Come tutelarsi dalla follia dei clienti

Buongiorno ragazzi, oggi proprio non riesco a tenermela. Arriva un giorno in cui vi chiedete: ma vale la pena fare questo lavoro? Vale la pena essere presi in giro, svalutati economicamente e professionalmente e pretendere di essere anche nel giusto?

Mi sono imbattuta per la seconda volta nel cliente che al mio: “mi spiace, se il lavoro che ho svolto non è di suo gradimento, si riprenda i soldi e finiamola qui, non ho tempo da perdere“,  ribatte con minacce da baraccone e da bambino a cui è stato rubato il giocattolo. Minacce pesanti: avvocati, finanza, esercito, protezione civile…

Essendo nel giusto però tali minacce non fanno nè caldo nè freddo, ma sul momento potrebbero spaventare chiunque, soprattutto un webdesigner fresco di pacca. E allora il mio consiglio è di non lasciarvi intimorire e di contattare subito un avvocato che vi rincuorerà. Da contratto entrambe le parti possono recedere in qualsiasi momento. Se avete scritto bene il contratto, se recede il cliente vi spetta mantenere l’acconto più quanto dovuto fino ad allora. Viceversa se siete voi a recedere, avete diritto solo all’acconto.

Nei miei casi, il cliente aveva volutamente di sua tasca stra-pagato tutto fin dall’inizio. Ed è qui che nascono i problemi: diffidate di chi fa così, poichè l’atteggiamento che ne seguirà sarà a dir poco dispotico e puntiglioso nella maggior parte dei casi. Piuttosto ringraziate per il “gesto” ma accettate solo l’acconto e soprattutto mantenete sempre un atteggiamento distaccato (mai dare del “tu” se non in rari casi), perchè ciò che ne segue vi può portare all’esasperazione, come è successo a me.

La follia di un cliente deluso poi non ha confini. Metà delle volte vi minaccerà, magari dicendo che egli stesso è avvocato, ma basta un controllo veloce qui: http://www.ordineavvocati.it/ o qui, per chi è di Milano: http://www.ordineavvocatimilano.it/html/index.html e magari con l’occasione cercatene uno vero se non ce l’avete. Sarà sufficiente una lettera a mettere a tacere il pentolone che bolle.

Nei miei casi è bastato. Io poi sono anche abbastanza ingenua e ho volutamente ridato indietro tutti i soldi e  lasciato il lavoro fino ad allora svolto al cliente: si è perso tempo in due, direi che si è pari. Se poi il risultato prodotto non vi soddisfa, a quel punto perchè trattenerlo con gelosia? Fregatevene, e passate al prossimo.

Invito chi già ne ha passate come me a sfogarsi pure di seguito (evitando nomi ovviamente e allusioni troppo evidenti) per aiutare i nostri webdesigners emergenti a farsi la scorza. Io evidentemente ancora non ce l’avevo abbastanza dura, perchè ieri i miei nervi erano a fior di pelle e stanotte pensavo proprio a questo post. Buona giornata a tutti!

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Laura Gargiulo, web designer freelance e blogger. Autrice di "Come diventare web-coso" e "Consigli di webdesign base", moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012. Portfolio personale: Lauryn.it Parlo anche di viaggi ed expat su: Myplaceintheworld.it e do consigli su come espatriare a Edimburgo sul mio blog Lovin'Edinburgh

43 Comments

  • Roberto Scano

    28 aprile 2009, 08:51

    Contratti, condizioni di fornitura, progetto esecutivo e associazioni alle spalle servono a questo 🙂 Non per nulla nell’area soci di IWA abbiamo dato spazio ai nostri legali per rispondere a quesiti degli associati 🙂
    Il problema del cliente esiste in ogni attività. Personalmente oggi come oggi non inizio mai un lavoro se non mi sottoscrivono un contratto con un adeguato anticipo, metto tutto nero su bianco e contrattualmente chiedo che ogni comunicazione avvenga per iscritto (anche solo via mail), inserendo dei bei rimborsi spese per spostamenti (in modo da invitare il cliente ad essere concreto quando ci si vede).
    Poi il cliente di classe “S” (strunz) si trova sempre, ma con gli anni di esperienza si comincia ad individuare e a isolare (anzi, ancor meglio, ad informare i colleghi della pericolosità dell’individuo sotto l’aspetto commerciale).

  • Pasquale

    28 aprile 2009, 08:57

    Carissima,
    hai tutta la mia comprensione.
    A me succede 2 volte su 3 di dover soccombere a clienti che finiscono per voler mettere mano direttamente nei progetti criticando le mie scelte e dettando addirittura la progettazione e il visual. La verità è che il più delle volte non capiscono che il professionista non è un operaio o un esecutore di ordini.

    Il webdesigner ha sempre ragione 😉

  • Mauro Accornero

    28 aprile 2009, 09:07

    Hai fatto senza dubbio la scelta giusta, in una situazione come questa conviene davvero rinunciare ai soldi e mollare tutto. Ci sono momenti in cui bisogna usare un exit strategy rapida per non perdere ulteriore tempo e di conseguenza denaro, considerato anche le magagne che uno si trova a dover gestire il gioco non vale la candela anche se i soldi in ballo sono molti. Sono daccordo con Roberto che questi soggetti andrebbero segnalati, visto che a tutti noi viene sempre richiesto portfolio, curriculum, crediti e debiti prima di prendere un lavoro mentre il cliente di norma non porta altro che i soldi e mille richieste. Fatti coraggio Lauryn è una triste situazione comune ma hai sicuramente fatto bene a scaricare un cliente così molesto.

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 09:22

    grazie ragazzi, quando succedono queste cose, soprattutto se succedono spesso, ci si comincia a chiedere se siamo noi quelli sbagliati, se abbiamo fatto un passo falso, o se veramente il mondo è fatto di folli…

  • Simone Fieni

    28 aprile 2009, 09:30

    La mia esperienza è paradossale. Nella mia precedente attività di organizzatore di eventi mi sono trovato i Carabinieri in un salone fieristico, allertati da un cliente che sosteneva essere vittima di sequestro di persona, solo perchè il contratto prevedeva la liquidazione del saldo al termine della manifestazione !! Sono d’accordo con chi dice che bisogna evitare di fare affari con quel “tipo” di clienti, se così vogliamo definirli. Se parliamo pi di servizi tipo quello che cerchiamo di fornire noi, sono tutti “capaci” a dare consigli. In fondo è facile, dicono … Io sto alla larga anche da questi … Ma poi, chi rimane ???

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 09:41

    mamma mia simone…non per i carabinieri, perchè immagino poi sia finito tutto in una grassa risata insieme a loro, ma per queste persone…

    chi rimane? le aziende. avendo già a conoscenza certe procedure quali preventivi, contratti etc sono quelle che bene o male sanno cosa c’è dietro ad un lavoro e sanno quando c’è aria fritta e quando no. poi l’interlocutore interno può essere competente o meno, ma questo è un altro discorso…

  • Dimitri Giani

    28 aprile 2009, 09:41

    Ho avuto pure io gli stessi problemi e sottoscritto tutto quello che hai inserito nell’articolo. Ottimo consiglio..

    Pure io, troppo spesso ormai, mi chiedo se fare questo lavoro davvero ne vale la pena..

  • Simone Fieni

    28 aprile 2009, 09:48

    Con i carabinieri è finita che il sedicente cliente non ha pagato ed i carabieniri ci hanno intimato di farlo uscire… poi potevamo fargli causa !!! Certo Lauryn, rimangono le aziende, è vero. Forse nelle Marche, dove lavoro e vivo, si fa ancora fatica a digerire l’idea che esistano “procedure” a cui abituarsi. Si tratta davvero di microimprese, il più delle volte, che magari in passato hanno pensato a fare del volantinaggio per promuovere la loro attività. Si tratta di creare una “cultura”, secondo me, quasi da zero. E non sempre è facile, spesso non è remunerativo.

  • Sal

    28 aprile 2009, 09:51

    Dai su forza e coraggio 😀

    Io più volte ho pensato di fare il freelance e problemi come questo sono quelli che mi fanno desistere.

    Ma guarda il lato positivo

    Io mi ritrovo oltre a combattere con clienti incapaci anche con titolari che ti obbligano a fare modifiche che ti fanno vergognare di dire “questo lavoro l’ho fatto io”.

    E sopratutto almeno tu lo fai per te stessa 😀

  • antonino attanasio

    28 aprile 2009, 09:52

    sono socio iwa e ne seguo le problematiche legali, ivi comprese quelle sottopostemi dai soci. io sono avvocato consulente di impresa e lo sforzo attuale che sostengo è quello di seguire ENTRAMBE le parti del rapporto contrattuale allo scopo di gestire le vicende in maniera armonica. purtroppo qua manca la comunicazione tra le parti. tutto è improntato a diffidenza e pregiudizi più spesso della malafede. lavoro per recuperare il concetto di contratto come regole del gioco ecco.

  • Giancarlo

    28 aprile 2009, 10:01

    Non capisco perchè si rivolgono ad 1 professionista per farsi fare il sito. Se già hanno in mente il design, la struttura, e magari come fare il database….tanto vale che se lo fanno da soli! Peccato che certe persone parlano parlano…ma poi non sanno far nulla.

    Ciò capita non solo ai professionisti che lavorano in proprio, ma anche ai dipendenti che subiscono pressioni dal capo.

    Io ho conosciuto gente davvero bizarra…piccoli professionisti che nei loro siti web aziendali affermano di essere programmatori solo per attrarre clienti, e poi fanno fare il lavoro a qualche “schiavo moderno precario” (espressione usata anche da Beppe Grillo) e per giunta li umiliano. Ma se a questi “capi” chiedi cosa è una funzione hash irreversibile, una socket, una sessione, o una autenticazione MAC, neanche sanno cosa sono!

    L’importante è che sanno usare dreamweaver e si definiscono programmatori php…

    E’ la stessa cosa di un cliente. Un privato che chiede un lavoro, o un imprenditore che non sa fare 1 tubo ma che ha il fiuto per gli affari e ha soldi da investire, deve fornire i mezzi per lavorare e il lavoro, ma non deve mai entrare nei dettagli di come si fa il lavoro.

    Dalla mia esperienza, ho conosciuto piccoli imprenditori, che
    1) non sanno programmare…e ci potrebbe anche stare…
    2) non sanno fare i designer e ci potrebbe anche stare…

    ma ho conosciuto anche imprenditori che non sanno fare nè l’uno nè l’altro…e ai colloqui di lavoro ti danno biglittini da visita e volantini…e ti dicono “se conosci 1 amico o un parente che vuole fatto fare un sito…presentacelo”. MA come? non dovrebbero essere gli imprenditori (i cosidetti datori di lavoro) a cercare i clienti e fornire il lavoro ai dipendenti ? e se io conoscessi 1 amico o un familiare che vuole fatto fare 1 sito…il lavoro non glielo faccio io (che lo farei sempre io..perchè il datore nn lo sa fare)…e tra l’altro lo faccio risparmiare perchè non ci sarebbe il sovraccarico che la sanguisuga del capo vuole mettere per guadagnarci. Insomma…a ognuno le sue competenze:

    1) Il cliente deve cacciare i soldi, ma nn deve entrare nei dettagli del lavoro. Deve pretendere solo di raggiungere certi obiettivi economici e/o in termini di visibilità con il sito, ma non decidere come fare il sito per raggiungere lo scopo.
    2) L’imprenditore se sa fare il suo lavoro… bene!!!…se nn lo sa fare…deve almeno fare l’imprenditore…cioè procurare il lavoro da far fare ai dipendenti (ma senza entrare nei dettagli …perchè nn ne capisce un tubo neanche lui come il cliente)
    3) il dipendente deve fare il lavoro assegnato nel migliore dei modi e applicando le sue competenze

    Mi sembra che in Italia, i ruoli ormai non vengono + rispettati e che ognuno fa quel che cazzo gli pare!

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 11:14

    @antonino: hai perfettamente ragione, da oggi sarò più intransigente in questo senso. hai consigli per tutelare entrambe le parti da eventuali “dimissioni” dell’uno o dell’altro? è giusto quanto ho detto in merito all’acconto etc?
    facci sapere che ne pensi, grazie!

    @giancarlo: che sfogo, vedo che anche tu sei incazzato nero ahahhah

    comunque mi ripiglio, saranno anche le giornate di pioggia. giuro mi riprendo 🙂

  • Matteo_M

    28 aprile 2009, 11:58

    Diciamolo, sono veramente assurdi alcuni clienti!
    A noi continuano a capitare quelli del “lo vorrei un po’ più blu”, continuamente, ogni volta che lo vedono.

    @Giancarlo: il tuo sfogo è esemplare, e giustissimo! 😀

  • Marco

    28 aprile 2009, 12:53

    @Matteo_M Diciamolo, sono veramente assurde.. alcune persone!

    Di gente maleducata, purtroppo, ce ne è dappertutto! Non solo fra i clienti..

  • Marco

    28 aprile 2009, 13:22

    Quasi dimenticavo…

    The oppressor’s wrong, the proud man’s contumely,
    […] and the spurns
    That patient merit of the unworthy takes

    [Shakespeare, tratto da Hamlet]

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 13:31

    mitico marco!
    talvolta poi talune persone mascherano la maleducazione dietro un atteggiamento composto…che è peggio: ti si prende per il sedere senza che te ne accorgi. e poi se “sbotti” dicono a te che sei la “schizzata” :S

  • Cristian

    28 aprile 2009, 13:49

    Come non condividere l’indignazione (e non solo) di fronte a situazioni simili.

    Purtroppo…niente di nuovo! Accadeva anni fa e accade tuttora. La cosa più importante è non perdere fiducia in se stessi (soprattutto per chi sta iniziando la propria avventura nel mondo del lavoro).

    A distanza di circa dodici anni dal mio primo lavoro a diretto contatto con il cliente, ancora oggi capita il personaggio maleducato, ignorante e prepotente. La tipica persona convinta che la sua professione ed il suo lavoro valgano più di ciò che noi stiamo facendo.

    A differenza del passato però ora ho i mezzi, il carattere e un po’ di esperienza per tutelarmi.

    Condivido e sottoscrivo tutti i consigli di Lauryn, non solo per i Web Designer ma per tutti coloro che lavorano nell’informatica e che si scontrano quindi (visto il carattere innovativo delle soluzioni proposte) con una buona dose di ignoranza del cliente.

    Per me è fondamentale mantenere le distanze con il nuovo cliente. Ogni aspetto deve essere trattato in modo formale perchè purtroppo troppi giovani professionsti finiscono per diventare i “ragazzi del sito” per il cliente. Si finisce per dare del “tu”, convinti di aver trovato un “amicone”. In questo modo si rimandano i conti, ci si fida delle parole ed al momento del conto…ti arriva una mazzata morale, scoprendo che avevi di fronte non un amico, ne un buon cliente!

    Dopo anni solo pochi clienti storici e realmente amici hanno con me un rapporto pseudo amichevole. Anche se sanno che tutto ciò che riguarda il lavoro avviene in modo formale, scritto e controfirmato.

    Fate preventivi, fateli sottoscrivere. Studiate con un avvocato preparato e che magari sia in contatto con il vs eventuale commercialista, i contratti, gli acconti, le penali e tutte le varie clausole.
    Anche la forma della fattura dev’essere studiata perchè in eventuali cause legali conta pure quella.

    Per quanto sia strano dirlo non esagerate con la vostra disponibilità (e non parlo di clienti storici e fidatissimi), diventando una sorta di “schiavetti”. Il vostro lavoro e il vostro tempo ha un valore, regalarlo serve solo a peggiorare la situazione.
    Cioè essere disponibili, preparati e professionali è un conto…essere presi per il naso (…) è un altro!

    Accordi scritti e formali, e-mail e tutto quanto sia riproducibile e diverso dai semplici accordi verbali, è indispensabile.

    Appena iniziato, anni fa, subito tra i primi clienti mi capito un episodio di questo tipo. Per fortuna tutto era dipeso dalla scarsa conoscenza del mondo informatico del cliente. Qualche litigio, qualche minaccia, poi ho deciso di lasciargli i soldi assieme ad una descrizione analitica (che oggi redigo in fase di progetto) di quanto svolto.
    Dopo alcune settimane il cliente mi ha chiamato, si è scusato ed ha pagato quanto previsto. Oggi è un mio cliente storico.

    Purtroppo non tutte le vicende finiscono così.

    Sempre con poca esperienza mi sono fatto “gabbare” da un cliente (con enormi possibilità economiche) non avendo fatto contratti formali e acconti (l’amico dell’amico dell’amico).
    Non avevo mezzi per controbattere, davanti avevo il tipico personaggio convinto che “lavoro” sia solo ciò che si vede..tipo costruire una casa, zappare un campo, insomma lontano anni luce dall’informatica.

    E dopo un’altra brutta esperienza mi sono deciso a formalizzare tutto, dall’inizio alla fine del rapporto di lavoro.
    Infatti ho avuto solo un altro problema simile, con una grossa spa (assurdo visto le cifre bassissime alla base del lavoro effettuato). Però i mezzi a quel punto li avevo. Contratti, firme e quant’altro. Ne è nata una causa legale, in parte vinta ma che (grazie alla veloce giustizia italiana) vedrà la fine credo per il 2010!

    Scusate l’enormità dell’intervento 😀

  • mirkojax

    28 aprile 2009, 13:54

    sto giusto facendo un sito che sta cliente prima ha accettato il design e parte della programmazione cms, ora si inventa miriadi di modificazioni e aggiunte, Ieri ci ha spedito 8 fogli a4 di modicazioni, grrrrrr… meno male che lavoro in una compagnia e stamattina il mio capo la richiama per risolvere la situazione e cmq abbiamo il contratto firmato 😀

    ah si poi volevo aggiungere la follia dei clienti a cui decidi di fare il lavoro gratis o superscontato.. non sottovalutateli e non pensate che si accontenteranno di poco (visto che e’ gratis).. almeno nel mio caso si sono rivelati piu’ pignoli e rompiballi dei clienti normali. Doppio grrrrrrr

  • Iria

    28 aprile 2009, 14:01

    Io sono ASSOLUTAMENTE ingenua e tendo a fidarmi troppo della professionalità delle persone (se io sono una persona seria e onesta lo saranno anche loro no? Mai.)
    Io ti sarei eternamente grata se aiutassi gli stolti come me a fare dei contratti che ci tutelino sotto ogni aspetto.
    Ho già avuto il mio bel cliente a cui a lavoro finito ho ridato anche l’anticipo PURCHE’ SPARISSE PER SEMPRE.
    E visto l’andazzo di alcuni clienti attuali temo si ripeterà..

  • Sofia

    28 aprile 2009, 17:19

    E’ successo anche a me, due volte (in 13 anni).
    Molto stressante: il cliente non concepisce di essere mollato da un consulente/fornitore… è lui quello che molla. Se lo molli tu dà fuori di matto.
    Lui vuole avere il diritto di trattarti malissimo, ma se tu ti sottrai alle sue angherie gli pare che gli manchi la terra sotto i piedi.

    Io ai tempi ho fatto presente che un incarico non è una riduzione in schiavitù… e che se viene meno la fiducia, non c’è motivo per continuare la collaborazione, ed è nell’interesse di entrambi cessarla…

    Succede (quasi sempre) quando non si ha a che fare con un’unica persona, ma con un gruppo, in cui c’è qualcuno che cerca di darti le colpe di scelte fatte da lui (che hanno fatto perdere tempo o si sono rivelate infruttuose) e pretende che tu risolva “per domani” cose che richiedono ben altri tempi…

  • piero

    28 aprile 2009, 18:16

    Per esperienza ho imparato che non bisogna MAI:
    – concedere troppo al cliente, altrimenti gli dai la mano e si prende il braccio;
    – dargli idea che sia lui “quello che ne capisce”… a quel punto è veramente la fine;
    – sottovalutare le questioni contrattuali/pagamento

    Infine, sono del parere che bisogna valutare il cliente fin dall’inizio… uno che fa il pezzente sulle decine di euro, che accampa pretese assurde fin dall’inizio, o che pensa di darti ordini, è meglio lasciarlo perdere fin dall’inizio 😉

    Purtroppo non sempre è facile accorgersi di chi si ha davanti 😐

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 18:34

    essì ragazzi…comunque l’idea del redigere un contratto standard è buona…chiedo consulenza a mia cugina, le pago di tasca mia la consulenza e le chiedo se posso poi rendere pubblico il contratto, così saremo un po’ tutti tutelati. già il mio contratto è abbastanza buono, ma non si sa mai…

    grazie del sostegno ragazzi 🙂

  • Livio

    28 aprile 2009, 19:11

    E’ capitato anche a me quello che descrive Sofia, delirante. Un’altra volta, dove non potevo dire mi hai rotto le palle, ho adottato la tecnica ti ammazzo a fichi molli.

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 19:28

    ahahah il “ti ammazzo a fichi molli” mi mancava ahhaha

  • Abruzzo Seo

    28 aprile 2009, 19:45

    Sarà per questo che faccio firmare contratti di almeno 3 pagine scritti in verdana 9pt?

  • Roberto Scano

    28 aprile 2009, 19:51

    Laura il contratto standard purtroppo non esiste 🙂

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 20:05

    @roberto: eh lo so che non esiste, perchè ognuno fa un tipo di lavoro diverso dall’altro, e poi di volta in volta devi togliere e mettere, ma magari un contrattino che sia più completo possibile o perlomeno molto chiaro sui punti salienti: obblighi, doveri, soldi e tempi.

  • Roberto Scano

    28 aprile 2009, 20:15

    Fidati Laura, faccio anche perizie in tribunale, il problema non è il contratto quanto la capacità di identificare preventivamente i “furbacchioni” e soprattutto di mettere nero su bianco quel che c’è da fare per il cliente, facendogli sottoscrivere soprattutto un’eventuale bozza di lavoro.

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 20:19

    capito…
    allora non ci resta che fare bene il nostro dovere…ora vado a recuperare un po’ di autostima da qualche parte ^^

  • Iria

    28 aprile 2009, 20:49

    Il contratto standard l’avrei apprezzato molto, almeno per vedere come si comportano gli altri così da migliorare me stessa.

    Purtroppo non sempre si riesce a scovare il furbacchione, bisogna sempre sperare nella serietà altrui, e il resto.. nero su bianco.

  • aledesign.it

    28 aprile 2009, 21:03

    Cara Lauryn calza proprio a pennello questo post..del resto nel weekend te ne avevo parlato pure io del mio caso.. Comunque l’individuo ora ha il sito perfettamente online da più di un anno senza averlo pagato completamente, ora cercherò di muovermi con le dovute pinze.Il prossimo che mi dice chiamo i carabinieri io gli dirò che ho le nazioni unite dalla mia parte. Tutelarsi è un bene..e non solo per i freelance, ma anche per chi ha contratti a progetto o a tempo determinato, dove tutto è ok fin a 10/15 giorni dalla fine dove poi cade tutto..e allora? che si fa? 😉

  • Lauryn

    28 aprile 2009, 21:09

    sì, come se poi i carabinieri non avessero altro da fare…una volta chiamai dei carabinieri per conto di una famiglia di indiani che erano stati derubati e mi dissero che non potevano fare niente e che dovevano andare in commissariato a fare la denuncia.

    per cui, pensateci bene e non lasciatevi intimorire quando dicono di voler chiamarvi l’esercito contro. non vi possono denunciare perchè non avete compiuto un reato, al massimo non avete adempiuto ad un contratto (se questo c’era) per cui al massimo si ricorre agli avvocati 😉

  • alex

    29 aprile 2009, 06:10

    Ti capisco! Io per un cliente avevo perso cosi tempo che non riuscivo neanche a sistemare il mio sito e a pubblicizzarmi.
    In più un lavoro svolto un mese fa ancora mi devono pagare e già ho emesso fattura.
    Già questo periodo è nero, almeno per quanto riguarda me, poi ci sono i furbi.
    Spero che accada anche negli altri paesi e che non sia un atteggimaneto tipico da popolo latino, altrimenti io ho già le valigie pronte.
    Con questo commento approfitto per porvi due domande, spero che qualcuno mi possa rispondere:

    1. Dove acquistate foto per i vostri template? Io conosco fotolia ma per i template anche di dimostrazione devi acqistare la licenza estesa e alcune costano molto, quaindi la pubblicità di 1€ a foto lascia il tempo che trova se poi la devo lasciare sul deskpot.

    2. Template monster che vende tantissimi temi di tutti i tipi a prezzi stracciati che ne pensate e,quanto incide sul nostro lavoro da piccole ditte individuali?

    grazie in anticipo per le risposte e considerazioni.

    by
    alex

  • Lauryn

    29 aprile 2009, 08:19

    @alex: beh non ti aspettare che tutti i clienti ti paghino sull’unghia. considera che le aziende chiedono minimo 30 giorni, perchè spesso fanno i pagamenti tutti insieme a fine mese. te lo dico perchè ho lavorato proprio come contabile nell’amministrazione di un’azienda…
    l’importante è concordare prima e non emettere mai fatture a rimessa diretta a meno che non siano liberi professionisti, ma anche con loro sarei un attimo compiacente. L’importante è ottenere un anticipo prima, del 30% almeno. Su quello non ti si può dire niente, deve essere immediato ad inizio lavori, con fattura di anticipo. Non scappa nessuno.

    per le tue domande: 1. io acquisto su stockexpert.com, a meno di 70 centesimi per “credit”: a seconda della risoluzione potrebbero volercene anche 2 o 3, ma anche 1 a volte basta…

    per il punto 2 io non acquisto mai da templatemonster, al massimo da themeforest che perlomeno fornisce codice validato e discretamente pulito, senza tutte quelle min…ate con flash che mette templatemonster 😀

    baci!

  • alex

    29 aprile 2009, 08:23

    grazie sei sempre molto gentile. Quindi qualche volta hai acquistato template? Perchè ti è convenuto? o per il tempo?

  • Lauryn

    29 aprile 2009, 08:28

    un paio di volte per far pagare meno il cliente. gli ho mostrato il catalogo, ha scelto, modificato, installato e via 😀

  • MB

    12 gennaio 2012, 12:52

    Bè hai tutta la mia comprensione!Io di recente ho avuto una cosa fresca fresca!con me si sono inventati che il sito non si vedeva online!quando tutti lo riescono a vedere online!in piu in html 5!nn vi dico il prezzo che ho fatto perchè è come se l’avessi regalato!!

  • Lauryn

    12 gennaio 2012, 13:35

    a tal proposito MB, me ne viene in mente una dal telefilm IT CROWD: “ha acceso e spento il pc?” ahahahhha magari non erano connessi con internet XD

  • lanterne cinesi

    8 maggio 2015, 11:49

    Esattamente quello che cercavo. Terzo Lombardo

    • Lauryn

      8 maggio 2015, 17:02

      stessa situazione? 🙂 hai la mia comprensione 🙂

  • lanterne cinesi

    12 maggio 2015, 09:39

    Grazie per l’aiuto. Luca Trentino

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