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Guida alla creazione di un non-logo

18 commenti

66379166 5f75304494 o 300x204 Guida alla creazione di un non logoTitolo intrigante che è suggerito da Merlinox e che fornisce spunti davvero interessanti per i nostri potenziali clienti che abbiano bisogno di un logo, spunti nati dalla lettura di un articolo di Webdesignerdepot: How not to design a logo.

Eccoli:

Le cose da non fare per il logo

  1. Fare un logo contest
    E’ molto probabile che il risultato (anche se graficamente buono) sia distante dalle linee di business che solo l’azienda organizzatrice conosce. Inoltre rovina il mercato: chi investirà poi in un logo designer quando con un contest si risolve il tutto?
  2. Troppo bello per essere vero
    Diffidate da annunci di loghi a prezzi bassissimi. Pensate piuttosto che un disegnatore professionista ci mette diverse giornate (qui parlanodi mesi) per studiare creare testare il logo e redigere la necessaria documentazione.
  3. Immagini Stock
    Non utilizzate logotipi o immagini presi dai siti di Stock Imagery, che offrono migliaia di disegni gratuitamente. Quelle immagini sono usate da migliaia di utenti e il tuo logo potrebbe ereditarne la “notorietà”. Usate solo logotipi originali, create il vostro brand.
  4. Farsi da soli il logo
    Se non siete un designer professionista evitate di farvi un logo da soli. E’ molto facile che il prodotto finale sia stilisticamente casalingo. Il design non è solo creatività!
  5. Loghi gratis (o sistemi automatici di creazione logo)
    Vedi il punto 2, ma molto molto peggio!
  6. Prima di pubblicizzarlo assicuratevi che vada bene
    In modo particolare cercate di avere feedback da persone eterogenee per esigenze e ruolo: coinvolgete clienti, competitor. In pratica ogni stakeholder. Nel sito (vedi immagine allegata) fanno degli esempi estremi, anzi fallici. Sono un po’ esagerati però mi hanno fatto parecchio ridere.

L’articolo termina con delle considerazioni sul costo di un logo. Il consiglio che do io è di valutare il lavoro dietro ad un logo e tutte le attività necessarie per realizzarlo:

  • definire cosa il cliente vuole che il logo trasmetta
  • creare una grafica semplice facile e intiuitiva
  • <ciclo di approvazione / revisione >
  • creazione dei fogli di stile e delle varie versioni di utilizzo
  • <ciclo di approvazione>
  • consegna definitiva del materiale (varie versioni del logo, carta intestata, biglietti da visita, carta fax, modello email, …)

Fate una vostra valutazione in giornate lavoro è moltiplicatelo per un costo equo, comprensivo di tasse e sono certo che non vi stupirete se un professionista vi chiede 500-1000 € solo per un logo PROFESSIONALE… occhio ai ciarlatani però!

Io concordo in pieno con tutto. Peccato che spesso mi svendo un logo anche per 100/200€…dovrei imparare a quotare meglio questo tipo di lavori…

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  1. mirkojax (32 comments) says:

    ecco giusto!
    dove lavoro io per un logo chiediamo 1500-2000 euro.
    Ne sto facendo uno in sti giorno, per ora ho lavorato 8 ore e ho un po’ di idee. Oggi li faccio vedere ai miei colleghi per dei suggerimenti, poi un po’ di correzioni e saro’ pronto a farli vedere al cliente.

    Per la lista ci aggiungerei:
    7) Iniziare al fare il logo in bianco e nero, perche che il logo deve funzionare prima di tutto in bianco e nero, poi si passera’ al colore.
    8) Quando lo fate vedere al cliente, non mandategli il logo nella email, ma stampatela su carta. IO li incollo su dei cartoni neri, perche’ anche la presentazione ha la sua importanza e poi e’ piu’ professionale.
    9) usate font che sia leggibili, soprattutto se il logo verra’ usato per una insegna.
    10) non usate hobo, comic sans, papyrus, font con la neve sopra.

  2. GaSe2004 (15 comments) says:

    Sarà che sono sempre contro corrente, ma buttare giù un logo/marchio come dice l’articolo non è facile, ma neanche così difficile, invece lo è centrare quello che il cliente vuole.
    Si deve capire ciò che il cliente vuole che potenzialmente lo stesso logo può essere di gradimento per uno e non per un’altro.

    Il prezzo lo fà la tua carriera e/o notorietà nel “mondo” grafico, non è detto che io sia disposto a pagare 2000 euro ad uno che si chiama mario rossi che non è noto ma ha un bagaglio professionale maggiore di Dolce e Gabana per fare un esempio.

  3. iVicio (86 comments) says:

    Il loghi possono arrivare anche oltre i 1000€
    Ho un amico di NewYork che un logo base lo fa pagare 600$.
    11. Non usare 20 colori, 3 o 4 se ben abinati sono sufficienti.
    12.Il logo deve essere facilmente riconoscibile
    Mie opinioni ovviemente ;)

  4. Laura De Masi (297 comments) says:

    scusate ma che c’entrano i fogli di stile?

    creazione dei fogli di stile e delle varie versioni di utilizzo

  5. Lauryn (3388 comments) says:

    @laura: non credo si tratti degli stessi fogli di stile dei quali parliamo in webdesign :D ma magari mi sbaglio ahha

  6. mirkojax (32 comments) says:

    per foglio di stile, penso che si riferisse a degli schemi (a volte anche libretti) con tutte le specifiche del logo, i colori giusti da usare, le proporzioni… si ma quello lo fanno solo le grandi aziende di grafica che ti fanno pagare un logo 20.000$

  7. Sadegraphic (103 comments) says:

    Certo se mandi un logo via email al cliente o gli fai vedere una paginetta stampata con qualche logo sopra (magari una decina solo abbozzati) e gli dici di scegliere quale preferisce è normale che pensa che non ci vuole niente a farlo, e comincia a chiedere di risparmiare o ad affidarsi al faidate (tipo nipote che usa il pc), o a chi lo “regala” insieme al biglietto da visita, o al depliant, o al sito web.
    Secondo me la presentazione è importante, perchè tutto il lavoro che c’è dietro alla creazione di un marchio molti non lo immaginano, quindi è meglio “mostrarlo”.
    Bastano pure 3/4 tavole A3 personalizzate: 1 con il logo a colori e una breve descrizione; 1 con il logo a colori in diverse dimensioni (per mostrare che anche ridotto o ingrandito rende sempre); 1 con il logo in bianco e nero (sempre con le riduzioni) e 1 con quello in negativo comprensivo di riduzioni.
    Quando stavo a scuola di grafica mi facevano aggiungere anche la tavola del lettering, con le immagini delle modifiche effettuate alle lettere e alle spaziature, 1 con la costruzione geometrica del logo in varie fasi e 1 con il logo su vari sfondi, chiari e scuri. Ma personalmente non l’ho mai presentate per lavoro. Secondo me è importante fare le tavole (anche in A4 se non si ha una stampante A3 o non si vuole spendere in digitale) per ogni logo che si presenta al cliente e penso che sia meglio non superare mai 2 o 3 loghi. In fondo si perde un poco più di tempo ma il cliente capisce un pò di più che ha a che fare con un professionista.

  8. Dimitri (52 comments) says:

    Concordo pienamente con Mirkojax.
    Inoltre aggiungo che a noi Web Designer non spetta fare i loghi, ci sono i grafici che hanno studiato e lo fanno per mestere ;) così, tanto peddì! :)

  9. aledesign.it (247 comments) says:

    Eh fosse facile vendere i loghi… sento ancora in giro gente che per 100 € e magari anche per ditte che fatturano un bel pò di soldi..siamo sempre li ai soliti discorsi…mah! In ogni caso quando si crea un logo ci son molteplici cose da sottolineare. I colori (non 7/8) ricordandoci che se dovessimo utilizzarlo in b/n non si abbiano problemi. la leggibilità anche a formati piccoli. L’originalità (che non sia fotocopia di..). Quando lo si mostra che ci siano pochissimi 2/3 bozze di logo..etc etc..potrei continuare…ma chi è del mestiere lo sa..Se si potesse far leggere in giro più spesso queste “regole” ;)

  10. Concordo con tutto ciò che è stato detto, soprattutto sui lavori sottopagati, la triste realtà è che alcuni clienti non riescono a percepire il lavoro, e pensano che il tutto si riduca alla mera produzione senza considerare la progettazione. Penso anche che ne caso ci si trovi nella situazione di un cliente “pago=>pretendo” sia utile fornire le informazioni necessarie per spiegare perchè un logo costa 1000€ se questo non basta si può scegliere di non prendere il lavoro o piuttosto limitarsi ad una blanda produzione di ciò che il cliente vuole. Nel secondo caso il cliente rinuncia ad una progettazione e vuole solo la produzione e ne consegue che pagherà solo le ore di produzione del lavoro, nel caso si lamenti che ciò che è stato fatto non va bene potrete spiegargli che quello ottenuto è il risultato di un lavoro non progettato e che come accade in ogni mercato abbassare il prezzo implica una riduzione del prodotto finale.

  11. iVicio (86 comments) says:

    @Mauro Accornero: Ti quoto, ma in parte, se finisci per realizzare un lavoro poco curato perché il cliente non vuole cacciare 500€, poi quel lavoro lo metteresti nel tuo portfolio? Per me è un dilemma :/

  12. @iVicio: concordo con te, può capitare a volte di fare lavori solo per raggiungere contatti/clienti più elevati e allora si guarda meno all’aspetto economico, in un caso del genere sai già che il lavoro fatto non sarà utilizzabile nel portfolio. Di norma se uno accetta condizioni del genere punta solo all’aspetto economico. Io per le esperienze che ho avuto ho visto che chi cerca di pagare meno, spesso cerca anche di non pagare, di norma in casi del genere cerco di evitare ma purtroppo ci sono periodi di magra e bisogna tirare avanti.

  13. Laury (1 comments) says:

    Ciao a tutti questo è il mio primo commento, sono una nuova arrivata.. Post interessantissimo!Per quanto mi riguarda sono ancora alla fase precedente.. viste le scarse offerte di lavoro ho deciso di tentare la carriera di freelance..sto cercando di creare il mio logo, ma fare un brainstorming di me stessa è molto più difficile di quello che pensassi.. forse perchè quando faccio le cose per me sono molto più critica.. consigli?
    Grazie e complimenti per la community che mi sarà utilissima.

  14. Lauryn (3388 comments) says:

    @Laury: (quasi omonima!!) :D
    essì, fare un sito e un logo per se stessi fa impazzire, si è ipercritici!
    dai che ce la fai :D

  15. Laura De Masi (297 comments) says:

    @Laury mia pluriomonima :-) non pensare troppo al tuo logo altrimenti impazzisci! la gente spesso mi chiede il significato del mio hehe… (se ce ne fosse uno!!!)

  16. Giuseppe Sorrentino (9 comments) says:

    Personalmente lavoro su una sola idea, al netto delle varianti, che è figlia delle fasi di branstorming che credo tutti adottiamo.
    Le prime bozze sono esclusivamente matita e carta, perchè il marchio e/o il logotipo devono essere facili da riprodurre anche a mano libera, e solo dopo che ho isolato il concetto sapendo cosa disegnare, e soprattutto perchè, mi siedo al computer, lo realizzo e redigo il book di accompagnamento con la documentazione necessaria.
    Sono un fautore del minimalismo grafico (Franzoni e Vignarelli docet), tendo a semplificare il segno ed utilizzare al massimo due/tre colori ma il progetto lo realizzo in bianco e nero.
    L’intero processo può durare da una a quattro settimane generalmente (con qualche nottata ;-) ).
    Ai clienti espongo a monte il mio iter progettuale con la presentazione di un preventivo, se accettano bene altrimenti… nada, con buona pace di tutti.

    Quelli dell’articolo sono simboletti non marchi (che sono ben altra cosa) ed effettivamente fanno sorridere. Ai potenziali clienti (che sono privi di cultura grafica) andrebbe spiegato questo.

  17. mirkojax (32 comments) says:

    se volete vedere l’ultimo logo a cui sto lavorando e il processo che io adotto guardate il mio video qua http://snipurl.com/emlq3

  18. Lauryn (3388 comments) says:

    corro a vedere, grazie mirko!

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