Soluzioni Hosting

Ecco perché dovrai imparare a sviluppare siti con Susy (e perché io presto smetterò di sviluppare)

Ho avuto l’occasione di conoscere Susy grazie a Manuele Capacci, che ne parla sulle pagine di Webhouse.it. No attenzione, non sto parlando di una ragazza inglese ahha, Susy è una rivoluzione, un sistema, uno “smanettamento” non da poco.

Partiamo dall’inizio. Tutti noi abbiamo avuto a che fare con dei framework dai quali partire per i nostri progetti. Anni fa si partiva da 960 grid sistem, e poi sono nati framework più complessi come Bootstrap e Foundation che comprendono anche tanti stili e comportamenti css3 che li rendono davvero uno strumento veloce da utilizzare. Tanto lavoro c’è stato dietro a chi li ha creati e distribuiti gratuitamente, ma alla fine dei conti quanto di quel codice abbiamo utilizzato per i nostri progetti? Te lo dico io: il 10%. Il resto, appesantiva solamente il caricamento dei css e javascript, o creava conflitti con altre integrazioni fatte da noi manualmente.

E poi, di quanti device dovevamo tenere conto, di quante risoluzioni e comportamenti dovevamo rispettare le dimensioni per ottenere un sito veramente responsive e mobile-friendly?

Parlo al passato perché da oggi, grazie a Susy, un framework basato su Sass, precompilatore css che si basa proprio sulle più diffuse css libraries, possiamo creare noi stessi il nostro framework, utilizzando unicamente quella parte di codice che ci serve.

Detto così sembra semplice, e a tutti gli effetti davvero lo è per chi è sviluppatore ed ama smanettare. Da qui la spiegazione del mio titolo: chi ama veramente sviluppare troverà in Susy uno strumento rivoluzionario, che permetterà davvero di fare la differenza sui progetti futuri. Per chi come me è un usufruitore di framework e poco vuole sbatterci la testa, è una cosa in più da imparare, ma questo è un problema mio 🙂

Manuele Capacci è il referente italiano per la traduzione e la diffusione dell’ebook di Zell Liew che spiega le funzionalità e permette fin da subito di utilizzare Susy al meglio.

I primi 7 capitoli sono gratuiti e a mio parere scritti ottimamente. Il resto, in via di traduzione, è a pagamento e ne potrete usufruire presto.

Che ne pensi? Lo userai?

Imparare Susy

gratis
Imparare Susy
8

Consigliato per sviluppatori esperti

10/10

    Consigliato per sviluppatori in erba

    6/10

      Pros

      • Semplice da comprendere
      • Esempi pratici

      Cons

      • Nessuno
      Laura Gargiulo, web designer freelance e blogger. Autrice di "Come diventare web-coso" e "Consigli di webdesign base", moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012. Portfolio personale: Lauryn.it Parlo anche di viaggi ed expat su: Myplaceintheworld.it

      14 Comments

      • Eduard Zabara

        7 luglio 2015, 10:06

        Ciao Laura,
        Non potrei essere più d’accordo. Un anno fa volli imparare ad utilizzare bootstrap spinto da tutte quelle persone che ne parlavano così bene. Poi, quando vidi che avrei dovuto caricare un leggerissimo css che pesava “solo” 200KB, mi venne una fortissima irritazione al braccio sinistro e decisi di lasciar perdere 🙂
        Secondo me in tanti sbagliano ad appoggiarsi a vari framework che ci sono in giro, perché spesso, come dici tu, non se ne utilizza nemmeno il 10%, andando semplicemente ad appesantire tutto il sito.
        Purtroppo ci sono molti “sviluppatori” che utilizzano framework come bootstrap o foundation senza avere solide basi di html & css.
        Detto ciò, non credo che mi affretterò a studiare Susy. Piuttosto a breve vorrei approfondire il discorso dei precompilatori di CSS come SASS e LESS.

      • Francesco Mansi

        7 luglio 2015, 12:01

        Ciao,

        rispondo ad entrambi: Bootstrap come tutti i framework css o librerie varie non necessariamente devono essere caricati totalmente. Esiste ovviamente un core, che si appoggia poi su diverse librerie che possono o meno essere caricate, sia per quanto riguarda la parte JS che la parte puramente di style. Lo si può fare a mano oppure appoggiandosi sia a LESS che a SASS o utilizzando sistemi più complessi quali grunt, bower e yeoman, ma la complessità generale aumenta, diciamo che si passa al livello sviluppo puro (più o meno). Per quello che mi riguarda, il web e la sua evoluzione, si sta spingendo fortemente verso i moduli reattivi, bisognerebbe almeno avere curiosato su Polymer o in alternativa avere a mente come si comportano le direttive in angular JS. In summa, è possibile creare dei nuovi tag HTML che, semplificando di molto la cosa, vivono come corpi a se stanti e che grazie a javascript possono interagire o meno con altri elementi caricati, ovviamente con il fine di mostrare o salvare dati di un DB.

        • Lauryn

          7 luglio 2015, 12:26

          grazie francesco, si sta spalancando un mondo…ed una conferma del perché abbandonerò lo sviluppo 😀
          troppo troppo troppo!!! 😀

      • Francesco Mansi

        7 luglio 2015, 17:30

        Ho appena ficcato il naso nel tuo profilo LinkedIn, detto questo:

        Il web sicuramente si sta velocemente evolvendo. I Generator sono degli straordinari strumenti che ti permettono di creare i boilerplate di applicativi e o gli scheletri della tua struttura. yeoman, per intenderci fa questo. Fino a qualche tempo fa la figura del web designer era quasi fusa con quella del web developer e spesso non era impossibile che le due figure fossero una sola. Oggi secondo me si va verso una netta separazione, anche perchè i generator ti tolgono molte castagne dal fuoco, ma è anche vero che gli applicativi a cui siamo abituati sono piccoli mostri di complessità e dietro al semplice click sul dispositivo c’è un mondo di eventi che vengono scatenati.

        Devi abbandonare gli sviluppi?….dipende…da quanto sei nerd dentro! ;O) Io sono nato come programmatore, per 10 anni ho fatto il grafico 8molto 3D)…poi stufo di litigare con inutili art director sono tornato alla programmazione, così ora litigo con i project manager…ma è più facile mandarli a quel paese!!!

        Lo svilupo sul web è straordinariamente creativo, l’evoluzione delle metodologie di per se è pericolosa, ma anche entusiasmante….pensaci!

        F.

        • Lauryn

          7 luglio 2015, 19:31

          ahahahh c’hai preso in pieno. la mia “nerdità” si ferma qui, procedo con il mio lato artistico-pratico da grafica-designer 😀

      • Andrea Leti

        7 luglio 2015, 17:34

        Bene bene bene, andiamo a smanettareeee! 😀

        • Lauryn

          7 luglio 2015, 19:31

          buono smanettamento andrea!! poi raccontaci! 😀

      • alessandro

        7 luglio 2015, 22:35

        Ciao Laura, ti faccio i migliori auguri per il “ritorno” alla casa madre (hihihi)… son curioso di leggermi questi primi capitoli… Vediamo! 😉

        • Lauryn

          8 luglio 2015, 11:23

          grazie alessandro!! rimettiamoci in pista!!

      • Martino Scanferlato

        21 luglio 2015, 11:02

        Ciao Laura
        grazie per avermi fatto scoprire Susy.
        La voglia di conoscere nuove procedure mi ha spinto a leggere i capitoli gratuiti. Sono piuttosto semplici ma comunque funzionali…a sviluppare il desiderio di approfondire, cosa che stò facendo con la versione integrale; per il momento mi sembra che la strada sia ben tracciata, sebbene in salita (ma neanche tanto).
        Due parole sulla pubblicazione in sè; ritengo che per il costo (non proprio regalato…) alcuni errori di marketing (promesse 250 pagine e consegnate 104) e di battitura (nel codice stesso, forse serve da test per vedere se hai capito…) potrebbero anche essere evitati.
        Comunque ancora grazie per avermi introdotto a questa tecnica.

        • Lauryn

          22 luglio 2015, 09:35

          prego Martino!

      Lasciaci un tuo commento!

      %d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: