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Farci capire dai nostri utenti

Scritto da il 22 luglio 2008 in Accessibilità - 8 Commenti - 26 visite

Quando progettiamo un sito, quando scriviamo un testo qualsiasi, dobbiamo tener conto di quello che i nostri utenti capiranno, che nella migliore delle ipotesi sarà quasi tutto quello che vogliamo trasmettere.

Un messaggio poco chiaro potrebbe non essere capito o frainteso oppure non essere distinguibile dal rumore. Con rumore si intende tutto ciò che ostacola o interferisce col messaggio (ad esempio una linea telefonica disturbata) che può disturbare la ricezione del messaggio, ed evitare così l’entropia, cioè quando tutti i simboli di un messaggio hanno stesso valore.

Un chiaro esempio di rumore è questo (cito testuale dal mio libro di cultura visuale):

“Gli utensili giusti danno la possibilità di ridurre altri costi più evidenti, quali manodopera e macchinario. GLi utensili debbono perciò essere valutati per tutte le possibilità di risparmio che offrono, mai solo per il prezzo.”

Molto rumore, argomentazione complicata, testo lungo e addensato compromettono l’efficacia dell’annuncio.

Ma il rumore può essere usato anche per generare una certa quantità di elementi che si discostino dalle aspettative dell’utente, in modo che il flusso di stimoli prevedibili sia interrotto da qualcosa di inconsueto che accresca quindi il contenuto del messaggio.

informazione Farci capire dai nostri utenti

Ridondanza è la chiave

Subito un esempio pratico.

Pesca. Pesca frutto o pesca andare a pescare?

In questo caso, la ridondanza permette di avere un messaggio chiaro che sia capito. Un messaggio deve quindi contenere informazioni e forme ridondanti, di modo che riesca a superare le interferenze ed arrivare al ricevente.

Interpretazione

Un problema che si presenta a questo punto è l’interpretazione del messaggio. Un messaggio anche chiaro può esser frainteso o qualcuno può arrivare a conclusioni opposte o divergenti da quelle che voleva intendere l’autore, che può anche volutamente tagliare ogni interpretazione al messaggio mediante l’uso di simboli univoci e universalmente riconosciuti come tali (esempio tipico: segnaletica stradale).
La scienza che studia questi segni si chiama semiotica, mentre la disciplina che si occupa del suo significato è definita semantica.

Qui in questo contesto non andremo analizzando in maniera approfondita queste discipline che meriterebbero un lunghissimo post a parte.

Conclusioni

Un messaggio deve essere:

  • ridondante
  • con una preordinata quantità di rumore
  • univoco

A voi.

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L'Autore

Architetto dell'Informazione presso uno società di webdesign, ho sviluppato nel tempo conoscenze in interaction design e user centered design che cerco di condividere con gli utenti di ItalianWebDesign.

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8 Commenti

  1. Dimitri Giani (111 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 09:32

    Ottimo articolo! :)

  2. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 10:39

    ragazzi, che autori che abbiamo su Iwd, pillole di saggezza!
    Complimenti marco :D

  3. ADVsha (249 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 11:28

    Ottimo l’articolo, speriamo che l’autore abbia la voglia e il tempo di approfondire con altri post… io di certo li seguirò molto volentieri :-)

  4. Mauro Accornero (253 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 12:10

    Bello mi ricorda il corso di semiotica. very good marco!

  5. Rivax (45 comments)
    Scritto il 22 luglio 2008 alle 14:11

    Complimenti, articolo semplice e chiaro.

  6. Marco (427 comments)
    Scritto il 23 luglio 2008 alle 00:08

    Grazie per i complimenti, sull’argomento magari se interessa ci si può ritornare credo senza problemi :)

  7. Francesco Gavello (32 comments)
    Scritto il 23 luglio 2008 alle 14:13

    Ottimo, questo articolo dovrebbe essere letto da più blogger :D
    Interessante il passaggio sulla “quantità preordinata di rumore”… molti ne fanno uso senza neanche rendersene conto.

  8. Scritto il 7 agosto 2008 alle 12:37

    [...] il precedente articolo a riguardo, parliamo oggi della ridondanza delle immagini (ispirato da delle slide di un congresso a cui aimè [...]

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