Il webdesigner medio risultante dal sondaggio di Ala
Dal nuovo sondaggio lanciato l’anno scorso da A List Apart, risulta che la figura web più frequente è:
un webdeveloper americano, bianco maschio, compreso fra i 19 e i 29 anni, laureato ed entusiasta, che lavora nel settore da 10 anni o più.
E’ dipendente di un’azienda e lavora fra le 40 e le 49 ore settimanali con un salario medio di 40.000/60.000 dollari (30.000/36.500 euro).
Inutile dire che la figura non rispecchia minimamente la media italiana, che ne dite? (e poi Ruby prende 2.000 euro + iva per stare 20 minuti a farsi lanciare epiteti sulla sua professione)















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9 Commenti
la mia media personale sarebbe cosi: web developer 27enne,laureato e con azienda propria, lavora dalle 60 ore in su alla settimana, paga dai 2-3000 euro al mese (se gli va’ bene).. bello…
Cosa ne penso?
Penso che sia arrivato il momento di buttarsi nella realtà internazionale globale del mercato, attraverso la rete.
Di praticare listini onesti e mai bassi per l’inizio dell’attività, per poi aumentarli annualmente una volta che ti sei creato la tua reputazione.
Questo è il risultato di un mio studio relativo al settore grafico-web, che mi ha convinto di ricominciare questo mestiere dopo un bel pò di tempo.
Ovviamente ho incontrato diverse difficoltà, ma con pazienza, volontà e tenacia si supera tutto, l’importante e crederci.
Per superare un primo ostacolo, sto facendo un corso di inglese americano suddiviso in 5 livelli, questo è il primo dei problemi che devo risolvere per entrare in questo mercato, che a differenza di quello di nicchia italiano è preparato e con notevole concorrenza di qualità.
Ho fatto un planning e mi sono dato dei tempi insieme al mio socio di avventura, se non riusciamo a raggiungere gli obbiettivi entro un paio di anni… beh potete immaginare da soli.
Laura ti consiglio di fare lo stesso e spero che la mia risposta sia stata esaudiente e di stimolo non solo per te.
buttarsi sul mercato americano? mmmm si potrebbe fare…certo bisogna cercare di capirsi ancor meglio con il cliente, ma ci sta che pretendano siti di alta qualità e siano pagati molto meglio…
credo che il primo passo in questo senso sia tradurre il proprio portfolio
in bocca al lupo, facci sapere come va!
Più che mercato americano diciamo globale, sto solo studiando l’inglese americano
Più che tradurlo, bisogna rifarlo!
Ormai è obsoleto e neanche viene più aggiornato, in attesa che il lavoro del nuovo sia ultimato, spero tra 4/5 mesi se va bene
[...] This post was mentioned on Twitter by Tatiana Designs, Laura Gargiulo. Laura Gargiulo said: Il webdesigner medio risultante dal sondaggio di Ala http://goo.gl/fb/WXjod [...]
il mercato internazionale è comunque molto duro, c’è tanta concorrenza anche all’estero. La differenza forse è che all’estero possono apprezzare meglio le peculiarità tecnologiche che possiamo mettere nei nostri lavori, mentre qua è tutta fatica sprecata, per la maggior parte dei clienti è sufficiente avere una paginetta web COPIA/INCOLLA da una cavoalta scritta da loro con word.
Direi che entrare nel mercato globale è assolutamente necessario se si ama il proprio lavoro e si vuole essere rispettati per l’impegno che ci si mette.
Sulla competizione c’è da preoccuparsi ma non tantissimo: se siete bravi, un posto c’è e sicuramente si è più apprezzati che in Italia (anche se qualche illuminato cliente c’è anche qua).
PS
@Lauryn: grazie per il link
è vero! sono rari ma ci sono!
ps: prego! vi seguo!
Concordo. E poi ci sono tanti modi per proporsi nel mercato globale, anche gratuiti.