E quando un libero professionista si ammala?
Voglio risvegliare un po’ gli animi e sfogarmi, visto che in questo periodo sono affetta da tendinite.
Saranno oramai due mesi e non passa, quindi ho dovuto ricorrere a visite, che se va bene riuscirò a fare entro giugno. Nel frattempo sono costretta a non lavorare. La realtà è che almeno le mail devo leggerle e portare avanti il rapporto con i clienti, ma materialmente il lavoro lo sta facendo mia sorella (per fortuna lavoriamo insieme).
Ma la mia domanda è: se non avessi avuto lei come avrei dovuto fare? Noi webdesigner freelance non siamo coperti da “malattia” nel vero senso della parola, e un cliente non soddisfatto e subito è un cliente (stipendio) perso. Come fare? L’Italia non ci viene di certo incontro…sentiamo le esperienze di chi come me è libero professionista. Ditemi!


















Add to Google

26 Commenti
Io lavoro anche se sto malissimo.. non faccio vacanze, lavoro la notte.. spesso lavoro anche mentre sono in giro se devo finire qualcosa..
Se non fosse per la passione..
sono fortunato! I clienti che possiedo capiscono quando sono in malattia, in quanto avvisati da una mia mail, e sono così pazienti da attendere qualche giorno in modo che possa rimettermi. Nessuno si è mai lamentato di questo e non ho mai perso un cliente… anche quella volta che mi sono spaccato un dito della ManoDx cadendo in bici… (che male!).. e sono dovuto stare fermo per un bel pò.
haha lauryn che argomento… se non ricordi male proprio 2 mesi fa mi son fatta 3 giorni di “vacanza” in ospedale proprio per quella che era una banale tendinite, 15 giorni di gesso e 60 di tutore (tutt’ora). Qualche cliente l’ho decisamente perso, qualcun’altro mi ha aspettato… l’importante è prendere tempo senza abbandonare il contatto!
Fatto sta che in 7 anni come dipendente non mi era mai successa una cosa simile…
dipende! se per malattia si intende un influenza un paio di giorni sono gestibili…al contrario come il tuo caso..una tendinite sono guai credo!
in bocca al lupo Laura… il lavoro di persone nelle tue condizioni è poco tutelato, un vero scandalo
azz bel problema…e come se un calciatore si rompe una gamba, solo che loro vengono strapagati ugualmente!
…a parte gli scherzi, certo che da questo punto di vista i freelance non sono tutelati e a volte si “rischia”…anche se penso che il committente a volte si prenderà pure lui le ferie o sarà in malattia, quindi capira? no?
sapevo che dovevo continuare a giocare
infatti, bisogna sperare bene…
@laura: ricordo bene, infatti sono terrorizzata dal tuo racconto…sto aspettando ancora la prima visita fisiatrica, ci sono delle liste assurde qui, vediamo privatamente quando me la danno e cosa mi dicono…
Se si è liberi professionisti purtroppo tenere in conto che ci si può ammalare, come che si devono fare le notti a finire i lavori e saltare le vacanze. Tecnicamente il libero professionista dovrebbe guadagnare più rispetto ad un subordinato per questi motivi, ovvero sbattimento= remunerazione purtroppo non sempre è così. Per questo molti si affidano alle assicurazioni e cercano di tutelarsi anche se è un bel costo in più. Vorrei far riflettere su due cose però, la prima è se un libero professionista va in vacanza i clienti sbottano e assediano mail e cellulare se un’azienda dice siamo chiusi per ferie semplicemente ci si arrende. Forse l’aggiunta di “s.r.l.” da l’idea di qualcosa di più grosso e affidabile? Forse sì ma in pratica non lo so credo che ognuno abbia una propria opinione. Secondo punto esistono anche molte persone che non sono subordinate ma lavorano come tali a progetto e per loro non esistono ferie o malattia e sono costretti a fare 8 giorni come chi è realmente assunto. Questo perchè la legge non tutela e il mercato del lavoro è fatto di “soluzioni contrattuali creative”. Direi che chi sceglie di fare il web designer che sia libero professionista o subordinato debba sempre pensare bene ai pro e ai contro e valutare quale condizione sia per lui più favorevole.
@Antonio2
se ti avanzano dei clienti così comprensivi … spargi voce.
@all
La verità è che se un freelancer si ammala sono cavoli amari. Non tutti sono fortunati da avere un partner, un socio o una sorella. Il più di noi lavora da solo, con dei collaboratori tanto precari quanto smaliziati che ti ammollano certi bidoni a cui solo tu – unico referente con il cliente – puoi porre rimedio.
Malattia di un certo tipo le puoi coprire con delle apposite assicurazioni. Se non altro, incidenti, infortuni e cose simili, con un minimo di franchigia, ma ti assicurano mesi di mancata attività.
Per le tendiniti pure c’è qualcosa. Ma la febbre … il raffreddore, cose del genere, sono per noi solo un ostacolo a lavorare il triplo quando si riattacca.
E’ non tutti i clienti sono così gnetili e bravi da comprendere.
Anzi ci sono spesso solo quelli che devi anche rincorrere per farti pagare nonostante il lavoro svolto sia finito e abbia dato i suoi frutti.
E’ un problema per i liberi professionisti. Mio padre fa un lavoro che lo portava a stare fuori dalle 6 di mattina alle 8 di sera (ora con l’età ha calato ovviamente) sotto l’acqua o sotto il sole cocente. Io me lo ricordo lui andava a lavorare lo stesso con la febbre a 30 rischiando 2 volte per una broncopolmonite. Perché? Perchè se lui non c’è il cliente trova un altro. :/
Concordo con Mauro, fare il Libero Professionista così come l’imprenditore, impone dei rischi che non tutti sono disposti a correre.
Ovviamente questi rischi se il lavoro c’è sono ben ripagati.
Per quanto mi riguarda se ho la febbre riesco lo stesso a lavorare, se invece mi capita come ultimamente che avevo un arto tutto fasciato beh in quei giorni non lavoro e non guadagno… però c’è da tener conto che da dipendente a libero professionsita il mio stipendio netto è quasi raddoppiato… quindi per quanto mi riguarda ne vale la pena.
ciao luca!!
pure tu? che ti sei fatto?
sì da un lato sì…si guadagna di più…ma io sono due mesi e mezzo che vado avanti, e chissà se dovrò stare ancora ferma…
laura sa dire, è stata ferma 60 giorni + riabilitazione, e chissà prima…
E’ un casino cmq… in entrambi i casi, io lavoro come dipendente in una web agency e cmq devo sbattermi per qualche lavoro extra, altrimenti le spese non le copro, tra l’altro se avessi la possibilità veramente non farei più nulla…io capisco la passione ne ho tanta anch’io, ma sinceramente in questi ultimi 2 anni mi sto arrendendo…mi domando ma chi me lo fa fare a geestire tutte ste cose, si guadagno qualche extra, ma ne vale la pena lavorare fino a tardi e la mattina ricominciare di nuovo con il lavoro fisso, in abruzzo gli stipendi sono da fame, vai in crisi…e penso, ma se facessi min 2 siti al mese starei benissimo!ho tanti amici che lavorano in proprio e li senti sclerare ogni giorno con le persone che non pagano che tirano il prezzo, e tu magari ci hai lavorato ore…non lo so, a parte la situazione italiana che è in crisi, qui bisognerebbe fare qualcosa!!! il libero professionsita come diceva qualcuno, dovrebbe guadagnare di più in modo che quando sta male cmq sopravvive, ma dalle mie parti non è cosi!io sinceramente vorrei mollare lasciarmi questo lavoro nel tempo libero, e godermi un pò la vita! La mia agenzia fa pagare siti un sacco di soldi, indicizzazione poi non ne parliamo…ma poi ti svegli è dici: non lo so ma, personalemente se gudagnassi molto, sarei disposto e motivato a continuare ed ha sopportare i clienti con le loro indecisioni…uffi rivolta…ragazzi
Io sono un LIBERO STUDENTE: se mi ammalo studio a casa! Però mi pare che certi lavori si legano bene a chi è ammalato, o no? Spiego bene. A meno di incontri e riunioni, va bene lavorare a casetta, magari a letto stesso. Semmai “lavorare quando si sta male non è il massimo della produttività!”
@Kiko: Lavorare a letto, magari con un iMac 24″ sulle gambe non è il massimo..
..e neanche professionale.. qui parliamo anche di professionalità..
@dimitri
e allora dillo che sei pignolo! Scherzo: sì, non è il massimo. Però, diciamo che quello è il senso: cioè, con un portatile magari o un blocco note si può comunque fare qualcosa. Almeno, diciamo che non mi è capitato (c’è pure da dire che lavoricchio, più che lavoro, quindi ho poca esperienza in tal senso) di rinunciare del tutto al lavoro. Anzi, quasi mi piace di più d’inverno quando sto male e sono costretto a stare a casa che quando sto bene. Parere del tutto personale!
P.S.
Dimitri, quello che hai detto proponilo a oneComics perchè mi sa che un bel fumetto…
e io con un 17′in un letto di ospedale allora dovevo essere davvero raccapricciante
Ciao a tutti, come state?
Argomento e commenti interessanti, anche se non ci crede nessuno che Dimix lavori così tanto… sta sempre attaccato alla sua XBOX
Il vantaggio (a volte svantaggio) del nostro lavoro è la libertà di potersi gestire… io non sono molto bravo, perchè mi trovo spesso a lavorare di notte
Tornando all’argomento del post, beato chi ha clienti che capiscono lo “stato” di malattia… ma spesso lavorando su progetti più o meno grossi e soprattutto per web agency che danno specifiche e scadenze improrogabili spesso anche con penali… è impossibile poter appunto sforare tali scadenze, ecco che ci tocca tentare di lavorare anche in condizioni pessime, e poco producenti in caso di inflenze e co.
@coach: hihihi
ciao coach!! benvenuto anche qui!
essì, le scadenze ammazzano…
vedo che vi conoscete già con dimitri, dobbiamo riorganizzare presto un secondo meeting di iwd su skype ahha il primo è stato un successo
arrivo sempre in ritardo
cmq..che dire…pensa che io ho avuto una tendinite 10 anni fa…mi ingessarono il braccio (destro ovviamente) per cercare di evitare l’operazione…ancora non lavoravo al pc…ora, dopo 7 anni di intenso utilizzo del mouse (anche 14 ore al dì) è praticamente cronica….ma la cosa è peggiorata tanto è che 10 giorni fa mi hanno diagnosticato delle microlacerazioni alle ossa della spalla destra….ovviamente devo far finta di nulla…pero’ non posso piu’ portare pesi…anche un banale sacchetto della spesa è per me ormai Off-Limit!
…ma noi non abbiamo l’invalidità!
cara marighela, attenta con la tendinite!!
io mi sono riposata un po’ e ho fatto un ciclo di ultrasuoni che mi ha giovato.
c’è da dire che mi sento sempre un po’ “tirata” e pure io sto attenta con i sacchetti della spesa, ma se dovessi arrivare a farmi del male non lo sopporterei, piuttosto faccio la boss e comando a bacchetta qualcuno per lavorare per me ahahha
eheheh lau’…io non ho nessuno a cui “comandare”…faso todo mi!!!!!
L’unica è conoscere qualcuno che ti possa aiutare.. io per fortuna ho la mia ragazza che fa la designer, ma la cosa che mi fa più fabbia è che un freelance come noi paga l’inps come un operaio, ma se è in malattia l’operaio prende i soldi e noi no! Soldi buttati, paese di ..
Allora cosa mi suggerite? io sono stilista dimoda, disegno scarpe, e da 6 anni faccio la schiava, prima con contratti a cococo e adesso a tempo determinato. Sempre senza aver tempo di respirare. Ora mi sono rotta, e vorrei essere piu libera con gli orari, gestirme io, lavorare free lance. E mi trovo tutti questi commenti negativi del libero professionista…ma è cosi veramente? qualcuno mi sa dire il punto favorevole? quelli negativi si sanno gia… Grazie!
ciao Nuncia!
Dipende molto dal settore, non so com’è messo il settore della moda, comunque io devo dire che mi trovo bene a fare la freelance, ne abbiamo parlato anche qui:
http://www.italianwebdesign.it/lati-positivi-e-negativi-dellessere-freelance/