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I siti accessibili bufala e le PA che ci cascano

5 nov 2008 | scritto da Lauryn in Accessibilità, Case histories | 37 Commenti
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bollino aaa 300x51 I siti accessibili bufala e le PA che ci cascanoUn invito ai comuni qui elencati:

http://www.ilpuntoweb.it/public/commerciale/portfolio_enti.asp

attenzione, chi vi ha venduto il sito per accessibile vi sta solo truffando!!

Lascio agli studenti e ai professionisti che frequentano questo sito il commento sui siti elencati: vi sembrano per caso lontanamente accessibili? Come proteggere questi comuni dallo spendere soldi inutilmente (seppur pochi perchè sembra che tutte le gare le vincano questi fatidici de Ilpuntoweb)?

Aiutateci!!

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37 Commenti

  1. Roberto Scano (89 comments) 5 novembre 2008 alle 12:56

    Interessante. Uno a caso, dichiarato fatto nel 2007:
    http://www.comune.omignano.sa.it/

    DTD Transitional….

  2. Nicky (17 comments) 5 novembre 2008 alle 13:52

    Agghiacciante….

  3. Lauryn (3114 comments) 5 novembre 2008 alle 13:55

    già! cioè:
    1.non passa nemmeno la validazione
    2.layout fatto con le tabelle
    3.il foglio di stile è un’accozzaglia di poche classi messe insieme
    e queste sono solo le basi dell’xhtml, l’accessibilità poi è ben altro!

  4. Marco (407 comments) 5 novembre 2008 alle 14:09

    Oddio in teoria le tabelle le usi se vuoi mantenere una compatibilità con i vecchi browser, sarebbe bene vedere le statistiche, anche se più sempicemente credo non ne siano capaci di usare i div

  5. Dimitri (51 comments) 5 novembre 2008 alle 14:09

    Per aiutare questi comuni dovremmo far loro il sito gratis, pagato a 1000 giorni dall’emissione della fattura :D

  6. rgwebdesigner (57 comments) 5 novembre 2008 alle 14:27

    Lauryn puoi anche aver ragione sul fatto che i siti sono fatti con le tabelle e il css fa schifo…
    ma alla fine è il cliente che deve essere soddisfatto…

    Il Cliente non va e non andrà mai a vedere se il sito è fatto con le tabelle o con i div…e sinceramente anche se lo venisse a scoprire non gliene fregherebbe niente!

    Seconda cosa: loro potrebbero anche essere ignoranti sul fatto di programmazione xhtml perchè quasi nessun loro sito è validato…e il fatto mi fa pure un po innervosire perchè si prendono dei soldi poco meritati…

    Bisogna rendersi conto che i clienti sono ignoranti…molti chiedono un sito accessibile..e non sanno neanche cos’è l’accessibilità! e quindi si trovano davanti questi lavori di ilpuntoweb e si accontentano!

  7. Dimitri (51 comments) 5 novembre 2008 alle 14:30

    @rgwedesigner: qui stiamo parlando di PA, quindi il tuo ragionamento non è valido..

  8. hor848 (109 comments) 5 novembre 2008 alle 14:41

    ma sono fatti con le tabelle!!!!
    i csssono pezzi presi di qu e di la!!!
    ussignur!
    DENUNCIAMOLI!

  9. Lauryn (3114 comments) 5 novembre 2008 alle 14:42

    già Rg, ma qui le PA dovrebbero avere al loro interno delle persone che supervisionano i lavori, e devono essere esperti di accessibilità. molto spesso li fanno appunto internamente questi lavori. quando li danno esternamente si affidano solo al prezzo e basta.

    @marco: voglio ben sperare che non ci sia da nessuna parte explorer 4, persino in Camera dei Deputati hanno almeno il 6 (purtroppo)

  10. rgwebdesigner (57 comments) 5 novembre 2008 alle 14:43

    @Dimitri: il mio discorso vale per tutti i tipi di cliente..anche per la Pubblica Amministrazione!..
    Perché anche se il sito è di un comune il consenso a sito costruito lo dovrà dare qualcuno o no?

  11. luigi (52 comments) 5 novembre 2008 alle 14:46

    come diceva il buon Guzzanti “so boni tutti a mettece un cartello!”, ad ongi modo non son solo questi i siti P.A. che non rispettano la Stanca, ce ne sono a bizeffe!

  12. Marco Bertoni (49 comments) 5 novembre 2008 alle 14:47

    Qui finché le associazioni di disabili non cominceranno a fare finalmente il loro lavoro facendo schioccare denunce, da questo schifo non si uscirà.

    Non c’è nulla da fare: lo stato ormai se n’è lavato le mani. La solita Italia in cui si fanno leggi solo per archiviarle.

  13. rgwebdesigner (57 comments) 5 novembre 2008 alle 14:51

    @Lauryn: quindi se si affidano a persone esterne, di conseguenza, questi comuni non avranno nessun esperto di accesibilità che supervisiona il sito!
    Di conseguenza si basano solo sul prezzo, e chi da il consenso a sito costruito non ne capisce niente di accessibilità e quindi è contento così!

  14. Lauryn (3114 comments) 5 novembre 2008 alle 14:59

    il fatto peggiore è che ci siano persone che ci speculano sopra, perchè di sicuro quello che prendono per questo lavoro è ben troppo per quello che fanno, anche se competitivo in una gara pubblica!

  15. Dimitri (51 comments) 5 novembre 2008 alle 14:59

    @rgwebdesigner: in teoria è così come dici te.
    In pratica però le PA devono rendere conto agli utenti che visionano il sito, dato che sono proprio loro che hanno il potere di farlo chiudere per mancanza di accessibilità.

    Quando è anche vero che sono loro che si “autocertificano” e che ne prendono parte della responsabilità.

    E’ anche vero però che tutto questo è teoria :-/

  16. Marco (407 comments) 5 novembre 2008 alle 15:01

    @Rg: in teoria io sapevo che quando si fa un appalto per il sito di una pa, bisogna obbligatoriamente mettere che il sito sarà accessibile e a norma di legge Stanca. Che poi non lo rispettano è un’altro conto.

    @Marco: ma la stanca prevede sanzioni? Sicuramente la 67/2006 si, ma la Stanca non lo sapevo :D

  17. ffranz (125 comments) 5 novembre 2008 alle 15:03

    poi quel “SITO ECCELLENTE” mi fa troppo ridere!!
    E allo stesso tempo mi fa rabbia che il lavoro venga affidato (non si capisce per quale ragione) a certi zappatori del web!
    Assurdo!!

  18. Marco Bertoni (49 comments) 5 novembre 2008 alle 15:05

    La Stanca prevede sanzioni amministrative che non fanno paura a nessuno. Inoltre con la chiusura dell’ufficio accessibilità del cnipa figuriamoci. Per questo dico che devono svegliarsi le associazioni dei disabili sul discorso della discriminazione, altrimenti non ci sarà più nulla da fare. Ma ho come la sensazione che queste associazioni non abbiano interesse a farlo.

  19. chiara (20 comments) 5 novembre 2008 alle 15:06

    robe da matti! in quello segnalato da Scano hanno messo anche le icone della validazione.
    Ma quando questi comuni pagano, non dovrebbero in qualche modo controllare?

  20. Antonio2 (73 comments) 5 novembre 2008 alle 15:07

    Mammamia! Non ho parole, se non per dire che un’azienda del genere (Ilpuntoweb) non dovrebbe fare questo mestiere.

  21. Giancarlo (109 comments) 5 novembre 2008 alle 15:26

    Bene…se si parla di sprechi…Qualcuno ricorda http://www.italia.it ? Quanti milioni di euro sono stati buttati per poi chiuderlo subito dopo?

    Inoltre…andate a validare http://www.senato.it….DICO SENATO.IT….ci sono ben 15 errori…bhe…probabilmente…saranno errori di distrazione, dato che almeno si fa cenno all’accessibilità …ma in http://www.camera.it ? dove mi spuntano 56 errori e neanche si accenna all’accessibilità?

    Ora so…che innesco l’inferno nel blog con alcune affermazioni…però voglio fare 1 premessa : LA LEGGE STANCA C’E’ E DEVE ESSERE RISPETTATA…però nulla mi vieta di criticarla.

    Mi sono sempre chiesto…perchè bisogna far in modo che il sito possa permettere di modificare la dimensione del carattere? Se 1 persona non vede bene…ma può usare il mouse e cliccare possibilmente su un link per aumentare il carattere…perchè non può farlo col browser? tipo con Firefox lo fai facilmente con un Ctrl+…sono tasti come quelli del mouse!!!

  22. Lauryn (3114 comments) 5 novembre 2008 alle 15:34

    lasciamo perdere italia.it che è un altro discorso…

    e anche senato.it e camera.it (che eppure mi sembrano fatti benino, gli errori sono dettati solo dai link dinamici)…

    il tuo esempio non calza giancarlo, perchè un sito accessibile deve essere navigabile anche con la tastiera, per cui chi naviga può ingrandire o diminuire i caratteri anche da tastiera…prima diventa disabile e poi ne riparliamo…

  23. Marco Bertoni (49 comments) 5 novembre 2008 alle 15:35

    @Giancarlo:
    Attenzione all’interpretazione errata dei requisiti: la legge non chiede IN NESSUN MODO di mettere i linketti nel sito per aumentare il carattere (le famose A A+ A++ ecc.): sarebbe stupido dato che non può essere il designer a decidere due o tre gradi di ingrandimento del caratteri, ma, appunto deve essere l’utente utilizzando l’interfaccia del client a poterlo fare quanto e come desidera.

    Siccome non tutti i browser sono Firefox, ed esistono anche persone che navigano con IE 6 e precedenti, la legge impone di costruire interfacce nelle quali i caratteri siano ridimensionabili (em o %) in modo tale che l’utente CON QUALSIASI BROWSER E CON QUALSIASI VERSIONE DELLO STESSO possa ingrandirli.

  24. Lauryn (3114 comments) 5 novembre 2008 alle 15:36

    @giancarlo: forse mi sono espressa in modo forte, me ne scuso, ma cerca di immedesimarti meglio nei panni del disabile e non sparare cavolate ;)

  25. Marco Bertoni (49 comments) 5 novembre 2008 alle 15:41

    Per prevenire ulteriori misunderstanding ricordo che la legge 4/2004 si rivolge alle pubbliche amministrazioni e una PA non può decidere arbitrariaramente di discriminare anche un solo utente. Se non ci capiamo su questo allora è inutile parlare.

    Lo stato deve porre i cittadini innanzi alla tecnologia. Questo significa, molto semplicemente, che chi progetta per lo stato non può disinteressarsi dei cittadini disabili. Non può scegliere la tecnologia che preferisce. Se una tecnologia esclude anche un solo cittadino deve essere scartata. Fino a quando non sarà totalmente supportata e accessibile a tutti.

  26. Giancarlo (109 comments) 5 novembre 2008 alle 15:59

    mmhh…giusto…mi avete dato una buona spiegazione…

    ho parlato di italia.it…solo perchè qualcuno ha accennato agli sprechi…poi non lo so se era accessibile o meno..(non l’ho visto!!)

  27. Giancarlo (109 comments) 5 novembre 2008 alle 16:14

    Vero..camera.it e senato.it hanno + warning nei link che errori gravi…ho notato velocemente solo un errore grave …è stato usato 2 volte lo stesso id. Ma a quanto pare…l’indicazione dei caratteri nei css indicata da Marco è seguita alla perfezione. Si usano caratteri in percentuale… HAI RAGIONE ;-) !!!

  28. Roberto Scano (89 comments) 5 novembre 2008 alle 17:09

    @Giancarlo: italia.it era accessibile ;-)

    http://robertoscano.info/random-bits/stranezze/italiait-ora-e-proprio-inaccessibile/

  29. Giancarlo (109 comments) 5 novembre 2008 alle 17:30

    @Roberto Scano: E allora la cosa è ancora + divertente….come?…l’unico sito web…che forse rispettava in pieno la legge (come dici nel tuo blog) è stato chiuso?? ma che senso ha chiuderlo una volta fatto??? quale è stato il motivo della chiusura?

  30. Roberto Scano (89 comments) 5 novembre 2008 alle 19:22

    Forse perchè impediva alle regioni di ottenere 65 milioni di euro l’anno per farsi i portalini turistici? Bisognerebbe chiederlo a Rutelli :-)
    Diciamolo seriamente… forse era nato male come progetto, ma andrebbe ripreso in mano e sistemato… l’idea iniziale non era errata.

  31. Marco Bertoni (49 comments) 5 novembre 2008 alle 19:41

    Robé attento che scateniamo gli zombie con queste parole ;) .

    A parte gli scherzi: non è un segreto che a suo tempo io abbia aiutato il team di sviluppatori del portale Italia.it a renderlo conforme alla 4/2004. In pochissimo tempo, una ventina di giorni in full-immersion (per un portale di quelle dimensioni sono niente), è stato fatto un ottimo lavoro e non solo grazie al mio contributo, ma soprattutto grazie alla professionalità del team di progettisti.

    Poi una delle società di valutazione (il Chiossone) si è avvalsa di Scano per certificare l’accessibilità del portale (e non so se mi spiego).

    Il tutti a costi ridicoli, davvero ridicoli, niente milioni state sicuri…

    … e alla fine l’hanno chiuso. Vergogna. Ora si che è uno spreco.

  32. rgwebdesigner (57 comments) 5 novembre 2008 alle 22:51

    @Marco: io essendo nato ieri…che progetto aveva italia.it?

  33. Marco Bertoni (49 comments) 5 novembre 2008 alle 23:21

    @rgwebdesigner: non so se la tua domanda è sincera o meno. Cmq ho smesso da tempo di cedere ai tentativi di polemica sul sito in oggetto ;) .

    Se fai una ricerca su Google troverai un sacco di info su quel progetto. Ma attenzione: a volte, come fa notare Scano in un commento precedente, certi cosidetti “scandali” si montano per coprirne altri.

    Se facessimo davvero la conta degli sprechi nella PA, Italia.it sarebbe l’ultimo dei problemi.

    Notte.

  34. Antonio (34 comments) 5 novembre 2008 alle 23:24

    a proposito, Roberto Scano, il tuo sito mi da la bellezza di 5 errori css con FF. :)

  35. rgwebdesigner (57 comments) 6 novembre 2008 alle 00:55

    @Marco: ahahah :D , nono è sincera..stai tranquillo!..appunto per questo ho chiesto a te perché in giro possono dire cose anche non vere (es. il commento di prima di Carlo che ha parlato di milioni di euro)!
    Assolutamente non cerco polemica…vengo in pace! ;)

  36. Marco Bertoni (49 comments) 6 novembre 2008 alle 01:18

    Beh, visto che son sveglio a mettere a posto il pc di un amica (si finisce sempre così noi informatici, come i chitarristi da spiaggia: tu suoni e gli altri…) rispondo: beh qualche milione è stato speso, non tanti come si diceva in giro però ;)

    bye

Trackback

  1. Strane avventure con le webagencies | biroblu 7 novembre 2008 alle 16:28

    [...] Per compassione non riporto lo scambio di email successivo, ora questo bel somaro sta tentando di farsi aggiungere in Skype da Roberto che giustamente lo ha messo in blacklist. Ma che gente c’è in giro per il Web? Saranno mica amici dei tizi segnalati da Lauryn? [...]

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