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Accessibilità? Non è necessario conoscere la legge, basta il buon senso

Scritto da il 11 gennaio 2010 in Accessibilità - 34 Commenti - 7 visite

Questo titolo è ovviamente provocatorio, però l’articolo di Maurizio Boscarol che ha condotto dei test su utenti non vedenti che fanno uso di Jaws, ci dimostra che alcuni semplici accorgimenti di buon senso possono migliorare di molto l’esperienza di navigazione di queste tipologie di utenti. La cosa buffa è che alcuni di questi accorgimenti non sono contemplati neanche nei provvedimenti di legge che ben conosciamo (Legge Stanca).

Ringraziamo Boscarol per i test effettuati di cui possiamo solo far tesoro e imparare!

Immagine 7 Accessibilità? Non è necessario conoscere la legge, basta il buon senso

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L'Autore

Laura Gargiulo, webdesigner freelance. Web architect senior, esperta xhtml, css, usabilità, design, cms, webmarketing e Seo, Wordpress specialist. Membro del progetto di prossima pubblicazione Piperita Lab e dell'IWA Italy Visita il mio sito personale Lauryn.it e contattami pure per un preventivo gratuito.

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34 Commenti

  1. Paolo (91 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 08:57

    molto interessante, soprattutto la parte sulla legge di Fitts. Infatti devo dire che in questo il mac ha un altro difetto: la lente per la funziona cerca in alto a destra: non è nell’angolo, ma quasi all’angolo. Puntualmente mi capita di farne uso e d ritrovarmi a scrivere nel nulla perché il mouse finisce sull’orologio. a voi capita? Provate: portate il mouse sulla lente velocemente e poi nel lasciarlo per raggiungere la tastiera con la mano lo si sposta di un centimetro a sinistra e s disattiva la ricerca e si apre il menù dell’orologio

  2. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 09:10

    di certo è che se l’area sensibile fosse appena appena più grande non sarebbe male :)

  3. Vittorio (56 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 09:56

    Beh che dire… molto interessante. Secondo me però la legge Stanca è stata, e rimane tuttora, uno dei fondamenti della progettazione web almeno per i web designer italiani. Visto i risultati che abbiamo avuto con la legge non oso immaginare cosa ci sarebbe oggi in giro senza di essa.

  4. aledesign.it (344 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 10:24

    Concordo pure io con l’area ricerca del mac. Effettivamente a volte mi capitava di scrivere nel vuoto. Non una gran bella cosa. Ottimo articolo.

  5. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 10:31

    certo vittorio, il mio titolo era provocatorio infatti. tutto per dire che nonostante una legge e i suoi principi, le cose da fare sono molte!!

  6. GaSe (43 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 11:24

    Come sempre una legge è una legge nient’altro, poi la realtà a cui si dovrebbe applicare è ben altra cosa.
    Diciamo che è una base di riferimento, poi se uno si considera un web designer professionale cerca di ampliare il suo bagaglio anche sulla usabilità/accessibilità di persone meno fortunate di noi.
    Grazie della segnalazione Lauryn, veramente molto utile.

  7. Carlo (9 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 12:11

    Articolo molto interessante, ma bisogna dire che molti preferisco puntare sulla grafica e non ella’accessibilità di un sito e così i disabili vengono sempre di più ignorati.

  8. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 12:14

    ancora con questa credenza che accessibilità = sito graficamente schifoso?
    direi che è superata da un bel po’…

  9. Vittorio (56 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 12:24

    concordo lauryn… un sito accessibile non è o non deve essere per forza schifoso… e comunque secondo me meglio schifoso e accessibile (quindi indicizzabile) che superfigo in flash…
    ricordo a tutti che un sito acessibile è intrinsecamente più indicizzabile dai motori di ricerca di uno non accessibile.

  10. GaSe (43 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 12:56

    @Vittorio
    Parole sante, in effetti adoperare tecniche di accessibilità significa anche mettere in pratica anche alcune tecniche SEO.

  11. Paolo Leonardi (13 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 12:57

    Intanto grazie ancora Lauryn, apprezzo moltissimo il tuo impegno nel dare spazio a questa tematica.
    I sondaggi effettuati sono molto interessanti; tralasciando il lato tecnico che Maurizio ha già trattato a modo, ho trovato particolarmente interessanti i dati sulle attività dei giovani/meno giovani non vedenti sul web. Analizzo la cosa chiaramente dal mio punto di vista di non vedente di 20 anni, abituato a fare sul web tutto quello che fa un vedente e probabilmente di più di molti. Questo non per farne un vanto, assolutamente… Ma a dimostrazione del fatto che anche un disabile può fare tutto quello che può fare un normodotato, basta essere messi in condizione di fare le cose, avere gli strumenti necessari.
    Credo che ultimamente si stia andando verso un cambiamento della concezione del disabile da parte della gente (e sarebbe anche ora). Un cambiamento netto e deciso in questi anni non può prescindere da una vera parità nei mezzi a disposizione sul web, perciò continuiamo a parlarne e i passi avanti saranno visibili a tutti.
    A presto
    Paolo Leonardi

  12. Paolo Leonardi (13 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 13:02

    @GaSe e @Vittorio:
    non ci dimentichiamo che google per prima si affida ad un’interfaccia minimalista e che dal 2010 il tempo di caricamento inciderà sulla SERP di google, perciò tanti elementi grafici, widget ecc… che per un disabile spesso e volentieri vogliono dire un peggioramento nell’usabilità, perderanno di valore e saranno molto meno usati, a beneficio di interfacce semplici, pulite e più usabili sicuramente.
    A presto
    Paolo Leonardi

  13. Scritto il 11 gennaio 2010 alle 13:15

    [...] quanto abbiamo a cuore la tematica dell’accessibilità ed usabilità del web. Come anche segnalato dall’amica Lauryn di italianwebdesign.it così anche noi vogliamo proporvi oggi un interessantissimo sondaggio effettuato da Maurizio [...]

  14. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 13:49

    ciao paolo, grazie del tuo prezioso contributo.
    sì, visto che non se ne parla mai abbastanza ho pensato di dedicare almeno un articolo a settimana a questo argomento.
    più lo rendiamo “pratico”, più diventa “accessibile” anche a chi non si è mai avvicinato a questa disciplina del webdesign.
    tra parentesi vorrei smaltire la navigazione anche su italianwebdesign…è che gli argomenti sono talmente tanti che non riesco proprio a sintetizzare ahah
    ps grazie per il trackback :)

  15. Vittorio (56 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 13:53

    @Paolo e @GaSe:
    Solo un’ultima riflessione… Oggi siamo nell’era del web 2.0 un web fatto di condivisione. E’ un controsenso condividere solo con alcuni utenti… non trovate?

  16. GaSe (43 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 14:14

    @Vittorio:
    Fai conto che io sono ancora in fase di startup, sto mettendo su il mio portfolio e poi il blog e quindi fattivamente potrò dare una mano più concreta nel divulgare nozioni sull’accessibilità.
    Nel frattempo grazie ancora a Lauryn do’ il mio piccolo contributo qui su IWD.

  17. GaSe (43 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 14:15

    Dimenticavo, sempre disponibile a nuove iniziative.

  18. Marco Olivetti (74 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 14:21

    Mi viene da aggiungere anche un’altra cosetta, ovvero: l’accessibilità non ha un vero e proprio costo, ovvero: se io conosco l’accessibilità svilupperò direttamente in maniera accessibile, non è che sviluppo in maniera sbagliata e poi correggo.

    Basta il buon senso, che è pure gratis.

    (ps: io tutti sti problemi con lo spotlight non ce li ho :P )

  19. Paolo Leonardi (13 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 14:53

    @Lauryn

    sì, visto che non se ne parla mai abbastanza ho pensato di dedicare almeno un articolo a settimana a questo argomento.

    E non posso che ringraziarti, magari lo facessero tutti! :)

    tra parentesi vorrei smaltire la navigazione anche su italianwebdesign

    Lo sai, quando vuoi contattami, se ti può servire un feedback diretto sull’usabilità con screen reader, io sono qui.
    Di niente per il trackback!

    @Vittorio
    Assolutamente. Ogni sviluppatore di pagine web, web designer e chiunque lavora sul web deve capire che un contenuto accessibile è un contenuto che può raggiungere un bacino di utenza ben maggiore, sebbene la percentuale di utenti disabili sia infinitesimale rispetto a quelli normodotati.

    @GaSe
    Anch’io sempre disponibile!

  20. Marco Grazia (43 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 20:49

    Che belle queste discussioni mi hanno riportato indietro di anni, di quando nel 2003, nei forum di Michele Diodati (li posso citare no? In fondo sono una pietra miliare in Italia su questi argomenti) si parlava dell’imminente arrivo della “stanca” con le accese discussioni con Roberto Scanu ad esempio.
    A me pare che tutto stia ripartendo da allora, che nel frattempo Stanca a parte non si è fatto nulla.
    Per far partire la “Stanca” si è dovuto aspettare una legge che dicesse chi doveva controllare e come i siti della P.A, perché non dimentichiamoci che la “Stanca” si applica solo ai siti della Pubblica Amministrazione.
    Ma almeno era un inizio!

    @Marco tu dici che l’accessibilità non ha un costo, io ti dico che non è vero affatto perché se provi ad interpellare un consulente in fatti di accessibilità vedrai che costi che ha, ma anche se chiedi a Paolo di verificarti un tuo sito, comunque perdi del tempo tra verifiche, attese delle verifiche, modifiche e contro verifiche e questo si traduce in costi.
    Dire che l’accessibilità non ha un prezzo è sbagliato, ma allo stesso tempo dire che non è un prezzo accettabile è pure sbagliato.
    Certo poi come dice giustamente Boscarol se tutti accettassero una best practice nella progettazione dell’ossatura di un sito, molto di quel lavoro sarebbe già realizzato e l’esperto magari nemmeno ti serve.

    M.

  21. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 20:56

    @Marco: prova a dirlo a Scano e vedrai che ti mangia eheh. Prova a chiedere a lui quanto si fa pagare e vedrai che è proprio niente. Bisogna sfatare questo mito che l’accessibilità costa tanto, da parte mia ho avuto contatti con professionisti specializzati in questo che lavorano per le pubbliche amministrazioni (in primims proprio Scano) e ti assicuro che non vengono pagati chissà quanto, anche perchè in virtù del fatto che sono pubbliche amministrazioni si sa bene che budget sono.
    L’accessibilità pertanto deve essere una disciplina fra le tante che è necessario avere a corredo di un buon portfolio e attuarla dove e quanto possibile.
    Poi per le P.A. c’è il D.L. attuativo apposito di cui parli e lì è tanto di maniche :)

  22. Marco Grazia (43 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 21:08

    @Laura lo so che mi mangia come ci ha mangiati a più riprese negli anni, ma io non voglio dire che abbia torto ad usare i denti, il fatto è che la realtà è così, più tempo perdi più il sito costa, poi ovvio sarà anche migliore ma non puoi dire che non costa.
    Io credo e se Scano legge queste pagine può rispondermi, e mangiarmi se crede, che lui voglia solo dire che l’accessibilità deve essere un fattore indispensabile, che solo così il suo costo è pari a zero perché inserito nel costo di base di ogni progettazione.
    C’è il costo della progettazione, del grafico, del coder, di chi inserisce i testi e dell’accessibilità a cui poi si aggiungeranno i costi dei writer e di tutte quelle voci che fanno lievitare il costo di un sito.
    Ma se l’accessibilità sarà inserita nella voce costo base, allora sarà a costo zero.
    Visto che avete citato Boscarol vi passo i link alle discussioni che facevamo nel 2003, sono identica a questa in fondo, solo che siamo nel 2010 e ancora facciamo e faccio, gli stessi discorsi, questo si che ha un costo.

    [1] http://forum.diodati.org/messaggi.asp?f=1&id=903
    [2] http://forum.diodati.org/messaggi.asp?f=1&id=911 l’ingresso della Postai nel discorso a cui rispondo io (Ziggy) e si scatena la rissa :-P

    M.

  23. Marco Grazia (43 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 22:31

    Sono un rompiscatole lo so, ma sono anche testardo :-)
    questa è sul sito di Boscarol e si riferisce al 2003: http://www.usabile.it/212003.htm#metodi
    è citata nello stesso sito in un articolo scritto proprio oggi: http://www.usabile.it/blog/quanto-costano-i-test-di-usabilita-la-risposta-di-jared-spool
    In cui Jared Spool dice appunto che tali test possono essere a costo zero se…

  24. Marco Olivetti (74 comments)
    Scritto il 11 gennaio 2010 alle 23:34

    Ma infatti non dico che gli esperti non servono. Il mio intervento si riferiva al fatto che gli sviluppatori spesso non si occupano di accesibilità per il fatto che magari la considerano come una cosa in più (costosa e dispensiosa di tempo) mentre in realtà sviluppare accessibile o meno è solamente una cosa tecnica e che quindi richiede lo stesso tempo. L’unico costo tiè, è il tempo che si impiega a imparare a sviluppare in quel modo, ma è una tantum (lo impari una volta e lo usi sempre).

    Che poi ci siano fior fiori di consulenti che si fanno pagare, mi pare che sia giusto e corretto :D

  25. Marco Grazia (43 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2010 alle 07:48

    Tutto il tuo discorso Marco si spiega con il tuo sondaggio, dove si evince che pochissimi, meno della metà usano quelle linee guida elementari di cui parli.
    Se parliamo di best practice allora sì che non ha un costo se non quello di decidere di seguire poche e semplici regole.

    M.

  26. Vittorio (56 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2010 alle 10:04

    Io partirei dall’assunto che nel 98% dei casi un cliente che chiede di realizzare il proprio sito web non ha idea di cosa c’è dietro. Nessuna.
    Quello che voglio dire (alle 9.40 del mattino ho ancora sonno) è che o si fa carico il web designer di progettare accessibile oppure non se ne fa carico nessuno.
    Perchè dovrebbe farlo?
    Secondo me proprio in quanto web designer.
    Tornando sempre a precisare che un sito accessibile è di qualità superiore e produce risultati in termini di indicizzazione e posizionamento ben diversi da un sito non accessibile, un web designer che non progetta accessibile stà, in fondo, prendendo per i fondelli il proprio cliente. E’ come se un artigiano non facesse un lavoro a regola d’arte no?

    Chiuderei questo piccolo contributo non richiesto con una frase del grande maestro Miaghi, che vale per tutto anche per il web design:
    “Se tu impari il Karate (il web design) è bene, se tu non lo impari è bene… se lo impari così così prima o poi crash”…

    Forse scritta non rende bene ma il senso è abbastanza chiaro a tutti.
    V.

    P.S.: prima di cominciare a progettare un nuovo sito guardate karate kid :D

  27. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2010 alle 10:16

    Quoto in pieno Vittorio :)

  28. Marco Grazia (43 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2010 alle 14:52

    Tranquillo Vittorio, ora ti do una dritta, a breve inizieranno le riprese del remake di Karate Kid.
    Vittorio quello che dici riguardo il cliente è giusto, ma magari ce ne fossero di clienti che non ne sanno nulla, il problema è sempre con quei clienti che credono di sapere perché hanno il nipote dello zio che fa i siti internet… e allora si che metti la cera e togli la cera…
    Poi è indubbio che se i siti non sono accessibili la colpa è di chi li fa e non di chi li ordina :-)
    M.

    PS @Laura ma il forum è chiuso? Perché io mi sono iscritto e “loggato” ma non mi fa mettere post e commenti ai post.

  29. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2010 alle 14:59

    ps il forum è in attesa di essere messo a posto :)

  30. Vittorio (56 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2010 alle 15:25

    @Marco Grazia
    Beh a che serve il remake?? L’originale mi sembra ancora bellissimo… Sarà che l’ho visto al cinema allora… e poi Pat Morita è insostituibile.
    Per quanto riguarda i clienti che hanno il nipote dello zio che fa siti internet… solitamente li mando dal nipote dello zio a farsi fare il sito.
    Quello che voglio dire è che mentre è corretto e sacrosanto dare al cliente lo spazio per esprimere le proprie necessità ed aspettative, non è altrettanto corretto dare al cliente la possibilità di rovinare o rendere inservibile un progetto qualunque esso sia.
    Bisogna imparare a dire di no. Essere accondiscendenti quando non occorre è, secondo me, controproducente.

  31. Marco Grazia (43 comments)
    Scritto il 12 gennaio 2010 alle 16:52

    @Vittorio concordo al 100% su quello che dici, anche su Pat Morita :-) però le statistiche mostrate da Marco Olivetti su quanti sanno cosa sia/usano l’accessibilità/usabilità le hai viste anche tu no?
    E che ti aspetti da loro? Io magari i loro clienti :-D
    Pat Morita, purtroppo, verrà sostituito da Jackie Chan e Ralph Macchio invece dal figlio di Willy Smith, che dire… metti la cera…

    M.

    PS grazie Laura

  32. wdex (2 comments)
    Scritto il 24 gennaio 2010 alle 14:17

    Nel tutorial di usabile.it leggo:

    “Usare i tag di titolazione (h1-h6) per introdurre sezioni distinte di contenuto”,

    ma spesso h2 viene usato per indicare un sottotitolo di h1.

    Per esempio proprio nel sito usabile.it trovo questo codice:

    Usabile.it
    usabilità, accessibilità e interaction-design per il web

    che piu’ che, per quanto riguarda h2, introdurre una sezione distinta, mi sembra si tratti di un sottotitolo di usabile.it.

    Puo’ essere una eccezione tollerabile?

  33. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 24 gennaio 2010 alle 14:30

    @wdex: certamente…anche io normalmente uso h1 per titolo del sito/pagina e h2 per il sottotitolo. poi però li puoi anche riusare per titoli dello stesso livello all’interno della pagina. nel senso, non sono “discendenti”, per cui non è detto che a fine pagina, se hai usato più titoli, tu debba arrivare ad usare persino un h6, di solito non ci si arriva mai.

    immagina un non vedente che vuole “a colpo d’occhio” capire di cosa parla il sito e chiede al lettore di leggere solamente gli h2…in questo modo capirà i titoli degli articoli o i paragrafi del singolo articolo etc.

    non so se sono stata chiara…

  34. Scritto il 25 gennaio 2010 alle 01:18

    [...] quanto abbiamo a cuore la tematica dell’accessibilità ed usabilità del web. Come anche segnalato dall’amica Lauryn di italianwebdesign.it così anche noi vogliamo proporvi oggi un interessantissimo sondaggio effettuato da Maurizio [...]

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