Membro di PiperitaLab
Home » Professione webdesigner » Webdesigner » Cos’è l’IWA?

Cos’è l’IWA?

Scritto da il 28 febbraio 2008 in Webdesigner - 11 Commenti - 3 visite

iwahwg 1 Cosè lIWA?Parliamo di International Webmasters Association (in particolare della sezione Italy), e a tal proposito citiamo il commento di Massimiliano Navacchia:

Ciao a tutti e un grazie a Laura per avermi segnalato la citazione ad IWA.
Ci tengo a precisare che siamo sempre felici quando ci è possibile discutere e comunicare in modo costruttivo sulle nostre attività e ringrazio da subito tutti coloro che volessero dialogare ed interagire con noi. Anche per questo siamo una associazione icon smile Cosè lIWA?

Il sito di IWA è da ricostruire ed è già in rifacimento ed in fase avanzata.
La notizia, non divulgata direttamente dall’Associazione, viene già prima del post al quale rispondo ed è esterna all’associazione http://www.grusp.it/2008/02/22/iwa-utilizzera-php/

Per quanto riguarda la nuova grafica ed il nuovo layout ci saranno sorprese che riterrete interessanti.
molto interessanti.

Detto questo abbiamo almeno 3 portali sui quali parliamo delle nostre attività, ovvero http://www.iwa.it http://webaccessibile.org (che è stato appena rifatto utilizzando WP) e http://itlists.org

Mi scuso se al momento, per motivi di spazio, non dettaglio tutte le attività da noi soci svolte per i soci e per tutta la comunità dei webmasters internazionali (ricordo che IWA/HWG è una associazione internazionale della quale IWA Italy è la sezione italiana), ma rischierei di fare torti ai tanti che offrono il loro importante contributo sia a livello nazionale che internazionale.

Cito comunque che negli ultimi tempi abbiamo partecipato e collaborato attivamente, e parlo di attività di associazione, divulgazione o formazione, con il W3C, con Unesco, con Enti come il Cnipa o alcune regioni italiane, abbiamo organizzato e supportato convegni ed eventi sia direttamente che presso Compa, Smau, Google Webmasterminds, eventi con le università dedicati al mondo dell’Open Source e badate bene che ho segnalato solo la minima punta dell’iceberg.

Potete comunque trovare tante informazioni sulle attività molto dettagliate anche sul blog http://blog.iwa.it/

Massimiliano Navacchia
IWA Italy – Resp. Eventi e Territorio

Personalmente mi sono informata sul loro sito e blog e credo che pagherò la mia quota di associazione come socio ordinario. Mi farebbe piacere partecipare attivamente a qualche iniziativa “virtuale”, visto che condivido pienamente il loro codice di etica e lo diffondiamo ogni giorno su Iwd!

Libri da non perdere:
Amazon-Box creato da Giuseppe Frattura

L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

homeSito personale|archiveArchivio autore

11 Commenti

  1. Martin Benes (44 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 15:19

    Ciao a tutti,

    Non nascondo il mio personale scetticismo che non deve essere preso affatto come un attacco contro l’IWA, ci mancherebbe ma permettetemi alcune osservazioni che vogliono essere solo costruttive e non critiche gratuite.

    Ho solo alcune osservazioni e domande dirette da fare.

    Da quando è nato l’IWA italiano ha sempre lo stesso layout grafico. Di quanti anni parliamo? 5,6? Come è possibile?

    Ho letto la comunicazione citata sopra in cui cito:”Dal 2008 IWA ha deciso la migrazione dei suoi sistemi su piattaforme PHP e Open Source!”

    Scusate anche qui il sarcasmo ma…wow! era ora, e mettiamoci anche un bel punto esclamativo. I sistemi operSource sono già in uso da parecchio tempo direi ed è chiaro da parecchi anni che il Php è più vantaggioso rispetto ad altri sistemi proprio per la sua proprietà free.

    Notizie come queste non fanno che aumentare il mio scetticismo e riconfermare la mia sfiducia nel web design italiano.

    Detto questo non dubito delle innumerevoli iniziative che sicuramente questa associazione sta facendo e sono convinto che ne fanno parte parecchie persone interessanti e dei affermato professionisti…e quindi mi continuo a chiedere, come mai sono serviti tutti questi anni per stare al passo coi tempi rispetto a quello che è il web design e se vogliamo, in particolare il web 2.0?

    Non dovrebbe un’associazione che si chiama IWA essere la prima a lanciare determinati input e non una delle ultime?
    Cito:”..che è stato appena rifatto utilizzando WP..”

    Wp viene utilizzato da parecchio tempo ormai, perchè l’Iwa passa a questo tipo di sistemi solo adesso?

    Tra pocco vedremo la nascita del web 3.0 se non è già in atto…e l’Iwa italiana sta passando al web 2.0 solo ora…c’è qualcosa che non mi chiude il cerchio.

    Come mai questa mancanza di stare al passo coi tempi anche con la facciata del sito web?

    Le mie perplessitò continuano guardando il sito web “http://webaccessibile.org/”
    che come colore principale usa il verde.
    Bene se parliamo di accessibilità come inteso in questo sito web dovrebbe essere anche rivolto a tutte le possibili disfunzioni della vista non chè di movimento giusto?

    Bene esiste un difetto della vista chiamato “deuteranopia” che ha come principale problema l’incapacità di vedere il colore verde e poi rosso…

    Capirete quindi il perchè del mio scetticismo dato da una serie di motivazioni.

    Capisco che il mio intervento possa sembrare troppo critico o forse eccessivo e forse facevo meglio a starmene zitto ma di natura sono una persona che ha bisogno di capire e quindi ribadisco il mio intervento solo come una richiesta diretta di chiarimenti in merito ai miei interrogativi.

    E’ probabile che l’associazione abbia delle valide spiegazioni o motivi che forse potrebbero far capire a me e ad altri come me il motivo di determinate scelte.

    A presto!
    MArtin

  2. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 16:18

    Come non darti ragione su alcuni punti Martin! C’è però da comprendere che è un’associazione no-profit fatta da professionisti già di per sè impegnati nella loro professione e volti a promuovere in modo efficace con seminari, formazione e incontri, tutti questi buoni propositi.

    Ecco perchè, rivolgendomi direttamente a Massimiliano, con il quale abbiamo aperto il dialogo, mi piacerebbe chiarire come mai il sito da’ l’impressione di essere un po’ abbandonato a se’ stesso e indubbiamente datato. Nel senso: il sito dell’IWA ha certamente bisogno di una svecchiata e il database non mi sembra poi granchè aggiornato nè pieno di documentazioni, e in questo mi unisco a te nel chiedermi come mai tutto ciò non sia stato fatto prima.

    Non sono un’esperta di accessibilità, ma conosco il problema di vista di cui parli (si chiama anche banalmente daltonismo, giusto?) ma credo che il verde, in quanto colore del logo, sia una scelta voluta (anche se secondo me non necessaria, al verde si possono accostare un sacco di altri colori a contrasto).

    In conclusione condivido con te questi dubbi ma al tempo stesso giustifico queste mancanze per via di tempo e di volontà, spero.

    Sentiamo che ne dicono all’IWA.

  3. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 18:48

    Salve a tutti, sono Roberto Scano, la “causa” della nascita di IWA in Italia :-)

    Rispondo volentieri alle domande di Martin:

    1. Il layout attuale di IWA risale a qualche anno fa, ed è stato fatto da un associato, basando su alcune obbligazioni tecniche di un vecchio CMS risalente al 2002. Attualmente stiamo migrando a WordPress in quanto solo ultimamente questo prodotto inizia a garantire il rispetto di alcuni criteri di sviluppo (soprattutto per l’accessibilità), e con una serie di adeguati plugin. Come ben sapete IWA non guarda solo alla grafica ma in generale alla semantica dei contenuti, essendo attori diretti nello sviluppo delle norme tecniche e delle specifiche. Stiamo quindi migrando i nostri siti Web a WordPress, usando le tecnologie che nel mondo marketing chiamano Web 2.0, e il nuovo sito IWA avrà una veste creata dai ns. associati, proprio perchè IWA si basa sulla collaborazione tra professionisti.

    2. Il passaggio all’opensource è recente, in quanto solo recentemente stiamo notando che il mondo opensource è interessato al supporto degli standard e in particolar modo dell’accessibilità del Web. E’ attualmente uno dei maggiori problemi che, coinvolgendo gli user group, stiamo cercando di correggere: sviluppare senza gli standard e l’accessibilità in mente è un pessimo investimento, che prima o poi può causare la fine di un progetto.

    3. Per quanto riguarda Webaccessibile, è stato testato rispetto le vigenti linee guida di accessibilità. Il problema del colore è legato sempre e comunque all’informazione: il colore verde (come nessun altro colore) è utilizzato come unica forma di comunicazione verso l’utente. Il verde è tra l’altro il colore di IWA.

    4. Web 2.0, Web 3.0 sono delle markette pure. Steven Pemberton al recente convegno di Venezia (http://blog.iwa.it/eventi/iwa-ospita-il-w3c-a-venezia-cresce-il-web-con-xhtml2-e-wai-aria/) ha ribadito che il Web 2.0 è una pura marketta della O’Really per vendere dei convegni in quanto ciò che si vende ora come Web 2.0 non è altro che tecnologie nate nel secolo scorso (un esempio di Web 2.0 è ebay, che risale al 1995…). L’evoluzione del Web quindi non passa dall’uso di tecnologie del secolo scorso (AJAX non è altro che javascript + xml) ma dalle nuove specifiche tra cui quelle dedicate alle Web Applications (XHTML2 e WAI-ARIA, tanto per citarne un paio). IWA tra l’altro è l’unica realtà che sta facendo piena sperimentazione di queste nuove tecnologie: è ben chiaro che per un sito Web pubblico dobbiamo utilizzare tecnologie stabili e supportate dalla gran parte dei browser e tecnologie di navigazione. E’ per questo che abbiam deciso solo ora di passare a WP :-)

    5. IWA non è solo Web standard ed accessibilità ma tutto ciò che riguarda il Web: abbiam liste di discussione (itlists.org), facciamo seminari tecnici a SMAU, a FORUMPA, a COMPA, presso università, ecc. ecc. e cerchiamo di coinvolgere e valorizzare chiunque ha qualcosa che desidera condividere: conoscenza condivisa, questa è la filosofia di IWA.

  4. laura - web designer (46 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 19:07

    io sono molto.. tanto scettica, ma anche tanto curiosa, per ora purtroppo vedo solo un sito che non è nemmeno validato per l’html…

  5. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 19:20

    Ciao Laura, se parli di http://www.iwa.it noto ora che l’errore è dovuto al feed xml di un indirizzo passato in lista webaccessibile e formattato non in modo corretto (& al posto di &). E’ un errore nel foglio xsl, non riscontrato prima ;-)

  6. laura - web designer (46 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 20:21

    ciao roberto, mi riferivo a http://www.iwa-italy.org, ovviamente so bene che non sarà un errore di validazione a mettere in ombra i principi e le attività di un’associazione come l’iwa, ma credo chi si pone su un certo gradino non possa permetterselo, è come vedere un dermatologo con i brufoli o un dietologo in sovrappeso…
    (scusate i paragoni stupidi);-)

  7. Martin Benes (44 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 20:47

    Ciao Roberto,

    Grazie per la tua risposta.

    Capisco che l’associazione lavora molto su determinati fronti e questo sicuramente non può farvi che onore e anzi, è bello che ci sia gente come voi.

    Sono però costretto a restare della mia idea…che non ripeto per non far diventare il mio intervento in polemica.

    Ad ogni modo ti auguro buon lavoro!

  8. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 1 marzo 2008 alle 21:35

    @Roberto: grazie dell’intervento, hai chiarito alcuni punti. Capisco che si voglia in ogni caso andare sempre incontro all’accessibilità, ma ad esempio, fra i siti proposti, quello che trovo di maggior difficoltà nel navigare (per un normodotato) è quello di ilist.org, che dovrebbe essere quello con più interazioni: non era meglio un forum?

    @Laura: iwa.it e iwa-italy.org puntano allo stesso sito ;)

  9. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 2 marzo 2008 alle 09:14

    Ciao Lauryn,
    itlists.org per ora è una sola pagina php e le pagine interne sono automaticamente generate dal software Mailman (quello che gestisce le mailing list). Stiam lavorando anche a quello ma, come dicevi te, il problema è che queste risorse le gestiamo tutte su base di supporto volontario, e credimi che oltre a questo dobbiam gestire molte altre cose sia in IWA sia giustamente per sopravvivere :-)

  10. Lauryn (4194 comments)
    Scritto il 2 marzo 2008 alle 09:19

    Ma infatti immagino, ci saranno un sacco di altre cose da fare in Iwa. Posso dare il mio contributo? Ho già scritto a Massimiliano per ottenere l’ok a pagare la mia quota ;)

  11. Roberto Scano (102 comments)
    Scritto il 2 marzo 2008 alle 09:50

    Certamente! MAX è l’uomo-eventi quindi puoi sentire lui direttamente!
    Ti aspettiamo :-)

Scrivi un commento!

© 2012 Italian webdesign. Diritti riservati. Ideato da Laura Gargiulo - Icone di Komodo Media - Logo di W3B.