Comunicare online: intervista con Francesca Luciani

Ciao Francesca,

ci conosciamo da talmente tanti anni che non saprei dire “dove” ti ho conosciuta e quando.

Forse però il mio primo ricordo risale al tuo blog “Pikadilly“, tagliente e satirico come solo tu sai essere (e devo ammettere che mi ha attirato l’assonanza con Piccadilly, da amante di Londra ;)). Da lì ho imparato a conoscerti e scoprire la professionista che c’è in te.

Ma andiamo con ordine: tempo fa ti definivi “smanettona”, è ancora così?

Nemmeno io ricordo dove ci siamo incontrate, ma se ce lo chiedono, ci siamo incontrate alla Nasa. Pikadilly esiste ancora, sta per ripartire con una nuova vestaglietta e il lancio del mio primo eBook a tema “gestione clienti”. L’eBook è dedicato a chi si sta addentrando nella fitta ed entusiasmante giungla del libero professionismo. Ops, scusa, stavo facendo un po’ di spot.

fra2Qual era la domanda? Ah sì, se mi definisco smanettona? Certo, assolutamente, più di prima. Questo termine è sempre stato utilizzato con accezione negativa, io invece l’ho sempre adorato, fin da quando mi è stato appiccicato addosso ormai otto anni fa. Chi lo usò contro di me non si rese conto che stava creando un mostro, pensava di offendermi e invece mi ha dato uno spunto per fare una piccola rivoluzione e togliere lo scettro alle blogstar che sembravano avere le verità in tasca.

La rete è democratica, dà spazio a chiunque abbia buone idee la giusta determinazione per metterle in pratica, apre le porte anche a chi, come me, non ha lauree e diplomi, ma è tignoso abbastanza da non fermarsi ai “no, tu non puoi perché non hai titoli, sei solo uno smanettone”. Dopotutto non saremmo qui senza gli smanettoni che hanno creduto nelle loro idee e passato notti a realizzarle, no? Per cui “smanettona” me lo farò scrivere anche sulla tomba.

E sei un mito. Già qui è uscito tutto il carattere per il quale ti adoro.

Essere donna è stato un ostacolo, non essere laureata ancora di più, ma hai sempre dimostrato che tutti possono essere tutto, basta volerlo. Cosa consigli ad una donna che voglia intraprendere la tua carriera? Cosa deve avere in più per potercela fare (e con questo non intendo avere successo, ma lavorare dignitosamente nel tuo campo?)

L’adorazione è reciproca, visto che ti sei rimessa in gioco subito dopo la nascita di tua figlia e lavorando sodo per tornare ai tuoi progetti. 🙂

L’essere donna non mi ha ostacolato con i clienti, per fortuna, ma nella comunità online sì: per entrare nei giri in cui vieni considerata un’esperta di qualcosa devi avere determinate caratteristiche che io non ho. Il punto è che non le voglio avere.

Ho un mio approccio alla comunicazione online che è tagliato e cucito sulla mia personalità ed è adatto per uno specifico target. Non vado bene per tutti e non vendo tutto a tutti. Questo l’ho capito a mie spese.
fra7Nel 2013, pensando che il mio approccio ironico e un po’ sociopatico non fosse considerato serio ed efficace ho deciso di mettermi “la cravatta”, di cominciare a parlare come i “professionisti seri”, quelli che vanno ai convegni e vengono invitati nelle università.
Sai qual è stato il risultato? Ho perso tutti i miei clienti, sui miei blog non c’era più quell’atmosfera di familiarità che mi permetteva non solo di divertirmi, ma anche di guadagnare parecchio.

Alla fine, dopo essere entrata nella vasca degli squali della comunicazione politica, sono tornata in me, ho messo in manutenzione Pikadilly.it e ricominciato a fare la smanettona sociopatica, ora le cose vanno molto meglio: evidentemente alla rete non serviva un’altra cravatta, ma qualcuno che offrisse ai suoi clienti lo stesso valore in un modo un po’ particolare.

Quindi la personalità non basta, serve una proposta di valore, i due aspetti devono andare a braccetto, altrimenti sei solo un pagliaccio o solo uno che dice qualcosa di utile, sì, ma che palle.

Ad una donna che vuole entrare a bomba nel mio settore dico tre cose più una:

  1. cerca di essere la più competente
  2. rischia
  3. sii te stessa e
  4. non tradirti per piacere.

Queste ultime due sembrano banali? Può darsi, ma in giro vedo tanti blogger con ottimi contenuti e una personalità che va bene per i volantini del supermercato, non per la rete che esige persone, non solo distributori di informazioni. 🙂

Secondo me questo basta e avanza perché chi ti legge per la prima volta si appassioni a te e alla tua professione.

Ti rivolgo un’ultima domanda che riguarda il tuo processo auto-formativo: quando e come sei arrivata a fare consulenza nel campo della comunicazione online, e come ti tieni aggiornata? Che libri consigli assolutamente?

Quindi do spazio ad un riepilogo dei tuoi siti e progetti, dei quali ti chiedo di scrivere giusto una riga/slogan di presentazione, nonché i contatti social.

Grazie!!

O per mettermi nella lista nera. 😀

Ho iniziato come web developer specializzandomi nella realizzazione di temi per Joomla e WordPress. Piano piano mi sono resa conto che lo sviluppo non mi rendeva così WOW-YEAH-OLè come vendere, così ho mollato la creazione dei siti web per darmi alla vendita per agenzie di Roma. Per vendere devi saper comunicare, non fuggi, puoi anche provarci, ma la comunicazione ti prende e ti costringe a possederla.

fra6Mi sono messa a studiare comunicazione verbale e non, da Joe Navarro a Paul Eckman, fino ad arrivare ai miei due assoluti miti: Dale Carnegie e Jeffrey Gitomer (vendita), passando per Cesare Sansavini (sempre vendita) e Tata Lucia. Ti vedo, stai ridendo. Sì, mi sono formata anche attraverso i libri e guide per genitori. Forse sono stati gli studi più utili mai fatti: non sai quanti “bambini” ho visto ricoprire ruoli importanti come l’amministrazione di un’azienda.

Sono arrivata alla comunicazione online aziendale passando per quella politica, che mi è servita per farmi crescere il pelo sullo stomaco.

Mi tengo aggiornata sia sui libri che seguendo i migliori esperti in fatto di comunicazione (l’ultimo dei quali Marco Montemagno), osservando, ascoltando, immergendomi nell’habitat del mio target o del target dei miei clienti, per questo non riesco fisicamente a gestire la comunicazione di un’azienda senza un approfondito studio sul campo.

fra4Tuttavia il miglior corso di comunicazione che posso consigliare è l’improvvisazione teatrale. L’improv ti “costringe” a comunicare a 360° con i tuoi compagni, altrimenti lo spettacolo crolla e il pubblico si annoia. Impossibile spiegarlo in poche righe, ma se chi legge vuole investire bene in un corso di comunicazione, corra subito a segnarsi ad improvvisazione teatrale. 🙂

I libri consigliati sono tutti quelli di Anna Maria Testa, “Come trattare gli altri e farseli amici” di Dale Carnegie, “Il libretto rosso della vendita” di Jeffrey Gitomer. Per chi è interessato alla comunicazione politica consiglio “La comunicazione politica” di Giampietro Mazzoleni e “Comunicazione politica online” di Gianluca Giansante.

12674156_10209099688155954_1615304526_nMa alla fine, l’unico libro che serve veramente è la vita: provare, osservare, liberarsi dal pregiudizio e ricordarsi di dire sì: “Say yes” è la prima regola dell’improvvisazione teatrale nonché un tatuaggio che porto fieramente sul polso, l’ho fatto per non dimenticare di accettare sempre la proposta e il punto di vista dell’altro.

Ho tanti progetti, ma quelli che segnalo sono: www.francescaluciani.it che è il mio sito “aziendale” e www.pikadilly.it che è il blog dedicato ai liberi professionisti che iniziano ora a lavorare online.

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Laura Gargiulo, web designer freelance e blogger. Autrice di "Come diventare web-coso" e "Consigli di webdesign base", moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012. Portfolio personale: Lauryn.it Parlo anche di viaggi ed expat su: Myplaceintheworld.it e do consigli su come espatriare a Edimburgo sul mio blog Lovin'Edinburgh

9 Comments

  • Miguel Martinez

    23 marzo 2016, 11:59

    Francesca ti stimo molto e sei per me un punto di riferimento! 😀

  • Fiorenzo

    23 marzo 2016, 12:06

    Bella intervista!
    Sui contenuti, non sono sorpreso in quanto conosco Pika da molti anni ormai e l’ho sempre ammirata per la sua determinazione e schiettezza.
    Colgo l’occasione per evidenziare quanto sia piacevole collaborare con lei e quanto mi sia anche divertito nelle occasioni che ci hanno visto collaboratori o meglio “smanettoni” per alcuni lavori svolti insieme.

    Faccio un grosso in bocca al lupo a Pika e ancora complimenti per l’intervista.

    • Francesca Luciani

      23 marzo 2016, 13:35

      Grazie Fiore, sì, nonostante le assurdità vissute ci siamo divertiti. 🙂

  • Andre

    23 marzo 2016, 12:11

    Non potevi scegliere soggetto migliore di Francesca per spiegare cosa determinazione e cervello possono fare insieme.

    • Lauryn

      23 marzo 2016, 13:24

      Grazie Andrea, già!

    • Francesca Luciani

      23 marzo 2016, 13:36

      Mi fai sempre tanto onore, grazie Andrea. 🙂

  • Marina

    23 marzo 2016, 18:40

    Cerco di risalire a quando ho virtualmente incontrato Pika: era più o meno il 2010 e non mi pareva vero di poterle parlare su Meemi (già la seguivo sul blog con moltissima ammirazione).

    Da allora tante cose sono cambiate, anche la stima che ho per questa forza della natura. Ah, ovviamente la stima è a livelli stellari 😀

    Grazie per averci regalato questa chicca di post ragazze!

    • Lauryn

      23 marzo 2016, 19:24

      Grazie Marina!! Il successo di queste interviste è proporzionale alla grandezza dell’intervistato. Ficata 😀 Evviva.

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