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Il webdesigner visto dal cliente

22 lug 2008 | scritto da Lauryn in Professione web | 14 Commenti
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consumer Il webdesigner visto dal clienteWill Harris spiega ai clienti come interagire con il webdesigner e come sceglierlo, ma soprattutto come comportarsi affinchè il progetto finale sia di successo al 100%.

I consigli principali, tradotti e rispiegati alla mia maniera:

  • guardare i vecchi lavori svolti dai webdesigners. Gli award non hanno necessariamente valore (vista anche la facilità con la quale vengono rilasciati)
  • non avere preconcetti e proprie idee, è il webdesigner a dovervi guidare

  • sii chiaro sulle specifiche che vorresti e sul messaggio che vorresti trasmettere
  • pensa alla grafica non per te, ma per il tuo cliente. il sito non deve piacere a te ma ai tuoi visitatori
  • spiega al webdesigner cosa ti piace o non piace, ma giustificalo. non dire semplicemente “non mi piace il giallo”, ma: “vorrei un sito friendly, ma non troppo”: questo aiuta a capire bene cosa non va e non solo il “giallo” in sè e a trovare una nuova soluzione
  • abbi fiducia nel tuo webdesigner e non dire a lui cosa fare (metti questo qui, quello lì)
  • infine, un sito/progetto non può piacere a tutto il pubblico, altrimenti non ci sarebbe gusto nell’essere diversi, l’importante è che piaccia a molti

Io adoro quest’uomo, e voi?

working with a designer

Il pdf dell’articolo da scaricare e stampare

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14 Commenti

  1. Marco (407 comments) 22 luglio 2008 alle 12:17

    Io tenderei conto anche delle cose messe sul sito del wd, come ad esempio, le notizie dal blog, iniziative personali, i visitatori e cose così.

    Tanta gente vedo che progetta più per altri webdesigner che per i clienti.

  2. Mauro Accornero (249 comments) 22 luglio 2008 alle 13:00

    Vero anche se credo dipenda dal target che uno si prepone, sito per webdesigners, sito per clienti, sito per fornitori ecc…Ho letto l’articolo e quest’uomo dice cose molto sensate e giuste a mio parere ma quante possibilità ci sono che questo messaggio passi ai clienti? A volte ho davvero la percezione che i siti siano venduti al kilo…cose tipo siti venduti per x euro a pagina…mi sembra che manchi qualcosa nella cultura italiana per capire che il web non è come la fornitura mensile di carta per la fotocopiatrice…questo nella maggior parte dei casi ma esistono anche clienti che sono molto più vicini a quanto detto da will harris e con quelli si lavora davvero bene…

  3. Ciel (28 comments) 22 luglio 2008 alle 14:12

    >> quante possibilità ci sono che questo messaggio passi ai clienti?
    Condivido il dubbio…
    Ho paura che la stragrande maggioranza delle persone che desiderano un sito internet non siano davvero a conoscenza sull’utilità che ha veramente il “pacchetto” che stanno acquistando, e danno pochissimo peso a tutti questi elementi per fare in modo di ottenere un buon lavoro con una buona relazione, in primis la fiducia verso il webdesigner.
    >>A volte ho davvero la percezione che i siti siano venduti al kilo…cose tipo siti venduti per x euro a pagina…mi sembra che manchi qualcosa nella cultura italiana per capire che il web non è come la fornitura mensile di carta per la fotocopiatrice…
    Ecco ^.^”

  4. ADVsha (239 comments) 22 luglio 2008 alle 14:40

    Il documento è molto bello, peccato che condivida il dubbio di Mauro. Però sono convinta che l’unica cosa che possiamo fare è continuare ad educare il nostro cliente o potenziale cliente, nella speranza che prima o poi le cose cambino.

    Sono convinta che ognuno nel nostro piccolo deve e puo fare qualcosa per migliorare la situazione… un pò come la salvaguardia del nostro ambiente, differnziamo la spazzatura, ricordiamo di spegnere la TV non dal telecomando ecc. ecc.

  5. Pegasus (144 comments) 22 luglio 2008 alle 15:41

    Quote:

    Nella maggior parte dei casi ciò che piace al cliente è esattamente il contrario di come viene e va realizzato un sito.

    Testi lunghissimi, animazioni sull’intro, ancora animazione sul banner nella home, foto animate che scorrono e pulsanti che cliccandoli esplodono in mille pezzi facendo fuochi d’artificio a ritmo dell’ultima HIT del momento, mentre il visitatore se dopo 10 secondi di attesa il sito sta ancora li a caricare, giustamente lo abbandona.

    Ho esagerato si, però il senso è che dalla scelta del colore è difficile accontentare il cliente accontentando anche i visitatori.

  6. marky (50 comments) 22 luglio 2008 alle 16:23

    anch’io lo adoro…ragionassero tutti come lui!!!specialmente quando dice “abbi fiducia nel tuo webdesigner e non dire a lui cosa fare “

  7. StefanoV (73 comments) 22 luglio 2008 alle 16:26

    Bell’articolo! ;)

    Occhio agli errori di ortografia:
    “inteagire”, “riendly”, “piacca”

    ;)

  8. Lauryn (3113 comments) 22 luglio 2008 alle 16:35

    @StefanoV: grazie!! il caldo mi fa sragionare e saltare le lettere, e dire che è una cosa che odio quando la vedo fare dagli altri ahahahah

  9. Rivax (45 comments) 22 luglio 2008 alle 16:47

    l’unico commento che mi viene è:

    Utopia!!!

    A quanti è successo che il cliente si “fidasse” di Voi… he he he

  10. Lauryn (3113 comments) 22 luglio 2008 alle 16:50

    beh, molti a dir la verità. però non c’è niente da fare, vogliono sempre metter il becco e non si rendono conto che vanno contro dei fondamenti a volte :P

  11. ADVsha (239 comments) 22 luglio 2008 alle 17:30

    L’ultimo cliente mi sta facendo impazzire con i colori del sito da 3 settimane, credo di avergli proposto tutta la paletta colori, ma ancora non gli va bene niente… e ci sono alcuni abbinamenti che non avrei mai voluto fare… ma è il classico cliente che non si fida e che vuole vedere comunque come viene.

    Ma non mi arrendo lo stesso, ogni volta cerco di spiegargli le buone regole del web design speranzosa che prima o poi capisca e si fidi.

  12. sadegraphic (98 comments) 24 luglio 2008 alle 13:29

    Penso che per il webdesign valga la stessa cosa del graphic design, ossia una pubblicità fatta male danneggia di più rispetto al non farla per niente…

    Anche un sito fatto male, che non rispecchia la propria attività o il settore a cui si rivolge, e che inoltre sia anche realizzato in modo non corretto non dà una bella immagine. Anzi, credo sia anche peggio rispetto alla grafica stampata, perchè può essere visitato da molte più persone e soprattutto da tante persone che non conoscono per niente l’azienda…

    Purtroppo in italia credo che non ci sia ancora la cultura non solo del web design, ma proprio del web designer di professione a cui affidarsi e chiedere consigli.
    Recentemente Davide Rampello, presidente della Triennale, ha detto:
    “La pubblicità è in difficoltà non per i creativi, ma per la committenza. I clienti italiani sono pressappochisti, dei presuntuosi che pensano di sapere tutto. Questo è un danno perché un creativo in una situazione di dipendenza psicologica non ha libertà. Gli manca il confronto, che è la possibilità data a 2 persone di creare dialetticamente. Quando il committente pensa di sapere tutto, è già un errore. C’è la presunzione, la convinzione di possedere a priori tutte le
    chiavi. Invece creatività, idee, innovazione sono legate alla tensione quotidiana, alle emozioni,alla libertà di pensiero, all’ascolto. Per questo ritengo che la formula per migliorare
    il rapporto clienti/creativi esista: è
    rinnovare. Che cosa? Prima di tutto noi stessi…”

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