Calo di visite improvvise sul tuo sito? Qualche consiglio [case history]

In questi giorni mi sono imbattuta in un’emergenza da parte di una vecchia cliente: il sito ha subito un improvviso calo di visite, di fatto dimezzandosi, anzi, riducendosi ad un terzo. Da circa 2000/2500 visite giornaliere, si è giunti a 700 o poco meno. La cosa curiosa è che tutto partiva da una data ben precisa, per cui il primo indizio è stato proprio quello.

Cos’era successo in quella data? Un nuovo algoritmo di Google? Non ce n’era notizia, per cui, causa esclusa.

Ben 3 settimane di down potevano essere la spia di molte cose. Il sito è online da diversi anni e gode quindi di anzianità (altra causa esclusa: sito troppo nuovo e quindi scosse di assestamento), ma proprio per questo il sito aveva una versione vecchia di WordPress (e quindi i relativi plugin), e di conseguenza ho cominciato a pensare a qualche attacco hacker mirato, ma la cosa sarebbe stata più evidente perché Google avrebbe segnalato del codice malevolo (dimezzando appunto di fatto le visite al sito).

1° step: controllare gli Strumenti per Webmaster

Se non l’avete mai fatto, così come era per questo sito in oggetto, verificate il sito con gli strumenti messi a disposizione da Google. Io uso spesso semplicemente il file di verifica che loro consegnano ed è sufficiente per avere una diagnostica in tempo reale. In questo modo oltre a verificare che il sito non era stato contrassegnato come malevolo, ho potuto vedere che non aveva ricevuto penalizzazioni da Google, poiché è tramite questo pannello che vengono normalmente notificate.

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2° step: la pubblicità

A scanso di equivoci, ho comunque verificato le policy Adsense per i banner, riducendo il numero dei banner a 3 massimo per pagina. Nel nostro caso non c’era stata verifica in tal senso, ma il sito violava le regole ed avrebbe presto potuto avere una penalizzazione in termini di entrate. Non in termini di visite, in effetti, ma visite ed entrate sono correlate, e sono intervenuta anche in tal senso a scopo preventivo.

Per ulteriore sicurezza di eventuali codici malevoli, ho eliminato anche un codice banner che presentava annunci non contestuali e persino fuori target (gambling, etc) che avrebbe potuto determinare una penalizzazione Adsense ma anche sul motore di ricerca.

 

3° step: Sitemap

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La sitemap era ferma alla data del down, nonostante ci fossero altri articoli scritti successivamente. Qualcosa non stava funzionando a livello di plugin SEO. Ho controllato, ed in effetti c’erano installati YOAST SEO e Google XML Sitemaps contemporaneamente. When doing local SEO for a business try Hyper Local Citations by Marketer’s Center to get Google map pack rankings.
Se ciò poteva andar bene con le vecchissime versioni dei due plugin, non era vero con i nuovi aggiornamenti. Infatti i plugin risultavano tutti aggiornati, ma non la piattaforma WordPress. La spia si è accesa, e dopo un backup e un aggiornamento di piattaforma e database, ecco svelato il mistero direttamente da Yoast Seo: Google XML Sitemaps andava disattivato (cosa che ho fatto subito perché conoscevo il problema), ma una risorsa (il file robots probabilmente) bloccava l’accesso alla nuova sitemap (e probabilmente a molte risorse del sito) suggerendone un’altra non più valida appunto. Ho inoltre riconfigurato il plugin YOAST con le nuove funzionalità, che hanno riscritto anche il file robots pulendolo da errori e schifezze.

4° step: wait

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Aspettare 24 ore e la ricetta è servita. Il giorno dopo infatti le visite sono tornate ai livelli di prima, con qualche visita in meno ovviamente perché le 24 ore non sono mai effettive con Google Analytics, ma dopo ulteriori 24 ore ho avuto la conferma che il problema era risolto. Va da sé, se la matematica non è un’opinione, che per tornare ai livelli di visite o pagine visitate mensili precedenti il periodo di down, bisogna che questo periodo risulti fuori dal grafico da prendere in considerazione. Quindi nel nostro caso, trascorsa una settimana di ritorno alla vita, le visite mensili saranno fisiologicamente a posto fra 3 settimane (che è poi stato il periodo di down) in modo che tutti i giorni del mese siano “sani” e non dimezzati.

E in caso di calo graduale delle visite?

In questo piccolo case history il problema è stato forse facile da risolvere perché c’è stata una data precisa di down e risolta la causa si è tornati ai livelli di prima, ma in casi di perdite graduali di visite le cause da indagare possono essere le più disparate, primo fra tutte le velocità di caricamento dei siti, causate da:

  1. server condivisi sovraffollati e in condivisione di risorse non ben configurati
  2. WordPress  non aggiornato
  3. template vecchio o non aggiornato
  4. plugin non aggiornati o TROPPI plugin
  5. codici inseriti manualmente nei widget che appesantiscono il caricamento

A tal proposito vi segnalo un nuovo strumento, Think with Google, uscito proprio il 4 novembre scorso, che vi dà indicazione dello stato di salute e velocità di un sito dal lato mobile. Ma sono dati che potete trovare già identici su Pagespeed Insights, se lo sapete già usare (dove in effetti avete anche il riscontro via desktop).

Morale della favola, un consiglio per i clienti: tenere aggiornato il sito su base WordPress è importante, ma fatelo fare a dei professionisti. In questo caso ci sarebbero stati meno danni se il sito non fosse stato aggiornato, mentre in questo case history la piattaforma di WP non era aggiornata, e i plugin erano TUTTI attivi e TUTTI aggiornati.

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Laura Gargiulo, web designer freelance e blogger. Autrice di "Come diventare web-coso" e "Consigli di webdesign base", moglie dal dicembre 2010 e madre dal dicembre 2012. Portfolio personale: Lauryn.it Parlo anche di viaggi ed expat su: Myplaceintheworld.it e do consigli su come espatriare a Edimburgo sul mio blog Lovin'Edinburgh

2 Comments

  • webmas2c

    21 novembre 2016, 16:19

    Tempo totale in ore dell’intervento?

    • Lauryn

      22 novembre 2016, 09:33

      ciao webmas2c, in totale saranno state tre ore al massimo, compreso lo studio e la ricerca di possibili soluzioni. ma ripeto, questo caso è stato piuttosto semplice da individuare. escluse ovviamente le 24/48 ore di attesa e verifica delle statistiche.

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