Io, essere umano
Come titolo avrei voluto usare “lunga vita e prosperità”, ma ahimè, non vengo da Vulcano.
Proprio pensando a questa frase, e alla rigida logica vulcaniana mi è venuta in mente una domanda: “Come possiamo progettare interfacce di successo se l’essere umano è per sua natura impulsivo?”. Ovvero, come possiamo invogliare gli utenti a compiere determinate azioni se comunque si comportano in modo imprevedibile?
Dopo attente riflessioni ho concluso che l’unico modo per invogliare l’utente a fare quello che vogliamo è costringerlo. Proprio così, costringerlo, limitando la sua navigazione, senza ovviamente che se ne renda conto, altrimenti avremmo perso un visitatore, che abbandonerà il nostro sito perché troppo difficile da usare.
Fare limitazioni di questo tipo è molto difficile, dobbiamo innanzitutto capire noi che cosa vogliamo che facciano i nostri utenti. Questo non è da sottovalutare perché molto spesso non si ha idea di cosa si vuole realmente che gli utenti facciano. Se non siamo sicuri della cosa forse è meglio non porre limitazioni di alcun genere, potrebbe molto facilmente sortire l’effetto contrario.

Se effettivamente abbiamo compreso quello che vogliamo gli utenti facciano (compilare un form, accedere a una sezione del sito…), iniziamo a porgli dei freni nell’esperienza d’uso del sito, ovvero ponendo loro una scelta univoca: “vai a questa pagina e compila il dato form ricevi le nostre news gratis”, in modo non troppo ambiguo e che li faccia riflettere (vai, al posto di se vai), ma dandogli sempre una sola scelta univoca. Porli davanti a un bivio sarebbe compromettere l’efficacia di qualsiasi altra azione. L’utente non pensa, e non dobbiamo metterlo nella condizione di pensare (vedi “Don’t make me think” di Steve Krug).
Un’altra azione utile è ripetere in diverse parti del sito e in diversi modi quello che vogliamo l’utente faccia, sempre in maniera naturale, una scritta nel testo, un banner a lato (stando attenti che in quel dato punto cada l’occhio del visitatore), un video, dipendentemente dai contenuti del vostro sito.
Ricordate quindi queste semplici regole:
- Non forzate l’utente, ma guidatelo e consigliatelo.
- Il messaggio deve essere semplice.
- Il messaggio deve essere ripetuto (anche in diversi formati).
- Non porre bivi ai nostri utenti.


















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7 Commenti
è vero, oltre ad essere un buon principio di user experience è più che ottimo anche da un punto di vista del marketing: se il sito serve a vendere o acquisire iscrizioni etc è buona cosa indirizzare con i cosiddetti “call to action”
Già è vero, sono perfettamente d’accordo con quanto dici. Un sito web dovrebbe essere molto “focalizzato sugli obiettivi” che si vogliono raggiungere. I pulsanti, i link, non dovrebbero essere messi a caso, non dovrebbero essere troppi per non mettere in difficoltà l’utente che poi non sa più dove cliccare – dove trovare i contenuti che sto cercando? Insomma, l’usabilità di un sito web credo sia fondamentale per una buona navigazione e per far sì che il proprio sito piaccia e possa in qualche modo essere utile all’utente.
L’utente, in condizioni normali, quando legge un messaggio tende ad assimilarlo, a farsi un’ idea e a “respingerlo” lievemente, facendo ricorso alle sue conoscenze, come se volesse controbattere ciò che il messaggio dice. Studi scientifici inerenti alla psicologia della comunicazione hanno dimostrato che se l’utente, durante la visione del messaggio, viene sottoposto ad una fonte di distrazione, il messaggio che vogliamo che legga “filtrerà” più facilmente perchè non vi sono resistenze di alcun genere. (La Persuasione – Nicoletta Cavazza)
Devo ancora sperimentarlo ma secondo me, inserendo dei banners “distrattori” con messaggi subliminali che inducono l’utente a fare ciò che noi vogliamo che faccia nel sito, il messaggio che noi sponsorizziamo filtra più facilmente
da provare sicuramente.
Bell’articolo Marco!
Bel post. Quello che vado a ripetere da mesi e mesi a clienti o per chi collaboro quando devo creare un sito. Bisogna invogliare l’utente anche tramite piccoli rimandi con banner, frasi grafiche etc etc. Di sicuro il condizionarlo platealmente nelle scelte porta a de-valorizzare il sito e tutto il resto.
ottimo articolo.
Dare troppe alternative ad un utente significa non permettergli di focalizzare l’attenzione su alcuna di esse.
Questo principio ha un ottima valenza sopratutto nei siti di commercio elettronico, è stato dimostrato (ne ha parlato anche Filippo Toso al Gt conference) che diminuendo le alternative d’acquisto su un determinato prodotto si incrementavano le vendite.
Emblematico (ma spero di non finire off topic) l’esempio dell’azienda procter e gamble che quando ha ridotto i suoi prodotti da 26 a 15 ha incrementato le vendite del 10%
Ho letto Don’t Make Me Think ed è pieno di chicche assolutamente brillanti e fondamenti indispensabili, consigliato a chiunque abbia a che fare con questo lavoro
infatti è tutto spiegato spendidamente in quel libro.. il migliore!