Cos’è la SEO e cosa significa fare il SEO nel 2016?

Non esistono concetti particolarmente complicati o difficili da comprendere nella SEO, a parte questo nome un po’ strano, che sembra mettere un sigillo con etichetta: “cose che vengono da Marte”.

 

Cos’è la SEO?

 

Non viene da Marte e non è nemmeno di genere maschile: si chiama SEO, perché significa Search Engine Optimization (Ottimizzazione per i motori di ricerca) e si occupa di studiare il funzionamento dei motori di ricerca e le modalità con cui restituiscono i risultati di una ricerca sulle SERP (Search Engine Results Pages o Pagine dei Risultati di un Motore di Ricerca).

 

È una scienza oppure un’arte?

 

Il suo oggetto di studio è in larga parte sconosciuto (un po’ come il cosmo): l’approccio umanistico quindi è caldamente consigliato, ma (fuori dall’ambito cosmico) il metodo empirico-deduttivo è quello più utilizzato.

 

Per scoprire che tipo di risposte fornisce un motore di ricerca, non basta fare altro che porre domande (query) nella casella di ricerca di Google: la relazione dei risultati con la domanda originale, il modo in cui sono ordinati e infine la loro utilità (o meno) può fornire un quadro, se non scientifico, sicuramente ripetibile a parità di condizioni iniziali.

 

La SEO è alla ricerca continua di regole generali (e non solo) dedotte dal funzionamento di un motore di ricerca: come il cosmo che, pur essendo sconosciuto, si manifesta agli uomini che ne hanno dedotto alcune sue formule in via empirica (es. la gravità, l’elettromagnetismo, etc.).

 

Come scienza ha bisogno di un approccio naturale oppure sociale?

 

Nell’algoritmo semi-sconosciuto di Google non ci sono solo numeri: interagiscono persone, intenzioni, argomenti e significati.

L’algebra è importante per risolvere equazioni, ma non fornisce spiegazioni plausibili quando la stessa parola può avere due significati diversi. Prendete la parola più amata dal pubblico maschile: “calcio”. Come facciamo a sapere se il riferimento è allo sport, a un’azione violenta oppure all’elemento della tavola periodica?

 

Le parole non contano come numeri, ma per il significato che possono avere quando sono utilizzate da persone con culture e tradizioni diverse (ma presto anche per i cinesi la parola “calcio” assumerà lo stesso significato che ha nell’immaginario dell’italiano medio).

 

Che lavoro fanno i SEO oggi?

 

Ricapitoliamo. Se la SEO non viene da Marte e non è fatta solo di numeri, ne conseguono due fatti: chi si occupa di SEO (il SEO) non é un marziano e, non necessariamente, deve essere un ingegnere informatico…

 

Forse un tempo lo è stato (non un marziano), ma oggi in cattedra potrebbe salire anche un umanista…

Ok va bene, ma allora quale lavoro fanno i SEO nel 2016?

 

Prima di tutto un SEO si occupa di parole, significati e (suspence) immagini collettive: i miei amici che si occupano di scienze sociali le chiamerebbero “rappresentazioni sociali”, ma per rendere più semplice il concetto, mi piace più l’idea di una mappa visiva di ciò che un determinato argomento (prodotto o servizio che sia) possa scatenare nell’immaginazione di chi ne parla.

 

Un SEO raccoglie informazioni su come un determinato argomento possa essere cercato, in termini e domande coerenti con l’obiettivo di un determinato sito web (Keywords Analysis).

Chi vende “frutta secca” sul web, per esempio, deve immaginare, oltre le chiavi di ricerca più semplici, l’azione che l’utente vuole compiere (“comprare frutta secca” oppure “frutta secca on line”)  e le sue possibili varianti (“frutta secca biologica”, “frutta secca senza nichel”, etc.).

 

Dopo aver analizzato le query, un SEO si occupa di contenuti (SEO On Page): ci sono elementi tecnici di cui tenere conto, ma di questi troverai informazioni disseminate in tutto il web fin dalla notte dei tempi (e lì ti rimando con alcune domande ben formulate).

 

È sicuramente rilevante che ogni pagina e ogni articolo abbia un titolo, ma è più importante che titolo, sottotitolo, testo e contesto siano chiari, coerenti e utili alla scopo di chi li legge.

Piccolo mantra SEO che può aiutare a capire il dramma interiore di un consulente SEO: “scrivi per gli utenti e non per lo spider” (programma automatico che scandaglia il web per indicizzare, valutare e a volte penalizzare i siti web presenti o da inserire negli archivi dei motori di ricerca).

 

A volte in solitudine, altre volte supportato da qualcuno che di informatica se ne intende, un esperto SEO controlla che ci sia un’architettura di link che possa permettere una buona navigazione da cima a fondo del sito (passando anche per molte porte laterali), che tutte le pagine abbiano collegamenti funzionanti e che gli indirizzi (URLs) siano facili da leggere (SEO On Site).

 

Solo dopo aver fatto tutto questo deve scatenarsi la vera e unica competenza di un consulente SEO: le PR digitali e non (SEO Off Site).

C’è solo una cosa, infatti, che può fare la differenza tra due siti web, a parità di contenuto e di struttura del sito: il numero dei link che riceve dall’esterno (backlink).

 

Come si possono guadagnare link? Come ci si guadagna normalmente un’approvazione, quindi citazioni e referenze incrociate nei confronti di un lavoro o di una pubblicazione?

Chiedilo a un esperto di marketing oppure organizza il brand di stesso: cosa significa?

 

Comincia a segnalare il tuo link a tutte le persone che si trovano nella tua rubrica di contatti (e che possano avere un qualche interesse nell’argomento), visita forum, blog ma anche eventi e presentazioni dove si affrontano gli stessi temi e stupisci la tua platea con un contenuto che arricchisca il valore di chi lo legge.

 

Non pensare che la link building possa esaurirsi in due directory (Dmoz ha vissuto un recente styling, ma è caduto in disgrazia da tempo e le directory di Yahoo non esistono più) e quattro commenti sullo stesso blog… Quando la concorrenza alza il tiro non c’è altra soluzione che rimboccarsi le maniche (indossare giacca e cravatta) e trasformarsi nei migliori PR del mondo, a meno che tu non voglia dissanguare le tasche dei tuoi clienti con campagne PPC, Facebook vs AdWords.

 

Vuoi ancora partire per Marte oppure ti interessa continuare a seguirmi in una prossima puntata?

Qualsiasi cosa tu possa pensare e per lasciare suggerimenti, lasciami un commento (senza link) e rimaniamo in contatto.

 

See you soon

 

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Marco Angelucci, CEO e Fondatore di HIGHTECHWARE Web & Media Agency. Project Manager, UX Designer e SEO Specialist Gestisco progetti web strutturati per piccole, medie e grandi aziende italiane e non, inoltre mi occupo di strategie SEO e di formazione da 15 anni. Nei ritagli di tempo mi dedico alla divulgazione estemporanea e occasionale dei segreti di questo mestiere.

6 Comments

  • Diego Iorio

    1 agosto 2016, 13:38

    Articolo davvero bello! Proprio questi giorni mi sto dedicando all’argomento SEO.
    Sono ancora piuttosto acerbo in materia, ma mi sto appunto chiedendo se una parte molto importante del lavoro dei SEO non stia diventando proprio la gestione del Content Marketing, oppure se le due discipline rimangono separate, seppur sempre fortemente collegate.

    • Lauryn

      1 agosto 2016, 13:43

      Ciao Diego, direi che sono strettamente collegate se un sito ha un obbiettivo da raggiungere. Andando avanti con lo studio capirai poi per cosa sei più portato 🙂

    • Marco Angelucci

      1 agosto 2016, 14:03

      Senza Content, non solo non c’è SEO… ma svanisce interamente ogni obiettivo di [web] marketing. Per amore dei tecnici, bisogna però dire che la SEO è anche codice (non magia nera)… Ai “poster” l’ardua sentenza!

  • Diego Iorio

    1 agosto 2016, 15:04

    Studio da un po’ tutto quello che ruota intorno al web design e web marketing, anche se non mi sento realmente preparato su nessun argomento specifico, almeno in confronto a voi “veterani” 🙂

    A dire il vero tra un paio di mesi dovrei laurearmi, dopo ho deciso di provare ad intraprendere la strada del freelance, per ora ho sulle spalle una dozzina di lavori, ma niente di più…

    In mezzo ai lavori sulla tesi mi sto costruendo anche il sito (www.diegoiorio.it), se volete dategli un’occhiata e, se avete qualche consiglio, sono tutto orecchi!
    Penso però di dover riscrivere i testi, non ho fatto ancora nessuno studio sulle parole chiave e sull’efficacia dei contenuti.

    Un giorno mi sa che dovrò decidere su cosa specializzarmi davvero e credetemi che sono piuttosto combattuto!

    Grazie a tutti del vostro lavoro, quello che scrivete è sempre interessante.

    • Lauryn

      1 agosto 2016, 16:08

      Eheh è dura, ma prima o poi si trova la propria strada 🙂 In bocca al lupo!

      • Diego Iorio

        1 agosto 2016, 16:19

        Grazie Lauryn, e che crepi ‘sto lupo! 🙂

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