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Il webdesign e la crisi economica: come cambia il nostro rapporto con i clienti e il nostro lavoro

Scritto da il 25 febbraio 2009 in Webdesigner - 11 Commenti - 45 visite

Grazie a Luca D’Imperio, con il quale c’è stato uno scambio di battute via email sull’argomento, abbiamo unito i nostri pareri in questo post.

Da parte sua dice questo:

1108745 golden euros 1 Il webdesign e la crisi economica: come cambia il nostro rapporto con i clienti e il nostro lavoroDicono che in tempi di crisi le consulenze e i servizi sono i primi ad essere eliminati dalle aziende a causa del taglio dei costi.

E’ vero, ma non sempre si tratta di una scelta giusta. In periodi di diffficoltà per le aziende, è necessario saper pianificare e dosare i costi. E’ sbagliato tagliare i costi indistintamente pensando che sia l’unica soluzione per poter continuare a restare sul mercato.

Al presentarsi delle difficoltà sono coloro che investono meglio a restare a galla!

La mia esperienza è quella che sto riscontrando in questo periodo con i clienti: ce ne sono alcuni che se fino ad ora hanno sempre speso per i servizi web adesso hanno sospeso perchè le banche non gli forniscono più soldi, clienti che hanno i dipendenti in cassa integrazione, e clienti nuovi che vogliono spendere al meglio i loro soldi, si informano di più su come verranno spesi i loro soldi, non che non li abbia mai informati in precedenza, ho sempre fornito risultati e monitoraggi di vario genere…

inoltre:

1093355 financial crisis Il webdesign e la crisi economica: come cambia il nostro rapporto con i clienti e il nostro lavoroDal mese di settembre dello scorso anno abbiamo avuto molte più difficoltà in fase di acquisizione dei clienti, già diverse volte ci è capitato di sentirci dire che anche la spesa per il semplice sito vetrina doveva essere rinviata almeno all’anno nuovo (ovvero l’anno corrente), da alcuni dei vecchi clienti invece abbiamo visto una certa difficoltà per fronteggiare le spese relative ad aggiornamenti, aggiunta di servizi o semplicemente nuove funzioni all’interno del proprio sito aziendale.

Per questi e per altri motivi WebAir (NdA: la società di Luca) ha ripensato le proprie offerte commerciali, offrendo i propri servizi in modalità diverse da quanto fatto fino alla fine del 2008 e ribassando sensibilmente i propri prezzi. Le formule commerciali sono nate con l’obiettivo di fornire, a vecchi e nuovi clienti, i servizi di WebAir in abbonamento piuttosto che on-demand (formula che comunque continueremo ad offrire soprattutto per i servizi di grafica).

Da parte mia invece:

418215 face   questions 150x150 Il webdesign e la crisi economica: come cambia il nostro rapporto con i clienti e il nostro lavoro[...] nella mia seppur piccola esperienza, ti posso dire che ho un riscontro molto vario.
c’è chi comincia una startup basata proprio sul web, perchè la vita lavorativa “reale” non gli fornisce giusto supporto, e mi chiede pertanto portali e blog che portino un guadagno in termini di entrate pubblicitarie, se non addiritura ecommerce.

Chi ha la registrazione in camera di commercio infatti trova meno dispendioso avere un negozio virtuale che un negozio fisico, che ha un costo fisso mensile spesso insostenibile. Pertanto queste due tipologie di clienti investono, ovviamente non migliaia e migliaia di euro, ma il giusto, in qualcosa in cui credono. Talvolta ricevono dei sussidi o finanziamenti, pertanto da parte mia il lavoro, così come il pagamento, sono assicurati.

Per contro ci sono clienti che non possono permettersi più di tanto, e nonostante conoscano le potenzialità del web e i prezzi, tentano la via più economica, che per fortuna, grazie alle applicazioni open source, sono fattibili (e di conseguenza noi webdesigner stiamo diventando anche degli esperti in cms e applicativi in genere).
Le vie nel mezzo sono infinite. Chi non vuole investire con me non si fa vivo, pertanto non saprei dirti motivazioni e statistiche di questa categoria di clienti.

Partendo sempre dal fatto che non dobbiamo svalutare il nostro lavoro, già abbastanza svalutato… voi come la vedete questa crisi? Le cose sono cambiate rispetto a prima?

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L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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11 Commenti

  1. Alex (116 comments)
    Scritto il 25 febbraio 2009 alle 09:08

    secondo me bisogna dividere le grandi aziende dalle piccole…parlando di clienti naturalmente..

    le grandi aziende abituate a costi “infiniti” anche ora che l’economia risulta in crisi devono emergere comunque facendo sentire il loro peso sul mercato, e quindi diminuiscono di poco i loro investimenti sullo sviluppo web ma non di tanto perchè hanno bisogno di rimanere al pari o meglio di superare i competitor. Io lavoro per una di queste aziende e gli investimenti sullo sviluppo web per il 2009 sono i più alti da 2 anni, perchè è in questo momento di crisi che l’azienda deve uscire fuori dal coro con idee o prodotti importanti.

    per le piccole aziende la questione è sicuramente diversa…il budget non è sempre così ampio da permettere nuovi progetti anche se necessari, e magari si preferisce finire il quarter in pareggio piuttosto che rischiare di fare il botto con qualcosa di interessante.

    personalmente ritengo comunque giusto che il webdesign abbassi i propri costi in questo momento proprio per venire in contro alle piccole aziende “fidelizzandole” e offrendosi più vantaggiosi per le grandi aziende che pur essendo degli zii paperoni hanno comunque il bisogno di risparmiare per poter avere più sviluppi possibili durante l’anno.

  2. Marighela (68 comments)
    Scritto il 25 febbraio 2009 alle 09:08

    Mi trovo concordae con tutto quanto detto…pero’ ho riscontrato anche da parte di aziende davvero grosse (e per grosse intendo proprio GROSSE) che prendono la crisi piu’ che altro com un vero ALIBI, piuttosto che un reale problema, per pagare il meno possibile, quasi al limite della decenza.

  3. WebAir (11 comments)
    Scritto il 25 febbraio 2009 alle 10:14

    il nostro punto di vista è che, anche in questa situazione, in cui le difficoltà fanno paura ai manager e ai titolari delle attività in generale, saranno le idee migliori ad aiutare le aziende e i professionisti del nostro settore.

    Ottimo articolo, saremo lieti di scambiare pareri ed idee con i lettori di IWD!

  4. Livio (39 comments)
    Scritto il 25 febbraio 2009 alle 19:02

    Certo che se la risposta è “ribassando sensibilmente i propri prezzi”… c’è qualcosa che non va, o che non andava prima.

  5. WebAir (11 comments)
    Scritto il 25 febbraio 2009 alle 20:30

    passando a formule in abbonamento piuttosto che on-demand, è normale che il prezzo sia più basso per il singolo servizio, se si deve servire un cliente durante tutto l’anno è ovvio che pagherà meno i servizi che acquista rispetto ad altri clienti che non sono in abbonamento e che pagano alla consegna solo il servizio richiesto, inoltre non conoscendo nel dettaglio tutte le operazioni commerciali di qualcun altro è difficile poter giudicare se c’era qualcosa che non andava prima o dopo.

  6. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 25 febbraio 2009 alle 21:02

    @webair: livio si riferisce al fatto, oramai risaputo, che molti si svalutano pur di guadagnare 100 euro. cosa che avviene spesso nel nostro settore e che non fa che aumentare la credenza nei clienti che il nostro sia un lavoro da nerd che hanno bisogno dei 50 euro per comprarsi la tastiera supertecnologica :/

  7. aledesign.it (345 comments)
    Scritto il 26 febbraio 2009 alle 00:42

    Purtroppo è così. Si parla sempre di sottocosto di lavoro troppo pagato, che per tirare due linee ci vuole poco, che per accostare due colori non bisogna aver fatto particolari scuole..bla bla bla.Ribassare sensibilmente il prezzo può esser una via, però che non sia una cosa continuativa. I furbi ci son sempre, nessuno di noi può indagare effettivamente se il cliente tal dei tali non può veramente pagare oppure lo fa solo per pigrizia. (io avanzo ancora 800 euro da un (*§ç@#) per un lavoro fatto l’anno scorso con tanto di minacce. Poi ti dicono che il servizio non funziona e che non gli piace (e il tempo si prolunga) in ogni caso mi auguro con tutto il cuore che per questi “furbi” sia arrivato il tempo debito. Anche noi meritiamo rispetto nonostante ci siano “nostri” colleghi che si spacciano per grafici a prezzi vergognosi..Saluti

  8. WebAir (11 comments)
    Scritto il 26 febbraio 2009 alle 13:43

    Verissimo, è molto triste esser sottovalutati e sottopagati per il proprio lavoro. Non è mai bello non esser apprezzati per quello che si fa (al di la di un discorso puramente economico).

    @ aledesign > i clienti che si lamentano per i prezzi (onesti) o che pagano in (super) ritardo sono i peggiori! Creano situazioni abbastanza scomode per la gente del nostro settore.

  9. Sebastiano (3 comments)
    Scritto il 26 febbraio 2009 alle 16:39

    Salve ragazzi!
    Un’intervento giusto per dire che, al di là della crisi che ovviamente colpisce ogni settore, chi più e chi meno, anche a seconda delle capacità di differenziare il proprio lavoro (e la decisione di webair di offrire un abbonamento mi sembra un’ottima idea), non dimentichiamo che si stanno sviluppando molte opportunità per i web designers per ottenere guadagni al di là dei lavori su commissione: vendere templates (vedi themeforest), vendere immagini vettoriali e altri metodi che sicuramente conoscerete meglio di me. Per cui chi svolge questo lavoro oltre a lamentarsi di quelle problematiche per altro comuni a tutti i lavori (qualunque freelancer deve fare conto con i clienti che pagano in ritardo), rallegriamoci per le nuove occasioni che si profilano. Ciao a tutti! Lauryn complimenti per il blog

  10. Lauryn (4198 comments)
    Scritto il 26 febbraio 2009 alle 16:50

    grazie sebastiano!
    ma non dimentichiamoci che siamo in italia, infatti themeforest e altri sono stranieri. io per “VENDERE” un template o un’icona devo essere registrata in camera di commercio, cosa che molti freelance come me non sono per via degli alti costi fissi di inps, pertanto non è neanche una porta tanto aperta, direi che è socchiusa…

  11. WebAir (11 comments)
    Scritto il 26 febbraio 2009 alle 20:20

    purtroppo la burocrazia e i relativi costi per chi è in proprio e per le aziende italiane rappresentano sempre delle barriere.

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