Il webdesigner: schiavo, dipendente anche se è (libero) professionista, “smanettone”
Oggi mi vien proprio da fare questa riflessione. La pongo in modo ironico e anche un po’ acido, prendetela come volete, ma credo mi troverete d’accordo su molti punti.
1. Ma da quando sta scritto che il webdesigner non è una professione? Da quando la libera professione è interpretata come: “full time 24-7″?
Ti sarà spesso capitato di ricevere richieste da parte di clienti che ti hanno lasciato basito, assorto, ferito? Oggi mi sento chiedere di poter andare a casa di tale cliente sconosciuto dopo le 19,30 per parlare di un sito, perchè lui prima lavora. Ed io no?. E poi…parlare? Non hai tempo di telefonarmi? Non sai mettere per iscritto la tua richiesta? Sul mio sito c’è tanto di form di contatto. Scommetto che dopo aver lasciato digiuno mio marito a casa per poter venire da te, ed essermi sorbita uno sproloquio di tre ore su strani arzigogoli che dovrebbe poter fare il tuo sito, mi rimanderai a casa dicendo che costo troppo. Ma se vuoi il servizio a casa volevi pure che ti facessi il caffè senza fartelo pagare?
E questa è una.
Poi: caro webdesigner, tu sei libero professionista, perciò ti puoi organizzare come vuoi, non hai limiti di orario. Sì, ok, ma ho anche io una vita privata, una famiglia, e se mi permetti, anche io ho degli orari di lavoro. Ho l’ufficio a casa, e allora? Sei invidioso? Ebbene sfogati pure, ma se tu perdi 2 ore della tua vita per andare a lavoro, non devi per forza farle pesare su di me, ti pare?
Infine: il webdesigner “smanettone”.
Il webdesigner NON E’ uno smanettone, (non) è un NERD, ma anche se lo fosse nel cuore, non significa che non vada pagato adeguatamente per il suo lavoro solo perchè ci mette passione. Anche qui, se fai il tuo lavoro senza passione, sono affari tuoi, ma io non per questo devo venire penalizzato ed essere pagato di meno solo perchè mi piace farlo. Anche perchè a lungo andare, con dei clienti così, credo non mi piaccia poi più così tanto farlo, se devo farlo per te.
Capito cliente?














Aggiungi a Google

67 Commenti
Ottimo lalla, hai pienamente ragione!
Condivido il tuo sfogo!
Purtroppo non capiscono che anche se siamo freelance, anche noi abbiamo i nostri orari e vita…
Sta a noi farglielo ricordare con le buone maniere.
Parole sagge, e la scelta di Sheldon Cooper nell’immagine è azzeccatissima! XD
come non concordare, ma credo che sia un pensiero comune quello del ” non hai un ufficio quindi non lavori sul serio”. Mi è capitato un cliente che mi voleva mettere in imbarazzo riguardo al fatto di non avere uno studio “vero” ( secondo lui una stanza adibita a studio in casa mia non e’ uno studio).In italia la figura del web designer/web developer viene denigrata abbondantemente (provate ad andare in inghilterra, non prendi meno di 3000 sterline a lavoro, minimo!), qui invece quando gli chiedi 2000€ per un sito di 20 pagine in millemila lingue, ti dicono che sei caro!ma caro cliente, io che devo mangiare,aria?
infatti poi ho risposto educatamente di cominciare a mandarmi via mail le specifiche per un preventivo di massima. lo sfogo però ci voleva, spero di avervi strappato un amaro sorriso XD
@lauau: lo adoro!!!
@invenio: ora che vado in scozia, per curiosità chiedo quanto costa il sito dell’albergo dove andrò. scommetto che l’hanno pagato 10.000 sterline (non euro)
@nothing
sicuramente costa un fottio, conosco delle persone che non accettano lavori con budget inferiori a 5000 sterline, perchè sarebbe una perdita di tempo.Se facessi anche io cosi, a quest’ora vivrei sotto un ponte. ( voglio andare a lavorare in inghilterra ç_ç )
Fa piacere non esser soli a pensarla cosi, la cosa più dura è far valere il nostro lavoro e far capire ai clienti che non stiamo giocando.
a parer mio in questo post ci sei andata leggera
a me capita spesso che mi dicano “tanto ci serve una cosa semplice?!?” io credo che la semplicità è relativa e la può definire solo chi realizza il lavoro e non il committente. altrimenti se lo faceva da solo …
mi ha fatto sorridere
http://www.goldworld.it/cool-stuff/features/luca-barcellona-gold-series/designer-series/
tristemente vero
@stefano: ahahahaha sisi l’avevo letta, fantasticamente e tristemente vera XD
Facciamolo diventare il manifesto del webdesign!
Ottime parole Lauryn ^_^
@stefano sirianni: prima o poi sbroccherò di brutto, e allora potrete usare me stessa come manifesto XD
È un progetto no profit ma garantiamo la visibilità:
Che non mi paga l’affitto.
questa e’ LA RISPOSTA DEFINITIVA!
Purtroppo la professione dello smanett..ops..del web designer è vista come 10-15 anni fa..ai primordi del web..tanti soldi..seduti in sedie comode e in uffici open space in mezzo al verde e musica lounge, per cui è giusto che uno se vuol prender soldi li deve sudare (pensano gli altri)…. Per fortuna che qualche cliente normale riesce a capirlo che anche questa è una “professione” vera e propria e in quanto “professione” la parola “professionalità” non è fuori luogo e quando uno è “professionale” di certo non deve esser pagato amatorialmente (cene, aperitivi etc etc e belle parole).
Se avessi dato un valore di 10 euro a tutti i bravi che mi dovrei esser preso in questi anni ora mi potrei comprare una ferrari..ma ahimè si vive di ben altro.
Interessante l’articolo di stefano
Certo..magari qualche aiuto dallo stato non sarebbe male. Non aprir partite iva o simili e poi fartele pagare il doppio l’anno dopo!!!
Ma come il caffè nel servizio a casa non è compreso? :-O
Ed io masochista che continuo a studiare per entrare in questo abisso.
io ho smesso da un po’ di lamentarmi.. condivido tutto ciò che è stato detto e spesso l’ho scritto io in prima persona. Il fatto è che freelance significa disponibili. A rispondere al telefono il sabato, ad andare a 50km di distanza per un appuntamento senza la garanzia di un lavoro nuovo, a far aspettare gli amici che erano venuti a cena da te perchè il cliente ti chiama quando ha chiuso il suo ufficio. L’alternativa è rischiare di perdere il cliente, o anche solo la possibilità di ottenere un nuovo cliente/incarico.
Ieri ho risposto ad una email in cui c’era semplicemente scritto “chiedo contatto telefonico”. Arrogante e presuntuoso, ma perchè poi non poteva chiamare lui??? Intanto mi son data un pizzico sulla pancia, ho telefonato… e probabilmente ho un nuovo incarico. Quest’è la vita del freelance, se non vi piace fatevi assumere alle poste italiane.
Condivido!
@Laura: vado a fare domanda domattina
))
Ciao,
dico il mio parere come al solito, tanto più che sono obiettivo proprio perché ho chiuso la P.IVA.
Il problema si articola in 3 tronconi che si intersecano tra loro formando la tempesta perfetta.
Il primo riguarda l’ambito sociale/rappresentativo.
Infatti non esistono sindacati, associazioni di categoria, iniziative private o pubbliche che promuovano l’associarsi o il raggrupparsi di professionisti per, ad esempio, avere servizi di consulenza finanziaria e fiscale, marchi, formare cooperative o start-up formate da 3-4 persone.
Il secondo riguarda la concorrenza.
Infatti il professionista da un lato ha le aziende e le cooperative che hanno una organizzazione vera e riescono ad avere listini e fatturazione come ogni altro settore, dall’altro ci sono tanti che fanno concorrenza come doppio lavoro, spesso in nero, accontentandosi di 200 euro in nero per comprare da mangiare o farsi una vacanza, andando poi dal cliente alle 19.30 finito il lavoro. Il professionista quindi è tra l’incudine e il martello, non potendo offrire una alta affidabilità e non offrendo la flessibilità e l’economicità del lavoratore in nero.
Il terzo riguarda la cultura dell’individualismo nel paradosso della rete.
Mentre infatti opera sul web, il professionista cerca di accoltellare qualsiasi concorrente potenziale, volendo risultare l’unico e vero maestro, portatore di scienza, guru, ecc… ecc… Questo, oltre a fornire l’immagine del tuttologo con poca professionalità, porta anche a non coltivare serie collaborazioni e, pur di non rischiare di farsi rubare il cliente, a proporsi anche per riparare i rubinetti del water.
Tutti e tre i fattori, a mio avviso insanabili ad oggi, portano alla situazione attuale, considerando anche che poi si aggiunge lo spirito italico/mafioseggiante di non alzare mai la voce pubblicamente o far sentire la propria opinione perché “non si sa mai…”
In bocca al lupo
@Laura: a parte gli scherzi, ci vuole almeno educazione, rispetto e modus operandi. da parte mia il cellulare di lavoro è spento oltre un certo orario, così certi eventi non si verificano. ora ci ho scherzato su e mi sono sfogata con voi, ma al potenziale cliente (nonostante sia un conoscente) ho chiesto di mandarmi almeno per email un primo accenno di specifiche, per fargli almeno un preventivo di massima. anche perchè so già che non ha i soldi per pagarmi, quindi per principio me lo voglio evitare. un altro sett scorsa mi dice via email solamente: “ho bisogno dicollaboratori php, ti do il contatto skype così parliamo lì” senza firma nè niente…ma chi sei? che vuoi? nn l’ho considerato XD
assolutamente d’accordo con te lau!
Personalmente quest’anno ho lavorato il giorno di capodanno. Per questo mi sento di condividere sia lo sfogo di Laura (quando girano girano!) sia la posizione di Laura De Masi.
A mio avvisdo l’unico modo di essere più “rispettati” professionalmente è quello di farsi rispettare di più in maniera collettiva come professionisti.
Purtroppo, secondo me, regna ancora tanta improvvisazione nella nostra professione.
La cosa che mi impressiona è questa: ultimamente sto facendo un giro per verificare quanti dei siti delle pubbliche amministrazioni del territorio in cui vivo rispettino la Legge Stanca e la risposta è NESSUNO. Eppure c’è una legge!
Ora la cosa che capisco che magari gli enti locali non abbiano idea di come si fa a rispettare una legge… ma chi c’è che vigilia? A chi interessa? Chi deve promuovere determinati valori in termini di qualità e non solo sia fra la comunità dei web designer sia fra quella degli utenti-clienti?
Forse sono un pò OT ma forse non più di tanto…
Ciao Laura,
non credo che nessuno di noi si stia lamentando.
Il problema è che siamo costretti a “prostituirci” per poche centiania di euro, ma non per i clienti, ma per chi effettua il nostro stesso lavoro spesso senza un minimo di professionalità.
Abbiamo scelto noi questo lavoro e molto spesso è frutto di una passione nata sui banchi di scuola.
Abbiamo avuto la fortuna di trasformare questa passione in lavoro (sfindo chiunque di noi a cambiarlo per andare a lavorare in posta).
E c’è anche che chi, come me, è contento di accendere il pc alla sera dopo mangiato, al sabato, alla domenica e anche durante le festività…
Il problema, come dicevo prima, però è che non esiste nessuno che ci tuteli…
Io rivolgerei questo “sfogo” di Lauryn a noi stessi, anzi no, a chi del nostro lavoro riesce a ridicolizzarlo, farlo passare per un dettaglio…
Io ultimamente ho smesso di portare a casa lavori inutili e sottopagati e ho alzato le mie tariffe…
Certo ho perso dei clienti e ho anche avuto meno incarichi, e sto facendo fatica, però è ora che le cose cambino…
Smettete anche voi…
Sembra un post di risposta ad un mio commento, altrove sulla rete!
dove dove
@roberto: anche io sto facendo la stessa cosa, sto cercando di alzare il livello del mio target…
@massimiliano: ora se posso chiedere, che lavoro fai e in che situazione ti trovi?
@vittorio: nn è OT, anzi…grazie per aver segnalato anche questo aspetto
ahhh come ti capisco. E non posso far altro che condividere al 100%
Io l’ho fatto finché vivevo a casa dei miei… Tanta selezione,tariffe adeguate e orari inflessibili. Bella vita. Ma quando hai casa e spese non puoi permetterti più tanta selezione. Che posso dire… È una.situazione mortificante. Vivere in italia è mortificante se si ha un minimo di.professionalità… Ma non voglio cadere nemmeno io nei discorsi politici…
@laura: io ci ho sempre pagato affitto e spese, però il margine di guadagno è veramente minimo, e lavoriamo in due…ora mi sono rotta di essere trattata da schiava
infatti non guadagno più una mazza XD
ah, non è un segreto, ce l’ho anche sul mio profilo di FB e LI…
mi sono stancato delle problematiche legate alle cose scritte sopra (e anche di altre a dire il vero, ma ne possiamo al limite parlare in privato), mi sono messo a fare un paio di concorsi e ora (invece che per le Poste ;D ) lavoro per la Regione Emilia-Romagna.
Leggendo questo post mi sono resa conto che ti ho sempre idealizzata Laura, pensavo, non so perchè, che tu fossi immune a questo tipo di cose e che ormai raggiunto un certo livello di professionalità (ok ho una grande stima e considerazione di te a quanto pare! xD) queste cose non capitino più.
Invece quello che hai scritto sembra detto da me, e questa cosa un po’ mi sconforta. Non c’è speranza per noi?
Raramente il mio lavoro viene preso sul serio, ho orari flessibili decisi da me, lavoro in casa, decido io se accettare o rifiutare un lavoro, posso anche dormire tutta la mattina, andare in piscina o a fare la spesa alle 4 di pomeriggio se non ho niente di urgente da fare. Ma non si dice, altrimenti si fa impazzire (d’invidia?) tutta quella parte di popolazione scontenta delle proprie vite perchè legate ad un lavoro ripetitivo, alienante e visto come un obbligo.
Tanto per raccontare un episodio:
di recente mi è capitato che un cliente mi chiamasse alle 8 di mattina trovando il telefono spento (non sono un uccellino mattutino, lo ammetto), una volta visto il messaggio ho richiamato trovando il telefono occupato per 3-4 volte. Allora ho scritto una mail dicendo al cliente di chiamarmi pure appena si fosse liberato.
Dopo 2 giorni di silenzio trovo ancora una chiamata alle 8:03 di mattina completa di mail stizzita delle 8:07 che si lamentava dell’impossibilità di parlarmi al telefono, ovviamente scritta tutta in MAIUSCOLO senza un bricolo di grammatica. Provo a telefonare e trovo di nuovo occupato. Rispondo con calma alla mail proponendo al cliente di sentirci nel pomeriggio.
Il telefono rimane muto per ore. Dopo aver cenato noto sul telefono una chiamata persa del cliente, alle 20:56.
@Iria: sono contenta della tua affermazione di stima nei miei confronti ma…no, questa gente capita a tutti. l’importante è saperci fare e saperli ignorare dove serve. per la tua esperienza: se avesse chiamato una webagency figurarsi, non ne conosco una che non apra prima delle 10, quindi si sarebbe trovato veramente male il tuo cliente XD
concordo pienamente con roberto,
la causa di questa “ridicolizzazione” (non credo esista come parola, ma fa’ capire il concetto) della nostra professione è da imputare a due fattori: primo, noi stessi. Si, noi stessi perchè pur di prendere un lavoro ci svendiamo in una maniera MOSTRUOSA ( l’ho fatto anche io agli esordi, e non me ne pento mai abbastanza),secondo,ci sono ragazzini che per un decimo di quello che chiediamo noi gli fanno il sito (magari son figli di amici del cliente,o parenti,o roba simile) ovviamente un buon 90% dei risultati sono pietosi, ma questo e’ un altro problema. Alla fine, se tutti noi imparassimo a tirar fuori LE PALLE (scusate il vocabolo ma ci vuole) queste cose non succederebbero, e otterremmo quel rispetto che tanto ci e’ negato.. ma ahimè, this is italy, la patria delle fregature.
Io non sono un libero professionista… ma come molti liberi professionisti vedo messo in dubbio il mio lavoro da chi sostiene la politica del “massimo guadagno al minimo sforzo” e del “il cliente ha sempre ragione”.
Cerco di lavorare per dare il meglio sia al cliente che agli altri sviluppatori… ma sono solo perché non vengo supportato dall’azienda verso il cliente.
Alziamo il livello qualitativo delle applicazioni!
Spesso pagano talmente poco che mi passa la voglia di alzare il livello qualitativo sinceramente. Non scendo mai sotto certi standard (ci vuole un po’ di etica professionale per non sprofondare) ma non posso nemmeno fare faville per 4 soldi.
Beh … in questo modo si fa il gioco del cliente.
Se tutti dicono di si a qualsiasi lavoro abbassando la propria soglia di qualità può solo e soltanto peggiorare…
Condivido le parole di @Roberto.
No no figuriamoci, di certo non dico di si ad ogni lavoro, anzi, vengo schifata da amici e parenti perchè troppo spesso scarto lavori sottopagati o sospetti. Ho una dignità anch’io e ci tengo a non peggiorare un mercato già ridicolo di per se.
Non abbasso la soglia di qualità, come ho detto ho degli standard sotto cui non voglio andare, però non la alzo nemmeno come suggerivi, visto che sarebbe uno spreco incredibile di risorse (nonchè un furto).
Se vogliamo alzare la qualità (e vogliamo) bisogna alzare di conseguenza i prezzi, preparandosi comunque a dire di no a molti lavori e come diceva sopra Laura (De Masi) non tutti se lo possono permettere :\
La cosa più sbagliata secondo me è svendere un buon lavoro, un lavoro di qualità deve costare il suo giusto prezzo. Se uno vuole spendere poco avrà un lavoro da poco che “funzionerà”, appunto, poco.
Ciao a tutti. Concordo pienamente sull’articolo. Ci sono anche clienti che ti chiedono di passare “domani” ad un orario imprecisato. Un appuntamento no? “Ma, non saprei, domani mattino non ci sono e nel pomeriggio sono pieno. Tu passa.”. Si si, come no. E poi? Ripassa domani, oggi non posso?
Come scrive Andrea Melis, basta con i lavori inutili. Il cliente può avere tutte le ragioni del mondo, ma se non è disposto a rispettare il lavoro altrui non merita sicuramente la nostra professionalità.
Secondo me se il problema non si affronta in maniera sociale, non si possono trovare soluzioni valide per tutti.
La professionalità del singolo non può avere il compito di sopperire alla mancanza di cognizione della necessità della qualità nell’ambito del wed design, all’adozione di una deontologia professionale condivisa, alla definizione del concetto di giusto prezzo per i prodotti che creiamo.
Noi non siamo aziende che commercializzano prodotti di massa.
Però per il cliente finale, se non opportunamente educato, non c’è nessuna differenza fra un sito con il codice scritto in maniera semantica, valido e senza errori in tutte le pagine, in hai curato il seo, il sem, e altre decine di aspetti magari con altri due o tre professionisti che ti affiancano ed un sito fatto con un template preinstallato dove carichi il logo.
Negli anni ho cercato, invano, di vendere prodotti realizzati ad hoc per il cliente tentando di offrirgli ciò di cui realmente aveva bisogno ma, a mio discapito, mi son reso conto che è solo tempo (e fagato) perso.
Da un po’ di tempo mi son convinto che, in Italia, la soluzione migliore sia quella di impiegare i template standard e uno degli n-cms, in modo da abbattere il prezzo, far contento il cliente ed evitare di farmi venir l’ulcera duodenale. Credetemi, è difficile educare un porco…molto difficile…tanto meglio offrire quello che vogliono che gli venga offerto.
tanto per non essere frainteso…con questo non voglio dire di “svenderci” anzi, dico solo di offrire servizi “low cost” per morti di fame (o clienti che non hanno idea di cosa significhi investire) e servizi “top” per clienti (pochi) che ancora credono nella pubblicità, nel web, nella ricerca&sviluppo, e nell’investimento in genere. Fissarsi con “o accettano il mio preventivo o niente, io sono un professionista e costo X” secondo me non creerà mai l’effetto contrario; un cliente che non vuol spendere soldi e, allo stesso tempo, non dovesse riuscire a trovare nessuno disposto a fornirgli il servizio a quelle condizioni cosa pensate faccia? Pagherebbe di più? No, semplicemente si terrebbe il suo bel sito web del 1995 fatto in front-page e basta.
concordo con alessandro, purchè per i progetti low-cost siano ben definiti senza margini di rodimenti di fegato
Concordo con quello detto qui sopra, il problema e’ proprio la mancanza di cultura dell’investimento:il nostro loavor viene visto come ” devo avere un sito internet perche ce l’hanno tutti, ma a me non serve, quindi butto via (si, mi son sentito dire da un “cliente” che i soldi che dava a me erano buttati) meno soldi possibile,tanto tu sei bravo, in 2-3 ore fai tutto”. Sarebbe interessante se il cliente facesse le stesse considerazioni quando gli serve un avvocato. Il problema sta tutto nel fatto che i freelance non vengono riconosciuti come “lavoratori e professionisti” ma bensì come ” smanettoni che stanno a casa e giocano con il pc”
AAAAAAAH! Ci voleva Lauryn.
Ci sarebbe un post eterno da fare. Non penso che ci sia via d’uscita. Questi problemi affliggono i designer di tutto il mondo. Molti di questi problemi sono comuni a tante professioni. Ma ci sono diverse differenze con l’Italia: Ovviamente sono opinioni personali e non sono un economista:
1. In altri paesi lo Stato non tarTASSA le imprese (e con questa parola includo negozi, liberi professionisti, aziende, ecc. ); imprese di successo nascono e muoiono continuamente (cosa che in Italia non può accadere per via dell’apparato burocratico/fiscale), quindi per ogni attività che non rispetta il tuo lavoro, e che decide di non investire, ce ne sono altre 9 che si rivolgono a dei professionisti del web e fanno meglio.
In Italia invece le imprese che vanno avanti sono sempre dei soliti noti, e più scendi al Sud più questa cosa si rafforza. Negli altri paesi è diventato molto importante avere un sito web fatto bene, perché se non lo hai chi lo ha ti supera, ti prende il cliente. In Italia non succede.
No concorrenza -> no necessità di sito web fatto bene -> no clienti disposti a pagare per la qualità di un lavoro.
2. Internet in Italia non è molto diffusa: ci sono paesini, anche in regioni all’avanguardia come il Friuli, che ancora viaggiano a 56k (e non riesco proprio ad immaginare cosa voglia dire). Ogni persona che non si collega ad internet è un potenziale cliente in meno per qualsiasi tipo di attività, e di conseguenza qualcosa in meno per noi.
3. Se proponi ad un cliente un buon sito a 2000€, pure se lo convinci che gliene porterà 4000 all’anno, ha paura. Perché se facciamo un pessimo lavoro non hanno possibilità di rivalsa visto che far valere un contratto in Italia è più difficile che nel Congo.
Se io ti metto in mano 2000€ per farmi un buon sito sono tranquillo se so che, nel caso tu tirassi fuori una schifezza anni 90, potrei avvalermi della giustizia per far valutare il tuo lavoro e quindi ottenere un risarcimento qualora tu abbia fatto schifo. Questa cosa in Italia è impraticabile, in altri paesi lo è.
Stessa cosa da parte nostra, alla fine, che dobbiamo chiedere i pagamenti e far rispettare il contratto.
4. L’evasione fiscale: molte imprese qui possono sopravvivere solo grazie all’evasione fiscale, che è molto difficile da perseguire proprio per gli stessi motivi per cui c’è così tanta evasione (cioè il Kafkiano/intricato sistema burocratico/fiscale in cui siamo ficcati).
Di conseguenza per molte aziende non c’è nessun interesse ad avere la fattura.
L’evasione è inoltre diffusa in maniera capillare in tutta Italia, non solo al Sud. Infatti la zona leader è proprio il Nord-Ovest, che ironia della sorta è una delle più produttive. In tutte le zone d’Italia oltre il 20% delle imprese evade.
Se sono un’azienda di una qualsiasi nazione civile io quei 2000€ di sito li potrò segnare come spesa quando andrò a pagare le tasse. Se sono un’impresa Italiana, dati i 3 punti di cui abbiamo parlato, e considerando che la fattura non mi serve, preferisco dare 50€ ad un ragazzino.
In definitiva per quanto i clienti stronzi siano tanti, non si può dare loro tutta la colpa. È vero che fanno cose assurde, ma succede in tutto il mondo e per tante professioni. Su clientsfromhell ci sono decine di post con chiamate ad orari strampalati, ad esempio.
Anche negli altri paesi ci sono i ragazzini che fanno il sito a 50€. Nei paesi anglofoni c’è la concorrenza Indiana e praticamente di tutto il mondo a causa della lingua. Vedi che casino.
Eppure non mi risulta ci siano associazioni, sindacati o ordini professionali e tanti se la cavano meglio di noi. Tanti falliscono, ma è la normalità.
Perché vivono in nazioni CIVILI, dove lo Stato è un amico, non un’entità che agisce a seconda dell’umore del burocrate di turno. E l’impresa si fa di conseguenza.
Ciao Laura, so che non centra niente ma tutto il mio rispetto per la scelta della foto, Sheldon Cooper è il mio eroe
Beh.. io ogni tanto per ridere sopra a questo tipo di cose vado o su http://clientsfromhell.net/ oppure mi leggo un po di strisce qua: http://freelanceswitch.com/category/freelance-freedom/
ahh che chicche roberta, ora vado a guardare! grazie
aggiornamento: come previsto non rientrava nel suo budget: sarei andata lì pure per niente. tzè!
Che gente del caz… comunque io sto cercando di leggermi tutte quelle vignette di cui ho lasciato il link perchè sono troppo vere e mi fanno sentire meno *sola*
Te pareva.
condiviso ovunque. con questo post ci farei una maglietta da indossare ad ogni primo incontro col cliente. (un pò troppo aggressivo eh?
@Chiara: ho paura che si spaventino poi XD Comunque, in questo periodo se ne sente una al giorno. mia sorella può confermarne un’altra di ieri capitata a lei: dopo il preventivo la cliente dice che non ci sta nel budget, e che comunque aspettava delle idee grafiche e non un preventivo. Ma se non ci stai nel budget?? ‘tacci!!!
esì lau, non lo sapevi che se presenti una bozza bellissima i soldi compaiono per magia?
ti scrivo in diretta cara laura, perchè mentre sono qua a commentare, dall’altro capo del filo (Skype) ho un potenziale cliente tiranno che mi sta facendo impazzire dietro una sua richiesta di preventivo.
A parte che sono le 22,20 di un lunedì pesante, ma io sono brava e buona e rispondo ai clienti anche a quest’ora
Gli ho gentilmente chiesto per BEN 4 VOLTE (e non scherzo e forse sono in difetto) di compilare il form/questionario per i preventivi presente sul mio sito (sia in ITA che in ENG) in modo tale che io possa ragionarci per bene e fargli il preventivo, DOMANI con “calma”.
Ha un budget limitato, ma vuole una decina di pagine piu’ un mini-sito.
Ho provato ad addomesticarlo facendogli capire fn dalle prime frasi che IL NOSTRO E’ COMUNQUE UN LAVORO, UN SERIZIO PROFESSIONALE, così come quello di un meccanico (che se non paghi ha il diritto PER LEGGE di trattenerti l’auto) o di un dentista (che se non paghi ti lascia col mal di denti!!!!…periodo, lo so
), ma mi sono sentita rispondere che PER NOI WEB DESIGNER DIETRO LA PAROLA “PROFESSIONALE” CI NASCONDIAMO IN PERSONE ARRUFFONE.
ve lo lascio in pasto? ^_^
Mica ti ha risposto così?
se ti ha risposto così è da mandare a cagare per via diretta XD
si si…ho copiato e incollato dalla chat di skype.
lo sapete che da quando gli ho detto che per 10 pagine, piu’ grafica+mini-sito difficilmente sarei stata sotto i 1000€ , non ho piu’ avuto notizie del tipo????? LOL
pensava di stare sotto i 100 magari XD
Anche a me sta capitando con un cliente.
Prepara sito su ps, fare vedere, fatto modifiche, va benissimo, metto online sito . no non mi piace più. Sono due settimane che vado avanti a bozze, ora invece di dare consigli dicendo che certe cose non vanno fatte per l’accesibilità, perchè ormai graficamente obsolete, mi limito a dargli ragione. Alla fine non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Come si suol dire…… cavolacci suoi a questo punto.
demoralizzante -_-
Moltissimo Lauryn a questo punto dico : l’importante è che paghi!
A me è capitato (e non una sola volta) che mi dicessero che il preventivo era troppo alto…’Si può dare una limatina?’ Direi di no, ho risposto, al massimo possiamo rivedere il progetto in base al budget a disposizione. Che budget avete a disposizione? Risposta: 300 euro per hosting e tutto…
…e tutto, capito?!!!
Vale a dire: “aprimi il dominio, fammi il sito e tieni pure il resto, ragazza”.
ma questi sono matti…