possono confermarlo – non costo quelle cifre che sento in giro. Poi c’è tutta una parte di volontariato, ovvero la gestione di IWA e delle attività nel W3C… questa porta via tanto tempo, ore di sonno… e puoi ben capire come mai ci si arrabbia quando ci dicono: ah ma che parlate a fare voi? Ma chi credete di essere? Direi che siamo semplicemente quelli che stanno scrivendo il futuro del Web. (NDR: ecchecacchio, dillo forte!!)

Mi chiedi qual è il mio sogno mostruosamente proibito? Mah… direi che sono già contento così, alla mia veneranda età di 33 anni posso dire che ho fatto cose e incontrato persone che difficilmente avrei potuto apprezzare se nel lontano secolo scorso non avessi fatto la scelta epocale per la mia vita: lasciare un posto sicuro di dipendente pubblico per portare avanti il mio sogno di un Web collaborativo ed in cui un’associazione come IWA fosse il collante tra professionisti.

7. infine facciamo un po’ di pubblicità al tuo ultimo libro. in che cosa senti di promuoverlo rispetto ai tuoi libri precedenti?

Il nuovo libro, come dicevo prima, è differente perché è un libro di principi e concetti basilari di sviluppo accessibile. Fino ad oggi abbiamo sempre visto l’accessibilità come un intervento di riparazione di prodotti inaccessibili… pensiamo non solo ad un sito Web, ma anche alle barriere architettoniche di una qualsiasi struttura. Si è chiaramente appurato che progettando con l’accessibilità in mente si hanno meno problemi con l’utenza e maggior qualità nel prodotto, senza i forti incrementi di costo a cui è soggetto un prodotto inaccessibile che necessita di essere reso accessibile.

Il libro è particolarmente interessante perché focalizza sulle nuove specifiche (WCAG 2.0 e ATAG 2.0), estendendosi all’accessibilità delle RIA (Rich Internet Application) e ponendo lo sguardo verso l’accessibilità del futuro, verso i framework di supporto allo sviluppo di applicazioni Web (Microsoft Silverlight ne è l’ultimo esempio… ma potremmo passare per Adobe Air, Yahoo User Interfaces, ecc.). Anche in questo libro vi sono importanti collaborazioni di amici e colleghi di IWA (Alessio Cartocci e Giorgio Natili) e di aziende internazionali come Google.

Io non sono bravo a fare marchette, altrimenti avrei guadagnato di più come venditore che come divulgatore per cui l’unico consiglio che posso darvi è: se in futuro pensate di sviluppare applicazioni Web, date una letta almeno ai primi 4 capitoli… risparmierete tempo (e denaro) in futuro.

Grazie Roberto!!

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L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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22 Commenti

  1. Scritto il 21 luglio 2008 alle 13:50

    [...] Intervista per Italian Web Design “Italianwebdesign intervista Roberto Scano“. [...]

  2. helen (98 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 14:26

    wow un altro guru :D
    mi inchino anche dinnanzi a lui (come ho fatto per Sofia Postai ^^)

    me umile webdesigner da soli 4 anni :P
    ehehe

  3. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 14:27

    Bella intervista :) … e lo dice Marco “Rockerduck” Bertoni, l’uomo più ricco del suo pianerottolo! A parte gli scherzi guarda Roberto che sei più ricco tu! Io guadagno meno della mia portinaia, e le devo dare pure la mancia a Natale, la barca, l’autista e la Ferrari. Ma le 12 ballerine brasiliane me le tengo per me :P

  4. Maurizio (86 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 14:28

    A Roberto va tutta la mia ammirazione…

    sul punto 7:
    lui non è bravo a fare marchette… e allora ci provo io in modo disinteressato.
    Io il libro l’ho letto, e credo che non sia stata una perdita di tempo (se lo è stato è colpa mia).

    Ripeto quanto detto più volte… libro più da studiare che da leggere.

  5. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 14:38

    Marco vedi che sei più ricco di me… tu hai la portinaia, io no :D

  6. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 14:39

    Si ma io sono in affitto e tu no! :p

  7. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 14:55

    Io ancora peggio.. son ospite della mia donna :D

  8. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 15:39

    A parte gli scherzi, l’unica cosa che non condivido è l’idea di “guru” aplicata al Web. Ci sono ottimi professionisti, che scrivono o meno libri, ma il Web è un contesto troppo dinamico per pensare a un gotha ristretto di sapienti. Sono convinto che in giro ci siano molti professionisti preparatissimi che se ne stanno in silenzio a lavorare ;) . Scano per me è un grande “divulgatore”, con i suoi libri e la sua attività ha portato l’accessibilità e non solo in Italia. Questo per me vale molto di più dell’etichetta di “guru”, che se la memoria non mi inganna non piace neanche a lui.

    Personalmente l’unica cosa che ho capito lavorando sul e per il web è che non so nulla, del presente e del futuro di questo mezzo di comunicazione. Per questo mi piace confrontarmi con gli altri. Per questo spendo una cifra in libri (anche quelli di Scano). Per questo non sarò mai un guru :P .

  9. Mauro Accornero (253 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 17:59

    Ottimi consigli e ottima intervista, questi interventi arricchiscono tutti. E’ anche utile ogni tanto avvicinarsi a personalità che si pensano lontane “professionalmente”, in effetti la storia del guru crea molti fraintendimenti, la gente pensa che si guadagni molto e tanti pensano che le cose dette siano solo per siti di alto livello mentre andrebbero usate nel quotidiano e nel lavoro di ogni giorno.Bravi a tutti anche alla portinaia che esige la mancia a natale! :p

  10. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 18:05

    ahha beh, il mio “guru” lo uso per identificare i miei “grandi”, che poi appunto possono essere non necessariamente persone che hanno pubblicato un libro o creato l’associazione italiana webmasters.considero un guru qualcuno da cui ho imparato anche solo una cosa.un giorno vi faccio l’elenco dei miei guru grandi e piccoli. fra questi rientri anche tu sai, Marco? :D

  11. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 18:50

    Beh con la mia corporatura più che un guru potrei essere un gurino :D
    A parte gli scherzi, Marco c’ha ragione… qui c’è tanto da fare e poco da tirarsela: se ad esempio molti professionisti venissero a lavorare gratis come molti di noi nei gruppi del W3C per creare gli standard (e come AC Rep di IWA posso nominare chiunque è socio IWA, forse ci sarebbero meno guru e più servizi Web conformi agli standard :-)

  12. Marco Bertoni (49 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 21:02

    Nooooo Lauryn ti prego, tutto ma guru noooooo … :D

  13. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 21:05

    ahahhaha
    allora coniamo un nuovo termine: Mastro Webmastro XD

  14. Livio (39 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 21:19

    Solo una cosa: conosco Scano da qualche anno, e la sua foto è sempre quella. In realtà ha 72 anni, è per quello che ha avuto il tempo di fare tutta quella roba :-)

  15. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 21:29

    Naaa Lauryn… chiamaci Web Evangelist :D
    Per Livio: no no quella risale all’estate scorsa… è quell’altra che gira che è vecchia…
    Tra l’altro ora per un errore tecnico i capelli son andati via tutti a favore di un bel taglio corto corto :D

  16. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 21:35

    Roberto me l’aveva detto: in realtà siete tutti dei giullari come primo lavoro, POOOIII fate i webdesigners ahahahah :D

  17. Livio (39 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 21:52

    Quella vecchia è uguale a questa :-)

  18. Livio (39 comments)
    Scritto il 21 luglio 2008 alle 21:53

    ps: non oso immaginare l’errore tecnico…

  19. Ciel (28 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 11:11

    Dovevo proprio scoprirlo questo luogo. Con tutti i webdesigner-professionali-solo-di-nome che trovo in giro mi stavo cominciando davvero ad abbattere.
    “Guru” o non “guru”, è bello scoprire che ci sono molti professionisti nell’ambito del webdesign. Complimenti per la strada percorsa, deve essere soprattutto una grande soddisfazione personale (guarda sono soddisfatta io per te).
    Curiosità: adesso che ha 30 anni è un “guru”, ma quando ne avrà 60 che sarà? Ci facciamo la statua ^.^!?

  20. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 11:31

    Davvero, a 60 facciamo una colletta e gli facciamo una statua XD

  21. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 17:21

    aggiungo un’interessante intervista fattagli dal W3c: http://www.w3.org/QA/2008/07/interview_roberto_scano_on_iwa.html

  22. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 23 luglio 2008 alle 08:51

    Macchè statua… se continuo a rompere così mi fanno diventare un pilone di cemento :-)

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