I Beatles studiavano Marketing!
Tutti noi sappiamo benissimo come nel mondo del Marketing e del Design, la “First-time impression” sia importante se non decisiva per la riuscita di un progetto. Quanti però, tra di noi, si chiedono le reali motivazioni di una creatività che ad occhi di molti, potrebbe risultare banale? Riporto un esempio famosissimo, talmente famoso che è indicativo di un successo a tutto tondo, derivato, a parer mio, dal giusto mix di qualità, artistiche, umane ma anche “commerciali”. Come dimenticare la copertina di “Abbey Road” dei Beatles? Come molti di voi possono ricordare, quest’immagine scosse una gran fetta di pubblico, ma soprattutto, creò una quantità incredibile di rumors, per le sue “strane” particolarità: la simulazione di un corteo funebre (a destra, veicolo nero dell’epoca, usato come Carro), dove Lennon rappresenterebbe il Sacerdote (l’unico vestito di bianco per indicare la sacralità), Starr l’uomo delle pompe funebri (l’unico vestito di nero), McCartney il deceduto (scalzo, quindi sottolineando il contatto diretto con il terreno, con una sigaretta in mano e con il passo diverso da tutti) e Harrison nei panni dell’amico del defunto. Andando più a fondo dell’immagine, la cosa che colpisce di quest’ultima è la targa del maggiolone a sinistra: LMW 28IF, cioè “Linda McCartney widowed” e “28 se”. Come a dire “Paul avrebbe 28 anni se fosse ancora vivo”. Leggende, verissimo. Queste leggende però hanno sicuramente accresciuto il fascino di un prodotto già vincente, rendendolo semplicemente immortale. Ma quanto lavoro secondo voi c’è dietro ad una progetto del genere?
Ho portato quest’esempio, solo per discutere con vuoi su quanto delle volte si possa andare a fondo di una semplice immagine, o meglio, ad una semplice creatività: quante volte ci troviamo ad immaginare un messaggio preciso da voler far passare attraverso i nostri lavori? La prima domanda che mi pongo è: “Il mio messaggio arriverà all’utente”? Secondo voi, qual è l’equilibrio tra una creatività efficace e un buon messaggio trasmesso? Target diversi, ricettività del cliente, tempi di lavorazione: sono tutti elementi che modificano la qualità e la bontà dei nostri lavori.
A parer mio, un ottimo prodotto (per esser definito tale) deve, necessariamente essere supportato da un’ottima azione mediatico-comunicativa. Questo vale per i Beatles, come vale per una creatività per il lancio di qualsiasi prodotto. Altrimenti, gli studi statistici sulle “aperture” delle nostre DEM dove vanno a finire?
A voi ragazzi!
Andrea Galtieri – B&B marketing


















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14 Commenti
eheh grande, avevo sentito parlare molto di questa copertina, come anche molte altre dei Beatles. Alcune sono leggende postume alla creazione, altri dettagli sono proprio studiati…vai a capire quali e perchè ahha
Il discorso è proprio questo: capire dove c’è studio e dove c’è casualità!
Però credo che a certi livelli nulla sia casuale…!
come dice Andrea penso nulla sia causale…avevo già sentito parlare di questa copertina..come di altre..del resto gli anni 60/70 son stati prodighi di menti iper creative!! perchè non creare una lista delle maggiori opere discografiche con all’interno messaggi…subliminal-pubblicitari?
Eh Ale…
ci vorrebbe un papiro lunghissimo… potrei scrivere per ore e annoiarvi non poco ahah
Però prometto, se vi fa piacere, di portarvi esempi concreti di subliminale, roba da far accapponare i capelli!
Grazie per l’ottimo articolo, mi interessano parecchio queste cose
)
Certe volte mi chiedo se usare anche io qualcosa del genere ( ci ho provato) per riuscire a vendere.
Credo dipenda anche da che tipo di messaggio subliminale si usi ( il sesso pare che vada di moda
Ci vuole anche un certo ingegno per nascondere certi messaggi, magari un giorno sul curriculum ci scriverò: Realizzazione di messaggi subliminali
Diciamo che i Beatles si vendevano anche da soli
comunque, a parer mio, c’è sempre un messaggio nascosto, nulla è casuale a certi livelli. D’altronde, capire i meccanismi mentali delle persone è alle base di un marketing vincente!
Allora iVicio, scriveremo sui nostri curricula (ottima declinazione neutra plurale ahahah) “Specializzati in Subliminal-Marketing”
D
In effetti “suona” meglio
Allora facciamo “31″
D
Subliminal Marketing Developer
oppure
Subliminal Marketing Specialist
Anche per me un ottimo prodotto deve necessariamente essere supportato da un’ottima azione mediatico-comunicativa. Il problema è non esagerare altrimenti finiremo come il signore che è raffigurato in questa splendida vignetta che vi segnalo.
Harpo, stupenda vignetta! Eh si, il discorso è non forzare troppo alcuni discorsi, ma si sa, in questo mondo, dubitare è lecito!
Dopo “The Truman Show”… !!!
già, gran bel film!
Soprattutto, oltre che film, secondo me è anche proprio un modo di pensare!
Il giorno dopo cantavo in macchina e credevo di esser ripreso ahaha
ahah scusate non c’entra molto ma ieri ero da Leroy Merlin e ho visto la copia in 3d della copertina in questione: ero davvero tentata di acquistarla per casetta nuova ahah
Ma prendilaaaaa!
E’ stupendaaaa! Però a parer mio il top è prenderla su tela, facciamo una cordata per l’acquisto?