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Come trovare clienti? Fai di te stesso un brand e apriti un blog [recensione ebook]

Ho di recente letto questo ebook che raccomando a chi è un professionista con una presenza online che non sa però come sfruttare a suo favore.

Fai di te stesso un brand: Personal branding e reputazione online (Web book) di Riccardo Scandellari, è uno di quei libri che in modo semplice e chiaro sa illuminarti e ti conduce passo passo verso la soluzione o, come in questo caso “le” soluzioni, perché tempestato di interventi di professionisti del mondo del web che hanno saputo far emergere la loro professione tramite un blog e tutta la promozione che vi gira intorno.

La mia recensione su Amazon

E’ una guida che, come ho scritto già nella recensione su Amazon…

brand_te_stessoDovrebbe intitolarsi anche “professione blogger”, al contrario di altre guide che ho letto in giro e che non sono all’altezza. Questa invece è completa e spiega come presentarsi in rete in modo professionale e utilizzare lo strumento blog come promessa per nuove collaborazioni e lavori, se non proprio diventare la tua professione (ok in Italia è un miraggio, ma perché non sognare?).
Web writing, social networks…è spiegato tutto bene e con competenza. Un paio di indecisioni fra un paio di autori sugli orari migliori di pubblicazione (eheh pareri discordanti, ma concordo che dipende dai settori), ma il resto è ottimo. Consigliato anche e soprattutto a chi vuole diventare blogger “professionista”.

Aiuta davvero a trovare nuovi clienti?

Vi sfido a provare. “Come trovare clienti?” è una domanda che i web-cosi si pongono ancor prima di iniziare a studiare per diventarlo.

Ma se solo cominciassero a rifletterci capirebbero, come ho scritto fra le righe del mio Come diventare web-coso: Guida per diventare web designer da autodidatta, che essere presenti online e riuscire a farsi trovare dai clienti è il primo biglietto da visita sulla nostra professionalità.

Come potremmo infatti rivendere ai nostri clienti un servizio web che dovrebbe aiutare la sua attività se noi per primi non sappiamo come sfruttare questo elemento?

Le conoscenze e i passaparola funzionano, ma alcuni fanno delle vere e proprie campagne di marketing porta a porta, dichiarando loro stessi che raccolgono 1 su 5, e va benissimo anche quello se ti piace impiegare metà del tuo tempo spiegando cosa fai, cosa che dovrebbe saper fare il tuo sito, ma davvero cosa stai dimostrando al tuo potenziale cliente? Che per trovare clienti anche loro dovranno comunque fare il porta a porta perché il sito non servirà a nulla? Magari ubriacati dalle tue belle parole di imbonitore cederanno e si avvarranno dei tuoi servigi, ma basta poco per fermarsi e chiedersi se cercando “miglior web designer di Pollena Trocchia” troveranno te o qualcun altro…

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Ps ho usato Pollena Trocchia perché lo diceva sempre mio nonno a mia nonna quando si vantava di averla portata in un posto lontano e meta turistica ambita 🙂

Fai di te stesso un brand: Personal branding e reputazione online

12,99
Fai di te stesso un brand: Personal branding e reputazione online
10

Consigliato per professionisti

10/10

    Consigliato per blogger

    10/10

      Pros

      • Può essere letto da tutti, non necessita di particolari basi se non nozioni base come: sito, blog, social network
      • Ottimo rapporto qualità/prezzo

      Cons

      • Nessuno
      Laura Gargiulo, web designer freelance e blogger. Autrice di "Come diventare web-coso" e "Consigli di webdesign base", moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012. Portfolio personale: Lauryn.it Parlo anche di viaggi ed expat su: Myplaceintheworld.it

      10 Comments

      • Idee di business

        12 maggio 2015, 01:52

        Ottimo. Ordinerò questo libro, mi sembra un ottima base di partenza per molti che si affacciano sul web con un attività.

        • Lauryn

          12 maggio 2015, 08:48

          contenta di averti aiutata! a presto 🙂

      • Valerio Rongione

        13 maggio 2015, 01:00

        Salve

        Ho intrapreso non da molto la strada di web coso,
        Personalmente ho impostato tutta la mia attività immaginando un pubblico potenziale che non avendo familiarità con la tecnologia, ma potendone beneficiare, avrebbe apprezzato i miei servizi.

        Faccio largo uso degli strumenti tradizionali: telefono, porta a porta e posta per raggiungere questo pubblico che non conosce il web e mi sto divertendo tanto, ottenendo anche soddisfazione dai tanti tecno-scettici che beneficiano del mio lavoro che al giorno d’oggi è tutto meno che virtuale.

        Grazie della segnalazione sembra una lettura interessante

        • Lauryn

          13 maggio 2015, 12:19

          ottimo Valerio! il rapporto con il cliente in prima persona è una cosa “vera”, che viene apprezzata. ma la mia domanda è: i siti poi che vendi, hanno qualità di “farsi trovare”? e il tuo?
          troverai che la lettura che ho segnalato è ottima, vedrai!

          • Valerio Rongione

            13 maggio 2015, 13:22

            Grazie per la risposta
            “i siti poi che vendi, hanno qualità di “farsi trovare”? e il tuo?”

            Per i siti dei clienti, ovviamente, il punto centrale è farli trovare dalle ricerche, con lo studio della concorrenza e l’ottimizzazione per i motori di ricerca, insieme ad altre attività, riesco a dargli un buon ritorno, poi c’è tutto il discorso della pubblicità che aiuta molto per la visibilità del marchio e dei beni-servizi.

            Il mio sito ha un utenza marginale rispetto al “cliente-tipo” dove ho una visibilità media rispetto alla concorrenza per molte chiavi di ricerca, lo utilizzo molto per fare degli esempi da far vedere ai clienti.

            Sono molto carente per la mia attività lato “social” dove non ho iniziato, praticamente, nessuna attività salvo qualche pubblicità mirata, poi c’è il discorso tempo e pianificazione che per i clienti funziona, ma non riesco per la mia attività a darmi costanza e a trovare tempo, so che qui sbaglio, ma è un target “tecnologico” che non è quello a cui mi rivolgo abitualmente.

            Poi, uscendo dai canoni classici del “mestiere”, ci sono alcune cose che andrebbero fatte per pubblicizzare la mia attività che non faccio, come ad esempio:
            – lasciare i miei riferimenti nei siti che gestisco e che realizzo per i clienti
            – avere un portafoglio di “lavori” realizzati
            – utilizzare strumenti che reputo aggressivi per il trattamento dei dati personali
            E’ un mio limite, ne sono consapevole.

            Scusami se mi sono dilungato troppo

          • Lauryn

            13 maggio 2015, 16:18

            ma no figurati, anzi è bello confrontarsi. mi stai aprendo un mondo. in effetti anche per il professionista che segue la strada del dare il primo esempio poi si ritrova con il sito non aggiornato e perfetto per via della mancanza di tempo. l’importante è riuscire a portare buoni esempi da mostrare al cliente.
            bravo!

          • Valerio Rongione

            13 maggio 2015, 17:48

            Grazie, a voler tirare le somme è così

      • Manuela

        15 luglio 2015, 17:39

        Bello! Io ho un blog di design (Finetodesign) e mi piacerebbe molto diventasse il mio impiego a tempo pieno… credo correrò a comprare il libro a questo punto!

        • Lauryn

          15 luglio 2015, 18:49

          ciao manuela, saranno soldini ben spesi, vedrai. ti darà molta ispirazione. buona fortuna!

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