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Il webdesigner medio risultante dal sondaggio di Ala

Scritto da il 14 novembre 2010 in Webdesigner - 9 Commenti - 159 visite

Dal nuovo sondaggio lanciato l’anno scorso da A List Apart, risulta che la figura web più frequente è:

un webdeveloper americano, bianco maschio, compreso fra i 19 e i 29 anni, laureato ed entusiasta, che lavora nel settore da 10 anni o più.

E’ dipendente di un’azienda e lavora fra le 40 e le 49 ore settimanali con un salario medio di 40.000/60.000 dollari (30.000/36.500 euro).

Inutile dire che la figura non rispecchia minimamente la media italiana, che ne dite? (e poi Ruby prende 2.000 euro + iva per stare 20 minuti a farsi lanciare epiteti sulla sua professione)

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L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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9 Commenti

  1. Invenio design (25 comments)
    Scritto il 14 novembre 2010 alle 19:07

    la mia media personale sarebbe cosi: web developer 27enne,laureato e con azienda propria, lavora dalle 60 ore in su alla settimana, paga dai 2-3000 euro al mese (se gli va’ bene).. bello…

  2. GaSe (45 comments)
    Scritto il 14 novembre 2010 alle 20:50

    Cosa ne penso?
    Penso che sia arrivato il momento di buttarsi nella realtà internazionale globale del mercato, attraverso la rete.
    Di praticare listini onesti e mai bassi per l’inizio dell’attività, per poi aumentarli annualmente una volta che ti sei creato la tua reputazione.

    Questo è il risultato di un mio studio relativo al settore grafico-web, che mi ha convinto di ricominciare questo mestiere dopo un bel pò di tempo.
    Ovviamente ho incontrato diverse difficoltà, ma con pazienza, volontà e tenacia si supera tutto, l’importante e crederci.

    Per superare un primo ostacolo, sto facendo un corso di inglese americano suddiviso in 5 livelli, questo è il primo dei problemi che devo risolvere per entrare in questo mercato, che a differenza di quello di nicchia italiano è preparato e con notevole concorrenza di qualità.

    Ho fatto un planning e mi sono dato dei tempi insieme al mio socio di avventura, se non riusciamo a raggiungere gli obbiettivi entro un paio di anni… beh potete immaginare da soli.

    Laura ti consiglio di fare lo stesso e spero che la mia risposta sia stata esaudiente e di stimolo non solo per te.

  3. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 14 novembre 2010 alle 20:58

    buttarsi sul mercato americano? mmmm si potrebbe fare…certo bisogna cercare di capirsi ancor meglio con il cliente, ma ci sta che pretendano siti di alta qualità e siano pagati molto meglio…
    credo che il primo passo in questo senso sia tradurre il proprio portfolio :)
    in bocca al lupo, facci sapere come va!

  4. GaSe (45 comments)
    Scritto il 14 novembre 2010 alle 21:30

    Più che mercato americano diciamo globale, sto solo studiando l’inglese americano :)

    Più che tradurlo, bisogna rifarlo! :D
    Ormai è obsoleto e neanche viene più aggiornato, in attesa che il lavoro del nuovo sia ultimato, spero tra 4/5 mesi se va bene :D

  5. Scritto il 15 novembre 2010 alle 08:00

    [...] This post was mentioned on Twitter by Tatiana Designs, Laura Gargiulo. Laura Gargiulo said: Il webdesigner medio risultante dal sondaggio di Ala http://goo.gl/fb/WXjod [...]

  6. Callisto (1 comments)
    Scritto il 15 novembre 2010 alle 11:11

    il mercato internazionale è comunque molto duro, c’è tanta concorrenza anche all’estero. La differenza forse è che all’estero possono apprezzare meglio le peculiarità tecnologiche che possiamo mettere nei nostri lavori, mentre qua è tutta fatica sprecata, per la maggior parte dei clienti è sufficiente avere una paginetta web COPIA/INCOLLA da una cavoalta scritta da loro con word.

  7. ItalianALA (1 comments)
    Scritto il 15 novembre 2010 alle 11:19

    Direi che entrare nel mercato globale è assolutamente necessario se si ama il proprio lavoro e si vuole essere rispettati per l’impegno che ci si mette.
    Sulla competizione c’è da preoccuparsi ma non tantissimo: se siete bravi, un posto c’è e sicuramente si è più apprezzati che in Italia (anche se qualche illuminato cliente c’è anche qua).

    PS
    @Lauryn: grazie per il link :)

  8. Lauryn (4284 comments)
    Scritto il 15 novembre 2010 alle 11:27

    è vero! sono rari ma ci sono!
    ps: prego! vi seguo!

  9. Vittorio (57 comments)
    Scritto il 16 novembre 2010 alle 16:06

    Concordo. E poi ci sono tanti modi per proporsi nel mercato globale, anche gratuiti.

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