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Accessibilità: i vocabolari controllati

Scritto da il 27 gennaio 2010 in Teoria del web, Usabilità - 9 Commenti - 44 visite

Oggi parleremo dei vocabolari controllati. Cosa sono, perché vengono usati e come crearli.Word List 232x300 Accessibilità: i vocabolari controllati

Un vocabolario controllato non è altro che una lista di parole, un elenco di termini che vengono utilizzati nella creazione e mantenimento dei metadati del sito, sia nel contenuto stesso, sia nella ricerca.
Questi vocabolari possono essere un elenco di parole riservate, da usare al posto di alternative più o meno chiare, un elenco di termini sinonimi, magari per non usare lo stesso termine sia nell’h1 che nell’h2, oppure delle parole vietate, che non possono essere usate punto e basta.

Questi elenchi vengono usati per dare coerenza al sito, attraverso l’uso degli stessi nel sistema di etichettatura (e quindi tutti gli h*), nel contenuto della pagina, nei titoli delle pagine, e nei risultati di ricerca. Molto importanti sono i vocabolari controllati usati nelle ricerche (interne ovviamente). Ad esempio, se su un sito di un nostro cliente, una persona cerca “micro onde” potrebbe restituirgli 0 risultati, mentre cercando “microonde” gliene restituisce una 50ina. In questo caso interverranno i vocabolari controllati, andando a dire al sistema che “micro onde” è una parola sinonimo di “microonde” e quindi deve restituire i risultati di quella parola li.

Crearli non è complicato, basta solo stare attenti, spesso ci basta osservare il testo delle pagine esistenti (se esistono) ed estrapolare delle parole, oppure estrapolare delle parole comuni attraverso lo studio delle statistiche di accesso. Nel caso non possiamo accedere a questi dati, perché un sito ancora non esiste, andremo a creare noi insieme al cliente questi elenchi, stando attenti a quali parole scegliere, o magari andando a vedere il sito di un nostro concorrente.

È molto importante che questi elenchi siano scritti, su carta, pdf o quello che vi pare, per svariati motivi:

  • Potreste scordarveli: se state facendo un sito, dal momento della creazione di questi vocabolari a quella della scrittura dei testi potrebbe passare più tempo del previsto, e così vi potreste dimenticare delle parole. Stesso discorso vale se dovete modificare il sito dopo un periodo di tempo considerevole.
  • Probabilmente non li userete solo voi: se gli aggiornamenti del sito li fa il cliente o chi per lui, deve avere questa lista di parole a portata di mano, altrimenti potrebbe vanificare in un attimo tutto il vostro lavoro.

Possiamo creare tanti vocabolari quanti quanti sono i gruppi di utenti principali del sito, ad esempio se un sito ha un’utenza composta da medici e persone normale, magari il medico si aspetta nel menù di trovare “cefalea” mentre voi scrivete “mal di testa” oppure il contrario, col risultato di sfavorire troppo un’utenza rispetto a un’altra. In questo caso, e sono pochi per fortuna, la soluzione più congeniale consiste nel creare due siti distinti, ognuno col suo vocabolario controllato. Dico per fortuna, perché il lavoro in questo caso si raddoppia, e anche il prezzo, cosa che a volte il cliente non è disposto a sostenere. In questi casi però è molto più difficile creare un solo vocabolario per tutte le categorie di utenti.

Oltretutto non pensate che questi vocabolari servono solo a chi lavora sul web. Pensate a chi traduce o crea software, per non andare lontano, quando creano i menù del programma devono sempre stare attenti ad usare sempre le stesse parole, per non far trovare agli utenti da una parte “Salva” e in un’altro menù “Registra” con lo stesso significato.

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L'Autore

Architetto dell'Informazione presso uno società di webdesign, ho sviluppato nel tempo conoscenze in interaction design e user centered design che cerco di condividere con gli utenti di ItalianWebDesign.

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9 Commenti

  1. Francesco Ciabatta (66 comments)
    Scritto il 27 gennaio 2010 alle 10:36

    Interessante, in effetti migliorano di molto l’acessibilità del sito.

  2. aledesign.it (344 comments)
    Scritto il 27 gennaio 2010 alle 12:52

    Ottimo questo articolo, quasi quasi lo posto pure sul mio twitter, in effetti la cosa che più mi fa temere è quando le mani ce le mette il cliente. Dura fargli capire a volte i confini! ;) Grazie!

  3. Laura (101 comments)
    Scritto il 27 gennaio 2010 alle 13:52

    complimenti Marco, i tuoi articoli sono davvero interesasnti, continua così :-)

  4. Marco Olivetti (74 comments)
    Scritto il 27 gennaio 2010 alle 14:30

    Grazie Laura :)

  5. Lauryn (4189 comments)
    Scritto il 27 gennaio 2010 alle 16:27

    ottimo articolo ;)

  6. Vittorio (56 comments)
    Scritto il 27 gennaio 2010 alle 17:18

    molto interessante, grazie.

  7. Scritto il 8 febbraio 2010 alle 07:58

    [...] Vocabolari controllati [...]

  8. Scritto il 12 marzo 2010 alle 08:56

    [...] quali sono le parole più cercate dai visitatori per poterle così usare nella creazione dei vocabolari controllati. Tramite mappe di calore possiamo scoprire aree del sito da migliorare, per permettere una meglio [...]

  9. Scritto il 18 marzo 2010 alle 08:00

    [...] le voci di menù e i link del sito. Questo passaggio segue direttamente quello della creazione dei vocabolari controllati, perché ne fa uso diretto. Occuparsi di queste etichette è molto importante, spesso lo facciamo [...]

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