Come evitare i 7 errori SEO più comuni con WordPress

Non è un segreto che negli ultimi anni sempre più webmaster si affacciano al mondo della SEO per migliorare il posizionamento organico del proprio blog nei risultati di ricerca di Google, Yahoo e Bing.

Ma oltre alle classiche pratiche per applicare queste tecniche, quali sono le cose da non fare?

In questo articolo vediamo nel dettaglio quali sono i 7 errori SEO più comuni nei blog WordPress e come evitarli.

1. Non ottimizzare per la ricerca locale

Soprattutto in un blog aziendale che offre servizi in una specifica zona geografica è essenziale dare risalto alle keyword relative alla città.

Per fare un esempio, un blog aziendale che parla di tapparelle nel milanese, dovrebbe includere la parola chiave Milano nei meta title e description di ogni pagina per ottenere una migliore visibilità nelle ricerche locali.

Lavorando in una specifica area potresti anche mostrare il numero di telefono con prefisso locale per rendere ancora più chiara la tua operatività in questa specifica zona.

2. Contenuti duplicati

Sappiamo già dalle prime penalizzazioni con l’algoritmo Google Panda che è sconsigliabile copiare articoli o solo porzioni di testo da altri siti o nel medesimo blog.

Google preferisce indicizzare contenuti sempre originali ed è proprio per questo che chi contravviene a questa regola spesso viene penalizzato, perdendo visibilità nelle SERP.

Per verificare se il tuo sito ha contenuti duplicati puoi usare il servizio Copyscape che è in grado di controllare quali pagine del tuo sito hanno porzioni di testo già pubblicate altrove.

Questo metodo ti consente anche di scoprire chi copia i tuoi articoli e se non si tratta di content curation dovresti richiederne la rimozione immediata.

3. Link Rotti

Il classico 404 error avviene quando una pagina contiene un link verso l’interno o l’esterno ma la destinazione non esiste.
Per la diagnostica di questo problema esistono diversi plugin WordPress o estensioni per Chrome come Broken Link Checker che ti segnalano in un report quali pagine contengono link rotti.

Sebbene Google non affermi esplicitamente che possedere link rotti comporti penalizzazioni, da un punto di vista di user experience è sicuramente una grave fonte di frustrazione e di conseguenza dovresti attivarti per correggere questi collegamenti, magari suggerendo al webmaster di applicare un redirect 301 se la risorsa nel blog di destinazione è stata eliminata.

4. Immagini non ottimizzate

Tutti sanno che le immagini hanno un ruolo importante nella SEO ed è proprio per questo che dovresti ottimizzarle utilizzando il tag alt all’interno dell’elemento img.

Usando ad esempio la dicitura alt=”padella di ferro” aiuti Google a capire che l’immagine mostra un determinato oggetto e per migliorare ulteriormente la pertinenza potresti nominare il file come padella-ferro.png.

5. Sovraottimizzazione di parole chiave

Uno dei più grandi problemi di chi si occupa di SEO è il cosiddetto keyword stuffing e consiste nell’utilizzo indiscriminato della target keyword dappertutto, per ottenere una density molto alta.

Se questo sistema poteva funzionare particolarmente bene fino a 6 anni fa, ormai gli algoritmi dei motori di ricerca si sono evoluti e queste pratiche sono considerate artificiali, provocando una automatica penalizzazione per sovraottimizzazione del contenuto.

6. Usare un tema senza H1

Esistono ancora molti temi grafici costruiti per l’estetica ma senza pensare alla SEO e se questo è il tuo caso dovresti seriamente pensare di cambiare template.

Uno degli elementi essenziali in una pagina HTML è sicuramente il titolo definito con H1 e dovrebbe contenere la parola chiave per cui stai ottimizzando l’articolo.

Se il tuo tema utilizza solo H2 o altri elementi, allora cerca di modificarlo o se non fosse possibile dovresti sostituirlo perché è un fattore molto importante per l’indicizzazione.

7. Avere un sito lento

WordPress oltre a essere completo e facile da usare ha il difetto della lentezza che noterai particolarmente se hai attivato molti plugin o se hai scritto centinaia di articoli.
Per evitare questo problema basta usare un sistema di caching attivando un plugin gratuito come W3 Total Cache o CometCache.

In questo modo, quando l’utente accede al sito, gli verrà fornita una copia già pronta in HTML del contenuto senza dover interpellare ogni volta WordPress per generarla da zero, consentendo un enorme risparmio in termini di risorse del server e velocizzando l’operazione.

Come più volte affermato da Google, la velocità di caricamento del sito è uno dei fattori da tenere ben presenti quando si fa SEO, perché coinvolge direttamente la user experience, dato che a nessuno piace dover aspettare 5 secondi per visualizzare una pagina.

In conclusione

Dopo aver visto sette dei più comuni errori SEO, potresti verificare se sono presenti anche nel tuo blog personale o aziendale e intraprendere le soluzioni che abbiamo appena analizzato.

scuola webdesigner ebook consulenze ux
Federico Magni lavora nel mondo del digital marketing dal 2012 gestendo un network di siti italiani ed esteri. Ha fondato WordPress Efficace per diffondere la conoscenza dell'utilizzo di WordPress per l'acquisizione di clienti.

Lasciaci un tuo commento!